Lord British alla conquista del Wild Basin
I parte - Sulle tracce dell'Impero Selvaggio

Pubblichiamo qui la prima parte della traduzione dell'articolo "Wild Basin Expeditions Returns", il falso reportage che compare nel manuale di Worlds of Ultima - The Savage Empire.

di Jimmy Malone

Quando l'imprenditore Richard Garriott decise di omaggiare l'intera troupe del suo nuovo film The Savage Empire con una vacanza-safari nell'esotica Hill Country per esaminare la location dove sarebbero state girate gran parte delle scene del film, non sapeva che quello rischiava di diventare un viaggio senza ritorno.
La spedizione partì il primo giorno di giugno dal quartier generale dell'impero del divertimento guidato da Garriott nella ridente Austin, Texas. Il sopralluogo preliminare non durò molto; le comunicazioni radio della troupe erano rilassate e non evidenziavano problemi di sorta. Tuttavia, dopo il 15 giugno le comunicazioni con la truppe si interruppero improvvisamente. Nei dieci giorni seguenti, Garriott e il suo staff rimasero incollati alla radio, mordendosi le mani per la preoccupazione e sollecitando le autorità a organizzare una missione di salvataggio nella regione del Wild Basin all'interno della Hill Country. La missione, cui si unì lo stesso Richard Garriott, partì il 27 giugno.


La spedizione al completo: (da dx in senso antiorario) Keith Berdak, Jeff Johannigman,
Jeff Dee,
Marc Schaefgen, Denis Loubet (dietro), Aaron Allston, 'Manda Dee, Philip Brogden,
John Watson,
Jason Templeman (dietro), Bob Quinlan, George Sanger, Glen Johnson,
Mike Romero, Richard Garriott, Stephen Beeman

Il campo base della spedizione fu presto individuato e non presentava danni: le tende erano ancora in piedi e l'equipaggiamento era ancora funzionante. Nessuna traccia della troupe, invece; le ricerche continuarono così per altre due settimane. Poi, la mattina del 16 luglio, i membri della missione di soccorso furono svegliati da strani rumori: erano alcuni uomini della troupe che cercavano di rubare del cibo, mentre altri stavano costruendo un campo da pallavolo improvvisato con della corda e pezzi di tela cerata: il rumore era tale che i soccorritori non poterono che svegliarsi di soprassalto.
"Fu davvero incredibile - dice oggi Garriott - i loro vestiti erano in pessime condizioni a causa dell'usura, e i dispersi continuavano a lamentarsi della mancanza di aria condizionata nel nostro accampamento, ma per il resto stavano bene. Alcuni di loro ripetevano battute dei Three Stooges, mentre gli altri discutevano di quale fosse il miglior episodio di Guerre Stellari".
Dov'erano stati per tutto quel tempo e come avevano fatto a sopravvivere? Le interviste con i membri della troupe rivelano l'incredibile verità.

Viaggio in terre selvagge
Slephen Beeman, 21 anni, leader del safari e regista del film The Savage Empire, spiega: "Ci trovavamo nella jungla già da due settimane e credo che il resto della troupe iniziasse ad annoiarsi. Non riuscivo a lavorare nella mia tenda per più di due minuti senza che qualcuno entrasse per vedere cosa stessi facendo; sembrava quasi che si aspettassero di trovarmi nel bel mezzo di un party! Ad un certo punto non ne potei più e proposi di fare un'escursione nei paraggi, giusto per smaltire un po' della caffeina che avevamo in corpo e per controllare le location del documentario Il Making of di The Savage Empire. Così partimmo all'avventura. Tutto quel che successe dopo è tutta colpa di Aaron".


Richard Garriot (il secondo da sx) cerca di farsi spiegare il percorso seguito dalla spedizione

Aaron Allston, 29 anni, sceneggiatore del film The Savage Empire, non esita a confermare le parole di Beeman: "Il mio senso dell'orientamento è preciso al 100%... peccato che funzioni solo il 50% delle volte - ammette Allston - e quel giorno ero nel 50% sbagliato. Stavamo passeggiando tranquillamente e ci stavamo tutti divertendo, a parte Keith [Berdak] che si era fatto mordere da un serpente. Poi iniziammo a imbatterci in enormi scorpioni, grandi quanto... beh... grandi quanto scorpioni. A quel punto decidemmo di tornarcene al campo, ma il campo non c'era più: qualcuno doveva averlo spostato, senza dubbio! Iniziammo a battere le vicinanze palmo a palmo nella speranza di ritrovare le nostre tende. Johann si arrampicò persino su un albero per dare un'occhiata in giro, ma tutto quel che riuscì a fare fu digrignare i denti e urlare 'Se non torniamo al campo in tempo e senza sforare il budget, qualche testa salterà!'. Nonostante il suo incoraggiamento, non fummo in grado di ritrovare il campo.

"Johann" è Jeffrey David Johannigman, 29 anni, produttore di The Savage Empire e vice-capospedizione. Un omone di razza ariana, biondo e dagli occhi azzurri, Johannigman è sicuramente candidato a diventare uno dei produttori più nervosi di Hollywood. La sua descrizione dell'avventura non mostra alcuna affezione: "Quella scampagnata non era nei miei piani e sapevo che sarebbe andata a finire male. Ad ogni passo sentivo accumularsi del ritardo sulla nostra tabella di marcia, ma a volte è impossibile tenere a bada gli artisti e gli scrittori. Ho dato loro troppa corda e siamo finiti tutti appesi. La prossima volta che vorrò vedere qualcuno correre in una foresta, mi guarderò una cassetta di un vecchio film con Errol Flynn."

(1/continua)

Invia nuovo commento
Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
CAPTCHA
Questa domanda serve a verificare che il form non venga inviato da procedure automatizzate
  _                    _ 
| |__ ___ ___ (_)
| '_ \ / __| / __| | |
| |_) | \__ \ | (__ | |
|_.__/ |___/ \___| |_|
Enter the code depicted in ASCII art style.