La seconda guerra mondiale è un'ambientazione molto amata da diversi media. Libri, cinema e televisioni hanno raccontato questo confiltto a più riprese e di conseguenza anche il mondo dei videogiochi può vantare innumerevoli titoli che si svolgono durante questo periodo storico.
Non stupisce dunque che Eugen Systems, software house francese specializzata in giochi di guerra, abbia scelto lo scontro fra Asse e Alleati per inaugurare la partnership con Paradox Interactive.

Steel Division: Normandy 44 è uno strategico/tattico che ripropone scenari ispirati dagli eventi che seguirono il D-Day, lo sbarco delle truppe alleate in Normandia il 6 giugno 1944. Le modalità di gioco offerte includono un utile ma essenziale tutorial, una campagna single player (corredata da singole missioni personalizzabili) e il multplayer, con tanto di scontri ranked e classifica.
La modalità in singolo è composta da 12 missioni ed è chiaramente un contorno a quello che è il piatto forte di questo titolo: le batttaglie fra giocatori. Il gioco consente di avere fino a ben 20 player contrapposti in due opposte fazioni, che si affrontano per la conquista di un territorio o semplicemente per infliggere più danni possibili al nemico: il caos, soprattutto se non c'è coordinazione tra i "generali da scrivania", è totale. Ma, diamine, è un caos parecchio divertente!

Le truppe ricreate da SD sono riprese da famose divisioni che si scontrarono nel nord della Francia durante quelle settimane d'inferno. Eugen ha riprodotto con dovizia di particolari le singole unità che parteciparono alle operazioni belliche: al giocatore viene lasciata la possibilità di crearsi il proprio mini-esercito scegliendo mezzi e uomini che più si adattano al suo stile di gioco, ma gli sviluppatori hanno anche creato dei battaglioni pre-impostati per permettere di impratichirsi con le meccaniche e di entrare nel vivo dell'azione senza troppi salamelecchi.
Le unità sono ordinate per gruppi di specializzazione: Ricognizione, Fanteria, Carri, Supporto, Anti-Carro, Anti-Aerea, Artiglieria, Forze Aeree. Dato che non esiste unità senza punti deboli, i battaglioni sono solitamente formati da un mix di elementi presi dai vari gruppi, così da poter coprire il più ampio spettro di eventi che potrebbero verificarsi durante uno scontro. Ma si può anche creare uno schieramento ultra-specializzato, soprattutto nel caso di battaglie combattute al fianco di compagni di "clan". La flessibilità è garantita.

Per riprodurre fedelmente le modalità dell'invasione della Normandia, in cui non era raro vedere squadre di soldati andare in avanscoperta in attesa dell'arrivo dei mezzi più potenti, ma più lenti, Eugen ha creato un sistema a tre fasi che identificano i tre momenti tipici di una battaglia: la ricognizione, le schermaglie e lo scontro vero e proprio. Non tutte le truppe sono a disposizione del giocatore sin dalla prima fase: l'artiglieria pesante e i carri meno agili, per esempio, sono confinati alla seconda metà dello scontro, così da simulare le difficoltà logistiche legate allo spostamento e all'organizzazione di un esercito che, di fatto, doveva conquistare il territorio nemico (o porsi a difesa di obiettivi lasciati sguarniti) nel più breve tempo possibile.
Un sistema di punti (che si ricaricano a intervalli regolari) limita il numero di unità schierabili in campo, ognuna delle quali è caratterizzata da un "prezzo" più o meno alto in base alla potenza relativa dell'unità stessa. Una squadra di ricognitori, armata solo di mitragliette leggere, costerà assai meno di un Panzer pesante. Ma attenzione a non fare l'errore di pensare che a prezzo alto corrisponda sempre elemento migliore. I deboli ricognitori, per esempio, sono fondamentali per la vittoria, dato che consentono di avvistare i nemici in maniera più efficiente rispetto ai loro commilitoni. E un carro che non riesce a vedere l'avversario, non è altro che un ammasso di metallo destinato a essere ridotto a un groviera dagli obici nemici. Insomma, per riuscire ad avere la meglio sul nemico è fondamentale sfruttare tutte le potenzialità dei propri uomini e coprire le loro eventuali mancanze. Un vero esercizio di tattica che potrebbe spaventare i più, ma che si fa sempre più automatico di partita in partita.

Chi scrive deve ammettere di non essere un grande esperto di questo genere di giochi, per cui molte delle sottigliezze che fanno andare in solluchero gli appassionati non possono essere analizzate nel dettaglio durante questa recensione. Ma al di là dei tecnicismi non descritti in questo testo, rimane forte la sensazione che si sia di fronte a un gioco che sa divertire. Se affrontato con la giusta filosofia, anche un giocatore alle prime armi finirà per farsi coinvolgere da un insieme di meccaniche che, pur offrendo un'indubbia profondità e complessità, è comunque in grado essere sufficientemente immediato. E riuscire a tenere un piccolo villaggio, con solo un manipolo di soldati, mentre le altre armate alleate si ritirano su tutto il fronte, dà una scarica di adrenalina che nemmeno gli action più concitati riescono a dare.
Tutto ciò, unito a una grafica funzionale e un apparato audio che fa il suo dovere (ma senza guizzi particolari), rende Steel Division un titolo sicuramente consigliato, tanto più se si considera la presenza di mod che si affiancheranno alle inevitabili espansioni future. Complimenti a Eugen e Paradox per aver realizzato un ottimo prodotto.