Ho acquistato questo titolo con molta curiosità, affascinato probabilmente dall'ambientazione inusuale e dal concept abbastanza originale. Deponia è infatti un “junk game", non nel senso letterale del termine, ma parliamo di un'avventura grafica dal taglio fantasy-umoristico di fatto ambientata su un pianeta dove abbondano rifiuti e spazzatura di ogni tipo, in un panorama post-apocalittico alla Mad Max arricchito da un pizzico di steampunk. “Deponie” in tedesco significa “discarica” e se volessimo per puro divertimento dare un nome italiano, potremmo usare “Pattumia” per indicare il luogo dove vive e vegeta Rufus, il protagonista del nostro gioco e che funge infatti da enorme pianeta-discarica per un attiguo e ben più ricco corpo celeste, conosciuto come Elysium.

Il plot in se è abbastanza banalotto, ma presenta anche alcuni spunti interessanti e un retrogusto particolare, qualcosa che ricorda vagamente i giochi classici della Lucas, ovviamente con le dovute proporzioni. Il pianeta in questione è abitato da personaggi strani, indaffarati in qualche modo nel business dei rifiuti, tutti tranne Rufus, che è una sorta di outcast, un antieroe emarginato e denigrato dalla comunità deponiana per la sua inaffidabilità, il suo cinismo e la sua inettitudine, oltre che per la sua scarsa voglia di lavorare e per il fatto di essere il figlio di un ex sindaco che non si è affatto distinto positivamente durante il proprio mandato e che in più è scappato via abbandonandolo al suo destino.

Non mancano dunque battute al vetriolo nei confronti di questo giovane protagonista, soprattutto da parte di Toni, la sua ex fidanzata, proprietaria di un negozio di cianfrusaglie nonché sua coinquilina, che non fa che rinfacciargli la sua inadeguatezza in ogni circostanza. In un contesto del genere, Rufus cova neanche tanto segretamente un odio represso verso Deponia ed i suoi abitanti, il che lo porta a pianificare strampalati metodi per abbandonare il pianeta e per raggiungere Elysium, che come i “Campi Elisi” della mitologia greca, rappresenta appunto una sorta di paradiso destinato ad alcuni “eletti”.

L'occasione del riscatto gli si presenta su un piatto d'argento, il gioco ha infatti inizio con Rufus alle prese con il suo ultimo tentativo di fuga, mentre appare in cielo una nave proveniente da Elysium. In seguito ad un nostro maldestro tentativo di raggiungere la nave, una onorevole cittadina di Elysium, una ragazza di nome “Goal” (ed è tutto dire) precipita su Deponia e perde i sensi, così il nostro obiettivo diventerà di vincere la concorrenza degli altri abitanti tra mille difficoltà e di trovare un modo per farle riprendere conoscenza, naturalmente non per amore, ma per trarne un profitto del tutto personale.Il tutto condito da un umorismo per certi tratti divertente, per altri abbastanza prevedibile.

Graficamente, Deponia è un gioco apprezzabile, presenta infatti deliziosi sfondi in un caldo stile cartoon disegnati a mano, originali e probabilmente valorizzati da una impostazione puramente 2D. A mio parere (ci tengo a sottolinearlo), leggermente meno riuscita la realizzazione dei personaggi, i cui movimenti non sono sempre fluidi (soprattutto quello delle guardie nel finale) e ricordano alcuni manga e cartoni giapponesi, soprattutto nell'espressività facciale (mi riferisco al volto di Rufus o di Toni che in alcuni momenti sembra quello un personaggio di “Pollon”, o a quello di Goal che rimanda un po' a quello di Lamù).

Le animazioni non sono sempre eccellenti, ma il gioco in sé è esteticamente gradevole, la musica di sottofondo risulta piuttosto noiosa, più divertenti invece le canzoncine folk “epico-demenziali” che fungono da intermezzo in alcune parti del gioco. Il doppiaggio in inglese è discreto, la voce di Rufus mi sembra efficace, qualche dialogo è eccessivamente prolisso e in alcuni casi noioso, soprattutto quando non si dice nulla di importante per il proseguo del gioco e l'ironia di fondo diventa un po' ripetitiva e stucchevole.

Il gameplay è tradizionale, con una interfaccia tipicamente “punta e clicca”, ricca di interazione con l'ambiente e con gli oggetti in inventario, al quale si accede questa volta muovendo la rotellina di scorrimento del mouse (premendola visualizzerete anche tutti gli hotspot di una locazione), non so quanto utile, non credo siano queste le innovazioni di cui noi giocatori abbiamo bisogno.

Inizialmente il gioco non parte benissimo, il ritmo non è dei più elevati, le locazioni sono abbastanza limitate e questo trasmette una sensazione leggermente claustrofobica, inoltre ci sono momenti di stanca nel quale non è proprio chiarissimo cosa fare, o qualche soluzione un po' forzata (snobbando qualche alternativa più semplice sempre con gli oggetti a disposizione in inventario), però ad onor del vero il gioco cresce, soprattutto quando si abbandona l'ambientazione iniziale. Anche se la struttura narrativa è piuttosto lineare, il gioco presenta anche dei punti di non-linearità, e questo tradotto in soldoni significa che spesso c'è qualcosa di nuovo da provare quando sei bloccato, il che è assolutamente positivo per un videogiocatore.

Inoltre Deponia sa anche offrire una ottima quantità di puzzle, alcuni decisamente accessibili (surrogati più complessi e cugini alla lontana del gioco del filetto e affini) un paio abbastanza illogici e altri più leali, cervellotici e interessanti (per i più pigri c'è anche un pulsante che permette di “saltare” qualche mini-game). Nonostante possa sembrare il classico stupidotto da avventura grafica demenziale, Rufus ha un accenno di profondità, ricorda in alcuni momenti il primo Guybrush di The Secret of Monkey Island, nel suo essere un po' spaesato e sradicato, alla ricerca spasmodica di Elaine, ma purtroppo per lui non risulta altrettanto brillante, è un personaggio meno affascinante, le sue motivazioni non sono altrettanto nobili, ma soprattutto i suo commenti diventano a lungo andare leggermente noiosi nella banalità della sua comicità sempliciotta e non sempre divertente.

Tuttavia, sebbene non sia proprio un eroe positivo, anch'egli riesce a nascondere, sotto questa maschera di guascone egoista e cinico, un animo da sognatore che si riscatta nel finale, ricoprendo addirittura per un attimo un ruolo drammatico in un dialogo ricco di pathos (per un gioco comico) con il suo nemico Cletus, forse tra i più interessanti in assoluto.

Gli altri personaggi sono più che altro macchiette dal ruolo molto circoscritto, poco approfonditi e che non si contraddistinguono in alcun modo particolare (tranne forse l'anziano rivenditore di pezzi meccanici, della stazione ferroviaria) e rimangono fondamentalmente utili quel tanto che basta per risolvere il riddle di turno. Persino quello che dovrebbe essere il migliore amico di Rufus, non si conferma affatto come tale (anzi gli fa anche un bel regalino) ed è appena accennato, dimenticabile in un paio di minuti. Non mancheranno i cattivi che però appariranno solo nel finale, risultando più efficaci rispetto al resto della compagnia, anche se il compito non era dei più difficili. Il panorama dei personaggi è dunque numericamente vario ma piuttosto piatto e povero dal punto di vista qualitativo.

A rovinare un giudizio non certo esaltante ma fino a quel momento tutto sommato positivo, arriva però come un macigno un finale davvero mediocre. Deponia si conclude infatti dopo circa una decina di ore di gioco ed in modo davvero deludente e frettoloso, non solo per alcune soluzioni narrative abbastanza superficiali, ma sopratutto per la scelta di chiudere il sipario con un cliffhanger grande come una villa vittoriana, che lascia davvero l'amaro in bocca e va ad influire negativamente in modo abbastanza incisivo sul gradimento di questa avventura grafica. Lasciare qualcosina in sospeso per i vari sequel, prequel e tutto quello che viene dopo un titolo di successo (o meno) va più che bene, ma a mio modesto parere un gioco deve essere auto-conclusivo nel suo percorso, lasciare le cose in sospeso in un modo talmente sfacciato mi sembra irrispettoso e scorretto nei confronti di chi acquista oggi un prodotto già di per se di nicchia come un'avventura grafica.

Qualche riflessione finale....

Deponia è un gioco con un briciolo di identità, di coraggio e ambizione, al quale manca però un po' di pathos, un'animazione di qualità, un umorismo brillante e un finale degno di tale nome. Per il resto è un'avventura affascinante dal gusto un po' retro, che ammicca seducente a coloro che hanno amato i grandi classici della Lucas, un'avventura nata da un'idea estremamente interessante, anche se ad onor del vero il risultato complessivo non mi ha particolarmente colpito, e tutto sommato il gioco non risulta in definitiva migliore di molti altri titoli recenti.

In poche parole, bella l'idea ma...forse non sviluppata nel modo migliore, ho avuto come l'impressione che il colpo sia rimasto in canna rispetto alle potenzialità. Nonostante i vari difetti di questa avventura, credo sia però il caso di fare i complimenti ai ragazzi della Daedalic per la loro prolificità, sembra che ultimamente buona parte delle avventure grafiche sul mercato siano frutto del loro lavoro, a loro va un plauso particolare perché contribuiscono non poco a tenere in vita il genere con competenza e passione, purtroppo non sempre con originalità, ma questa volta hanno fatto uno piccolo sforzo anche in questo senso. 

La qualità complessiva dei loro giochi è sempre apprezzabile, se solo avessero la verve comica di Tim Schafer e Ron Gilbert, potrebbero fare grandi cose , non avendola però non capisco perché si incaponiscano a sfornare vagonate di giochi umoristici, simpatici ma forse addirittura penalizzati da una satira un po' “telefonata” e non sempre arguta (che però evidentemente piace), senza dimenticare che passando da una traduzione ad un'altra spesso si perde qualcosa in termini di incisività e tempi comici (come denunciato anche da alcuni giocatori). Questa è una considerazione del tutto personale, ma onestamente mi sembra che riescano a dare il meglio e a fare quel salto di qualità che noi tutti aspettiamo nei giochi con un'impostazione meno apertamente satireggiante (come in The Whispered World e The Dark Eye- Chains of Satinav). Siamo dunque al solito bivio, gioco evitabile o da non farsi scappare ?

Probabilmente né l'uno né l'altro. Non parliamo infatti di un titolo memorabile o che definiresti imperdibile, ma tutto sommato Deponia sa anche essere un'avventura divertente, in alcuni rari momenti appassionante, svagata, godibile esteticamente, frutto di un artwork davvero apprezzabile, a suo modo anche originale. In conclusione ci ritroviamo davanti al solito gioco che intrattiene piacevolmente (forse anche di più rispetto al solito) ma di sicuro non infiamma gli animi e lascia un pizzico di amarezza e disappunto per quello che avrebbe potuto essere con qualche scelta più ardita..

Ad ogni modo per adesso restiamo in attesa dei seguiti di Deponia, che a quanto pare, dovrebbero far parte addirittura di una trilogia, ai quali si potrebbe dare senza problemi un'altra chance, a patto però che non si ripetano alcuni errori, su tutti quel finale fantasma che a noi giocatori proprio non piace.