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> Atari Vs Indie
Tsam
messaggio10 Jan 2012, 08:51
Messaggio #1


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Vi segnalo questo interessante articolo ( http://www.develop-online.net/news/39413/A...o-defend-our-IP ) , di cui potete vedere la news in home ( http://www.oldgamesitalia.net/content/atar...yright-e-remake ), dedicato a recenti dichiarazioni di Atari in merito al rapporto con le sue vecchie IP e gli sviluppatori Indie.

Personalmente credo che da una parte il pensiero di Atari sia condivisibile, perlomeno nel momento in cui le sue IP sono ancora legalmente sotto la sua egida e quindi questa ha tutto il diritto di difenderne l'utilizzo.
Detto ciò credo che la voglia di spremere le mucche videoludiche fino all'osso sia però eccessiva: per ip di oltre 15,20 anni una liberazione potrebbe essere ipotizzabile e auspicabile, altrimenti per i giochi sulla cresta dell'onda potrebbe non esserci il problema, ma tutto il resto delle opere rischia l'oblio più profondo.

Vostri pareri?


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asterix777
messaggio10 Jan 2012, 10:57
Messaggio #2



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Spolveratore (1)


Avevo letto qualche giorno fa di questo genere d'interventi dell'Atari.
Nessuno di certo, e tanto meno l'Atari, è obbligato a liberare formalmente i propri prodotti, ma gestirli all'insegna della tolleranza mi sembra opportuno.
Intendo dire che finchè tali marchi siano utilizzati per garantire il semplice retrogame degli appassionati, conservandone la memoria storica, o per produrne seguiti assolutamente free, dico che non sarebbe il caso di impuntarsi.
Se invece tali IP sono usati per realizzare remake/seguiti destinati alla commercializzazione oppure sia la SH stessa ad aver deciso di risfruttarli con lo stesso scopo (purchè lo faccia sul serio!), le sue decisioni di tutelarsi potrebbero non essere del tutto criticabili.
Deve cioè, a mio modesto parere, tenersi conto del fatto che è anche grazie alla passione e all'affezione di tanti giocatori e di intere comunità che di tali marchi si ha ancora memoria oggi - soprattutto considerando i tempi di evoluzione dei videogames - e che non mi sembrerebbe del tutto corretto 'sfruttare' la passione gratuita dei fans, che hanno tenuto in vita spontaneamente interi parchi titoli di tante SH, creando e perfezionando appositi tools (emulatori e tutto quanto li circonda, compresi siti web, server, etc.), per poi sentirsi dire: "Grazie, ora me lo riprendo!".
Suona un po' come un figlio abbandonato ed adottato, i cui genitori esercitano poi pretese di 'naturalità'.
Credo che il rilancio dello sfruttamento commerciale dei propri titoli sia un diritto sicuro delle SH - ci mancherebbe - ma credo anche che dovrebbe convivere con le comunità di appassionati che hanno contribuito senz'altro a che tale rinnovato interesse potesse riproporsi, tollerandone tutte le attività free e ponendosi invece - e giustamente - in posizione più critica verso chi, non detentore di diritti, intenda farne profitto.
Nel caso dell'articolo, sembra che l'Atari intenda tutelarsi dallo sfruttamento di natura commerciale dei suoi titoli sui sitemi iOS (mostrandosi disponibile a collaborare con il 'prestesto' di garantirne la qualità finale). Magari in questo caso non ha tutti i torti: non so se le community che rilasciano tali titoli lo facciano in modo del tutto indipendente o siano (più probabilmente) in qualche modo sovvenzionate dalla Apple, e fin qui ci starebbe l'intervento dell'Atari.
Dispiace invece di notare alcuni siti di retrogame ed emulazione che dichiarano in homepage che tutto quanto presenti il marchio Atari è stato rimosso dal loro sito per erpressa volontà del detentore dei relativi diritti.
IMHO

Messaggio modificato da asterix777 il 10 Jan 2012, 10:58


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"Trattasi di oggetto COMPLETAMENTE inutile!" (Sam)
 
Yak
messaggio10 Jan 2012, 14:04
Messaggio #3



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Atari si è spesso meritata il mio astio, questa volta non è da meno.

Fermo restando che l'apparato legislativo che è alla base della tutela del diritto d'autore andrebbe rivisto, 15-20 anni per un videogame non equivalgono a 20 anni per un brano musicale, un libro o, seppure in maniera minore, un film (nel quale l'influsso del tempo e della tecnologia si sentono, ma comunque in maniera minore).

Il discorso qui è più complesso, ed è tutto racchiuso in questa frase: “anything that has even a passing resemblance to an Atari classic”.

In un momento storico in cui la guerra dei brevetti ha raggiunto livelli ridicoli, si corre lo stesso rischio in ambito videoludico.

Un discorso è rilasciare un titolo che è chiaramente un "remake" di un classico atari, magari sfruttando anche il nome, un discorso è un titolo che ammicchi pesantemente ad un classico atari.

Cosa è clone e cosa no?
Oggi, sono sicuro, che Street Fighter, King of figher e Mortal Kombat, come pure una caterva di FPS verrebbero considerati "cloni" e ci sarebbero cause legali.

 
Tsam
messaggio11 Jan 2012, 11:15
Messaggio #4


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Credo anche io che il punto più delicato sia quello relativo al fatto che qualsiasi cosa che ricordi lontanamente un titolo Atari possa essere passibile di oscuramento. Questo imho èp un principio che non può stare in piedi in nessuna legislatura e credo che sia una forzatura più dell'articolo che di Atari stessa.

Quello che fatico a comprendere invece è il continuo sfruttare la mucca come ho detto anche sopra: sono IP ormai vetuste (Asteroids?) e dovrebbero appartenere alla comunità per qualsiasi tipo di rielaborazione, con l'ovvia gentilezza di citare sempre fonti e provenienza. Imho ovviamente.


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