Può essere un videogioco come Machinarium lo spunto per una disquisizione sull'evoluzione della avventure grafiche, l'importanza di un design funzionale rispetto al narrato e sulle emozioni che un freddo robottoino è in grado di donare?
Leggendo quanto i nostri utenti hanno scritto sembrerebbe di sì, fra paragoni arditi, analisi sui lavori di Amanita Design e ricerca di un mondo fatto di enigmi e profondità che forse i videogiochi attuali hanno un po' perso di vista. E voi cosa ne pensate?

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Grazie a chi ci è stato vicino nei vent'anni di attività "regolare" di OldGamesItalia, a chi ha collaborato o a chi ci ha soltanto consultati per scoprire il mondo del retrogaming. Speriamo di avere presto nuove energie per riprendere un discorso che non vogliamo davvero interrompere.
Grazie, OGI. Arrivederci!
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