Avrete sentito la notizia: un ragazzo ha deciso di tradurre, lui da solo, Divinity: Original Sin 2. Abbiamo di fronte un pazzo o un eroe?

La questione è un po' più complessa di così, perché arriva dopo la traduzione di Original Sin 1 da parte di un gruppo amatoriale, lo Sciarada Team. I Larian avevano accettato la traduzione come ufficiale e l'avevano introdotta nel gioco, con un bellissimo video di ringraziamento. Tutt'oggi, infatti, se giocate a Original Sin 1 in italiano, è grazie a quella traduzione amatoriale.

Secondo questo articolo, scritto da Giuseppe Colaneri, però, proporre le proprie traduzioni amatoriali di giochi ancora “vivi e vegeti” sul mercato è deleterio, perché incoraggia publishers e software house a non spendere per certe localizzazioni, nell'attesa che qualche fan bendisposto si proponga aggratisse. L'articolo fa anche menzione della scarsa qualità delle traduzioni amatoriali e rimarca che certi titoli avrebbero bisogno di un team professionale, possibilmente pagato, che abbia più esperienza e conoscenze da mettere in campo.

Naturalmente, questo articolo ha suscitato le ire sul forum su RPGItalia, il sito che ospita i traduttori dei due Original Sin, e non a torto... ma secondo noi la verità sta un po' nel mezzo.

RPGITalia fa giustamente notare che, cito dall'articolo:

Se le SH vendono poco in un determinato paese non prenderanno assolutamente in considerazione l’ipotesi di localizzare in quella lingua.

Ciò, in molti casi, è vero: per molti titoli (quasi tutti tranne i Tripla A), certe localizzazioni semplicemente non sono economicamente sagge quindi, traduzione amatoriale o meno, non sarebbero mai stati spesi fondi per la localizzazione. I Larian non avrebbero tradotto Original Sin 2 in italiano neanche se la prima traduzione amatoriale non fosse mai stata fatta, semplicemente perché non conviene.

Non è vero sempre: prendete The Walking Dead, prima tradotto amatorialmente, poi tradotto ufficialmente, ma sono pochi casi e comunque di solito si intuiscono: vuoi che un titolo basato sulla serie di successo del momento non avrà, prima o poi, una traduzione ufficiale?

Quello che non è neanche vero, però, è che, cito sempre dall'articolo di RPGItalia: “Può invece avvenire che una traduzione amatoriale determini un aumento delle copie vendute tanto vigoroso da convincerli a cambiare politica con le produzioni successive.

Eeeeeeh, sì, nel mondo sbarluccicoso di Barbie, forse! Infatti, non è mai avvenuto e se anche ciò fosse vero, allora avrebbe ragione Giuseppe Colaneri e la traduzione amatoriale di Original Sin 2 non dovrebbe essere fatta, perché i Larian potrebbero aver visto questo incremento di vendite. Magari avrebbero fatto uscire una traduzione italiana dopo aver limato e patchato il gioco, chi può saperlo? Tant'è che non si sono espressi in merito, né in un senso né nell'altro.

Le traduzioni amatoriali si fanno per passione per il titolo e per farlo giocare a più persone, che altrimenti non lo avrebbero giocato; non portano aumenti delle vendite così alti, altrimenti ci avrebbe già pensato il publisher a tradurre ufficialmente.

E questo ci porta all'altro aspetto della questione, ossia quello del pagamento e dei team professionisti. Lo Sciarada Team non ha visto un soldo e questo è ingiusto, prima di tutto per loro. Sapete benissimo che su OGI non traduciamo gratis giochi recenti, e uno dei motivi è proprio questo: tradurre un gioco, specialmente un RPG e specialmente quando uno ha anche un lavoro/altri impegni a corredo, è un'impresa gravosa. Perché mai dovremmo farlo gratis?

La risposta è sempre quella: amore per il titolo. E io non giudico assolutamente i ragazzi di RPGItalia che ci si son messi, è una loro scelta. Non penso abbiano fatto concorrenza sleale a nessuno, perché, come dicevo sopra, tanto nessun team professionista pagato avrebbe mai tradotto OS1 o OS2, è inutile illudersi in merito.

Ma il problema non è solo la traduzione di Original Sin, in realtà, anche se le polemiche si sono incentrate su quella (perché è la più “fresca” e, secondo me, perché è bella grossa = tanto “possibile” guadagno). Sul forum di RPGItalia e sulla loro pagina Facebook, diversi professionisti hanno sollevato il problema di come le traduzioni amatoriali di questi giochi creino precedenti che minano il loro lavoro – e in linea generale non hanno torto, sotto diversi punti di vista. Non penso tanto alla traduzione di OS nello specifico, ma a un piccolo proliferare di traduzioni amatoriali fatte a brevissima distanza dall'uscita dei titoli, spesso di qualità pessima, o iniziate e poi abbandonate perché intanto il titolo è stato aggiornato 800 volte e il traduttore era stanco/aveva altri impegni/la qualunque.

Questo succede, spesso, perché il traduttore vuole lanciarsi sul titolo del momento, perché lo sta giocando, è “hot”. E la gente che vuole giocarlo in italiano c'è *adesso*, all'uscita del titolo, quindi il traduttore deve sbrigarsi se vuole accontentarli – e spesso è difficile resistere a queste pressioni, perché chi traduce in fretta (per quanto male) è un Eroe, chi si attarda riceve prima insulti e frecciate, e poi finisce nel dimenticatoio, la sua traduzione uscita “troppo tardi” che va giù nell'oblio senza dargli i 15 minuti di celebrità tanto agognati.

Così si ottengono, quindi, tante traduzioni di cattiva qualità che vengono osannate comunque dai giocatori perché “almeno il titolo è in italiano!” e che hanno il doppio effetto di abituare industria e pubblico all'incuria e alla pigrizia. Peggio ancora quando il lavoro fatto così, gratis, è poi offerto a una SH che fa diventare tale lavoro ufficiale: sì, questo è un bel riconoscimento per il team di traduttori, ma è anche il *regalo* di un *lavoro* a un ente che fa soldi e che non dà nulla in cambio per questo lavoro.

Se Wasteland 2 è stato tradotto pezzi pezzi dai primi che passavano in cambio di key, è stato anche a causa di questo tipo di atteggiamento: è comprovato ormai che una traduzione pietosa è sufficiente per il pubblico ed è comprovato ormai che tanta gente è disposta a lavorare per due key scarse. E la cosa peggiore è non poter criticare questi lavori senza sentire il solito coro di “eh, ma almeno è in italiano!!!”.

Sia chiaro, non sono d'accordo con Colaneri quando dice: “Toccherà aspettare mesi affinché traduttori non professionisti dedichino il loro tempo libero a un lavoro che richiede competenze specifiche, team ben organizzati e strutturati, un controllo centrale e che non si esaurisce nel trovare i termini più adatti su un dizionario.

Sembra sottintendere che un team amatoriale sarà per forza “meno bravo” di uno professionale – non è così. Io per prima gioco in originale proprio perché la traduzione *ufficiale*, fatta da un team “ben organizzato e strutturato”, 9 su 10, è insufficiente. E, per quel che riguarda i mesi di attesa, sono gli stessi che toccano a un team professionale, solo che il team amatoriale parte per forza di cose *dopo* l'uscita del titolo.

Ma capisco qual è il punto essenziale del discorso di Colaneri: quello che la community italiana sta dicendo con il suo comportamento è che tutto va bene, purché il gioco sia tradotto in qualcosa che vagamente somiglia all'italiano e possibilmente presto, prestissimo, ché tutti vogliono giocarci! Una traduzione amatoriale può essere altrettanto buona, o anche migliore, di una professionale – solo che tante, tante volte non lo è e il problema è che questo “non esserlo” sta diventando la norma accettata, sia dal pubblico che dall'industria. Se tanto la gente accetta questo stato di cose, perché pagare un team professionista la giusta cifra e dargli i 6 mesi necessari a fare un buon lavoro? Paghiamo la metà per 3 mesi, basta e avanza, tanto “basta che sia in italiano”.

Il colmo è quando questo atteggiamento è accoppiato all'ira nei confronti delle SH che non localizzano, come sto vedendo in giro verso i Larian. Gente che minaccia di boicottare perché non hanno tradotto OS2 in italiano. Ma, gente, delle due l'una: o questi sono giochi che non sarebbero comunque stati tradotti – e allora che cosa vi lamentate a fare che i Larian non hanno tradotto? - oppure *sarebbero stati tradotti*, e allora davvero la traduzione amatoriale sta ledendo il lavoro di qualcuno. O l'una, o l'altra.

Tutta questa serie di comportamenti – la traduzione amatoriale fatta così vicino all'uscita del titolo, offerta spesso gratis alle software house, il pubblico che si accontenta degli scarti di italiano che si vedono in giro, l'ira cieca e sopratutto ipocrita di molti, che vorrebbero la botte piena e la moglie ubriaca – comunicano esattamente il messaggio opposto a quello che si vorrebbe esprimere. Questi comportamenti dicono a chiare lettere: “Sì, l'Italia è una nazione di serie B, e l'italiano è una lingua di serie B, infatti gli italiani si accontentano degli scarti. Non pretendiamo neanche la decenza, ci va bene qualsiasi roba, basta che sia più o meno comprensibile, e lavoriamo gratis, lamentandoci costantemente nel frattempo!”. Così come i traduttori che si buttano a caso sui titoli, lasciandoli a metà o traducendoli male comunicano solo sprezzo verso il titolo scelto e verso la lingua italiana (e quella inglese, ma chissenefrega di una lingua che non sia la nostra, dico bene?).

E se la maggior parte della gente chiude occhi e orecchie e fa finta di star comunicando una cosa diversa, state sereni che le software house capiscono esattamente il messaggio vero. E il risultato lo si vede nelle traduzioni ufficiali recenti e nelle condizioni contrattuali di tali traduzioni e ovviamente nelle lingue scelte per tradurre. Ci lamentiamo tutti di queste cose, no? Chi ricorda la questione della “Risoluzione vs Ardimento” di Pillars of Eternity? Questo errore non era derivato dal fatto che a tradurre sono stati messi dei cani, ma dal fatto che i traduttori non hanno potuto fare un test adeguato della traduzione, lo si evince anche dal fatto che è un errore sgamabile semplicemente aprendo il menu delle opzioni, non è nascosto in chissà quale dialogo. Betatest della traduzione = tempo = soldi, che nessuno vuole spendere se non sono proprio necessari. E l'Italia sta dimostrando che no, non sono affatto necessari, ben venga un “Ardimento” di 1920x1080, basta che sia in italiano.

I ragazzi di RPGItalia chiedono ai traduttori professionisti con cui hanno parlato: “Quindi i videogiochi in inglese o in altre lingue devono rimanere tali per non creare pericolosi precedenti per il vostro lavoro?

E hanno anche ragione: no, tali giochi non devono restare non tradotti in eterno perché forse, un giorno, qualcuno deciderà di assoldare un team professionista. E se nessuno fa piani di crowdfunding per OS2 – o qualsiasi altro gioco – è proprio perché tali piani non verrebbero finanziati, e loro lo sanno benissimo.

Ma magari aspettare un 5-6 anni dopo l'uscita del titolo, prima di fare la traduzione amatoriale, sarebbe la scelta migliore. In questo modo qualsiasi speranza di una traduzione ufficiale e pagata sarebbe svanita; il pubblico ormai sarebbe passato ad altro e non avrebbe quell'ansia di volerci giocare subito e questo farebbe sì che anche il traduttore non abbia la fretta di “dover finire subito” o di star lavorando su un titolo “caldo”, e saremmo tutti tranquilli che lo fa per amore del gioco, e non per voglia di gloria.

Le traduzioni amatoriali non sono il male, né tutti i team sono ignoranti di entrambe le lingue necessarie alla traduzione, come sembra sottintendere Colaneri, ma è vero che spesso si fanno senza coscienza dell'effetto che si ha sul resto del panorama e sul pubblico stesso – e altrettanto inconsapevolmente si osannano questi traduttori e si scaricano i loro lavori, senza pensare all'effetto nefasto che possono avere proprio su quella parte dell'industria videoludica che in teoria ci sta tanto a cuore.

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