Intervista a Giulio Giorgetti

L'Italia che sviluppa è una realtà che spesso viene bistrattata dalla stampa videoludica nazionale, vuoi per un pubblico di riferimento non sempre ricettivo, vuoi per delle risorse spesso limitate, vuoi per quella sana abitudine italiana ad essere sempre e comunque esterofili.

Con l'idea di andare un po' contro corrente, ecco il primo di una serie (speriamo lunga) di interventi volti ad indagare quello che è il panorama nella nostra penisola, una disamina volta a intervistare/recensire tutte quelle situazioni dove ogni giorno si affrontano i piccoli, grandi problemi legati allo sviluppo della nostra amata passione.

E' quindi con piacere che vi presentiamo l'intervista con Giulio Giorgietti, a capo del progetto GGoal.

OGI: Ci puoi presentare il vostro gruppo? Chi siete e quale è stato il vostro percorso?

GG: Dietro a GGOAL ci sono io che ho progettato il gioco e dirigo lo sviluppo e la promozione e un team di professionisti esperti nello svliuppo di software web e multimediale.
Dopo aver passato tanti anni sul mercato Internet e in particolare nel mondo social ho deciso di sviluppare questo progetto che era una mia vecchia idea nel cassetto. Al momento il team di svliuppo è composto da 2 sviluppatori senior, 1 sistemista senior e 2 grafici multimediali. Inoltre ci sono io che coordino le attività e curo la promozione e la gestione commerciale.
 
OGI: Da dove nasce Ggoal e quali obiettivi vi ponete?
 
GG: Il progetto nasce da una idea che ho avuto nel 2001 (ho ancora il business plan stampato dell'epoca in cui lo progettai), ma i tempi non erano maturi: all'epoca non c'era ancora la banda larga e soprattuto non c'erano ancora dei dispositivi mobile evoluti.
Soprattutto mancava poi il mio tempo personale, in quanto avendo fondato una mia software house non avevo molto tempo per progetti personali di questo tipo; solo a fine nel 2010, quando dopo tante soddisfazioni con la mia società mi sono permesso il lusso di dedicare più tempo a me stesso, ho creato la squadra e siamo partiti con lo svliuppo.
 
L'obiettivo è quello di creare un prodotto italiano che abbia visibilità in tutto il mondo. Siamo partiti da due giorni ma già abbiamo centinaia di nuovi giocatori provenienti da tutto il mondo; il primo utente straniero registrato viene dal Nepal ed è stato una bella soddisfazione.
Vogliamo proseguire su questa strada far crescere la Community e diventare un punto di riferimento tra i browser game sportivi.
 

OGI: Sulla rete esistono diversi browser game dedicati al calcio, primo fra tutti il pluricelebrato Hattrick; sebbene i target possano essere diversi (gestionale il primo, più "action" il secondo"), non temete che il segmento sia un po' "affollato"?

GG: Come hai detto tu i target sono differenti. Hattrick è un manageriale dove si ha la frustrazione di non poter giocare realmente è quindi molto differente.
Il punto di forza di GGOAL è proprio la possibilità di essere giocatore in campo e manager della squadra. Di poter scegliere cosa far fare ai propri giocatori ed avere il pieno controllo negli aspetti tattico strategici. Quello che decidi di fare su GGOAL i giocatori lo fanno.

Quindi proprio per l'idea innovativa di GGOAL crediamo di avere un nostro target specifico che prende molti utenti di Hattrick, molti utenti di giochi come PC Calcio o Football Manager e anche utenti che amano la simulazione come FIFA. Per non parlare di tutti quelli che amano i giochi di tattica e di strategia.
Su GGOAL, inoltre, quando vuoi prendi e giochi e sei libero di farlo quanto vuoi.
 

OGI: Sempre più spesso si ascoltano pareri più o meno professionali che indicano i browser game e più in particolare i giochi inseriti all'interno del contesto social come la direzione più remunerativa per il mondo dei videogames indie. Cosa ne pensate?
 
GG: Se i browser game siano o non siano la soluzione più renumerativa non te lo so dire perchè siamo appena partiti e in questa fase, per fortuna, non abbiamo vincoli economici e business plan rigidi da rispettare. Quello che so è che GGOAL l'ho progettato appunto nel 2001, e la mia idea non è solo quella di un Browser Game ma di un vero e proprio Cross Platform Game.
Infatti nella mia idea iniziale, e a maggior ragione oggi, è prevista l'integrazione con il mobile: in particolare partiremo con iPhone e iPad a breve per consentire ai giocatori di giocare anche dagli smartphone.
 
Il bello è che nel 2001 ancora giravano i telefonini con display in bianco e nero e nella mia testa c'era già questa idea di far giocare a GGOAL tutti gli utenti in qualunque posto si trovino: dal web, dal telefonino (ora sarebbe meglio chiamarlo smartphone) e magari, anche se sarà tosta, da console. 
I modelli di business ne abbiamo già diversi in mente ma ancora non abbiamo dato preferenza ad un modello rispetto ad un altro perchè non è questo l'obiettivo di questa fase del progetto. 
 
 
OGI: Quali sono le difficoltà nel costruire un browser game?
 
GG: Prima di andare nello specifico del browser game, vorrei fare una premessa. Un gioco multimediale è l'esperienza di sviluppo software più difficile che ci possa essere. Infatti rispetto  ad un software classico che riceve un input e deve dare un output, in un gioco ci deve essere un'anima. Un gioco deve divertire e deve essere longevo.
La differenza tra un browser game e altri giochi multimediali, online e non, secondo me è minima. E' proprio il gameplay la parte più difficile da progettare e non è l'aspetto tecnico il vero problema. Se l'idea funziona, funziona anche il gioco. Poi bisogna avere dei bravi progettisti grafici, degli esperti di usabilità e dei bravi sviluppatori. In tutti questi anni ho conosciuto e sono cresciuto con al mio fianco persone di qualità che hanno consentito poi di sviluppare il progetto.
Un problema specifico relativo al browser game, e quindi di un gioco multiplayer, è comunque la gestione dei collegamenti simultanei e la sincronizzazione dei dati.
 
 
OGI: Se è possibile saperlo, che budget ha richiesto un progetto di questo tipo?
 
GG: Su questa domanda preferisco non rispondere, ma i conti potete farli da soli se considerate 5 persone oltre a me a tempo pieno per circa 6 mesi oltre alla promozione e alle infrastrutture hardware e software.
 

OGI: Ci potete raccontare qualcosa sul fronte tecnico? (motore del gioco, net code, eventuali difficoltà)

GG: Il progetto è principalmente basato su tecnologia Apache-php-mysql lato server e utilizza Flash come frontend.
 

OGI: Avete altri progetti in cantiere?

GG: Partire dal dire che GGOAL è solo all'inizio: volutamente in questa fase non abbiamo inserito molte altre funzionalità che abbiamo già previsto, proprio perchè abbiamo voluto lasciare l'utente concentrato sul core del progetto che è la scacchiera calcistica.

Nei prossimi mesi saranno introdotte molte novità, ma possiamo pensare a GGOAL come un progetto che cresce insieme alla sua community. Credo sia fondamentale per un browser game essere in continuo contatto con i suoi utenti, ascoltare i suggerimenti e aggiungere nuove funzionalità. Inoltre abbiamo intenzione di svluppare la versione mobile per iPhone e iPad in primis vista l'esperienza acquisita nel settore con un altro nostro marchio.


OGI: Quali sono per voi le difficoltà dello sviluppare in Italia e quale è la situazione del mercato produttivo in questo momento?

GG: La mia esperienza di svliuppo in Italia è molto positiva non fosse altro che nasco come sviluppatore e scrivo codice da quando avevo 7 anni, per poi spostarmi più su un ambito manageriale durante la mia carriera. Il problema può essere non tanto l'aspetto di sviluppo quanto quello del finanziamento del progetto.
Per il momento non ho voluto finanziamenti esterni in fase di sviluppo e ho autofinanziato il progetto, mentre ora in fase di promozione sto valutando le diverse offerte che stanno arrivando.
 
In questo caso strutture tedesche e nord americane sono molto più strutturate di quelle italiane ma ancora è presto per prendere una decisione. Vogliamo far crescere il progetto in maniera importante e stiamo cercando un partner esperto di questo mercato che possa far crescere GGOAL in termini di visibilità.
 
 
RobertaP scrive:18/02/2011 - 13:01

Ambizioso ma pieno di entusiamo, mi piace quest'idea! Augurissimi

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