In un non meglio precisato futuro, la razza umana sarà infine sul punto di esaurire tutte le risorse non rinnovabili presenti sul pianeta Terra. Giungerà dunque il momento di lasciare il nostro mondo ormai morente e colonizzare le distese rosse di Marte, aride, ricche di minerali... e pronte a essere sfruttate da corporazioni senza scrupoli.

Offworld Trading Company è il primo gioco realizzato dalla Mohawk Games di Soren Johnson, il cui nome è legato a nomi di sicuro impatto come Civilization III e IV. Non stupisce dunque che quest'opera prima come lead designer indipendente non cada troppo distante dall'albero e si inserisca nel genere dei giochi managerial-strategici. Ma attenzione a liquidarlo come un titolo clone di Civ e Alpha Centauri vari: niente di più sbagliato!

Meglio mettere subito le cose in chiaro: si costruiscono strutture, si sfruttano risorse, si fanno guerre... ma non si sposta un solo soldato! La peculiarità è appunto che le battaglie non si affrontano con scambi di raggi laser o altre diavolerie del genere, bensì su un terreno molto più infido: l'economia di mercato!

Tredici beni di consumo sono alla base di tutti gli scambi di OTC, che riproducono in scala ridotta la legge della domanda e dell'offerta: materiali di base come il silicio non costano molto, ma si producono facilmente e sono indispensabili per creare prodotti avanzati (e più costosi) come il vetro e i microchip. Sfidando le compagnie rivali, il giocatore deve trovare la strategia giusta che gli permetta di sfruttare al meglio le risorse presenti nell'area di gioco per riuscire non solo a non fallire, ma anche a raccogliere un gruzzolo sufficiente ad acquistare le azioni dei concorrenti per arrivare, infine, ad avere il controllo su tutta la produzione. Un vero e proprio monopolio.

Chi guarda le notizie economiche solo col binocolo non deve però allarmarsi, la Mohawk Games è riuscita a creare un sistema di gioco molto user friendly (fin quasi ad arrivare all'eccesso: il lungo tutorial DEVE essere affrontato nella sua interezza per poter accedere al gioco completo). Semplici menu mostrano l'andamento dei prezzi in maniera chiara e le varie operazioni di mercato sono rapide e in certi casi automatizzabili (compra a TOT, vendi a TOT). Talvolta si ha la sensazione che le meccaniche che regolano tutto l'andamento dell'economia siano un po' oscuri... ma è meglio lasciare certi pensieri agli appassionati più incalliti.

Per rendere le cose un po' più pepate, gli sviluppatori hanno aggiunto un Mercato Nero, un sordido luogo dove acquistare stratagemmi più o meno legali (soprattutto meno) per ottenere un vantaggio sulle compagnie rivali: sabotaggi e facezie simili sono eventi che diventeranno il pane quotidiano per i giocatori.

Il gioco propone tre modalità: skirmish, campagna e multiplayer. La prima è una partita secca in cui l'unico modo per vincere è ottenere il controllo di tutte le compagnie rivali acquistando il 50%+1 delle loro azioni. La campagna si articola in maniera leggermente differente: una serie di partite in cui la vittoria va a chi saprà fornire maggiore supporto alla colonia che occupa una certa zona. Al vincitore di queste battaglie economiche saranno assegnati dei bonus per aiutarlo nelle sfide successive. Tale modalità risulta essere davvero impietosa, soprattutto ai livelli alti: la velocità con cui si muovono le compagnie avversarie è davvero consistente e un minimo di distrazione può vanificare ogni sforzo e strategia.

Offworld Trading Company si fa valere per la sua originalità (che possiamo definire "di ritorno", se andiamo a pescare pietre miliari come M.U.L.E. che di fatto rappresenta l'ideale progenitore di OTC). Tuttavia, nonostante un gameplay tutto sommato intrigante e da "ancora un altro minuto, poi smetto", mettendo insieme tutti i tasselli ci si accorge che manca quella spinta in più che lo renderebbe un titolo imperdibile. Ciò non toglie che Mohawk Games abbia debuttato con un titolo più che dignitoso e che merita di essere almeno provato.