Dante's Inferno

Teminato Dead Space, ed in vena di sperimentazioni, mi sono lanciato nell'acquisto di un altro titolo dei Visceral Games, questo Dante's Inferno, non senza qualche perplessità e mosso quasi esclusivamente dal richiamo della Divina Commedia.

Il gioco mi ha invece riservato qualche piacevole sorpresa, pur affinacata dalla conferma di tutte le perplessità iniziali. Scrivo quindi questa recensione (dall'alto della mai saccenza videoludica) non comprendendo le tante favolose recensioni che avevo letto.

L'AMBIENTAZIONE

Il gioco ha un grande pregio (forse l'unico e forse sufficiente a giustificarne l'acquisto): una grandissima carica immaginifica. Tutte le location del gioco sono ispirate, maestose e fortemente evocative.

Il viaggio di Dante è un'esperienza viva e vivida, che imprimerà nelle vostre teste le infernali immagini di un'onirica discesa agli inferi.

Ogni girone è unico, ricco di paesaggi spettacolari (arricchiti di lava, fiumi, fumo, ghiaccio, melma e tanti altri effetti speciali) e di piccoli particolari sfiziosi (i dannati dentro le mura, le porte che si aprano impalando il demone al loro interno e via di questo passo...).

L'atmosfera è resa egregiamente, con toni cupi su cui spiccano colori accesi, a dipingere un affresco fatto d'immagini maestose che lasciano il segno. Wayne Barlow, Art Director del gioco, ha fatto un capolavoro da questo punto di vista e dobbiamo rendergliene merito. Interessante anche il contenuto "forte" di certi passaggi. Niente di trascendentale, ma qualche nudo parziale e qualche dannato che vomita di qua e di là non si disdegna mai. Si sarebbe potuto osare ancora molto di più, ma nell'ipocrita odierna società del PEGI possiamo anche accontentarci...

Numerosi, imponenti ed arrabbiati sono invece i boss disseminati copiosi per tutti i livelli. Proprio quello che ci si aspetta: non tradiscono le aspettative e "buttarli giù" è decisamente appagante.

LA GRAFICA

La grafica fa il suo dovere dignitosamente, anche da un punto di vista puramente tecnico. I modelli poligonali sono sufficienti, ma quello che più conta è la grande fluidità con cui sono animati. Ottima anche la gestione della telecamera: fissa, ma sempre ben posizionata.

Il tutto è un po' troppo "plasticoso" (stile Oblivion, per capirci), ma del resto è un difetto comune a diversi titoli recenti.

LA FEDELTA' AL TESTO

Questo per qualcuno sarà un grosso difetto; per me è semplicemente una scelta neutra (che però non comprendo). Nel gioco Dante diventa un crociato fedifrago, con tanto di croce cucita sul petto, tormentato da un conflitto interiore da cui dipende la salvezza dell'anima di Beatrice, di cui si è innamorato Lucifero in persona...

Non capisco perché - con tutto il materiale della Divina Commedia a disposizione - abbiano dovuto "divagare" in questo modo. Comunque... Assurde sono invece le cut-scene, realizzate in uno stile simil-manga, senza personalità ed in assoluto contrasto con lo stile grafico di tutto il resto del gioco. Potevano risparmiarcelo...

Il percorso dentro l'inferno è invece adeguatamente fedele. I gironi sono quelli e tutti ben caratterizzati. Si incontrano anche le anime dei dannati più famosi della Divina Commedia (ed a noi è affidato il compito di perdonarli o condannarli). Incontri piacevoli, piacevoli ricordi di studi ormai lontani... potevano essere sfruttati molto meglio, ma per un gioco d'azione direi che è sufficiente.

Il tutto considerando anche che nel resto del mondo la Divina Commedia sarà certo famosa, ma sicuramente non conosciuta come qui in Italia. Non penso che noi Italiani potessimo pretendere molto più di quanto ci hanno dato.

IL GAMEPLAY

Dante's Inferno è un Hack'n'Slash selvaggio e primitivo.

Si picchia ininterrottamente dall'inizio alla fine, praticamente senza pause. E se a volte ci chiede di usare la testa... beh, tali circostanze sono talmente banali da non potersi fregiare della qualifica di enigmi. C'è da dire che l'inquadrature ed il numero di nemici sono sempre adeguati: la situazione non è mai confusionaria, e non è poco.

Assolutamente misera è invece la possibilità di poter personalizzare le capacità del protagonista; e questo è un difetto che pesa. Si uccidono i dannati, se ne mietono le anime, e con quelle si sbloccano nuovi poteri lungo due assi: quello del bene e quello del male. Il male corrisponde all'uso della falce (combattimento corpo a corpo), il bene all'uso dei poteri divini collegati alla croce di beatrice (combattimento a distanza). A questo si affianca qualche potere speciale (gli incantamenti) e la possibilità di equipaggiare alcune reliquie (con bonus annessi).

Complessivamente il combattimento è fluido, ma anche molto semplificato. Le combo a disposizione non sono tantissime ed in generale i combattimenti sono troppo lineari e semplificati. Non sono quell'elegante balletto di colpi che ci si potrebbe/dovrebbe aspettare. Ed alla fine si ricorre con troppa frequenza ai soliti colpi, con la ripetitività che fa subito capolino...

Mi dicono sia un clone spudorato di God of War (vedi recensione di Hikizune). Ne prendo atto. Personalmente l'ho trovato molto semplificato, a tratti quasi infantile.

Stringi stringi, il succo del gioco che è sempre il solito: si passa da un'arena all'altra, uccidendo tutto ciò che ci si para davanti. Le arene in questione saranno anche belle, ma sembre quelle sono: tante belle stanze lungo un percorso obbligato. A volte poi entrano in scena dei Quick Time Events. Pure questi brevi e ripetitivi, ben lontani da lasciare il segno.

CONCLUDENDO

Dante's Inferno è un Hack'n'Slash molto semplice. Troppo semplice per assomigliare ad un Diablo qualsiasi, al punto che la sua linearità fa quasi più pensare ad un moderno... Double Dragon.

Quel che c'è di buono va ricercato nell'ambientazione e nelle evocative immagini che continuamente ci propone, al punto che il gioco appare (ed ha un suo senso) quasi come un lungo slideshow di evocative immagini infernali, inframmezzate da qualche emozionante combattimento con i guardiani dell'Inferno.

Lascia qualcosa al giocatore, ma quai esclusivamente in virtù dell'immaginario dal quale attinge e che sa sfruttare solo da un punto di vista grafico.

I ragazzi dei Visceral Games confermano quanto hanno fatto vedere con Dead Space. Sanno fare dei buoni giochi, studiando e sfruttando bene il genere prescelto, dal quale prendono le caratteristiche salienti, cercando di esaltarle per tutto il gioco.

Ma sempre rigorosamente senza voler prendersi rischi: niente sprimentazioni, niente salti nel vuoto. Giochi modesti, nel solco di ciò che di collaudato c'è sul mercato, ma affiancato dalla grafica e dall'ambientazione giusta.

Ecco, questa è l'industria del videogioco. Rischi zero, niente passi falsi; more of the same, sempre rigorosamente ben confezionato, e supportato dalla giusta dose di hype. I Visceral Games sono destinati a restare.

NOTE SULLE VARIE EDIZIONI

St.Lucia Edition è l'ultima edizione del gioco andata alle stampe e contiene il DLC "I Tormenti di Santa Lucia" (un contenuto aggiuntivo con un interessante supporto per la modalità co-op), nonché il DLC "Selva Oscura".

In Europa è stata venduta anche una confezione speciale contenente, oltre al gioco:

* Una skin di Isaac Clarke di Dead Space
* Documentario con il Making-of del gioco (sottotitolato)
* Documentario “Dante nella Storia” (sottotitolato)
* Colonna Sonora completa del gioco
* Documentario sulla realizzazione di musica ed audio (sottotitolato)
* Artbook Digitale curato dal visual designer Wayne Barlowe (sottotitolato)
* Oltre 10 minuti di scene tratte dall’anime “Dante’s Inferno an Animated Epic” (sottotitolato)
* Ristampa digitale del Poema Completo (solo in inglese)
 
La Selva Oscura è un breve DLC che rappresenta un prequel al gioco. Non così indispensabile.
 

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