Simgnore e Simgnori….
Sim. Un parola a tutti noi videogiocatori ormai nota. Un marchio ben preciso. Una parola intelligibile che rievoca, oggi, tutta una serie di titoli di un certo tipo, e tutti considerati più adatti a giocatori “Casual” (quanto detesto questa definizione!). Lasciando ampiamente perdere tutto quello che è legato, oggigiorno, al marchi Sim (e, in molti casi, non sono cose certo positive… partendo da MySims, passando per i Sim originali che vivono, vivono alla grande, hanno i cuccioli, e ci rompono i maroni ormai da anni!), pensiamo a quello che rievoca in noi, “vecchi” gamers: Sim City. Inutile menarsela, Sim per noi vuol dire Sim City e basta.
Ora, per la nostra gioia, la serie “sindachesca” più famosa dei VG torna imprigionata tra i due schermi del DS.
Va detto subito che il titolo in questione è la quasi fedele trasposizione di Sim City2000, con tutti i suoi pregi e difetti, e bisognerà tenerlo sempre ben presente da ora in poi, perché ci troviamo di fronte ad una vera e propria conversione, come non si vedeva da tempo.

L’UFFICIO, LA FASCIA E UNA MANCIATA DI OPZIONI
Caricato il gioco, ed eseguita l’ormai tipica “toccatina di schermo”, ci troveremo di fronte al menu principale. Le opzioni sono, più o meno, le solite di Sim City: potremo eseguire un tutorial (diviso in 15 sezioni) che ci mostrerà (con eccesso di zelo da parte del consigliere virtuale) le caratteristiche del gioco, impostare le opzioni, accedere al museo (che ci permetterà di osservare tutti i possibili edifici e le loro caratteristiche man mano che procediamo nel gioco) o giocare nelle modalità Crea una città o Salva la città.
La seconda è pressoché identica a quella che ci offriva SC2000 su PC: scelta un continente del mondo (diciamo che è una novità) ci verrà presentata una città di grosse dimensioni e con un sacco di problemi; manco a dirlo il nostro compito sarà quello di evitare il fallimento (o il defenestramento del sindaco, cioè noi) e di raggiungere alcuni obbiettivi. Gli obbiettivi sono, solitamente, legati al bilancio della città, quindi ci verrà chiesto di sanare il debito, emettere un tot di azioni, raggiungere un certo bilancio in positivo ecc. Non c’è molto altro da dire; questa modalità può andare bene per chi non voglia cominciare da zero (e poter dare la colpa dei disastri alla precedente gestione, cosa che qui in Italia va alla grandissima), oppure per chi, momentaneamente o irreversibilmente, stufo della modalità principale si voglia cimentare in qualcos’altro. Indubbiamente, nonostante non sia la modalità regina del gioco, è un ottimo diversivo che allunga la longevità del prodotto.
Infine c’è la modalità Crea una città, che è poi il succo del gioco stesso. Per quei 5 o 6 che hanno abitato nello spazio o nella jungla negli ultimi 15 anni la riassumo brevemente: sarete messi al comando di una città e dovrete fare in modo di governarla bene, farla espandere, ed evitare che venga rasa al suolo.
Come nel vecchi SC2000 si dovranno scegliere il nome della città, la sua zona geografica e il livello di difficoltà (che consiste solo nell’ammontare dei fondi iniziali): fatto questo verremo proiettati (nel vero senso della parola) nell’interfaccia di gioco vera e propria. Parto subito dicendo che gli schermi del Ds vengono utilizzati entrambi e la cosa funziona discretamente appena presa un pochino di dimestichezza. Nello schermo superiore viene visualizzata (esattamente come in SC2000) la vista isometrica della città e l’immancabile barra con le notizie, in quello sottostante una vista dall’alto (di tipo vagamente satellitare) e le icone che andremo ad usare, ma di questo parlerò nella parte riguardante il sistema di controllo.

MASCHERINA TI CONOSCO!
Come ho detto, e come ripeterò spesso, SCDS è la conversione di SC200 e, quindi, ne conserva anche lo stile grafico. Sulla mappa superiore potremo sempre osservare una zona della nostra città e gli edifici che la compongono, edifici che, come nelle precedenti versioni, si “evolvono” con il passare del tempo. Parlando di conversione diretta sono forse stato leggermente impreciso, visto che qualche differenza c’è, e non in meglio purtroppo.
Per prima cosa la palette dei colori: molto raramente si trova in sede di recensione muovere qualche critica alla scelta dei colori, soprattutto in titoli di questo tipo. Purtroppo devo registrare un uso, se non altro, bizzarro dei colori, che hanno tinte molto tenui e smorte, che danno l’impressione di trovarsi sempre di fronte ad un immagine molto confusa: un bel problema, soprattutto dopo sessioni di gioco leggermente lunghe, col risultato di affaticare la vista.
Un altro fatto che delude un po’ è il desing stesso degli edifici: questi tendono tutti ad assomigliarsi con variazioni ed “evoluzioni” a volte davvero difficilmente percettibili. Questo è un grosso peccato, perché man mano che la città crescerà troveremo ben poche differenze tra una zona e l’altra, e la nostra creatura comincerà ad assomigliare sempre di più ad un polpettone di cemento.
A fronte di queste evidenti semplificazioni grafiche (sono state rimosse anche pressoché tutte le animazioni, sia degli edifici che del traffico, fatta eccezione per il movimento dei treni, davvero pessimo) si riscontra un terribile problema di fluidità. Non avrei mai voluto dirlo ma, si, SCDS va, spesso, a scatti, soprattutto quando si muove la mappa. Questo problema rischia di compromettere l’esperienza di gioco soprattutto nei giocatori meno pazienti: è una vera rottura di scatole vedere continuamente andare a scatti la mappa! I messaggi di testo che scorrono sotto la mappa vanno, invece, SEMPRE a scatti, e sono leggibili solo mettendo il gioco in pausa (sempre che non ci si voglia impiegare 2 minuti ad aspettare che il testo singhiozzi da una parte all’altra dello schermo).
In tutta onestà non so davvero come sia possibile una cosa del genere: il DS ci ha dimostrato di avere la potenza di muovere su schermo ben altro, ed è molto strano che si faccia mettere in ginocchio da una manciata di sprite bidimensionali.
Sul comparto audio c’è poco da dire: le musiche si limitano ad un paio di temi sciatti sciatti che vengono ripetuti all’infinito, e gli effetti sonori si limitano al rumore legato alla costruzione appena creata. Anche qui l’insufficienza è piena.

TUCA TUCA, TUCA….
Veniamo al sistema di controllo e all’impianto di gioco vero e proprio. Inutile dire che l’avvento del touch creen abbia, e di molto, facilitato la vita degli appassionati di titoli gestionali, avventure grafiche, Gdr, ecc: la libertà di toccare direttamente le icone non viene nemmeno minimamente intaccata dal vecchio mouse. Anche in questo caso, però…. ci sono dei però!
Il sistema di controllo, in generale, è abbastanza scomodo ed impreciso,e questo è dovuto, completamente, a scelte errate dei programmatori.
Come avevo detto le azioni si svolgono sullo schermo inferiore, ed ecco la prima grana: per accedere al menù costruzioni dovremo toccare un icona accanto al rettangolo che indica la parte di città zoomata. La suddetta icona, però, è davvero molto piccola, e centrarla è un gioco nel gioco: centinaia di volte vi ritroverete a premere accanto ad essa e a far decollare la mappa verso un'altra zona. Non capisco onestamente per quale motivo non si sia usato un classico pulsante, visto che i suddetti (che servono ad accedere alle altre opzioni) sono solo 3 e non riempiono certo lo schermo.
Riusciti ad accedere al menu costruzioni la schermata cambierà e diventerà isometrica, mostrandovi il sottosuolo della città: mi sto ancora domandando il perché, visto che tutto quello che concerne il sottosuolo (come metropolitane ed impianti idrici) sono stati eliminati dal gioco. Il risultato è un iniziale stato di confusione, che ,fortunatamente, passa dopo qualche ora.
Le costruzioni sono raggruppate “per tipo”, e sono sempre le solite: strade, ferrovie, energia/acqua, ecc. Ho usato le virgolette non a caso perché ci troviamo di fronte ad un altro non-sense di SCDS: se le strade, le ferrovie, i parchi ed energia/acqua sono raggruppati assieme, tutte le altre non lo sono e sono messe alla rinfusa (altro minestrone) in un'unica riga. Niente di terribile, ma razionalizzare sarebbe stata una buona idea. Oltre a questo avremo anche le costruzioni regalo: non fatevi ingannare dal nome, nessuno (esclusa la nostra villa) ci regalerà nulla, sono costruzioni che si renderanno via via disponibili col trascorrere degli anni (partenza obbligata anno 1900, per la cronaca) e ci verranno sbloccati dal professor Sim, un eccentrico personaggio che farà capolino, di tanto in tanto, nel nostro ufficio; starà poi a noi costruirli, sborsando decine (se non centinaia) di milioni….
Ancora una parola sull’imprecisione del sistema di controllo: lo schermo inferiore del DS, sembra essere molto poco reattivo alle sollecitazioni ricevute, con il risultato di farti sbagliare, una volta su due, la posizione dell’edificio che volevamo collocare. La sensazione di rabbia si moltiplica quando ci troveremo a dover, maldestramente, disegnare le strade: mettetevi il cuore in pace, vi ritroverete spesso a demolire una strada per ricostruirla, visto che se tracciate una linea retta, spesso, vi ritroverete con la rappresentazione di un intestino crasso.
Le opzioni riguardanti la gestione del bilancio sono abbastanza simile a SC2000, anche se molto semplificate,e si limitano a farci gestire le aliquote delle tasse, i fondi da assegnare ai vari settori e poco altro.

IO CE L’HO PIU GROSSA…
Le ultime note riguardano lo svolgimento del gioco vero e proprio. Se, all’inizio, la cosa risulta molto stimolante, col passare del tempo si ha una certa ripetitività delle meccaniche di gioco, che a lungo andare può stufare. Pianificata la città, creata la centrale elettrica (un consiglio, non mettetela al centro della città, come ho fatto io… booom!!!), la prima rete stradale ed i primi insediamenti tutto inizierà a filare, senza che le vostre azioni sconvolgano più di tanto la vita dei vostri Simsudditi. A questo contribuisce anche un modello di comportamento davvero inspiegabile della popolazione: i cittadini snobberanno le zone residenziali a densità media e bassa (che, normalmente, dovrebbero essere le più richieste), fiondandosi invece su quelle a densità maggiore. Incomprensibile, ma contenti loro…
Industria e commercio non girano: potete fare quello che vi pare, ma il 99% della superficie cittadina sarà ricoperta da agglomerati abitativi. Nonostante ciò i problemi che una tale popolazione comporterebbe sono davvero limitati: anche con oltre 20000 abitanti i Sim se ne staranno buoni buoni anche con un solo ospedale, con una caserma dei vigili del fuoco e senza acqua… il sogno di ogni politicante!
Veniamo al capitolo interazioni col modo. Lasciamo perdere il consigliere, pressoché inutile quanto un cactus (ce ne sono diversi, e ce ne verrà assegnato uno all’inizio del gioco, rispondendo ad una manciata di assurde domande), quello che scoccia sono i “cittadini”. Con la cadenza di uno ogni 2 minuti di gioco, si presenterà nel nostro ufficio una serie di scassaballe (5 in totale: un pompiere, una vecchia, un vecchio, un insegnante ed una ragazzetta svampita) che vi faranno, sempre, le stesse richieste. Il pompiere vorrà stadi (si, avete capito bene, stadi) in cui far giocare i vigili (a volte chiederà anche caserme, ma è più raro), la vecchia ospedali, la ragazzetta zoo e parchi, il vecchietto tangenti per appaltare lavori, ecc. Inizialmente queste macchiette risultano simpatiche, e le loro richieste molto assennate e poco dispendiose…. fate l’errore di dargli corda un paio di volte e non ve li leverete più dai piedi! Il vigile del fuoco chiede stadi a raffica, e anche se lo accontentate ogni volta, ogni due minuti sarà lì a chiedervene uno (stesso discorso vale per gli altri). Ho fatto una prova e ho deciso di assecondarlo ogni volta, risultato? A fronte di 10000 abitanti avevo 24 stadi e lo stordito continuava a chiederne. Non so se la cosa sia dovuta ad un bug, ma sta di fatto che la cosa è ben poco sopportabile e vi ritroverete a ignorarli, finchè ci riuscirete: si, perché il vostro zelante assistente continuerà a scartavetrarvi i marroni con dei bip, dei punti esclamativi e con frasi del tipo: “c’è qualcuno nel tuo ufficio, chissà chi può essere?” (non lo so, spero la morte che ha deciso di farmi la grazia di portarmi via di qui).
Ultima nota su un'altra scomodità: per creare qualcosa bisognerà mettere il gioco in pausa (o ci andrà direttamente lui) e dopo riavviarlo manualmente tornando alla vista dal satellite. Una vera seccatura, unito al fatto che il tempo ha solo due velocità di scorrimento: fermo o “abbastanza veloce ma non troppo svelto”, che vedrà scorrere i giorni alla velocità di uno ogni secondo circa.

ELEZIONI ATICIPATE?
Come commentare il gioco? Brutto direte voi, viste tutte le magagne. Io non lo definirei brutto… SC ha sempre un non so che di magico, che ti fa venire voglia di sviluppare la vostra creatura e di fare il bene dei cittadini. Allo stesso tempo una grafica non eccelsa e parecchi problemi di interfaccia e gameplay rovinano l’esperienza di gioco. Il titolo è consigliato a tutti gli amanti della serie e a chi ha assoluto bisogno di un “gestionale portatile”, a patto di saper convivere con i numerosi difetti che ho citato. A tutti gli altri consiglierei, se non altro, di provarlo per un po’ (e come?! Mi direte voi… bella domanda…) oppure, in alternativa, di rispolverare SC2000 per qualche oretta. Se alla fine sentirete ancora la voglia di giocare a SC allora potrete passare all’acquisto e, col tempo, a non notare i difetti. Se, invece, vi annoierete dopo pochi minuti vi sconsiglio questa nuova incarnazione, visto che la vostra è, con tutta probabilità, solo una voglia modello partoriente e non riuscirete mai a scendere a patti con i (tanti) piccoli difetti di SCDS.