Vi ricordate Masters of Magic vero? E Heroes of Might and Magic?

Se le risposte a queste domande sono "sì" già vi vedo aggrottare la fronte diffidenti, con lo sguardo obliquo ed un unico pensiero in testa.. "non potrai mai convincermi a cambiar gioco..". E ammetto senza problemi che questa risposta è leggittima considerato gli esponenti del genere usciti di recente.

Paradossalmente, invece di continuare sulle strade stellate e lussuriose aperte da titoli come heroes, age of wonders e disciples, siamo tornati indietro abbracciando una strategia più spicciola in favore di tanta scena..perdendo anche in carisma e affezione verso quel draghetto in 2d che ci ha aiutato in tante battaglie. Si, parlo di quella bellissima sensazione che ti faceva tifare per la milizia portata dietro dall'inizio della partita, parlo del sorrisone sul viso quando il mio gigante su disciples 2 diventa magicamente un gigante delle tempeste.Stiamo divagando, spero sia chiaro che parliamo di uno strategico a turni con elementi rpg e gestionali ma più che altro parliamo di draghi, barbari e uomini lucertola.

Ed Eador Genesis disse a Masters of the Broken World "IO SONO TUO PADRE"... "NUOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO"

Prima di parlare in modo approfondito di Masters of the Broken World, è opportuno accennare al suo papino,
Eador Genesis. I due titoli in verità finiscono con l'assomigliarsi davvero molto, con differenze legate forse più all'aspetto visivo che alle meccaniche di gioco vere e proprie, detto questo entrambi i titoli fanno di una complessità intrinseca il loro punto di forza, offrendo livelli di sfida sempre pronti a testare i denti di strateghi scafati o a distruggere quelli forse ancora da latte di molti giocatori che vogliono avvicinarsi al genere.

Pianificazione, continue decisioni, gestione di armate e risorse sono fasi che nella saga di eador vanno comprese e utilizzate con criterio e dedizione. Ogni turno è decisivo, soprattutto all'inizio, dove l'oro scarseggia e anche solo assoldare un goblin nelle nostre file può portarci facilmente ad un conto in rosso. Stessa cosa dicasi per il combattimento: anche se più familiare e canonico, conoscere per bene pregi e difetti delle nostre unità ed adattarsi ad ogni situazione è vitale. Per ora sono caratteristiche basilari per uno strategico di questo stampo, ed in Eador le basi sono solide portando tanta carne al fuoco da assaporare pian piano.

Tutorial chi?

Fino a questo punto tutto bene quindi, le prospettive di un gran gioco ci sono tutte, però è bene chiarire che Eador non fa un gran lavoro nel portare a braccetto il giocatore lungo l'arduo inizio, dove fra quest, esplorazione, gestione delle provincie e truppe il materiale offerto al giocatore rischia di accavallarsi, o di presentarsi troppo in fretta o troppo lentamente. Il tutorial del gioco, seppur ingegnoso , è infatti scialbo e non spiega tante belle features che brillano in Eador e che andranno assimilate solo con l'esperienza ed ore di gioco. Questo approccio molto hardcore potrebbe spaventare i novellini del genere e allo stesso tempo catturare l'attenzione di chi ha masticato pane e turni per parecchio tempo.

Un mondo di shard, provincie e magia

Elencare in una recensione tutto ciò che Eador ha da offrire è impossibile. Sono talmente tanti i fattori da tenere in cosiderazione, le possibilità e la profondità di gestione e gameplay che uscirebbe più una guida che una recensione: nonostante questo possiamo stabilire che Eador viaggia su un filone abbastanza canonico per quanto riguarda il genere, diciamo che l'esplorazione, la conquista e la cura dei nostri eroi sono tre importanti parti del gameplay.

Gli shard, ovvero le mappe del gioco che compongono il mondo in rovina di eador, sono divise in provincie, ognuna con caratteristiche diverse dall'altra e con zone particolari da poter far visitare da uno dei nostri eroi. Conquistando una provincia acquisiamo risorse (principalmente oro per comprare unità, edifici e mantenerli, e gemme per usare la magia sul campo di battaglia; tuttavia ci sono anche altri tipi di risorse, come metallo e legno destinati a particolari attività) che andranno a costituire le entrate per ogni turno. Inoltre, ogni provincia può essere esplorata da un eroe, che potrà trovare incontri casuali, come ladri impegnati a rubare o inquisitori impegnati in una missione.Oltre a questo, più o meno ogni provincia ha delle zone fisse da poter esplorare, quest che potremo affrontare in qualsiasi momento per ottenere esperienza, equipaggiamento o risorse.

Anche in questo caso eador non offre una guida, saremo noi a capire con l'esperienza quale nemico possiamo affrontare subito o quale invece ha bisogno di essere lavorato successivamente; vero, il nostro eroe ci dirà all'inizio di uno scontro come potrebbe andare il combattimento ma non fate affidamento solo su questo, molti scontri potranno essere difficili anche se alla nostra portata, così come scontri più difficili potrebbero risultare fattibili con una maggiore arguzia tattica.

Conquistare province è quindi fondamentale sotto tutti punti di vista: contribuiscono alle entrate, offrono esperienza e quest al nostro eroe, e in alcuni casi nuove unità da poter reclutare: infatti le province potranno appartenere ad altre razze, come nani, elfi, uominilucertola, e con il giusto parlamentare (ovvero con il completamento di quest) potremo allearci con loro, arruolandone le unità e costruendo edifici particolari nella nostra capitale. Depredare una provincia quindi non è sempre la scelta più opportuna, offrendo al giocatore molto più di un semplice pretesto per sfoderare la spada. A corredo di tutto questo, avremo la possibilità di ampliare le province annesse al nostro impero con edifici quali avamposti, mulini e guardie per proteggerla da un eventuale attacco nemico.

E'sempre un gioco di scacchi

Le ostilità in Eador vengono gestite con una classica componente tattica. Ad ogni scontro infatti, le unità a disposizione del nostre eroe dovranno essere disposte su una scacchiera che rappresenta il campo di battaglia: una volta fatta questa operazione potremo avviare il combattimento.Ogni unità, eroe compreso, ha determinati attributi che la rende diversa dalle altre: valori quali morale, punti vita, movimento contribuiscono a variare molto il nostro party, ponendoci di fronte a continue scelte all'aumento di livello.

Sì perchè non solo l'eroe acquisisce punti esperienza, ma anche le unità, e ad ogni livello il gioco ci porrà di fronte due scelte, come aumentare punti vita o morale, o difesa e movimento, contribuendo a diversificare il nostro esercito rendendo il nostro uomolucertola diverso da un altro. Ogni unità inoltre potrà essere premiata con una medaglia che aggiungera statistiche ma ne aumenterà il costo di mantenimento.

Di base comunque, la prima cosa da fare in Eador è scegliere gli eroi: si parte da poche classi che vanno dal classico mago o guerriero, per passare al ranger o al comandante, ma la varietà si presenta con l'aumentare dei punti esperienza, fornendo un parco di abilità notevole da poter scegliere, e sottoclassi da affiancare a quella principale. Livellare un eroe tramite quest o esplorando provincie è fondamentale, come conseguenza perderne uno sul campo di battaglia a livelli alti è rischioso perchè per riportarli in vita dovremo sganciare bei soldoni.

Anche qui un sistema abbastanza punitivo, un singolo combattimento se non valutato correttamente può portare rapidamente alla disfatta del nostro eroe, e non vi dico quanta mestizia ci sia nel perdere un barbaro portato avanti da inizio partita. In generale persiste una difficoltà di base molto elevata, ma che rende il combattimento brillante e completo: lanciare magie, usare abilità, cambiare equipaggiamento sono tutte possibilità che funzionano benissimo in Eador, offrendo un combat classico nel genere ma vario e curato in ogni piccollo dettaglio.

Ma come lo gioco?

Le modalità offerte da eador sono le classiche: abbiamo una campagna principale, gestita bene e davvero molto originale, caratterizzata da personaggi ben studiati e da dialoghi che a volte rasentano la comicità più schietta e il tutto gira in una campagna molto lunga, che può durare tantissime ore in base al livello di difficoltà selezionato. Ho trovato eador davvero tosto e punitivo, l'ai sembra sempre pronta a prenderci di sorpresa, e abbassare la guardia anche solo per un momento può voler dire perdere una provincia o un eroe. Personalmente mi piacciono i giochi tosti, che non perdonano, ma allo stesso tempo non mi spiego come una ai senza provincie possa comunque arruolare guardie, non voglio dire che l'ai usi sporchi trucchi.. però.. Comunque ci sono parecchi livelli di difficoltà selezionabili ad inzio missione, e questo aiuta nelle fasi avanzate della campagna.

Abbiamo poi la classica modalità sandbox, la mia preferita, dove possiamo partire da zero una nuova partita e fare un pò quello che ci pare. Da testare c'è la componente online, elemento secondo me non fondamentale per il genere ma che se ben fatto può virtualmente portare uno strategico a livelli di longevità infiniti.

Guarda papà si vedono le stelle!

Sotto il profilo tecnico, Eador Masters of the Broken World è un gioiellino. A partire dalla mappa con il mondo distrutto, per continuare con le mappe di gioco, il livello di dettaglio è davvero elevato. Le unità sono ben disegnate e animate (seppur in alcune occasioni le animazioni vanno un pò a caso) e il sonoro di sottofondo contribuisce a creare un atmosfera davvero piacevole, desitnata ad accompagnare il nostro giocato di turno in turno.

Conclusioni, aka, spingo la clessidra e passo il turno

Aaah, quanto adoro gli strategici alla heroes, belli corposi, con tanta roba da fare e tante unità da arruolare! Riesce la saga di eador ad offrire una base di possibilità tale da catturare il purista del genere? Riesce a offrire una varietà tale da creare l'effetto "ultimo turno" alle 3 del mattino? Per quanto mi riguarda, direi proprio di si, e non solo ci riesce ma lo fa con estremo merito e con tantissima carne al fuoco da spolpare pian piano, come si gusta una bistecca al sangue.

I problemi principali riguardano un lancio non privo di problemi, e alcuni di essi ancora rimangono in attesa di essere risolti: turni che si bloccano, personaggi che non si muovono, bachi che possono risultare fastidiosi e che portano per forza di cose all'utilizzio di quick save più frequenti. Nonostante questo, il prodotto giocato in questo momento è privo di bugs tali da minare in toto il gioco, permane però un sistema grafico abbastanza pesante in alcune situazioni.

Per finire, Eador mi è piaciuto davvero tanto, forse uno dei migliori esponenti del genere uscito di recente: non è però un prodotto adatto a chi si presenta al genere per la prima volta, non offrendo un tutorial completo ma abbastanza confuso; vi consiglio caldamento di rivolgervi alla wiki uffciale per guide sostanziose su magie, risorse e unità.

Quindi promossa in toto la saga di Eador: con Masters of the Broken World a fare quasi da remake grafico di Genesis avrete di fronte ore e ore di gioco pronte ad appassionarvi con l'aumentare dei turni.

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