In un lontano futuro, una enorme guerra interplanetaria ha coinvolto diversi sistemi colonizzati, inghiottendo come un pozzo senza fondo le risorse chiave e portando alla rovina le diverse economie delle forze in conflitto.
Non è stato dunque più possibile continuare a guerreggiare nella maniera “classica”, e si è sentita l’esigenza di trovare un nuovo espediente strategico per la vittoria totale. Per cui, lo sviluppo tecnologico militare ha portato all’ideazione dell’arma definitiva: il “Titan Attack Tech”.
Chiamato più familiarmente “Titan AT”, esso consiste in un’unità singola da combattimento altamente specializzata, che racchiude in se stessa un potenziale bellico enorme.
Queste macchine, manovrate da piloti esperti, detti “jock”, vengono organizzate in piccoli squadroni da battaglia e inviate dovunque sia necessario, spesso per scontrarsi con altri squadroni nemici.

Durante la guerra, molti sistemi colonizzati periferici, non potendo più contare sui traffici commerciali con i sistemi principali (dato che si erano interrotti a causa della rovina economica) sono diventati indipendenti e si sono dotati di proprie forme di governo; conosciuti anche come “Lost Worlds”, essi hanno cominciato a risolvere le loro dispute all’interno di apposite arene per il combattimento, dove squadre di Titan AT si sfidano in maniera “sportiva” fino alla morte.
I vecchi imperi planetari, che avevano iniziato la guerra, si trovano ora a fronteggiare anche questi scomodi confinanti: le notizie riguardanti le arene per il combattimento cominciano a giungere alle orecchie dei vari leaders politici, che decidono di realizzare centri di addestramento per piloti, dove poter selezionare e ingaggiare i migliori jock. Tutto questo perché i propri Titan AT siano i più forti, i migliori.

Questo è, in sintesi, il background di Titans of steel (Titani d’acciaio): si tratta di uno strategico con ambientazione Mech/Sci-Fi, molto complesso e vecchia maniera (terreno di gioco diviso in esagoni, tremila variabili da considerare prima di fare una mossa, ecc.); inoltre gli sono stati associati elementi di tattica, di gestione delle risorse e anche di role-playing.

La versione ToS 1.4 del gioco consente di usare 3 moduli (il HQ-module, il Battle-module e il Factory module).
Il principale è il Battle-module che consente al giocatore di guidare una squadra di “titani” (composta fino ad un massimo di 8 elementi) contro altre squadre controllate dall’IA.
L’HQ-module consente invece di gestire i piloti dei titani (ognuno di essi ha caratteristiche specifiche, in stile rpg, che influenzano il rendimento del relativo mech sul campo di battaglia).
Infine il Factory-module permette di ripare i titani rimasti danneggiati dopo una battaglia, oppure di effettuare modifiche su quelli integri per migliorarne il rendimento.
E dotato di pure di una modalità multiplayer online (è concepito per supportare scontri in simultanea con un limite di 4 giocatori, ma il mio consiglio è di utilizzarlo solo per partite 1 contro 1).

E’ un gioco difficile, e la curva di apprendimento è piuttosto lunga, ma finisce con l’avvinghiare il giocatore nella foga dei suoi scontri online, e, naturalmente, ha pure una notevole longevità.