Teniamolo d'occhio: Anna

E' italiana, è un'avventura grafica e promette di portare sui nostri schermi delle idee interessanti; stiamo parlando di Anna, prima opera del gruppo Dreampainters e progetto a tinte horror su cui i fari di Oldgamesitalia hanno puntato la propria attenzione.

Per introdurci nei meandri della spaventosa segheria che farà da sfondo alle vicende abbiamo quindi interrogato Simone Tagliaferri, uno dei ragazzi al lavoro su Anna per raccontarci qualcosa di loro e di quello che ci aspetterà.
 
Tsam: Vi potete presentare brevemente ai nostri lettori, raccontadoci anche da dove nasce l'idea per Anna?
 
Simone Tagliaferri: I Dreampainters nascono su internet, su dei forum precisamente. In realtà il nucleo principale del gruppo, formato da due persone, si conosce da diversi anni, sempre tramite forum. Parlo di forum al plurale perché ci siamo incrociati in diversi postacci virtuali (TGM Online, Ars Ludica su tutti). La collaborazione è nata da un'idea del programmatore, a cui ho risposto in modo apparentemente convincente (altrimenti non sarei qui).
 
Anna nasce da un luogo, che è poi quello in cui sarà ambientato il gioco: la segheria. Si tratta di un posto di cui si raccontano storie inquietati anche nella realtà, quindi perché non renderlo teatro di un videogioco horror?
 
 
Tsam: Siamo rimasti incuriositi dalll'enfasi posta sull'emotività su cui gioca l'avventura, tanto da determinare esperienze diverse. Potete anticiparci qualcosa al riguardo?

Simone Tagliaferri: Stiamo cercando di porre particolare enfasi sulle reazioni del giocatore a quanto accade nella segheria. L'idea è quella di rendere interattive le emozioni che il protagonista, e con lui il giocatore, dovrebbe provare in presenza dell'orrore. Non posso dirti di più perché, in realtà, è qualcosa che va più provato che spiegato. Diciamo che è un'idea di follia che ci piacerebbe ampliare anche in produzioni future.
 
Tsam: Pensate di distribuire il gioco gratuitamente o provare la strada del mercato?
 
Simone Tagliaferri: Se fossimo ricchi ci piacerebbe regalarlo a tutti. Purtroppo siamo poveri e abbiamo investito dei soldi, quindi ci piacerebbe che qualcuno lo comprasse e ci supportasse. Abbiamo scelto il PC come piattaforma esclusiva di sviluppo perché dà più possibilità in termini tecnologici e perché, nonostante l'eccitazione per altri mercati, è l'unica piattaforma che ha canali di distribuzione senza troppe costrizioni. 
 

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