L'inizio di Silent Hill 4 è assolutamente sconvolgente:il buon Henry Townshend, cittadino come tanti altri, dalla vita normalissima come tanti altri (almeno finora...), con un lavoro normalissimo come tanti altri, un bel giorno scopre con orrore di trovarsi veramente in una brutta situazione. Le porte dell'appartamento 302 dove vinve sono sprangate, misteriosi catenacci apparsi dal nulla bloccano qualsiasi via di uscita dall'appartamento, le finestre poi sembrano a posto, ma sono sigillate! E' impossibile aprirle, ne tantomeno distruggerle prendendole ad esempio a sprangate. In questo scenario agghiacciante venutosi improvvisamente a creare Henry passa cinque giorni infernali, resi ancor più angoscianti dal fatto che l'unico contatto con l'esterno sembra essere il normale svolgersi quotidiano della vita che Henry può solo osservare dalle finestre sigillate.

Ed è ora che il gioco ha inizio veramente. Le novità rispetto agli episodi precedenti si presentano fin da subito. Il controllo del protagonista è infatti in prima persona, almeno nelle sequenze ambientate nell'appartamento. Quando ci avviciniamo ad un oggetto di interesse, la telecamera si incentra su tale oggetto come a testimoniare: "guarda che quello potrebbe essere un indizio!!" e compare un occhio che lampeggia nella parte superiore sinistra dello schermo. In un certo qual modo dunque, l'interazione del giocatore con l'ambiente circostante ricorda molto quella tipica delle avventure grafiche. L'idea è a mio avviso ottima, se solo si avesse avuto la possibilità di importare questo sistema di controllo alle altre locazioni di gioco...

 

Infatti ben presto Henry si accorge che è presente una piccola nicchia nel muro che confina con l'appartamento adiacente: da qui può spiare la bella ed enigmatica Eileen, che ci accorgeremo poi più avanti essere un personaggio chiave. Ma la cosa ancor più terrificante è che Henry si accorge terrorizzato che in una delle parte del bagno è inspiegabilmente apparso un grosso buco che per fortuna (o purtroppo...) sembra essere l'unica via di fuga dall'appartamento. Ed è proprio oltrepassamdolo che Henry entrerà nel suo incubo più grande...
Non voglio svelarvi altro della trama, che fin da subito tenta di mantenersi il più possibile inquietante e angosciante, ma soprattutto incomprensibile. O almeno in apparenza, perchè alla fine tutti i conti torneranno, e vi renderete conto che la storia è assolutamente geniale. Purtroppo però questo Silent Hill 4 ripropone anche tutti i difetti che assillavano i suoi predecessori: nella maggior parte delle sezioni di gioco si torna infatti alla classica visuale in terza persona e ad un controllo infelice del personaggio, soprattutto nei combattimenti. La telecamera infatti non è fissa alle spalle del personaggio, e questo crea confusione nei movimenti. La domanda che mi pongo è allora: perchè non portare la visuale in prima persona anche alle altre locazioni del gioco? In questo modo si sarebbe trasformato in un fantastico FPS/survival horror, dalle ambientazioni macabre e allucinatorie in stile Doom3. Putroppo così non è stato, e questo è per me il maggior difetto del titolo: in questo modo si sarebbe potuto avere il cambio di rotta definitivo della serie.


Ad ogni modo, una volta che ci si è abituati a questo ostico sistema di controllo, potremo comunque apprezzare tutte le qualità che contraddistinguono la serie: alternanza tra ambientazioni sospese in un limbo allucinatorio e altre "para-normali", colonna sonora angosciante, costituita per lo più non tanto da brani veri e propri, ma da effetti ambientali, voci oscure, grida misteriose, indefinibili rumori di sottofondo, etc...
Tutto ciò attesta Silent Hill 4 ad un livello certamente al di sopra della media, ma sinceramente rappresenta una occasione mancata per la svolta definitiva