Non si può dire che i typing-games siano un genere molto gettonato, anche se tutti quelli che ho avuto modo di vedere o provare avevano un loro perché. Epistory si inserisce in questo filone e lo fa unendo alla sfida di digitazione uno stile grafico delicato e colorato e una storia che esplora un po' il percorso creativo stesso. Vediamo cosa ne è uscito fuori.

Epistory: Typing Chronicles (d'ora in avanti solo “Epistory”) è un typing-rpg sviluppato da Fishing Cactus, in cui guideremo una ragazza e la sua una volpe pluricodata nell'esplorazione di un mondo di cartapesta.

Lo stile grafico è la prima cosa che mi ha attirata: è adorabile già nelle immagini statiche che vedete in giro per la recensione, ma una volta animato è ancora più puccioso. I modelli di paesaggi e personaggi sono realizzati in stile origami ed è stupendo vedere la “carta” di cui sono composti svolgersi e piegarsi per formare alberi, pietre e montagne. La palette è sempre molto “fanciullesca” e anche nelle aree più buie, come il vulcano e la caverna, ci sono rossi o gialli accesi.

Epistory sa che questo è uno dei suoi punti forza e infatti calca molto sull'esplorazione del mondo di gioco. Le prime interazioni consisteranno infatti nello scrivere il nome di piante e fiori per farli comparire sulla mappa, o di alberi e pietre per liberarci il passaggio.

Ma sono presenti anche mostriciattoli da abbattere, sempre digitando furiosamente sulla tastiera. C'è un po' poca varietà di nemici: che ci si trovi nella caverna di ghiaccio o nel vulcano, bene o male sono sempre gli stessi. Sono distinti in diverse categorie: ci sono quelli più piccoli, che richiedono poche e brevi parole per essere distrutti ma che sono molto veloci; quelli “medi”, che richiedono un paio di combo di media lunghezza per crepare; e infine quelli grossi, per abbattere i quali serve comporre parole lunghe e complicate, ma che sono anche molto lenti. Da notare che basta essere toccati da un solo mostriciattolo per morire; non ci sono punti vita o modi per difendersi. Bisogna essere veloci con la tastiera.

Va anche aggiunto che Epistory non è difficile e, di default, è attiva una modalità di adattamento della difficoltà che aiuta nel caso in cui si crepi spesso in uno scontro (cosa che a me è successa, ma io non sono proprio una digitatrice velocissima, non uso le 10 dita) o che alza la difficoltà nel caso in cui si sia dei mostri da tastiera. Per quel che ho visto, funziona: nelle mie partite gli scontri sono sempre stati faticosi, ma non frustranti. Anche la curva di apprendimento mi è parsa buona: le aree iniziali e gli scontri iniziali sono piuttosto easy, man a mano che si va avanti aumentano sia il numero dei mostri che il loro tipo, che le magie a nostra disposizione.

Sì, perché Epistory ha una parte più o meno rpg. In sostanza, infilando combo, guadagneremo punti esperienza, che sbloccheranno upgrade. Gli upgrade sono vari: si va dalla velocità della volpina, al teletrasporto da un punto della mappa all'altro, alle magie. Le magie bisogna “impararle” in aree apposite e sono legate agli elementi: nel vulcano impariamo la magia del fuoco, per dire, nella caverna quella del ghiaccio e così via. Alcuni ostacoli e sopratutto alcuni mostri possono essere abbattuti solo con la magia giusta. Bisognerà quindi digitare il nome della magia prima delle parole associate al mostro/ostacolo (es, prima scriviamo FIRE, poi qualsiasi siano le parole sulla capoccia del mostro). Ogni magia, inoltre, ha degli effetti particolari: il fuoco, per esempio, brucia anche la parola successiva, quindi permette di abbattere un mostro da 2 parole scrivendone una sola; il ghiaccio blocca l'avanzata dei mostri; il fulmine rimbalza da un mostro all'altro. Nei livelli avanzati bisogna cercare di bilanciare anche i poteri che si hanno a disposizione per riuscire a non morire.

Nel complesso, il gameplay è rilassante e cerca di essere vario. Non ci riesce appieno, e a metà del gioco un po' ci si annoia, perché bene o male si fanno sempre le stesse cose.

Ora, purtroppo, tocca passare ai problemi, che non sono molti ma ci sono. Tanto per cominciare, il sistema di controllo. Epistory suggerisce di usare, invece del WASD, i tasti EFJI, in modo da avere già le mani “pronte”. In realtà, non c'è questa necessità. Il problema è che anche usando il WASD i controlli sono scomodi. La mappa è inclinata, è quella tipica da console, dove per andare “dritti” bisogna premere sempre due tasti (tipo WA, solo W ti manda in diagonale), il che, per un gioco che non prevede il pad è già una mossa un po' assurda. Ma il tutto diventa odioso durante i puzzle nelle zone ghiacciate, perché lì sono necessari movimenti precisi. Sbrinchiare di un tocco manda la personaggia nella direzione sbagliata e costringe a rifare il puzzle. Pacco.

In sincerità, ho trovato solo una recensione che si lamentasse della cosa, questa. E' possibile quindi che io sia particolarmente incapace, e non voglio penalizzare troppo il gioco per questo fattore, ma penso proprio che si potessero pensare comandi migliori (in realtà, bastava mettere la mappa *dritta*).

Un altro problema è la mappa stessa, che non è zoomabile, o meglio: lo é fino a un certo punto. Non si può spostare, e in generale è scomoda.

Chiusa la parentesi difetti, passiamo ai “piccoli tocchi carini”. Per esempio, il fatto che si possa girare nel menù sempre digitando le cose: vuoi la mappa? Scrivi “MAP”. Si può anche usare il mouse, ma è un'aggiunta graziosa. Gli “effetti speciali” sono pochi ma graziosi anche loro.

Sparsi per le mappe troviamo dei collezionabili: illustrazioni, ceste e simili. Non servono a nulla, ma sono carini, e raffigurano vari momenti della storia.

Non ho detto nulla della storia perché in effetti questa è solo una scusa. Viene svelata, molto confusamente, man a mano che esploriamo: una “narratrice” fa apparire delle frasi, in genere fumose e poco descrittive, sul terreno di gioco, di cui pian piano si capisce il senso. Nulla di molto originale né particolarmente ben reso, ma non lo considero un grande problema perché in effetti la storia è una scusa per esplorare e digitare come pazzi. Fa atmosfera, ed è questo che conta.

Le musiche non mi sono rimaste molto impresse. Kudos per gli effetti sonori e per il doppiaggio della narratrice, che fa bene quel tono da “sto dicendo cose profonde da Vera Scrittrice” anche quando deve dire frasi finto-poetiche stile Fabio Volo.

Il gioco non è disponibile in italiano, e benché la comprensione non sia un problema (si tratta di frasette), non capire quel che bisogna digitare può esserlo, specialmente con le parole complicate dei mostri potenti. Questo è il tipico caso in cui una demo giocabile, che coprisse la prima area fino al “boss”, avrebbe aiutato molta gente a capire se vale la pena di acquistare un titolo che, forse, non riesce bene a giocare.

Mi sono divertita a giocare a Epistory ma, se non fosse stato per i controlli, super-frustranti durante gli enigmi, me lo sarei goduto di più. Anche la varietà non è moltissima e si rischia di annoiarsi a metà gioco.
Tolti questi difetti, Epistory resta un gioco divertente e puccioso, che piacerà sicuramente a chi ama i typing game.