Ultimo appuntamento con l'IFComp 2015... forse!

Siamo arrivati all'ultimo appuntamento con le recensioni dell'IfComp... forse!
Domani termina ufficialmente l'IfComp 2015 e presto sarà annunciato un vincitore, ma niente ci vieta di recensire i titoli rimasti, che non sono molti, anche dopo la fine della gara. Ma, per adesso, godetevi queste recensioni!

Vi ricordiamo che potete trovare qui le entries del contest, che potete giocare e recensire con noi!

 

Pilgrimage
di Víctor Ojuel

a cura di TheAncientOne

Pilgrimage è la prima opera di interactive fiction di Víctor Ojuel e, per quanto mi riguarda, è un esordio assai promettente. Pilgrimage è sicuramente un gioco che farà discutere e dividerà il pubblico, ma che però contiene delle cose molto interessanti e un immaginario potente che lascerà il segno nel giocatore.
La protagonista di questa storia è una donna dell'Antica Roma, che lascia la Città Eterna in preda alla peste, per una cerca di un testo alchemico (Magnum Opus) che la porterà in giro per il mondo partendo da un misterioso cifrario ("De secretus resilio") in suo possesso.

L'autore padroneggia il periodo storico e in questo gioco riesce a darne un ritratto vivido e folgorante, che mette insieme dettagli realistici con elementi di fantasia che sembrano prendere vita direttamente dai bestiari dell'epoca o da un qualche misterioso manoscritto medievale. Combatteremo un drago dinanzi ai resti di un monastero a Thule, ma finiremo anche schiava nell'harem di un sultano a Costantinopoli. E così via, da Mosca fino a Santiago de Compostela, in un pellegrinaggio ricco di avventure e di luoghi magici.
Interessante, ma (volutamente?) non spiegato nelle sue ragioni, il cambiamento della protagonista, che da donna romana imbarcatasi in una missione sacra finisce per smarrire il senso della sua ricerca, per diventare una violenta saccheggiatrice di chiese, un'astuta Scheherazade al cospetto del sultano, e chissà cos'altro in quale altro luogo del mondo...

L'elemento che meglio identifica questo gioco è sicuramente la capacità di condensare il mondo di gioco in poche location e di renderlo vivo e credibile con pochissime parole. A nord del Sacro Romano Impero c'è l'isola di Thule, a ovest c'è l'Inghilterra e a est c'è Mosca; a sud la Città Eterna, da cui noi veniamo. Tale è la natura del mondo e in 16 misere location ci ritroveremo ad aver fatto il giro del mondo noto... e oltre.
Non mancano purtroppo i difetti, da ricercarsi soprattutto nella struttura enigmistica, che evidentemente non era facile strutturare su una mappa di tal genere. Non sempre è chiaro ciò che dobbiamo fare e troppo spesso oggetti vitali sono nascosti dentro le descrizioni delle location. Allo stesso modo anche la nostra storia è volutamente confusa e convulsa: fa parte dell'indiscutibile fascino del gioco, ma in più occasioni disorienta e confonde il giocatore.
Pilgrimage non è un gioco facile da giocare e da terminare, ma non è nemmeno un gioco facile da visualizzare e comprendere. Tuttavia chi ci riescirà, scoprirà un'esperienza originale, vivida e molto potente. Poteva essere rifinita meglio e resa più accessibile, ma resta un viaggio che vale la pena intraprendere.

VOTO = 8

Mappa di Pilgrimage

 

 

Pit of the Condemned
di Matthew Holland

a cura di TheAncientOne

Pit of the Condemned è il primo titolo di Matthew Holland. Si tratta di un'avventura testuale a parser che ci vede prigionieri e catapultati in una misteriosa città sotterranea, all'interno della quale dovremo salvarci la vita uccidendo la bestia a cui ci hanno dato in pasto a beneficio di un nutrito pubblico che ci osserva dall'alto.
Ci sono almeno 3 modi alternativi per aver salva la pelle e ognuno richiede di recuperare un oggetto che viene posizionato casualmente sulla mappa a inizio partita, offrendo quindi un piacevole elemento di casualità al gioco. La bestia è invece dotata di una sua intelligenza e si sposterà liberamente per la mappa, tentando di darci la caccia.
Questi elementi casuali ne fanno una variante di molti altri giochi già visti, a partire ovviamente dal celebre Hunt the Wumpus. Mentre la costante fuga dalla bestia ci ricorda Slenderman - L'Incubo (da questo punto di vista sicuramente più riuscito di Pit of the Condemned).

Questo Pit of the Condemned diverte abbastanza (sopratutto se siete dei mappatori compulsivi come il sottoscritto), ma con qualche minimo accorgimento di game designing poteva essere un'esperienza ludica assai migliore. Innanzitutto scappare dalla bestia non è solo facile, ma è addirittura banale, il che priva il gioco di tutta la suspense che avrebbe potuto avere. Stessa cosa per la predisposizione della trappola destinate a uccidere la bestia: è il gioco stesso a rivelare l'oggetto (e anche il verbo!) che può innescarle e quindi tutto si riduce a una poco gratificante esplorazione a tappeto del mondo di gioco in cerca della posizione random in cui tale oggetto è stato collocato. Gli ambienti nei quali ci muoviamo non sono male, è vero, ma da soli non sono sufficienti a risollevare le sorti di un titolo che avrebbe avuto bisogno di una maggiore cura per risultare davvero avvincente.

VOTO = 7

Mappa di Pit of the Condemned

 

Recorded
di Nick Junius

a cura di Diavolo dei Crocicchi

Recorded è l'avventura testuale presentata da Nick Junius, presumibilmente opera prima, dal momento che non si hanno altre notizie di questo autore. E continuo a dir male di chi si candida a sfornare giochi per una competizione internazionale (anche se "di nicchia") senza avere alcun tipo di background.
Che l'autore fosse alle prime armi l'ho scoperto solamente dopo aver finito l'avventura: le premesse di Recorded erano decisamente buone, "hai perso la tua voce e ti trovi in un luogo che non riconosci con le sue manchevolezze e le sue menzogne" dice la presentazione del gioco, buono è stato il fatto di aver visto il formato del file Glulx, che ben faceva sperare in grafica e/o audio. Eppure, al solito, ho ricevuto una clamorosa smentita.

Innanzitutto niente immagini né sonoro. Per quel che riguarda il resto dell'avventura, si tratta solamente di vagare in una dozzina di stanze esaminando quel che ci si trova dentro, che tra l'altro è ben poco, a parte un paio di oggetti che ammetto essere curiosi, ma per nulla interattivi. Non è presente alcun tipo di enigma: come detto, si tratta solo di esplorare le locazioni finché, senza nessuna giustificazione, compare l'oggetto che, sempre senza nessuna giustificazione, sblocca la situazione. L'autore comunque non si è curato di implementare una descrizione per molte delle cose che vengono descritte o di personalizzare i messaggi standard di Inform 7 (con cui l'avventura è stata programmata).
Sono molto tentato di dire che questa avventura non è nulla, se non fosse che, comunque, un minimo di suggestione la si ricava nel corso delle esplorazioni; ma questo di sicuro non la salva dalla dimenticabilità. Inutile spenderci altre parole, già queste sono in sovrannumero.

Voto = 3

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