Cinders

E' facile descrivere Cinders in una frase: Cinders è la fiaba di Cenerentola con personaggi a tutto tondo invece di stupidi stereotipi.
Più quattro finali alternativi, tra cui quello in cui possiamo accoppare la matrigna e reclamare l'eredità per noi stessi.

Cinders è una visual novel della polacca MoaCube, che si pone come obiettivo quello di rendere più realistica e matura la storia di Cenerentola. Scarta, quindi la passiva e sottomessa protagonista della favola classica, per una con un grano di cervello, una lingua tagliente e la voglia di migliorare la propria situazione.
Cinders, questo il nome della Cenerentola di questa VN, è costretta dalle circostanze a subire una vita di schiavitù, ma non lo fa volentieri, e non aspetta che appaia una magica fata madrina per risolverle i problemi (anche se non è detto che non usi un po' di aiuto).

Allo stesso modo, gli altri personaggi hanno tutti una personalità e un passato che ci portano a comprendere le scelte che compiono. Né la matrigna (Lady Carmosa in questa versione), né le sorellastre sono “kattive” perché sì e non sfruttano Cinders giusto perché ne traggono soddisfazione. In particolare, ho apprezzato la caratterizzazione della matrigna. Mentre le due sorellastre sono bene o male vittime anche loro delle circostanze e hanno molto spazio nella visual novel, a Lady Carmosa sono riservate meno battute e molta meno introspezione. Era facile farne la solita malvagia, il capro espiatorio di tutta la storia (“è tutta colpa sua”), invece questo non succede. Benché sia una stronza, e sia quella che ha più libertà d'azione rispetto agli altri personaggi, è chiaro che fa quello che fa per motivi precisi e non “malvagi”, ossia non volti solo a causare sofferenza a qualcuno.
Ma i personaggi di questa visual novel non sono solo questi: abbiamo ovviamente il principe, che non poteva mancare, la fata, e altre tre personaggi “bonus”: un mercante, Tobias; il capitano delle guardie, Perrault; e Madam Ghede, una “strega vodoo” (nella storia non è mai chiaro se lei sia effettivamente una strega o meno). Nessuno di questi personaggi ricopre esattamente il ruolo che ci si aspetterebbe nella storia.

Il più sacrificato è il principe: si vede poco, Cinders lo conosce solo per interposta persona (ballo a parte), ma noi lo vediamo in un paio di scene, bastanti a mostrare come sia un regnante che ha a cuore gli interessi del regno, oltre ai suoi personali.

La fata si discosta parecchio dalla fata madrina delle favole “moderne”, e riprende invece il tipo di fata più pericoloso e misterioso delle leggende. Fare un patto con lei non è semplicemente accettare l'aiuto della propria mammina: si tratta di accettare di pagare un prezzo che verrà riscosso senza dubbi e senza sconti.

Madam Ghede è un'alternativa alla fata: più “umana”, più “pratica” ma non meno misteriosa, introduce Cinders a una visione della vita realistica e dura, in cui deve imparare a contare sulle proprie forze e a sfruttare tutti i (pochi) vantaggi che ha a disposizione.

Tobias e Perrault fanno le veci dei topini della fiaba classica, oltre a essere due possibili romance alternativi. Entrambi possono fornire aiuti o nuove speranze o ispirazioni a Cinders. Anche loro sono ben caratterizzati, specialmente Perrault, che ha una “crisi di mezz'età” tutta personale da superare.

Nota per i dialoghi: se nella maggior parte dei casi sono buoni, specie le frecciate velenose delle e verso le sorellastre, a volte peccano di troppa “psicologia”. Un conto è sentire Cinders che dice alle sorelle che sarebbe più saggio smettere di litigare e unirsi contro la matrigna; un altro conto è sentire il tal personaggio sviscerare analisi psicologie spicciole di altri personaggi. E' un po' anacronistico e non in linea con la caratterizzazione dei personaggi, oltre a essere un brutto raccontato di quello che dovremo invece capire dalle scene stesse.

Cinders si sforza di dare molta libertà d'azione al giocatore: presenta quattro finali, ognuno con diverse variabili a seconda delle scelte compiute durante il corso della storia. Per esempio, possiamo diventare una Regina crudele, o saggia, o buona; possiamo essere innamorate del principe o avere l'amante; possiamo vincere la fiducia delle nostre sorellastre e usarla per “usurpare” il posto di Lady Carmosa... come vedete c'è ampia scelta. Cinders usa un sistema di punteggi per determinare quale tipo di finale avremo e quali caratteristiche sbloccheremo nello specifico.

Per la maggior parte del tempo, questo funziona benissimo, ma qualche volta non c'è abbastanza feedback sul percorso su cui ci stiamo instradando. Per esempio, capita di essere in ottimi rapporti con le sorellastre alla fine della VN... per poi leggere, nel finale, che le due ci odiano e complottano alle nostre spalle. E' evidente che il nostro punteggio “pro-sorelle” non è abbastanza, ma la storia ci aveva fino a quel momento mostrato altrimenti.

Dal punto di vista grafico, Cinders è splendido. Gli sfondi sono ricchi di particolari, i personaggi deliziosi ed espressivi e il tutto è animato qua e là (palpebre che si muovo, foglie che volano, acqua che luccica ecc). Davvero stupendo da guardare. Il menù e l'interfaccia sono sbarluccicosi, pieni di scintillii, e cambiano man a mano che sblocchiamo i diversi finali.

Ottima anche la colonna sonora, questa sì in pieno stile “fiabesco classico”. Composta da Rob Westwood, varia molto bene a seconda della scena che stiamo leggendo. Ho apprezzato specialmente le track “magiche” e quella del Ballo.

Cinders è una bella visual novel che sarà apprezzata particolarmente da coloro che amano le fiabe e le loro variazioni. Qui e lì si sarebbe potuto calibrare meglio qualcosa, specialmente durante i lunghi dialoghi fra Cinders e le sorellastre, ma nel complesso la storia si regge bene e presenta personaggi e dinamiche interessanti.

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