Fatale

Dopo quell'opera particolare e intrigante che è The Path non potevo non lasciarmi incuriosire dall'ultima fatica dei Tale Of Tales, Fatale, una sorta di storia interattiva in 3D e in real-time. Non è facile descrivere questo Fatale, ma prima di tutto cerchiamo di capirne la trama.

Trama e ispirazioni

Il gioco – sempre che così si possa chiamare- è ispirato al romanzo di Oscar Wilde, Salomè, che rivedeva in chiave più sensuale e torbida il racconto biblico sulla principessa giudea Salomè. L'opera di Wilde narra che la bella principessa si fosse invaghita di Giovanni Battista, profeta venuto alla corte di re Erode e che pronosticava l'avvento del Messia, il re dei re.

Erode, spaventato dalle profezie del Battista, lo fece imprigionare in una cisterna del palazzo reale. Tuttavia Salomè, invaghitasi del profeta, lo fece liberare e cercò di baciarlo, non pensando che invece sarebbe stata respinta con fermezza. La furia di una donna rifiutata può essere letale, infatti Salomè, per vendicarsi, si esibì davanti a Erode nella tanto famosa quanto sensuale “danza dei 7 veli” con cui riuscì ad ammaliare il re e convincerlo a darle in dono la testa di Giovanni Battista. Così avvenne. La macabra vendetta fu consumata, ma la tragedia non era finita, infatti Erode, disgustato dall'efferatezza della ragazza, ne ordinò l'uccisione. Questa era in breve la trama dell'opera di Oscar Wilde, liberamente tratta dall'episodio biblico e fortemente intrisa di sensualità, erotismo e tragedia. 

In Fatale impersonerete, con una visuale in prima persona, il profeta stesso. Vi trovate all'inizio in una grande cisterna umida e semibuia che potrete esplorare a vostro piacimento e il cui unico altro segno di vita vi viene da una grata nel soffitto da cui riuscite a intravedere Salomè che esegue la sua terribile danza. Una volta finita la danza continuerete a esplorare la cisterna, vi appariranno come in un sogno delle frasi tratte dall'opera di Oscar Wilde e alla fine verrete uccisi.

Nella scena successiva non siete più un corpo, ma siete spirito puro, infatti potete fluttuare sul terrazzo della reggia senza essere visti e osservare indisturbati l'ambiente e la bella Salomè, in atteggiamento assorto, con a fianco la testa mozzata del Battista. So che adesso vi sembrerà un gesto da farabutta, ma non posso fare a meno di svelarvi la trama del gioco, anche perché non esiste una trama! Sul terrazzo, fluttuando di qua e di là, dovrete spegnere tutte le luci che troverete e, una volta spente tutte, un forte sole inonda lo schermo e vi costringe a uscire dal gioco. Quando rientrate nel gioco assistete alla scena finale: Salomè che danza solo per voi sul terrazzo.
Fine.

  

Questo il gioco, questa la trama. Non c'è nessuna interazione con i pochi personaggi che incontriamo, non c'è nessun dialogo e gli unici oggetti con cui si può interagire sono le varie luci sparse sul terrazzo. Il resto è pura e semplice contemplazione e riflessione.

Potete scegliere voi quanto restare sul terrazzo, rimandando quanto volete lo spegnimento delle luci, ed esplorare così l'affascinante ambiente notturno, illuminato da una tenue luce lunare, potete dedicarvi a osservare ogni minimo particolare, potete provare l'emozione di passare attraverso i corpi degli altri e sentire il loro battito, potete attardarvi ad ammirare il mare e chiedervi se esiste un'altra dimensione oltre la morte.

Certo, in ogni caso, vi conviene stare a esplorare un po' gli ambienti, altrimenti in mezz'ora avete già finito tutto e la sensazione sarà quella di essere rimasti a bocca asciutta. Contemplare e niente altro. Per fortuna Fatale ha un prezzo talmente minimo (5,99 €) che magari non potrete mai pentirvi del tutto di aver buttato i soldi.

  

Grafica

Il gioco è totalmente in real-time 3D e gode di una bella cura degli ambienti, anche se solo due: la cisterna-prigione in cui ci troviamo all'inizio rende bene il senso di inquietudine e di umido che vi si può provare, accentuato ancora di più dalla grata da cui filtra la luce, troppo lontana per potervi arrivare; il terrazzo invece ricorda tanto un ambiente da “Mille e una notte”, con candele, lanterne, veli sparsi, tavolini bassi su cui stanno teiere arabeggianti, cuscini dai colori caldi, scale di pietra e porte di legno intarsiate e dalla destinazione misteriosa. Il tutto illuminato dalla luna piena.

L'atmosfera, come già dicevo prima, non manca di certo, e ha il pregio di rapire e catturare il giocatore-spettatore. I personaggi che vediamo sono solo 3: una donna davanti a una porta, un guardiano mascherato e dall'aria minacciosa e la meravigliosa e semi-nuda Salomè affacciata con aria malinconica a un terrazzo.

I personaggi che vediamo sono vivi, se ci avviciniamo infatti possiamo sentirne il respiro e il battito cardiaco, però non ci possono vedere perché noi siamo sotto forma di spirito, quindi se ne stanno lì totalmente immobili, persi nel loro io profondo.

Una curiosità che ci può far sorridere è notare che i Tale of Tales hanno inserito nell'ambiente degli oggetti tipicamente moderni, come un i-pod o una chitarra elettrica con tanto di cassa. Perché l'hanno fatto? Non lo so. Probabilmente solo per inserire degli elementi che ci spiazzassero in un ambiente tanto antiquato.

Il ballo finale di Salomè è stato creato dai Tale of Tales in modo particolare, infatti si sono basati sui movimenti di una vera ballerina , Eléonore Valere, su cui sono stati creati i frame. Il lavoro, considerata la fatica che devono aver fatto, è buono e i movimenti di Salomè sono sufficientemente naturali e aggraziati, anche se a volte sembra muoversi leggermente a scatti.

   

Sonoro

La musica principale è quella della danza di Salomè, la sentiamo sia all'inizio che alla fine e devo dire che ha un suo fascino e ricorda molto le musiche della danza del ventre, anche se ha un qualcosa di ancora più sensuale. Non è una musica scatenata, ma molto ammaliante. Per il resto sentiremo i rumori della notte, del vento, dei grilli, dei sospiri che poi sono frasi tratte dal libro di Wilde sussurrate da una voce di donna, del battito dei cuori dei personaggi quando ci avviciniamo a loro... la suggestività è garantita e, per il tipo di gioco, non aspettatevi chissà che colonna sonora entrante.

   

Sistema di controllo

Paradossalmente, in tutta questa opera contemplativa dei Tale of Tales, la cosa che più ci farà impazzire sarà capire i comandi con cui far muovere il nostro personaggio. Se nella cisterna è piuttosto semplice, infatti con il solo ausilio dei tasti destro e sinistro del mouse possiamo far avanzare, retrocedere o far girare il profeta, sul terrazzo le cose si complicano.

Sotto forma di spirito fluttuiamo, il cursore sullo schermo è a forma di freccia e cliccando col tasto sinistro del mouse possiamo avanzare verso dove punta la freccia, mentre col tasto destro retrocediamo. Fin qui tutto a posto, il problema arriva quando dobbiamo spegnere le luci: si deve infatti puntare il cursore del mouse sulla luce, attendere qualche istante che si formi una sorta di aureola dorata e poi cliccarci sopra.

A questo punto ci troviamo a guardare da vicino la luce (di solito sono candele) e il nostro cursore si trasforma in una nuvoletta nera. Bisogna mettere la nuvoletta nera sulla fonte della luce e attendere fino a che questa non si sarà spenta. Tutto così fino a che non avremo spento tutte le candele del terrazzo. Infine si può anche cambiare la sfocatura dello schermo, con il tasto I della tastiera avremo uno schermo più nitido, mentre con il tasto O uno schermo più sfuocato.

   

Giocarlo oppure no?

In conclusione mi sembra più lunga la recensione del gioco stesso! Il voto che vedete sarà da prendere con le pinze, perché il gioco è talmente particolare che per alcuni sarà una fregatura, mentre per altri magari sarà un capolavoro. Se siete curiosi, amate stare in contemplazione e cercare i significati più reconditi di una storia, allora Fatale potrebbe anche piacervi; se invece siete più orientati su avventure classiche, con enigmi e trame più lineari, allora tenetevene lontani!

Mi sono chiesta come poter definire Fatale: un gioco? Riduttivo. Un'avventura interattiva? Neanche. Un'esperienza? Forse. Ognuno può probabilmente vederlo a suo modo, alcuni non capiranno il senso, altri troveranno assurdo non poter fare nulla e altri ancora magari troveranno affascinante ricercare i legami con il testo di Wilde e si rilasseranno all'interno di questo ambiente mediorientale.

Se devo sbilanciarmi e dare un mio parere personale, allora posso dire che mi ritengo insoddisfatta, ma non perché non sia un'avventura classica con enigmi e tutto il resto, ma semplicemente perché anche come esperienza contemplativa secondo me dura troppo poco ed è poco approfondita. Nel momento in cui uno comincia a rilassarsi e a farsi catturare dal fascino dell'atmosfera, che comunque non manca, il gioco termina e noi restiamo lì, a fluttuare a mezz'aria come il protagonista, nel mistero più totale.

Recensione a cura di Chiara

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