Vi ricordate di quando andavate all'asilo? Le prime esperienze da soli fuori casa: giocare con le compagnelle a fare il papà ubriaco, gettare gli amici nelle buche in giardino, tentare di assassinare la maestra e soprattutto di non essere pestati a morte dal bidello... Bei tempi, eh? Beh, grazie a Kindergarten potrete rivivere *tutte* queste esperienze e molte altre ancora!

Kindergarten è un'avventura grafica realizzata da Con Man Games (un nome, un programma) e Smash Games. Noi siamo un bambino senza nome che si reca all'asilo, ogni giorno. Perché ogni giorno è Lunedì in Kindergarten (La Gioia). Qui potremo parlare con i compagni, o con la maestra: ognuno di questi personaggi ha una missione speciale da affidarci, compiuta la quale otterremo una ricompensa, che può aiutarci in altre missioni. Il gioco non ha una trama vera e propria anche se c'è un mistero da risolvere che collega quasi tutti i personaggi: Billy, uno dei bambini, è scomparso e girano strane voci su chi sia il responsabile dell'accaduto. Per far luce su questo caso, dovremo risolvere tutte le missioni dei vari personaggi – e sopravvivere, possibilmente.

Nonostante sembri piccolo, puccioso e carino, Kindergarten non è nessuna di queste cose. Non è “piccolo”, nel senso che la facciata da giochino indie nasconde una serie di rompicapi piuttosto complessi, quasi tutti risolvibili in molteplici modi. Il gioco non ci prende per mano, non ci aiuta molto né ci dà grandi indicazioni. Bisogna esplorare il mondo di gioco, provare cose varie, fallire e riprovare. C'è MOLTO trial and error e molto meta-gaming, ma sono due features che il gioco sa, quasi sempre, gestire. Dico “quasi sempre” perché accumulare paghette può richiedere qualche minuto di noia, ma ci sono modi, in game, per fare soldi più velocemente.
C'è anche un hint system. Io, ingenua, mi ero detta: “vabbè, non lo uso, è barare”. Ahahahaha. L'hint system offre indizi su quel che bisogna fare, offre pezzi del puzzle, non un “aiuto” nel senso canonico del termine. Bellissimo quando l'hint compare dopo che ormai avete capito da soli cosa fare (specialmente dopo le morti, tipo: “non sottovalutare le minacce del bidello” - quando questi ti sta pestando a morte perché hai ignorato le sue minacce).

Kindergarten non è “difficile”, ma richiede pazienza e attenzione e dà grandi soddisfazioni una volta che si è capito uno dei metodi con cui arrivare alla soluzione di una missione. E' bellissimo avere tutti i pezzi davanti e poterli combinare a piacere: anche se è ovvio che le scelte non sono infinite, l'illusione di avere libertà assoluta c'è, perché moltissime opzioni sensate sono disponibili. Vi serve una crocchetta di pollo? Ci sono molti modi per ottenerla, basta un po' di fantasia e la voglia di pestare qualcuno per ottenerla!

Kindergarten non è “puccioso e carino” perché, come avrete immaginato, è un gioco crudele e violento e per di più tutto ciò è usato per farsi quattro risate. L'asilo di Kindergarten è un mondo allucinato in cui tutti sono psicopatici assassini, o sono comunque pronti a diventarlo, ma nessuno, nel gioco, reagisce come se questo fosse strano. Inoltre, il gioco è pieno di citazioni ad altre opere, che fanno semplicemente cappottare: un esempio? Dovete gettare qualcosa su una bambina, per bullarla, cosa scegliete? Mmm... che ne dite di quel bel secchio di sangue di... qualcosa... che sta poggiato nello stanzino del bidello?
Mi sono fatta un sacco di risate giocando a Kindergarten e morendo e uccidendo maestre e compagni!

Una parte del gioco consiste anche nel trovare tutte le carte di mostri che i bambini si scambiano e vendono fra loro. Non è obbligatorio, sono solo collezionabili, ma aggiungono puzzle da risolvere.

Va detto che, anche se si muore, si ricomincia il giorno dopo; anche le morti dei nostri compagni non sono definitive: il giorno dopo li troveremo tutti vivi e vegeti. Il Lunedì “resetta” tutto, tranne i soldi guadagnati e le ricompense vinte, che sono sempre disponibili.

Graficamente, il gioco è adorabile. La facciata pucciosa è costruita con cura, anche se qua e là si notano segni della psicopatia dei personaggi: guardate l'animazione del bidello, per esempio. O le tette ballonzolanti della maestra. O ancora il cadavere nei bagni... Il contrasto fra questi dettagli e la grafica infantile ben si adatta alla crudeltà del gioco.

Non c'è doppiaggio, ma ci sono musiche e ovviamente effetti sonori. In realtà, la maggior parte del gioco ha *una* track, ma è simpatica e non dà noia, specialmente perché è punteggiata da effetti sonori simpaticissimi.

Il gioco è solo in inglese. Si tratta di un inglese semplice, tranne per qualche frase: quelle del bidello possono dare qualche problema, perché sono sgrammaticate, ma penso che al massimo ci si possa perdere qualche battuta. Chi ha un inglese scolastico dovrebbe cavarsela.

Voto pieno per questo Kindergarten, che da al giocatore la libertà di scoprire soluzioni nuove – e in alcuni casi atroci – per le situazioni pazzoidi che dovrà affrontare. E perché fa tutto questo permettendoci di far fuori mocciosi, maestre, bidelli, e, soprattutto, *presidi*!