Cosa dovremmo aspettarci da un gioco uscito nel congestionato mondo degli sparatutto del 1995, se non un clone di Doom che imita, passivamente, la solita formula su cui si era basato il 90% degli FPS fino ad allora? E, in effetti, apparentemente Cybermage offre ben poco. Un minimo accenno di una storia, sia dal video di introduzione che dalle sequenze animate che introducono i primi livelli di gioco, e un protagonista anonimo che si risveglia in una camera criogenica. Apparentemente, Cybermage rappresenta il solito FPS mediocre che vorrebbe apparire interessante grazie all'utilizzo di qualche mezzuccio qualunque (esempi ne potremmo fare a decine, ma mi limito a citare Ashes to Ashes e Corridor 7). Nei primi minuti di gioco, tuttavia, ci accorgiamo che qualcosa è diverso rispetto ai soliti FPS: ciò che appare evidente fin da subito è che il gioco offre una grafica nettamente superiore a qualsiasi FPS del 1995 (e perfino a molti del '96), dando la possibilità di usufruire di una modalità SuperVGA a 640x480 che, all'epoca, inutile dirlo, era semplicemente superba. Allo stesso tempo, tuttavia, questo aspetto per l'epoca così positivo, fu una delle cause dell'oscuro anonimato in cui ancora oggi Cybermage rimane: si aveva la necessità di un computer estremamente potente per essere in grado di giocare e, comunque, era praticamente impossibile sperare di ottenere un framerate decente con la risoluzione massima (e questo, mi preme sottolinearlo, è valido ancora oggi: nonostante DosBox offra la possibilità di giocare a Cybermage in modo eccellente, la risoluzione massima è quasi ingiocabile se non si ha un computer di ultimissima generazione).

"One example to give you an idea of how "CyberMage" is detailed, concerns the dead bodies. Unlike other games of the same kind where an enemy's corpse was reduced to a bloody pile of bones and flesh, the corpses in "CyberMage" are as well rendered as the living characters"

Ma nonostante ciò, Cybermage è molto più di una bella grafica. Mossi i primi passi nel gioco e oltrepassata la caverna iniziale, notiamo che il nostro personaggio non è in possesso di alcuna arma. Strano. Ma sono sufficienti pochi secondi per rendersi conto che siamo in grado di lanciare delle magie e che, ovviamente, queste ultime consumano una parte del nostro mana. E saremo in grado di rigenerarlo attraverso l'uccisione di nemici (dal momento che questi ultimi, al momento della loro morte, rilasciano una sorta di "anima" per pochi secondi. Se il nostro personaggio sarà in grado di prenderla, otterrà dei bonus che permetteranno di curarsi e ripristinare parzialmente le proprie riserve magiche). Dopo alcuni minuti, incontreremo il primo PNG del gioco, con cui potremo interagire per mezzo di dialoghi limitati, in quanto saremo in grado di ascoltare quanto sarà detto, sebbene non sia data la possibilità di rispondere. L'interazione con i PNG, seppur rarissima in un FPS di questo periodo, era comparsa anche in Blake Stone 1 e 2 (1993, 1994 - Apogee), Terminal Terror (1994 - Pie in the Sky) e in Wrath of Earth (1995). L'elemento interattivo nelle conversazioni sarebbe stato successivamente introdotto dal grande Strife un anno dopo (potrei sbagliarmi, in quanto mi sembra di ricordare che anche Wrath of Earth permettesse al giocatore di rispondere ai PNG). Comunque sia, parlando con i vari PNG disseminati in questi primi livelli di gioco otterremo una vaga idea di chi siamo e di quale sia il nostro compito (la storia non brilla per originalità, comunque, in quanto vede il nostro personaggio essere il "prescelto" che deve sconfiggere il nemico di turno). Oltrepassate alcune sezioni che certamente non brillano per originalità (purtroppo per Cybermage, la prima parte del gioco è senza dubbio la meno soddisfacente), giungeremo nella "Slum Town", un luogo ove sono confinati molti criminali e che, a causa della taglia sulla nostra testa posta da Necron (la nostra nemesi), tenteranno di farci la pelle. E notiamo subito un altro elemento, seppur negativo, di questo gioco: la difficoltà. Cybermage è, a volte, dannatamente difficile. Spesso vi troverete di fronte a dei nemici oggettivamente troppo forti e sarete costretti ad esplorare ulteriormente il luogo alla ricerca di armi (scarse, specialmente per quanto riguarda le munizioni) e, soprattutto, a tentare di fortificare il vostro personaggio: attraverso il combattimento e l'acquisizione di anime, infatti, sarete anche in grado di aumentare permanentemente mana e salute, ma anche di acquisire nuovi incantesimi. E questo è un elemento totalmente originale: per apprendere un incantesimo, dovrete esserne colpiti. Cosa che, spesso, aumenta ulteriormente la difficoltà del gioco, in quanto molti nemici sono in grado di uccidervi per mezzo della magia con un solo colpo, ma offre la possibilità di guadagnare strumenti di combattimento molto più potenti delle semplici armi. E, inoltre, ben presto emerge un ulteriore innovazione apportata da Cybermage: i veicoli. Il gioco, infatti, vi permetterà di prendere il controllo, in alcune sequenze, di un carro armato corazzato (e, successivamente, di un jet portatile e perfino di un'automobile volante). Sebbene la fisica non sia eccezionale (ma pur sempre migliore della distrosa implementazione dei veicoli in Ashes to Ashes, mediocre FPS del 1996), è quantomeno un elemento di innovazione molto gradito che riesce ad infondere una varietà ulteriore alle situazioni di gioco, soprattutto per quanto riguarda i livelli della seconda parte del gioco (durante la nostra "fuga" verso Slum Town, infatti, avremo la possibilità di fare uso di un veicolo solamente in un'unica occasione). Da sottolineare anche le dimensioni di molte locazioni (Slum Town è realmente enorme) e la relativa nonlinearità delle stesse: la canonica divisione in livelli che si adatta ad un tradizionale FPS come Doom, infatti, non è totalmente appropriata per Cybermage, dal momento che molto spesso è possibile (e necessario) tornare in aree visitate precedentemente ed esplorare delle zone in precedenza ignorate o sconosciute (concetto già introdotto in Blake Stone nel '93, anche se il tutto risultava essere molto più ripetitivo).
 

"In "Doom" the weapons are usually found in heavily guarded or secret rooms, but there is no way to buy a weapon. In "CyberMage", weapons and ammunitions can be acquired at a shop in the big city or can be found throughout the game."

Noterete che in Cybermage non esiste un bottone da premere per terminare il livello, cosa comune nella stragrande maggioranza degli FPS che si limitavano a copiare passivamente il gameplay di Doom e spacciarlo per gioco. Nella zona di Slum Town, ad esempio, avrete un obiettivo concreto da perseguire: dopo il dialogo con alcuni PNG, avrete il compito di entrare nell'arena e combattere per divenire un membro della Città a tutti gli effetti. Per farlo dovrete, tuttavia, acquisire 2000 crediti. Sebbene possa apparire come un'innovazione insignificante, è molto più soddisfacente che essere costretti ad esplorare un livello alla ricerca di una semplice chiave.

Una volta giunti all'interno della Città, il gioco inizierà a divenire molto più interessante: innanzitutto sarete in grado di scommettere sugli incontri che avvengono periodicamente all'interno dell'Arena in cui avete combattuto precedentemente. Oltre ad avere la capacità di guadagnare del denaro, potrete anche acquistare/vendere armi e medicinali all'interno di negozi specifici, privarvi di alcuni punte salute per alcune monete e persino giocare d'azzardo nelle slot machine in uno dei numerosi club all'interno della Città (e dovrete recarvi in molte di queste locazioni per ricevere informazioni utili allo sviluppo della trama). Da segnalare anche l'ottima atmosfera all'interno di questa zona, garantita anche dalla presenza di numerosi schermi giganti disseminati in tutta la Città, per mezzo dei quali saranno continuamente fornite notizie, informazioni ecc. (una piccola chicca, un "easter egg" assolutamente eccezionale: ascoltando gli altolparlanti, potreste perfino riuscire a sentire qualcosa a riguardo della TriOptimum Corporation! Cybermage è ambientato nello stesso universo di System Shock!! Non a caso la SH è Origin). La seconda parte del gioco, dalla Città (che, inoltre, visiterete più volte) fino al combattimento finale con Necron risulterà senza dubbio molto più interessante rispetto alla prima, presentando alcuni livelli veramente eccellenti e degli elementi molto interessanti, oltre ad offrire molta più storia e alcune ottime sequenze di azione (specialmente quando avrete la possibilità di volare con l'aeromobile, ma non dico altro per non rovinarvi la sorpresa). Da segnalare, infine, anche l'ottima longevità del gioco (anche a causa della difficoltà elevata), sebbene la rigiocabilità sia, ovviamente, alquanto scarsa (anche se le aree segrete o difficilmente raggiungibili del gioco sono molte). All'epoca fu ingiustamente snobbato a causa degli elevati requisiti hardware (lo stesso destino infausto di System Shock)

PRO
+ Aggiunta di molti elementi innovativi
+ Grafica qualitativamente molto più elevata di qualsiasi FPS dell'epoca
+ Molto buono il design di livello (vedere CONTRO)

CONTRO

- Molto difficile
- Interfaccia piuttosto scomoda
- Alcuni livelli sono qualitativamente scadenti e dispersivi (Slum Town)

VALORE STORICO
: EVOLUZIONE DEL GENERE
Aggiunge molti elementi di innovazioni al genere, continuando attraverso la strada aperta precedentemente da System Shock.

VALORE ODIERNO: PER APPASSIONATI
L'interfaccia è difficile da padroneggiare e la difficoltà elevata richiede di avere una discreta esperienza. Inoltre, il fatto che risulti comunque meno innovativo di Strife potrebbe non rappresentare un incentivo a provarlo.

GRAFICA: 7.5 (forse la migliore grafica di uno sparatutto 2d)
SONORO: 8 (da notare che i dialoghi sono interamente parlati)
GIOCABILITA'': 8.5
LONGEVITA': 8


COMMENTO FINALE

Sebbene il gioco resti fedele ad una struttura FPS figlia di Doom, presenta molti elementi innovativi (alcuni dei quali delle novità assolute per il 1995) che sarebbero successivamente comparsi anche in Strife. Assieme a System Shock, Terminal Terror e Wrath of Earth è senza dubbio uno degli FPS più originali degli anni 90. Da riscoprire.