Recensione: la media malefica

Recensione, recensore e lettore: che rapporto c’è davvero tra i tre?

Torniamo sul luogo del delitto con un secondo articolo dedicato alla disamina del fenomeno recensioni, dove cercherò di analizzare le distorsioni che la votazione e in generale l’avvento di sistemi simil metacritic hanno portato all’interno del panorama giornalistico.

L’oggetto che vorrei portare alla vostra attenzione in questo frangente è quello che d’ora in avanti chiamerò effetto “cassa di risonanza”, ovvero l’influenza che l’allargamento del pubblico e contestualmente del bacino di utenza di una recensione ha e ha avuto sulla determinazione di un voto; detto in parole povere (e più comprensibili) come e quanto una votazione possa scatenare una reazione e in qualche modo questa possa a sua volta influenzare il recensore nell’assegnazione del suo magico numerino a fondo articolo.

Badate bene non sto affermando che un giornalista x possa dare un voto y in base alla compiacenza (o meno) di un certo tipo di pubblico, quanto al fatto che lo stesso giornalista, immaginando a priori la reazione che una certa votazione può causare, possa (in teoria) calibrare o meno il proprio lavoro in virtù dell’effetto che vuole ottenere.

Prendiamo ad esempio un titolo tripla A, uno di quei titoli che in qualche modo, nel momento in cui si inserisce il disco all’interno della console, si sa già che difficilmente potrà andare sotto all’8; ecco, poniamo il caso che il nostro amico che per comodità intellettuale chiamerò Pippo, dia a quel gioco un bel 4.

Che reazione potrebbe ottenere? Nel peggiore dei casi la sua verrà bollata come una recensione inconcludente, senza quel piglio o quella sagacia che un buon redattore dovrebbe avere insiti nella propria natura; ma, e forse è il caso più probabile, si potrebbe scatenare in alternativa una reazione dualistica con da una parte i sostenitori del verbo, ovvero coloro che trovando finalmente una voce fuori dal coro in cui riconoscersi darebbero man forte al nostro, dall’altra quelli per cui un titolo con certi budget è bello a prescindere.

Risultato finale: tanti accessi, numerose discussioni ed etichetta di pensiero alternativo; interessante come ipotesi vero?

Poniamoci invece ora nel caso opposto, ovvero quello in cui il nostro dia un voto troppo alto rispetto alla media, quella che per comodità potrei definire come “metacritic di riferimento”; in questo caso il rischio è di natura diversa, ovvero che la recensione venga bollata come buonista e quindi poco meritevole di attenzione. Quando magari è quella l’unica recensione che è frutto di una disamina vera e consapevole del gioco; o ancora è stata di contro realizzata nella malcelata intenzione di ingraziarsi lo sviluppatore di turno..a voi la scelta dell’alternativa che preferite.

Che scelta potrebbe avere il recensore in questo caso? Da che parte del guado è meglio stare? Il problema di fondo in entrambe le casistiche presentate, voto troppo alto o voto troppo basso, non è però la metodologia o la cura con cui un articolo viene redatto e neanche, se proprio vogliamo essere di manica larga, le reazioni che il recensore, direttemente o indirettamente, vuole suscitare nel pubblico lettore.

Il problema è che l’attenzione del fruitore si è spostata, a causa di Metacritic o di altri sistemi similari (personalmente ancora meno utili quanto più il campione esaminato è ristretto, ma tant’è), non tanto sulla recensione in sé quanto sul suo discostarsi da una fantomatica media definita come punto di riferimento del settore.

Ecco quindi il sito da seguire perché dà voti sotto la media ed è più “serio”, la recensione poco interessante perché ha un voto troppo alto rispetto agli altri e così via, in una perdita sempre più consistente dell’importanza del messaggio rispetto alla sintesi, in un paradosso dove la media è il parametro sempre più basilare per determinare se e come qualcuno sia degno di esprimere la propria opinione. O meglio, di consigliare il vostro acquisto.

Come porsi sapendo a priori tutti questi aspetti sopra esposti? Come si deve comportare il redattore o come si deve approcciare il lettore? La lettura è sempre inconsapevole? E ancora, redattore “alternativo” è la via maestra per ottenere una fidelizzazione oppure onestà a prescindere? Tutte domande di difficile risposta ed è da qui che partiremo per provare a trovare una soluzione all’interno di questo labirinto, infestato da medie fameliche e riferimenti distorti.

L'articolo è apparso originariamente su Dietrologia Videoludica
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