Clockwork City

Edyta è una Drey al suo primo giorno come Roof Runner, un “postino” che consegna messaggi e piccoli oggetti correndo e arrampicandosi sui tetti della Clockwork City. La sua amica e mentore, Roz, non può accompagnarla per il suo primo lavoro, ma le ha raccomandato centinaia di volte di fare attenzione a non scendere dai tetti: sotto ci sono i malvagi umani, che non vedono di buon occhio le razze “inferiori” come i Drey, ed Edyta potrebbe rischiare grosso. Riuscirà Edyta a completare la consegna senza incidenti?

Clockwork City è una visual novel creata in occasione del NaNoReNo del 2013. Per chi non lo sapesse, il NaNoReNo è una specie di “gara” contro se stessi, in cui bisogna riuscire a scrivere una visual novel in un mese. Clockwork City, quindi, è stata realizzata in questo lasso di tempo: non sorprende, quindi, che sia alquanto breve, una mezz'oretta di lettura se volete scoprire tutti e tre i finali.

Ma torniamo un attimo indietro: qual è la storia di cui andremo a leggere? E' quella di Edyta, una Drey al suo primo giorno di lavoro, appunto. I Drey sono una razza umanoide con le orecchie a punta e svariati arti meccanici, oggetto di discriminazione da parte degli umani che abitano al “livello stradale” della città – i Drey devono tenersi costantemente al livello superiore, sui tetti, dove l'aria è più rarefatta, pena tortura e morte da parte di torme di umani inferociti.

Il problema è che la storia non ha niente a che fare con tutto questo, ma racconta un episodio dell'amicizia alquanto superficiale fra Edyta e un altro personaggio (che può essere Roz come può essere un altro personaggio, a seconda delle scelte che faremo). Detto in parole povere, la storia è pochissimo interessante e finisce quando uno penserebbe invece che stia finalmente per ingranare, col risultato che la visual novel sembra un prologo e lascia molto insoddisfatti.

E' vero che è stata creata in un mese, periodo di tempo molto breve per la creazione di una visual novel, ma, per esempio, anche Witch/Knight era stata creata in occasione di un NaNoReNo, e aveva una storia molto migliore, un gameplay più complesso del solito per una VN e quattro finali tutti interessanti. Sarebbe bastato, secondo me, raccontare una storia un filo più intrigante, come un episodio sul movimento di uguaglianza dei Drey, che viene citato, oppure un'avventura che mostrasse alcune delle peculiarità dell'ambientazione – a parte gli elfi meccani- erhm, i Drey.

E nonostante tutto, è l'ambientazione, o meglio, l'idea dell'ambientazione, che mi è rimasta più impressa, anche se non se ne vede moltissimo. Dalle immagini – e dal logo – sembra avere un sapore steampunk, ma nella storia non ho visto niente che effettivamente *fosse* steampunk. Lo stesso, vediamo i Drey correre sui tetti, li vediamo preoccuparsi di riparare i propri arti meccanici, sappiamo che d'estate è impossibile correre al sole, perché ci si ustiona. Purtroppo, è di nuovo troppo poco per soddisfare, ma è positivo che si resti con la curiosità di saperne di più: come si riparano gli arti meccanici? Come funziona il Chronodict che Edyta usa per lasciare messaggi a i suoi genitori? Quali altri strani congegni esistono in questo mondo?
Tutte domande senza risposta, ma almeno ce ne frega qualcosa.

 

I personaggi, invece, non mi sono rimasti granché impressi. Edyta è ingenua fino all'incredibile, il classico stereotipo della protagonista buona et gentile ma che sa difendersi e sempre pronta a salvare chi è in pericolo, anche se è un “malvagio umano”. E ovviamente la sua gentilezza, alla fine, paga sempre. Roz, viceversa, è una donna sexy, sarcastica e diffidente per natura, ma col cuore d'oro. E il terzo personaggio che incontreremo è un ladro affascinante e anche lui dal cuore d'oro (perché non li vendono, tutti 'sti cuori d'oro, e non si ritirano a vivere su un'isola? Mistero). Insomma, non c'è molta profondità psicologica in nessuno dei tre, di conseguenza la trama, che si basa sulle relazioni fra questi tre personaggi, non può essere molto profonda neanch'essa.

L'aspetto grafico e i menu sono i veri punti forti di questa VN: molto curati e ben colorati i disegni, dagli sfondi agli sprites dei personaggi; e professionalissimi i menu, con graziosi effetti a scomparsa. Anche le musiche sono piacevoli da ascoltare a non mi hanno mai dato fastidio; pochi gli effetti sonori, ma non credo ne servissero altri.

Nel complesso, Clockwork City è una visual novel che promette molte belle cose e lascia molto insoddisfatti. L'ambientazione – quel che se ne può vedere – sembra carina, e meriterebbe una storia e dei personaggi migliori di quelli che ha avuto, e magari una conclusione che porti da qualche parte. Così com'è, questa VN è un'introduzione al mondo di gioco, niente più.

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