Bureaucracy

I codicilli in piccolo, il formalismo del linguaggio contrattuale e le scritture modificabili senza il consenso di ambo le parti sono solo alcune delle voci di un componimento che ha per titolo "truffiamo il consumatore".
- Belboz

Prego, rivolgersi allo sportello adiacente
Bureaucracy, avventura la cui box cover è già un mito, pone l’accento sul syntax error nel vivere civile.
Scritta a più mani, come testimoniato da un post-mortem rinvenibile nel gioco, la XXIV fatica di Infocom vede in cabina di regia Douglas Adams, già autore di a Hitchhiker’s Guide to the Galaxy.

Il lasciapassare A-38
Il computer della compagnia di traslochi è crashato e così vi ritrovate in un appartamento sì nuovo, ma tristemente vuoto. La segreteria telefonica "straripa" di messaggi di fidanzate disamorate, la vostra carta di credito è scaduta (anche se siete sicuri di aver saldato il conto), soprattutto siete certi di non aver ordinato quei croccantini per lama ad alto contenuto di fibre indirizzati al numero 17 di via Glulx.
Avete appena sperimentato la prima legge di Murphy: se qualcosa può andar male, sicuramente lo farà!
Novello impiegato alla Happitec, dovete recarvi ad un seminario a Parigi, completamente spesato, con annessa vacanza di una settimana nella "città delle luci"; il passaporto, per fortuna, è in regola (anche se la foto sembra ritrarre un lama deceduto!), peccato che l’assegno inviato dalla ditta sia andato smarrito a causa di un corto circuito del nuovo sistema postale, installato grazie alle spese del contribuente!
La Burocrazia, quella stolida belva, ha deciso di prendervi di mira rendendovi la vita impossibile.
Inizia così un disperato vagolare per i mostruosi edifici, i vicoli recessi e le perniciose attività commerciali della via Glulx – che qui costituisce metafora del quotidiano – alla ricerca della corrispondenza perduta.

La via Glulx
Nome e dati anagrafici dell’avventuriero vengono inseriti a piacere nel form a inizio gioco per una partita personalizzata. Per la mia partita ho scelto di battezzare la via con il nome "Glulx", affinché questa fosse la storia di uno di noi, di un avventuriero nato per caso in via Glulx.
Questo lungo rettilineo intersecato da viottoli e cortili è paragonabile ad un oscuro dungeon dove le mostruose "tane" sono fabbricati urbani fra cui possiamo citare perniciosi fast food, dove il cibo non giunge veloce e, altresì, non si può definire cibo; librerie-negozio popolate da commessi untuosi in grado di proporvi scambi zingari, senza battere ciglio; aeroporti saturi di fastidiosa musica di cortesia e banche "amiche" dove ad attendervi troverete una filza di sportelli chiusi e aperti in maniera del tutto random a simboleggiare lo spazio illogico della burocrazia.
I personaggi dell’avventura sono similmente grotteschi e rappresentati da pappagalli mutilati che paiono usciti da un racconto di pirati, ma che declamano proclami anti-comunisti; anziane matrone armate di gargantuesche elephant gun, rigorosamente detenute in nome dell’autodifesa e fastidiosi venditori ambulanti con il dono dell’ubiquità.
In sottofondo, un cuore provato tiene il tempo del vostro ritmo cardiaco. La pressione sanguigna, indicatore sempre visibile posto in alto a destra della schermata, è barometro delle ansie provate nel gioco; sobbalza ad ogni paletto incontrato, si impenna di fronte alle lungaggini dell’apparato burocratico o interagendo con gli ottusi character; finanche un errore di battitura contribuisce all’innalzamento della statistica vitale che, oltrepassato il livello di guardia, deborda portando ad una prematura death causata da un'ingloriosa crisi cardiaca.

Attenti al lama (living together) ♪♫
Gli ambienti, le situazioni e le battute di B., mostrano, ancora una volta, la perizia di Douglas Adams.
Si sprecano freddure, di stampo prettamente inglese, incentrate sui lama, feroci critiche al sistema bancario e postale, ai viaggi in generale (in taxi, in aereo,…) e alla ristorazione dei giorni moderni. Affermazione, quest’ultima, che va presa con le pinze, perché parliamo di un gioco scritto nella metà degli anni ottanta; eppure potremmo dire che in trent’anni è cambiato nulla il che fa di B. un’avventura sempre attuale con gli istituti di credito che ancora chiudono a orari variabili, causa assemblee improvvise.
Gli enigmi sono parimenti folli e parodistici avendo a che fare con moduli e scontrini da compilare, cibo scadente (che culmina in pietanze a base di lama!), criptiche parole d’ordine e spazi illogici che sono una deformazione della realtà, ma il fuoco della lente d’ingrandimento è veramente minimo.
Nemmanco a dirlo, pensiero laterale e una sana dose di trial and error sono richiesti in buona presa; non a caso la difficoltà dell’avventura è classificata come advanced. Fortunatamente il parser è decisamente flessibile e permette svolazzi e la tessitura di frasi complesse dando non poca soddisfazione all’avventuriero in grado di improvvisare.

A doppio taglio
Bureaucracy è avventura compartimentata in quattro sezioni improntate ad una diversa critica. In questo fattore si può maggiormente riscontare il lavoro svolto da autori diversi il che, tuttavia, porta l’avventura a divenire vittima di se stessa.
Similmente al viaggiatore che attende con ansia di imbarcarsi, ma viene trattenuto da fastidiose pastoie burocratiche, il giocatore dell’avventura – ironia della sorte! – si trova intrappolato dalla canonica rete di enigmi composta da porte serrate, codici segreti e l’immancabile labirinto.
Come in una tremenda simmetria, la struttura dell’avventura muta, nell’ultima fase, in qualcosa di canceroso, sì come la realtà che ambisce criticare con l’astrusità che diventa marchio di fabbrica. Sono altresì richieste conoscenze extra-avventura (come una minima infarinatura concernente il linguaggio binario).

Cancellate l’ombreggiatura nelle aree ombreggiate
Particolarmente ispirati si rivelano i feelies che narrano l’antefatto delle vicende sviluppate nel gioco. Il protagonista, che ha appena cambiato residenza, è reduce da una prova terribile: la compilazione del modulo per il cambio di indirizzo richiesto dalla nuova filiale del fondo fiduciario Fillmore! Una vera e propria odissea composta da moduli in triplice copia, complicate direttive per rispondere correttamente (pena l’eliminazione fisica!) e indecifrabili istruzioni. Particolarmente illuminante si rivela il “pratico” diagramma di flusso atto a spiegare al compilante se debba riempire il modulo breve o quello completo. Oltre ad una matita con anima in grafite, troviamo accluso uno spillato di quattro pagine che funge da presentazione al magazine Paranoia Popolare, una rivista in grado di informare il cittadino sui sistemi di controllo adottati dai governi e di prendere le adeguate contromisure per tutelare la propria privacy.

In sintesi
Bureaucracy presenta vette di scrittura elevatissime con un piglio sintetico e graffiante che si rivela in grado di far ridere e riflettere anche l'avventuriero più smaliziato. Di pari passo la grande frustrazione, improntata volutamente nella matrice del gioco ma decisamente abusata, muta ben presto in un desiderio crescente di abbandonare la sfida virtuale, soprattutto a causa di una insoddisfazione legata alla quarta tranche dell’avventura ben poco ispirata sia a livello di enigmi che ambientazioni.

In ogni caso, ricordate che l’uso della carta di credito autorizza Beezer ad annullare i vostri diritti in qualità di possessori della carta di credito!

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