Fracassare: che passione!
Lo stuntman è un'attività che, da sempre, è avvolta dal fascino. Fascino del pericolo, dell'azione e del coraggio (qualche volta anche dissennatezza) di chi si occupa di interpretare le fasi più spettacolari di un film.
Questo titolo, oramai risalente a sedici anni fà, si occupa di una particolare categoria di stuntmen, cioè quelli che si cimentano in rocambolesche corse automobilistiche. In vero, non aspettatevi di prender parte ad un qualche film o di simulare scene di inseguimento particolarmente elaborate. Il gioco vi da invece la possibilità concreta di evoluire con la vostra vettura, regalandovi un grado di libertà d'azione davvero ragguardevole, per quegli anni, dove i 286 la facevano ancora da padroni nelle case dei "PCisti" e dove l'Amiga era la macchina da gioco.

Il gioco vi da la possibilità di guidare diverse vetture: Lamborghini Countach, Ferrari GTO, Audi 4, Lancia Delta Integrale, Lamborghini LM (un gippozzo stile Hummer), Chevrolet Corvette, Porsche 911, Prototipo da gare endurance ed una March da Formula CART, quella di Indianapolis 500 ed Indycar Racing, per intenderci. Non aspettatevi modalità campionato o roba simile. L'unica possibilità che avete di gareggiare è contro avversari spacconi, che potrete affrontare uno alla volta, in una disperata lotta contro il tempo e contro le loro abilità di guida, via via crescenti fino allo schizofrenicho Skid Vicious (abbiate pazienza, non gliel'ho dato io il nome...), sorta di "boss di fine livello" che non è poi così tanto difficile da battere.
 
 
Spiderman è un pivello!
E allora, vi chiederete, se non c'è un campionato od altro, dove sta il divertimento? Semplice, nello sfidare sè stessi a tempo o i propri amici, magari in un tracciato realizzato da voi stessi.
Sì perchè compreso nel gioco, c'è anche un bellissimo ed intuitivo editor di tracciati dove sbizzarrirvi nel creare le piste più lunghe ed intricate che vi vengano in mente! Ciò rende il titolo virtualmente infinito e ve ne renderete conto più avanti nella recensione.
Proprio nei primi anni '90, io ed alcuni miei amici eravamo usi sfidarci con questo titolo. Era molto divertente risicare decimi su decimi, pur di battere l'amico, magari in un circuito pazzesco creato per l'occasione.

 

Ma c'è di più. L'auto aveva anche una certa dose di libertà di girare nel mondo circostante, rendendo il grado di fruibilità dello scenario davvero alto, senza contare che il "mondo" non era piatto, ma con alture, montagne e tutto il resto.
Tecnicamente, il gioco è il tipico racing game 3D di inizio anni '90, cioè con grafica cubettosa, assenza di texturing e poligoni grossolani, che pretendono dal giocatore una fantasia spiccata per vederci le fattezze di una macchina. La modalità grafica più prestante è la MCGA ed il supporto audio c'è sia per le canoniche AdLib e Sound Blaster che per la superba Roland MT32.

Un gioco, tre versioni
Lasciate che però apra una parentesi curiosa circa la storia di questo gioco. Il suo debutto, datato 5 ottobre 1990 per la versione 1.0, fu per opera di Broderbund Software, la quale un annetto dopo se ne uscì con la versione 1.1. Quale differenza tra le due? La seconda, oltre ad offrire prestazioni migliori per le vetture, rende meno frequente il danneggiamento del veicolo (che non è scalare, ma si rompe e basta). Per il resto sono perfettamente identici. Successivamente, il titolo passò in mano Mindscape e, pur rimanendo una copia carbone della versione 1.0 Broderbund, verrà commercializzato come 4D Sports Driving.

Un unicum, non l'amaro!
Questo gioco divise i gamer tra autentici appassionati e devoti da una parte, detrattori ed indifferenti dall'altra. Se i difensori sottolineavano la grande libertà e customizzabilità, i contrari puntavano sull'assenza di un gameplay lineare. Personalmente trovavo la libertà suddetta un ottimo spunto per sfide con gli amici. Quindi non assenza di gameplay, ma presenza di uno diverso da quello canonico dei singleplayer di sempre.

 
Questa formula non sarà bissata da pressoché alcun altro titolo, facendo sì che Stunts sia un titolo unico ancora oggi, contando fedeli adepti anche tra ragazzi che nel 1990 erano appena nati o non lo erano neppure. Purtoppo, se è vero che la grafica non è tutto, è anche vero che qualcosa conta. Oggi, per godersi appieno il titolo, è necessario riassuefarsi alla grafica pixellosa di quegli anni; una sorta di training "anti antialiasing", altrimenti spegnerete DosBox in quattro e quattr'otto.
Addendum: l'amico cariatide TheRuler mi comunica che in realtà un seguito di questo concept esiste e si chiama TrackMania. Quindi il buon vecchio Stunts ha fatto scuola. Resta da vedere se anche Skid Vicious sia stato avvertito! Grazie Attilio!

Il Vaccaropensiero®
Chi potrebbe apprezzare il titolo oggi? Virtualmente qualsiasi archeologo del divertimento a 16 bit, stante anche l'unicità del titolo, ma con qualche riserva. Innanzitutto, vera la libertà concessa, è innegabile che giocarci da soli possa risultare alla lunga davvero noioso, anche perchè battuti (fin troppo facilmente) i pochi avversari disponibili (cinque in tutto), vi ritroverete a correre da soli contro il tempo. In secondo luogo, volendo far rientrare latamente questo titolo nelle simulazioni, ecco che questo genere non può prescindere dai miglioramenti tecnologici dei computers, relegando il "vecchio" a puro antiquariato.
 


Una marcia in più è offerta dalla folta e vispa community che questo titolo ha saputo aggregare in sedici anni. Pensate che ogni anno viene organizzato un campionato mondiale (senza crismi di ufficialità), senza contare i siti di numerosi appassionati che, nel limite del possibile, ne hanno aumentato le potenzialità e migliorato alcuni aspetti...vedere sotto per credere.

Detto ciò non posso che considerarlo precursore, a suo modo, di vari titoli come Destruction Derby o FlatOut, ma anche titolo per veri appassionati ed interessati a titoli sperimentali, mai seguiti pedissequamente.