Innumerevoli fiumi di inchiostro, virtuale e non, sono stati sprecati per considerare la sofferenza intrinseca dell'esistenza umana, che nasce tra dolore e grida e continua piena di tribolazioni fino alla morte. Ma quanti eminenti filosofi e pensatori si sono fermati a considerare la vita, ben più grama, di una fetta di pane?
Nessuno.
A Day in the Life of a Slice of Bread (Un Giorno di Vita di una Fetta di Pane) è una visual novel che nasce per colmare questa terribile lacuna.

La storia si apre con la nascita di questa fetta di pane, ossia nel momento in cui veniamo infilzati con un coltello e separati dalla nostra “mamma” (il resto del pane). Da questo primo terribile colpo, starà a noi decidere il nostro fato, compiendo una delle numerose scelte che ci verranno poste innanzi e cercando di raggiungere la felicità – o di annientare l'universo, a seconda.

Non posso svelare altro della storia perché sarebbe un peccato togliervi la sorpresa; sappiate solo che è assurda, ha numerosi finali e ogni playthrough non dura neanche 5 minuti. Alcuni finali sono molto simili fra loro, quindi non c'è forse tutta la varietà che si potrebbe supporre, ma non sono rimasta delusa anche dopo la quarta rigiocata.

Il tutto è accompagnato dalla voce del narratore (chiaramente inglese) che commenterà ogni nostra scelta e ci deluciderà sulla fine che faremo una volta arrivati alla fine del gioco. Lo avrei preferito un po' più indifferente al nostro destino, ma anche così regala un po' di sana ironia a un gioco che ne ha già in abbondanza.

I disegni ricordano un po' quelli di NaBHaN, le cui vignette hanno un umorismo simile a quello della visual novel. L'ho trovato uno stile molto azzeccato. Menu e interfaccia sono minimali, e seguono lo stile dei disegni; ho apprezzato particolarmente il menu iniziale, efficace nella sua semplicità. Bellissime le musiche, che non mi sono scocciata mai di ascoltare e quasi assenti gli effetti sonori, ma quelli che ci sono non mi sono spiaciuti.

Mi aspettavo una visual novel assurda e divertente e sono stata accontentata. Forse un po' troppo leggera – non raggiunge le vette di Hatoful Boyfriend, o Prince of Nigeria – ma scoprire come produrre l'estinzione dell'universo con una fetta di pane vale i pochi minuti spesi per giocare.