Who Is Mike

Immaginate di svegliarvi, una notte, sul divano del vostro salotto e di trovarvi davanti... voi stessi. E, mentre accusate l'altro di essere un impostore, vi accorgete di non ricordare bene alcuni eventi degli ultimi giorni e vi viene il dubbio che, forse, quello “falso” siete voi. Che fate?

Who Is Mike ci mette proprio in questa situazione. Visual Novel creata da Fervent Studio per il NaNoRenO 2014, è un thriller composto da ben 9 routes, tutte molto brevi.
Il nostro compito è, più o meno, quello di capire cosa sta succedendo e chi è il falso Mike (se uno dei due è effettivamente un “falso”). Dico “più o meno” perché il gioco ci tiene a non farci capire qual è la verità e quindi viene difficile scegliere con criterio fra le varie opzioni di dialogo. In verità tali opzioni, parecchie e molto frequenti, sono un po' mal bilanciate.

Tanto per cominciare, il nostro ruolo non è chiaro, nel senso che a volte il “nostro” Mike (quello che guideremo nel corso della storia) sembra sinceramente confuso sulla sua identità, a volte no, e diverse battute si contraddicono a vicenda.
E' evidente che la storia cerca di essere abbastanza flessibile da permettere tanti finali diversi, in cui i ruoli dei personaggi cambiano di volta in volta, ma il risultato non è sempre perfetto a causa di diverse incongruenze. Per esempio, in una route la nostra ragazza, che fa da “giudice” fra i due Mike, capisce chi è “quello vero” grazie a un'attenta osservazione di alcuni dettagli oggettivi e uguali in tutte le versioni della storia. Nelle altre routes, questi dettagli non vengono neanche nominati. Oppure, Mike (sempre quello che guideremo noi) pensa spesso di essere innocente e confuso, anche nelle route in cui invece sa benissimo costa sta succedendo.
Sono piccoli fastidi, che non rovinano completamente l'esperienza di gioco e alcuni dei quali possono essere giustificati tirando un po' la logica per i capelli, ma fastidi restano.

In altri casi, invece, i dialoghi potevano essere più incisivi. Quando arriva la nostra ragazza, per esempio, e mette sotto torchio i due Mike per capire chi dei due sta mentendo, ci troviamo di fronte a un'occasione sprecata. Invece di fare domande intime, che possono mettere in difficoltà Mike e che possono mostrare scorci particolari della loro relazione (o proprio metterla a dura prova), la fidanzata ci porrà domande generiche, a volte stupide o delle cui risposte lei non può essere sicura (quindi, sono domande che non possono aiutarla a scoprire chi è l'impostore). In un paio di casi, il tono vira sullo scherzoso, con stupide frecciatine sul fatto che la tizia non sa cucinare, che rovinano l'atmosfera di angoscia e tensione che si era creata fino a quel momento e che è una delle cose migliori del gioco.

A chiudere i difetti, abbiamo alcune scelte di dialogo poco comprensibili. Questo difetto è mitigato dal fatto che basta un colpo di rotella del mouse per tornare sulla propria decisione, ma ovviamente rovina l'immersione.

Tutto questo rende difficile, come dicevo, scegliere cosa dire di volta in volta o come rispondere alla nostra fidanzata. Trovare tutti i finali, così, diventa possibile solo dopo vari tentativi.
Ho apprezzato invece alcune scelte a tempo alla fine di una delle routes, che variano un po' le carte in tavola e aumentano la tensione.

La storia in sé non è troppo originale e alcune battute sono, secondo me, esagerate, troppo da B-movie. Ma le scene principali sono ben fatte, hanno di solito la giusta tensione. Fra queste rientrano tutti i 9 finali. In particolare, uno dei pochi finali positivi mi è rimasto molto impresso per la situazione particolare che si viene a creare (no spoiler) che Mike (ossia NOI) dovrà risolvere solo con la sua arguzia e in pochissimo tempo. Questa parte rappresenta un po' quello che doveva essere tutto il gioco (e infatti non contiene parti comiche o cali di tensione).
Certo, resta il dubbio del perché Mike e la fidanzata non abbiano l'idea, tipo, di chiamare la polizia...

I personaggi sono caratterizzati quanto basta per proseguire con la trama. Come dicevo sopra, è un peccato che non si sia sfruttato di più il lato psicologico per creare attrito fra Mike e la fidanzata. Così com'è, nessuno dei tre personaggi risulta stereotipato, ma non è che resteranno impressi per molto tempo. Potevano essere sfruttati meglio. Ho apprezzato la caratterizzazione del “cattivo”, benché anch'essa non sia terribilmente originale.

Tecnicamente, sprites e sfondi sono graziosi e ben colorati, anche se non fanno strappare i capelli dall'entusiasmo. Alcune CGI, in particolare, sono ben fatte, altre risultano un po' storte o sproporzionate.
I personaggi hanno diversi sprites, cosa che fa sempre piacere e che dona varietà e “mobilità” alle scene.

Interfaccia e menu sono semplici ma intuitivi, abbastanza “professionali” da non sembrare la prima modifica fatta con il Ren'Py. In generale, la visual novel si presenta bene, anche se non siamo a livello di altre produzioni amatoriali che abbiamo già recensito.

Musiche ed effetti sonori fanno il loro mestiere: è difficile che li noterete molto o che ve li ricorderete, ma le scene funzionano anche grazie a loro.
Infine, è presenta una sezione extra in cui è possibile visionare tutte le CGI che si sono sbloccate giocando.

Who is Mike è una visual novel che soffre di qualche problema dovuto probabilmente all'inesperienza, ma che riesce a imbastire una storia carina e con qualche bella scena e due personaggi abbastanza credibili. Non è il top del top delle produzioni amatoriali (per restare nello stesso genere, The Elevator era fatto meglio), ma può regalare un'oretta o due di divertimento.

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