Dell'ascesa e della Caduta
Gli Albori (ovvero, breve cronistoria dei simulatori di volo)

Prima puntata della breve cronistoria dei simulatori di volo.
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Dell'Ascesa e della Caduta - L'Ascesa
Dell'Ascesa e della Caduta - La Caduta

 

Introduzione

Con questa serie di pseudoarticoli, ho intenzione di ripercorrere la storia della simulazione di volo casalinga. Genere sempre ritenuto piuttosto elitario e "difficile", i simulatori consumer sono nati non appena si sia reso disponibile un computer in grado di farli girare.

Questa mia analisi sarà suddivisa in tre grandi parti: gli albori, l'ascesa, la caduta. Grosso modo possiamo fornire una cornice temporale a tutte e tre queste epoche. La prima va dai primi anni '80, fino al 1988/1989. La seconda possiamo agevolmente collocarla tra il 1989 ed il 1997, quindi abbiamo la caduta, che perdura anche ai giorni nostri, ma non senza speranza.

La rassegna non sarà un solo sgranare numeri, nomi e caratteristiche. Anzi, posso dire che non sarà così affatto. Voglio piuttosto valutare queste tre grandi ere della simulazione alla luce di quanto questi software siano stati in grado di adempiere al proprio scopo e cioè riprodurre, quanto più fedelmente possibile per i mezzi disponibili, la realtà oggetto di riproduzione.

Alla fine del percorso storico, mi lancerò in una previsione, squisitamente personale, circa il futuro della simulazione in senso stretto, cioè quella che mira a riprodurre al meglio il reale. Spero che la lettura possa essere di vostro gradimento!

 

Gli Albori

Bruce Artwick. Probabilmente la maggior parte di voi non hanno mai sentito questo nome. Se fosse stato vostro compagno di scuola, probabilmente sarebbe stato quello "secchione", pieno di brufoli, goffo con le ragazze e maldestro in tutti gli sport. Per fortuna.

Dico per fortuna perché sono stati i ragazzi come lui che hanno reso grande il mondo dei videogames. La vita mi ha insegnato che i bellocci fanno scintille nel mondano, ma se vuoi essere un vero genio, devi essere "nerd". E Bruce era certamente annoverabile in questa nebulosa "casta" di maghi del Basic. Nel 1979, già da qualche anno laureato in Electrical Engineering, il nostro bravo ragazzo se ne esce con un accrocchio di pixels. Un simulatore di volo! Sì insomma, un software in grado di (o aspirante a) riprodurre il comportamento di un bidone di latta alato che si muove in un fluido. Era nato Flight Simulator!

 

 

Come vedete, il tutto era molto rudimentale: un indicatore di velocità, un altimetro ed una grafica vettoriale ai minimi termini. Insomma, oltre al software era sicuramente necessaria una certa fantasia, tanta fantasia, per convincere il cervello che ciò che stavamo facendo era volare in un ambiente simile al reale. Non ho mai provato questa primissima versione che, ironia della sorte, uscì per sistemi Apple, ma temo che i limiti del tempo fossero talmente elevati da precludere qualsiasi tentativo di puntare ad un minimo di realismo. Ad ogni modo, da qualche parte bisognerà pur cominciare a fare le cose e Bruce lo fece. Il primo mattone per quel prodotto ormai quasi trentennale che è Flight Simulator era stato sistemato.

Bruce pubblicò il suo simulatore sotto l'etichetta subLOGIC. La cosa si fece notare, tanto che un altro nerd, Bill Gates, allora impegnato a scrivere il DOS, sistema operativo da me più amato, venne irresistibilmente attratto dall'affascinante prodotto e, dopo una battaglia a suon di carte bollate con sua maestà IBM, Microsoft, piccolissima software house del giovane Gates, vinse la partita e si accaparrò la licenza per poter portare il software di Artwick su DOS. Nessuno dei due lo sapeva ancora, ma stava per iniziare un'epopea che, nel 2000, porterà FS nel Guinness dei primati come software venduto in maggior numero di copie (21.000.000, mica bruscolini).

Le versioni, nei primi anni '80, si susseguirono veloci. I computer stavano migliorando velocemente e le sempre maggiori risorse hardware permettevano di avere un Flight Simulator sempre migliore. Ma la simulazione non è solo Flight Simulator.

Ora, prendete due ragazzi appassionati di videogames e di aviazione. Mettetene uno di fronte a Flight Simulator ed un altro di fronte ad un simulatore militare. Quale dei due ragazzi credete di trovare sveglio dopo un'ora? Esatto, quello davanti al simulatore militare. Gli aerei da combattimento sono un altro paio di maniche: prestazioni migliori del doppio rispetto a qualsiasi aereo civile; veloci sortite contro il nemico; fughe a rotta di collo dai missili e dai caccia avversari. Insomma, adrenalina.

Non saprei esattamente dirvi quale sia stato il primissimo simulatore militare per computer, ma posso dirvi quale fu il primo a fare impazzire migliaia di ragazzi: F15 Strike Eagle. Nella realtà, lo Strike Eagle è un aereo davvero pazzesco: capace di volare seguendo il profilo del terreno, con una dotazione avionica a tutto'oggi eccezionalmente efficace, unitamente alle prestazioni da purosangue di quel gioiello che è il F15 Eagle, quest'aereo è uno dei fiori all'occhiello dell'aviazione militare dello Zio Sam. La sua trasposizione informatica vide la luce su un computer il cui solo nome mi fa venire le lacrime, pur non avendone mai posseduto uno, ma avendo pregato notti intere per averlo: il Commodore 64!

 

 

Ad onor del vero non era una vera e propria simulazione. Insomma, la linea dell'aereo non era quella del F15, nè le prestazioni, visto che il vero F15 non vola così veloce. Tuttavia, come per Flight Simulator, l'importante era iniziare e l'inizio fu strepitoso. Questo simulatore ebbe un grande successo, tanto che ne seguiranno altre due versioni nell'arco di un decennio circa.

Apparve subito chiaro a tutti che la gente desiderava più simulatori militari che civili. Con una grafica scarna, il volo civile risultava noioso, mortalmente noioso. Se lo scopo degli allora simulatori era l'intrattenimento "tout court", allora quelli militari erano la risposta.

Iniziò un vero e proprio fiorire di simulatori e presunti tali. Uno di quelli che fece più scalpore fin da subito fu F16 Fighting Falcon, di un certo Gilman "Chopstick" Louie. Basato sulla simulazione dell'aereo di forse maggior successo di tutti i tempi, questo simulatore è il capostipite della serie Falcon, della quale parleremo più approfonditamente in seguito.

Tutti questi prodotti, decisamente pionieristici, richiedevano, come detto, chili di fantasia e tanta passione. Io entrai nel mondo della simulazione nel 1990 ed ebbi l'opprtunità di provare il primo Fighting Falcon. Rimasi sconvolto dalla rudezza della grafica, eppure quattro anni prima quello era il massimo della tecnologia possibile, almeno fino all'avvento di quel miracolo che è stato l'Amiga 500.

Simulatore militare però non significa solo jet. Ecco quindi l'arrivo di un altro titolo davvero eccezionale: Red Baron. Il nome parla da sè: Red Baron simula gli epici scontri aerei della Prima Guerra Mondiale. Fu singolare l'innescarsi di un campanilismo tra i "jet jocks", i patiti dei caccia ad alte prestazioni e i simul piloti di Red Baron, convinti di essere molto più in gamba perchè in grado di combattere con un aereo di tela e legno con mitragliatrici che si inceppavano spesso. Io ho avuto la fortuna di provare una versione avanzata di Red Baron e vi assicuro che combattere su di un Sopwith Camel è davvero arduo!

Questi sono ovviamente anni da "single player". Nelle confezioni dei videogames ci sono i numeri telefonici delle software house per eventuale supporto. Niente multiplayer in rete, niente patches. O la va o la spacca. Il giocatore sapeva questo e sapeva gustarsi il suo simulatore, convincendosi di essere a bordo dell'aereo.

L'ambito della simulazione civile continua ad essere monopolizzato da Flight Simulator. Nel 1989 esce Flight Simulator 4, prima versione ad annoverare anche dello sparuto traffico dinamico nei maggiori aeroporti come Chicago O'Hare. La grafica gode di un netto miglioramento e viene aumentato anche il numero di aeroporti presenti nel mondo virtuale, ben lungi comunque dai più di 24.000 aeroporti presenti nell'attuale versione, Flight Simulator 2004. L'avionica poi gode di apparati radio e strumenti di radionavigazione che avevano già fatto capolino nella versione 3:

 

 

E' proprio il 1989 l'anno della svolta. Si inizia a parlare di processori 80286 che arriveranno fino a picchi di 21Mhz, nei modelli prodotti da AMD. Si inzia a parlare di VGA a 256 colori. Il mondo consumer sta per godersi un quinquennio dove a farla da padrone saranno due generi: le avventure grafiche, su tutti la grandiosa serie Monkey Island e il porcellosissimo Larry Laffer, mentre nel mondo della simulazione la voglia di combattimento aereo, complici anche le vicende di politica internazionale, sale esponenzialmente.

Nella prossima puntata vedremo, molto più in dettaglio che in questa (perché l'ascesa l'ho vissuta in prima persona), come la simulazione militare si sia evoluta e come siano state poste le basi per la differenziazione odierna all'interno delle stesse SIM militari, dove parlare di gioco è davvero fuori luogo.  

 

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