Law & Order Legacies

Dal 1990 la NBC produce e trasmette una serie televisiva intitolata Law & Order che ha riscosso notevole successo tanto da produrre una discreta serie di spinoff e crossover di vario genere e un intreccio di personaggi, attori e mitologie varie condivise con altre serie televisive. Si tratta di un serial poliziesco, con un forte impatto investigativo-giudiziario basato sul lavoro della polizia con la prosecuzione e la finalizzazione delle investigazioni da parte dei procuratori che concludono l'intero operato in tribunale.

La serie televisiva è basata su una staticità essenziale, su una forte scrittura di dialoghi in uno schema ben consolidato e replicato all'infinito; di certo, sebbene si tratti di una serie di per se discretamente statica, almeno a mio giudizio, si presta ad una trasposizione videoludica basata proprio sull'intuizione, sull'intreccio e la connessione delle prove e sulle contraddizioni delle dichiarazioni dei vari testimoni o accusati.
 
Quindi a questo giro la NBC Universal ha affidato il lavoro ai nostri cari amici di TellTale Games che, dopo varie opere uscite tramite la Legacy Entertainment, provano a dare la loro versione del franchise in formato interattivo. Law & Order Legacies è un ibrido delle varie iterazioni del telefilm, non avendo un legame diretto con nessuna delle serie ma inserendo all'interno del gioco un nuovo capitolo composto da diversi membri delle varie serie tv.
 
Su questo non mi dilungherei eccessivamente: non so quanti di voi amino la serie e io la conosco relativamente e pertanto preferisco non addentrarmi; infine prima di esprimere giudizi diciamo subito che questo gioco esce per iPad, Pc e Mac. La copia di prova che ho potuto visionare girava più che egregiamente sul mio iMac oramai discretamente datato e quindi non dovrebbero esserci problemi tecnici di sorta.
 
 
SI FA PRESTO A DIRE GIOCO... 

 
La mia prima riflessione, anche se dovrei lasciarla per il commento finale, non può che partire da un presupposto. L & O, a differenza di Jurassic Park che comunque prova a essere un gioco moderno (al di là degli apprezzamenti o meno) sulla falsa riga di Heavy Rain, non prova nemmeno l'impresa. 
Ci troviamo di fronte ad un gioco investigativo e non solo, completamente basato sui dialoghi a scelta multipla, costruito per un pubblico casual e palesemente nato per il tablet di casa Apple (o altri tablet, non so bene).
 
Il gioco è quindi estremamente semplificato nella sua struttura: sbagliare è difficile e quando si sbaglia è comunque possibile ripetere l'intera sessione in modo da completarla a punteggio pieno. Cosa che viene ancor più facilitata dal fatto che appena si clicca su una riga di dialogo o su una domanda che non è pertinente, non è corretta o altro, ci viene immediatamente comunicato se abbiamo fatto la scelta giusta o sbagliata; basterà pertanto ripetere la sessione e evitare se non altro di fare la scelta sicuramente sbagliata per portare a casa la valutazione massima.

 
Ma torniamo alla recensione in modo più ordinato.
 
IL CASO
 

Il gioco, come tutti i giochi TellTale, è diviso in episodi. In questo caso la cosa è ancora più adeguata visto che stiamo parlando di un serial tv episodico, quindi il tutto ricalca, più o meno, l'intera struttura dell'analogo televisivo. 
L'episodio tipo parte con l'evento, di solito già accaduto, di un omicidio; ci troveremo dunque di fronte a qualcuno che scoprirà un corpo e da lì inizierà l'indagine. 
 

L'indagine si divide in due parti, la prima delle quali è quella più interattiva (un termine che uso a fatica) in quanto ci viene chiesto di trovare determinate prove predefinite che sicuramente escono dalle precedenti conversazioni. Quindi spostandoci a destra e a sinistra con la freccia del mouse la telecamera farà una panoramica sul ristretto ambiente esaminabile e quando troveremo uno degli oggetti necessari alla nostra indagine, basterà cerchiarlo di rosso per acquisirlo e ascoltare i vari commenti. Nell'elenco delle prove da recuperare vengono poi indicati anche alcuni oggetti contrassegnati con un punto interrogativo, il che ci aiuterà a capire che l'oggetto è nascosto e quindi dovremo intuire dentro cosa o dietro cosa sarà possibile trovarlo.
 
Svolta questa parte continueranno gli interrogatori nei quali bisognerà, oltre ad avere una buona conoscenza della lingua inglese, avere discreta memoria per trovare le contraddizioni o le menzogne che vengono dette dai vari interrogati. Nel caso il fosforo non sia il nostro forte, esiste comunque un taccuino che potremo consultare prima di obiettare o controbattere a una dichiarazione. Se ad esempio capita di non dover credere a una dichiarazione o affermazione, si cliccherà sull'apposta riga di dialogo e, come detto, il gioco ci dirà se abbiamo fatto bene o meno. Se è corretta la nostra scelta a questo punto ci verrà chiesto il perché della nostra posizione. Ancora un piccolo esercizio di memoria e il gioco è fatto.
 
 
E così via fino alla parte strettamente giudiziaria. 
Anche se apparentemente più noiosa, già dal secondo episodio la parte del tribunale sarà quella più avvincente perché dovremo capire una serie di meccanismi o "trucchi" usati dalla difesa ai quali dover fare apposita obiezione. Ad esempio dovremo obiettare a domande vaghe o fuorvianti perché non sono abbastanza specifiche, o sono intimidatorie, o insultano il teste o addirittura perché implicitamente suggeriscono una risposta.

 
Questi vari meccanismi vengono spiegati dai tutorial prima di ogni sessione in modo che gradualmente le varie tecniche difensive possano entrare in campo; a seconda di quante corrette obiezioni faremo e di come condurremo gli interrogatori in qualità di Procuratori, esattamente come nella prima parte del gioco, aumenterà il nostro peso sulla bilancia della giustizia indicata in alto. 
Tutto qui? No, naturalmente; verso metà del processo è intavolata una trattativa per cercare di trovare un accordo sulla pena dell'incriminato. Ovviamente chi è in vantaggio fa il gioco e può decidere se accettare la proposta o la controproposta messa sul tavolo.
 
Di norma si tratta di richieste di riduzioni in favore di una confessione e la chiusura del processo. Un suggerimento. Semmai doveste giocare a L&O Legacies cercate di concludere durante la trattativa per non andare alla fine del processo perché potreste avere l'80% della bilancia a vostro favore e non vincere la causa per motivi apparentemente misteriosi. Probabilmente l'indicatore della bilancia indica una percentuale di potenziale successo, non un vero vantaggio nei confronti del nostro avversario. O al massimo il processo potrebbe fallire per la tipologia dell’accusa, come ad esempio omicidio di primo grado o altri livelli di colpa. A me almeno è capitato nel secondo episodio e ancora cerco di comprendere il perché.
 
 
UN PO' DI TECNICA
 

Dobbiamo per forza tornare al fatto che questo è, evidentemente e senza ombra di dubbio, un gioco progettato per iPad. Sia la parte di recupero delle prove che tutta la parte dialogistica è palesemente orientata al multitouch capacitivo della tabella con la mela. Questo non solo si rispecchia nell'interfaccia, a dir poco enorme e grossolana, ma anche nel motore grafico del gioco. L'unica vera probabile differenza con la versione iPad è che su Mac, e presumibilmente anche su PC, è possibile cambiare la risoluzione dello schermo. Per il resto la parte grafica in generale è quanto meno orrenda.
 
Ossia, su un iPad ci può anche stare, ma su un monitor a 21 pollici a piena risoluzione inizia a diventare uno spreco di risorse e un insulto al concetto di grafica. I personaggi sono brutti e sproporzionati, i loro movimenti sono ridicoli, le espressioni facciali limitate all'osso e molto macchinose e infine il celshading è approssimativo oltre che essere usato per dare un inutile effetto del quale non ne comprendo ne la ragione ne l'utilizzo. 
Infine anche gli scenari sono brutti oltre che spogli: insomma il tutto pare lavorato con MovieStorm, motore grafico 3d per fare dei machimina.

 
L'audio ha sempre quelle strane sbavature che ho riscontrato in altri giochi TellTale sul mio Mac ma tutto sommato il parlato è pulito e di buona qualità. Il suono ambientale è ridotto all'osso e ci si accompagna di tanto in tanto con la colonna sonora di background anche se in definitiva se si è concentrati sul concetto e sui dialoghi probabilmente si rischia di non farci caso.

 
I dialoghi, i testi in generale invece sono ben strutturati e il doppiaggio è di qualità visto che a partecipare sono attori delle varie serie di L&O; la scrittura complessiva dell'insieme dei casi è comunque discreta e non risente di particolari fastidiose incongruenze, anzi. Da questo punto di vista non ho molto da dire sempre considerando il tenore del gioco; per chiudere, un mouse è sufficiente a portare a termine il tutto senza l'utilizzo di nessun altro tasto o elemento di interfaccia.
 
 
LA GIURIA HA RAGGIUNTO UN VERDETTO?

 
Si, indubbiamente si. Intanto riparto da quanto avevo iniziato nella recensione di JP qualche tempo fa. Ossia che i giochi narrativi stanno diventando altro e forse iniziano a intraprendere una strada sempre meno ludica in senso stretto per poi andare verso nuove forme di intrattenimento, sempre interattivo, ma di certo differente. Su questa discussione già si sono spese molte parole, chi è d'accordo e chi no, di certo ho apprezzato da parte di TellTale la volontà di sperimentare strade intraprese da altri per provare a mettere del suo, delle sue soluzioni, delle sue alternative.
 

A questo giro però L&O Legacies non aggiunge nulla se non rastrellare elementi già visti in L.A Noire e portarli ad un livello superstriminzito con lo scopo di raggiungere un pubblico ultracasual che magari ama la serie o si diverte con giochi che impegnano la memoria e l'intuito.
 
Un gioco da treno, con il proprio iPad, senza dar fastidio a nessuno, ricevendo quel grado di intrattenimento che non sia il dover scuotere il dispositivo o cliccare a caso sul pannello di vetro, ma da gustarsi con calma e serenità senza essere disturbati o disturbare qualcuno.
 Ma se si fa una trasposizione su un computer il discorso cambia, perché sono diverse le logiche di interazione e le aspettative che uno ha di fronte ad un gioco per tale piattaforma, per quanto possa essere incastrato e imbinariato come il già citato JP; titolo che peraltro almeno ci propone un minimo di sfida e di aspetto grafico cinematografico che qui latita.

 
Se avessi dovuto giudicare questo gioco o lo avessi giocato su iPad probabilmente avrei avuto un approccio diverso, rendendomi forse conto che su quel dispositivo le potenzialità di sviluppo di una storia di narrativa interattiva ci sono e i margini per migliorare anche. Ma avendolo giocato su Mac ed essendo rabbrividito dalla sua linearità, dalle conclusioni in ogni caso predefinite e immutabili di ogni sequenza e dal binario monodirezionale del gioco, oltre che dalla grafica inguardabile e le animazioni di altri tempi, non posso che scendere sotto la sufficienza e intristirmi.

 
Il livello di sfida è veramente molto relativo, anche se cresce esponenzialmente con gli episodi. Sicuramente più avanti avremo modo di vedere processi sempre più godibili e appassionanti, però, per quel che ho visto ora, non posso che restare inchiodato a questa mia posizione.
 

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