Braid

Braid è un gioco indie: una produzione indipendente, ralizzata da un team di poche persone (due in questo caso), con un budget ridotto per lo più frutto di auto-finanziamento. Ma è anche uno dei pochi titoli indie ad aver avuto un successo globale, complice anche la grande diffusione sugli store virtuali di PS3 e X-Box360.

La caratteristica peculiare di Braid sono le innovative e geniali meccaniche di gioco. Prima di approfondirle però, una considerazione: in rete si è "filosofeggiato" in lungo ed in largo sulle idee dietro a Braid e su come queste riescano a far vivere al giocatore una peculiare esperienza del tempo e dello spazio.
Non c'è dubbio che tutti i "paroloni" spesi (e ben riassunti sulla pagina di Wikipedia del gioco) abbiano contribuito al successo di questo titolo. Chi scrive è certo che il giovane autore di Braid si sia avvicinato al suo lavoro con uno spirito "alto" e delle idee sicuramente "illuminate", che effettivamente trasudano nel gioco. Ma chi scrive è altresì convinto che Braid resti soprattutto un... gioco. Anzi, un "giochino" vecchia maniera: meccaniche originali, ben pensate ed ancora meglio strutturate.
Braid è un gioco capace di sfidare l'intelligenza del giocatore e di costringerlo a pensare in un modo... nuovo.
Braid è una bella esperienza, ma non quell'esperienza "metafisica" di cui qualcuno ha parlato.

Braid è un platform, che vuole essere nemesi di tutti i platform
Ha la forma del platform, ma la sostanza del puzzle game.
Sfrutta le meccaniche di un Super Mario per offrire la sostanza di un Lemmings o di un The Incredible Machine. E come questi due titoli trasuda originalità ed innovazione: merce rara di questi tempi.
Tutto il gioco ruota intorno alla capacità del protagonista di mandare liberamente indietro ed in avanti il tempo: sconfingendo la morte, annullando la necessità di riflessi pronti e... azzerando l'adrenalina. È sul tempo (che va avanti ed indietro) che si gioca l'intera partita e lì sta il segreto di questo gioco così originale. A questo tema centrale si affiancano tante variabili diverse: oggetti o nemici immuni alla vostra capacità di alterare il tempo, nemici sincronizzati col vostro movimento (si spostano a sinistra, di pari passo che voi vi spostate a destra), la vostra ombra che ripete le vostre azioni mentre voi ne state già compiendo altre...
Non un solo enigma del gioco si ripete. Ma tutti si risolvono grazie alle poche regole fondamentali del gioco.

Braid è un gioco onesto con il giocatore
Difficile perché richiede l'intuizione giusta, che però è sempre logica e sempre lì sotto i vostri occhi... se solo riuscite ad adottare la giusta forma mentis per vederla.
In nome di un tempo soggettivo e personale, non tutti gli enigmi devono essere risolti subito. E finire un livello non significa averlo completato. La trama non è svelata in ordine cronologico, ma a ritroso. Senza un ordine prestabile con cui affrontare i vari mondi.
Ebbene sì: c'è una trama. E peculiare anche. A tratti persino onirica. Con un gran finale, che vi spiazzerà e vi darà da pensare. Un finale che forse (questo sì!) fa fare un salto nel metafisico.

Braid è un acquisto obbligato
Un bel gioco, autentico e sincero in ogni sua parte (dal gameplay alla grafica disegnata a mano in HD, passando per la trama). Non ha dietro logiche commerciali -e si vede!-, ma bensì tutta l'anima di un gioco, palesemente creato da un giocatore. Una bella sfida per ogni giocatore, da quelli navigati (in cerca di un'esperienza nuova) ai casual gamers, offerta ad un prezzo giusto.
Non lasciatevelo scappare!

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