Intervista a Tania Rossi

Chi si occupa di far arrivare i videogiochi sulle console o sui computer dei giocatori spesso svolge un ruolo nell'ombra, ma la cui importanza è spesso fondamentale. Quanti ottimi titoli rischierebbero infatti di passare inosservati senza una buona pubblicità alle spalle?

Stuzzicati da questa idea abbiamo quindi deciso di andare a chiedere concretamente a chi questo lavoro lo svolge, come si vive dall'altro lato della barricata e in cosa consiste il lavoro per un addetto alle pubbliche relazioni.

Per questa prima intervista abbiamo quindi l'onore di avere ai nostri microfoni cartacei Tania Rossi, pr manager di Koch Media, che ringraziamo per la sua disponibilità.

Buona lettura!

Ogi:  Tania Rossi: ti puoi presentare ai nostri lettori raccontandoci chi sei e di cosa ti occupi?

Tania Rossi: Piacere di conoscervi lettori di Oldgamesitalia. Mi chiamo Tania, ho 30 anni e mi occupo di comunicazione e relazioni pubbliche. Seguo le PR per Koch Media e Deep Silver dal 2006.

Ogi:  Quale percorso ti ha portato ad occupare la posizione che rivesti attualmente?

TR: Il percorso di un fiume in piena, verso direzioni ogni volta positive e inaspettate.

Sono laureata in scienze della comunicazione ed ho iniziato nell'agenzia di PR del gruppo Leader spa. Poi sono passata per un breve periodo in Black Bean e successivamente sono approdata in Koch Media. Scelte personali mi hanno portato a preferire una certa indipendenza, per cui oggi lavoro per il publisher e distributore da un ufficio autonomo a Milano.

Ogi: Ci puoi descrivere una tua giornata lavorativa tipo?

TR: Quando fai pubbliche relazioni non c'è una giornata tipo. E' il bello di questo lavoro... ogni giorno può capitare una sorpresa, una notizia ed è li che puoi dare il meglio. Quotidianamente ci sono incontri diretti e contatti con i media e i partner e le attività di ufficio, fatte di comunicati, rassegna stampa ed assets.

Altri momenti sono più dedicati alla pianificazione delle attività e alla ricerca. E infine ci sono gli eventi, da organizzare o da seguire. L'unica cosa certa della giornata è dedicarmi un risveglio tranquillo per affrontare poi tutti gli impegni e mantenere l'occhio vigile sulle notizie e i fatti quotidiani salienti, sia nel settore che extra settore.

Ogi: Spesso l'utente finale non si rende conto della macchina organizzativa che sta alle spalle dell'uscita di un titolo. Quali sono i passaggi più critici e quali quelli che invece ti danno più soddisfazione?

TR: Una macchina organizzativa fatta di tantissime persone, spesso in tutto il globo... dagli sviluppatori, all'headquarter dell'azienda, i partner, i giornalisti e gli esperti, fino all'utente che sta provando il tuo gioco sulla console o sul PC di casa. Ogni tassello è saldamente legato agli altri pezzi del puzzle.

La parte più critica, ed anche la più divertente, è dare continuità al flusso delle informazioni. L'immagine esterna è univoca, non è fatta di passaggi ma di sensazioni ed esperienze condivise con quante più persone possibili.

Ogi: Quali sono le doti richieste per fare il PR di una società come Koch Media?

TR: Questo dovremmo chiederlo ai boss dell'azienda! Per quanto ho potuto vivere in questi anni in Koch Media, flessibilità, autonomia e apertura mentale. E una solida onestà intellettuale. Se provi a considerare quante persone entrano in contatto con un'azienda e i suoi prodotti hai un'idea di quante variabili e situazioni diverse si possano prospettare...

Ogi: Per valutare l'andamento di un titolo (e di conseguenza il tuo lavoro) quali parametri vengono considerati, al di là delle vendite che credo siano il fattore principale?

TR: Le uscite stampa, la copertura mediatica e i pareri espressi da opinionisti e utenti. Quando il pubblico ha potuto conoscere ed apprezzare al meglio la storia e le caratteristiche distintive di un titolo, allora so che ho fatto un buon lavoro.

Ogi: Quale titolo ricordi come il tuo lavoro più difficile e perché?

TR: Non ricordo un lavoro più difficile di un altro. Lavorare su un titolo come F1 2010 di Codemasters è ben altra cosa che lavorare ad esempio sulla saga X di Egosoft. Non è questione di difficoltà, bensì di diverse esperienze. E dunque di cimentarsi in arene comunicative mai identiche.

Ogi: Sei una videogiocatrice? Se sì quale è il tuo gioco/genere preferito?

TR: Videogiocatrice non addicted. Amo il divertimento cerebrale. Niente FPS o fiumi di sangue. Preferisco i puzzle, i brain games e i musicali.

Ogi:  Per portare un gioco sul mercato è necessario giocarlo per proporlo al meglio oppure il "vissuto" è distinto dalla fase di marketing e pubblicazione?

TR: Tutto è vissuto. Se c'è una distinzione? Penso che un buon comunicatore sappia seguire qualsiasi prodotto/contenuto in base alle sue qualità e caratteristiche e un buon giocatore sia in grado di apprezzarle.

Ogi: Dalla tua percezione, il mercato pc è veramente al collasso come molti voci sembrano affermare oppure la situazione è più rosea di quello che può sembrare ad un approccio superficiale?

TR: Cambiano modi e tipologie di fruizione e accesso ai contenuti, tuttavia ad oggi, se non sbaglio, il PC è ancora la piattaforma digitale più diffusa con requisiti tecnici che vengono costantemente adeguati - a tutti i livelli - affinchè sempre più persone possano vivere diverse forme di gioco.

Ogi:  Che rapporto hai con la stampa del settore? Cosa chiedi ad un giornalista e cosa pensi un giornalista ti chieda?

TR: Ho un buon rapporto con la stampa. Sono cresciuta insieme a molti dei giornalisti di questo settore. Per me sono importanti condivisione, onestà e rispetto. Per un giornalista penso sia fondamentale l'affidabilità, oltre chiaramente alla notizia.

Ogi: Se un nostro lettore volesse provare il tuo lavoro, che consigli puoi dargli?

TR: Di non confondere la professionalità e l'atmosfera giovane e informale del settore videogiochi. Di leggere, informarsi e approfondire sempre. Poi, niente vale di più che trascorrere qualche tempo sul campo per comprendere quanto sia unico e speciale questo lavoro.

Tsam scrive:04/04/2011 - 19:25

Spezzo una lancia in suo favore; avendo portato avanti io l'intervista ti posso dire che non è per niente impostata, ma anzi molto disponibile e simpatica :-)

Anonimo scrive:04/04/2011 - 12:40

Interessante. Brava. Competente. Unico appunto... troppo impostata e seriosa, soprattutto in questa foto. Sembra più "vecchia".

Anonimo scrive:19/10/2012 - 15:06

E anche cacciaballe!

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