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> Abandonware, La salvaguardia della storia del videogaming.
Beren Erchamion
messaggio20 May 2006, 13:30
Messaggio #1



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CITAZIONE
Abandonware. La salvaguardia della storia del videogaming
di Beren Erchamion

Questo articolo è stato pubblicato nella e-zine Pizzalossa (Pizzalossa #2, Illegalità, pp. 12-14) ed è reperibile in formato pdf nel sito ufficiale.


Il termine Abandonware deriva dalla contrazione di due parole: “abandoned” e “software”.
La leggenda vuole che sia stato coniato da un certo Peter Ringering, nel 1997.
L’idea di fondo era, ed è, semplice.
Considerata la rapidità dell’evoluzione tecnologica, un videogioco (VG, d’ora in avanti) pubblicato oggi rischia di non essere più fruibile nel giro di pochi anni.
E’ un dato facilmente riscontrabile.
Un VG fuoriesce più o meno velocemente dal mercato.
Già dopo cinque anni, in molti casi, si può trovare solo una qualche forma di supporto ufficiale.
Un VG, in altri termini, viene abbandonato dai suoi ideatori con una rapidità che non ha eguali negli altri campi della creazione umana.
E quindi, pur essendo magari un capolavoro, rischia di essere dimenticato.
Cadere nell’oblio.
Lo dimostra l’esistenza di Home of the Underdogs, dove centinaia di giochi sottovalutati e rapidamente ritirati dal mercato ricevono un riconoscimento tardivo.
Conservare la memoria dei VG: era questa l’essenza dell’idea di Peter.
Peter aprì un sito – l’Oldie Computer Site – dove, tra l’altro, era gratuitamente possibile reperire versioni complete di vecchi VG.
Pensava, evidentemente, che l’esplosione di Internet avrebbe consentito la diffusione delle sue idee, evitando quella che egli definì l’estinzione informatica del vecchio software.
E aveva ragione.
Complice il fatto che si potevano scaricare gratuitamente giochi vecchi, ma comunque appetibili, il termine Abandonware (AW, d’ora in avanti) si diffuse con una rapidità paragonabile solo al fenomeno del porno nel web.
Nacquero siti come funghi, alcuni esperienze passeggere, altri ancora oggi punto di riferimento (in Italia, il SitoSenzaNome).
Vennero inaugurati portali di risorse AW, denominati Ring in omaggio a Peter, ad iniziare dall’Official AbandonwareRing.
Quello che poteva essere ipotizzabile come una semplice passione condivisa iniziava a mostrare il volto dell’interesse collettivo di un movimento transnazionale.
Interessante, no?
C’è un ma.
Diffondere liberamente software senza l’autorizzazione dell’autore (o chi per esso gestisce il copyright) è illegale.
Anche se è abbandonato.
Il termine AW non ha cittadinanza giuridica.
Non equivale a Freeware.
Per perseguire i propri scopi, i siti AW dovettero guadagnare la tolleranza di autori, Software House, produttori e distributori.
Venne redatto un codice di autoregolamentazione.
Per dirsi abbandonato, un VG deve essere fuori commercio da almeno cinque anni, non essere più ufficialmente supportato e il titolare del copyright non deve aver fatto richiesta di rimozione del download del proprio software.
La ratio del codice di autoregolamentazione è di evitare un danno economico diretto al titolare del copyright, disincentivandolo di fatto a intraprendere (legittime) azioni legali per impedire la distribuzione non autorizzata del suo VG.
E’ per questa ragione che il download di VG abbandonati deve essere offerto gratuitamente.
Queste regole sono efficaci, perché i siti AW sopravvivono.
Tuttavia, questa prassi è idonea a perseguire lo scopo sostanziale dell’AW, ovvero la tutela della storia del videogioco?
Pensateci.
Le risorse AW possono essere cancellate con un legittimo colpo di spugna.
Affidare le sorti della salvaguardia della memoria videoludica a dei siti illegali è quantomeno azzardato.
Pur avendo conseguito un obiettivo fondamentale – l’affermazione di una generale consapevolezza dell'importanza di quest’opera di salvaguardia – i siti AW sono insufficienti a perseguire le finalità per cui l’idea stessa di AW è nata e si è diffusa.
Se togliamo a un sito AW il download di vecchi VG, che ne rimane?
Chi potrebbe essere interessato ad un sito di sole parole sui VG abbandonati?
Questi i principali interrogativi dello Staff di OldGamesItalia quando decise di trasformare il proprio sito AW (online dal 30 giugno 2002) in un Osservatorio orientato alle medesime finalità senza offrire l’illegale download gratuito.
A distanza di quasi due anni da quella decisione, una discreta parte dei visitatori, soprattutto giovanissimi, si sono rivolti ad altri siti.
Sono rimasti, ma soprattutto ha iniziato a frequentare OldGamesItalia una nuova tipologia di persone.
Gli OldGamers.
Giocatori e giocatrici il cui interesse non risiede nel mero download di un VG, ma anche nel desiderio di condividere un comune passato videoludico, nel modo di sentire l’esperienza del videogaming e nello scopo di preservarne la memoria storica.
La Community italiana degli OldGamers trova in OldGamesItalia il punto di riferimento.
Muovendo da una revisione legale dello spirito dell’Abandonware, gli OldGamers intendono instaurare un dialogo permanente con autori e titolari dei diritti (collaborando con siti che hanno da tempo intrapreso questa strada, come Liberated Games), affinché autorizzino la libera distribuzione del software dal quale hanno deciso di non trarre più profitto.
La libera (e legale) distribuzione è uno strumento più idoneo a perseguire il fine ultimo di OldGamesItalia: realizzare la tutela della storia del videogioco non solo per mezzo del collezionismo privato, ma soprattutto attraverso la costituzione di un Istituto pubblico (o sfruttando la rete bibliotecaria esistente) che raccolga e conservi fisicamente e sistematicamente Software e Hardware del passato.
Il riconoscimento di un interesse generale alla salvaguardia del valore artistico e storico-culturale del videogioco.

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Jegriva
messaggio27 May 2006, 00:18
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Salve a tutti, io da buon retrogamer consolaro, non posso farealtro che aggiungere che voi di Oldgamesitalia offrite un servizio molto più raro del mero download: la preservazione di un'eredità di opinioni critiche, di storie extra-ludiche (come si può parlare di Monkey Island senza parlare anche della Lucasgames?) che sono la vera anima del retrogaming.
Un libro di storia della letteratura è composto da dueparti: i tesi, e i commenti. L'una è inutile senza l'altra.
 
kantuccio
messaggio29 May 2006, 07:51
Messaggio #3



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Pippo_San
messaggio28 Jun 2006, 21:04
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PREMESSA:
Inizio subito col dire che l'intervento che segue non è nato con intento polemico, ma è scaturito da una domanda che Beren Erchamion mi aveva rivolto in PM: "Ma prima dimmi: la salvaguardia del VG è un argomento che t'interessa?"
Allorchè avevo qualche minuto libero, e di getto e con passione gli ho scritto una risposta che cercasse di fornire un quadro pur minimalista e infinitesimo della mia visione del mondo abandonware. E' una visione che tutto sommato posso dire di cullare fin dai tempi di DIC (per chi c'era), anche se allora tutto sommato ero molto più superficiale e bambino di quanto non sia quasi cinque anni dopo. Diciamo che ai tempi di DIC era più un'intuizione giocosa, ora è una visione morale più adulta. Forse anche un pò più distaccata visto il mio abbandono dalla scena anni fa. Ad ogni modo vi prego di non prenderla come una critica ai principi che contraddistinguono questa community che apprezzo, stimo e condivido, ma una critica alla forma, che non combacia con la mia personale visione. Perchè ciò che vi offro è solo una visione personale, e come tale prendetela.
P.S. E' stato Beren a chiedermi di postare qui, altrimenti non avrei avuto risposta:)

TESTO (copia "quasi" 1:1 del messaggio inviato a Beren):

Dunque ho letto il manifesto. E' lodevole direi, non lo avevo ancora guardato e per quanto concerne i principi applaudo e condivido. Se c'è qualcosa su cui, consentitemelo, dissento è il meccanismo con cui vi siete proposti di salvaguardare l'abandonware. Io personalmente ho sempre ritenuto che il corretto metodo fosse "à la HOTU", cioè memoria scritta e catalogazione, ma anche sperimentazione. Sarà che ormai sono un ingegnere e inizio a ragionare come tale, ma senza la prassi, la teoria non ha senso. Per intenderci, i libri di storia ci sono già, e, scusate se il giudizio vi sembrerà severo ma solo perchè la mia visione è un pò diversa, il videogioco non è un libro. Il videogioco non è un film. Il videogioco è per la parola stessa che lo definisce INTERAZIONE. E su che cosa interagisci? Su pensieri, su idee buttate su carta? Interagisci PENSANDO a come salvare il videogioco oppure interagisci VIDEOGIOCANDO? Perchè c'è un solo modo di salvarlo il videogioco, ed è proprio quello di giocare, altrimenti rimane un pezzo di codice passato alla storia come tante cose morte e sepolte.
Beren mi chiede se mi interessa salvare il videogioco. Certo che mi interessa salvare il videogioco.
Volete sapere cosa penso sia il videogioco? Per me è quel punto che sta "al di là del bene e del male" come direbbe Nietzsche, oltre le normali convenzioni morali/etiche/sociali che la vita di ogni giorno ci impone, oltre i vincoli impostici per Natura tra le altre cose. E' un'altra vita, che puoi testare, puoi provare, e ti permette persino di guardare da fuori la TUA vita, ti permette di ragionarci sopra e magari correggerla in positivo secondo le tue aspirazioni. Ma come fai se non provi, come?
Io posso dirvi quanto è bello Monkey Island. E posso dirvi quanto è bella la Cappella degli Scrovegni dipinta da Giotto. Ma se volete, domani la Cappella degli Scrovegni potete andare LIBERAMENTE a visitarla, è là a disposizione dell'umanità. Con Monkey Island come si può fare? Dove trovarlo?

Ripeto, i vostri principi li stimo, li apprezzo e li condivido. Ma sulla forma non concordo con voi blush.gif
Direte è illegale fornire download di materiale protetto da copyright. E' vero, ma intanto perchè non inziare con delle DEMO visto che avete ormai abbandonato la strada dell'abandonware per quella dell'"old game" (chiamiamole così per distinguere)?

E ricordate. Spesso per fare il bene di tutti, bisogna fare un pò di male al singolo (la lezione dell'Amministratore eheh). teach.gif

Messaggio modificato da Pippo_San il 28 Jun 2006, 21:06


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messaggio29 Jun 2006, 00:18
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Pippo, il tuo articolo mi é davvero piaciuto. Apprezzo molto non tanto le cose giuste quanto quelle coerenti, così come non ritengo che, limitatamente a questo argomento, non esista una posizione "assolutamente giusta" ed una "assolutamente sbagliata", ma solo dei modi diversi di agire verso uno scopo dichiaratamente comune.

Giusto per fare un po' di sano cross-posting, avevo già scritto qualche riga un paio di giorni fa su di un altro topic di critica (o meglio di analisi critica) del nostro manifesto. Al di la delle considerazioni che potrai trovare in quel post però, vorrei focalizzare il mio intervento su quello che mi é sembrato essere il nocciolo del tuo ragionamento.

CITAZIONE
il videogioco non è un libro. Il videogioco non è un film. Il videogioco è per la parola stessa che lo definisce INTERAZIONE. E su che cosa interagisci? Su pensieri, su idee buttate su carta? Interagisci PENSANDO a come salvare il videogioco oppure interagisci VIDEOGIOCANDO? Perchè c'è un solo modo di salvarlo il videogioco, ed è proprio quello di giocare, altrimenti rimane un pezzo di codice passato alla storia come tante cose morte e sepolte.


Sono d'accordissimo sulla seconda parte. Un po' meno sulla prima. Anche io infatti ritengo che il gioco sia interazione, ma d'altra parte anche un libro ed un film (seppur con modalità e forme di coinvolgimento diverse) lo sono. Posso raccontarti che l'ultimo libro di Camilleri é una figata megagalattica, o che "X-Men 2" (per continuare ad utilizzare termini simil-giovanili) é un'incastro totale. Potrei proporti centinaia di recensioni dei migliori critici di letteratura e cinematografici, ma fino a che quel libro o quel film non lo avrai letto/visto, fino a che cioè non avrai interagito con quell'opera intellettuale, non ti sarà possibile costruire un giudizio critico veramente tuo. Magari potrai accostare, incollare, elaborare un giudizio altrui, ma non potrai dire di poter parlare di quell'opera con una tua cognizione.

Visto in questi termini, un videogame può benissimo essere considerato al pari di un libro o di un film. Allo stesso modo (o meglio, con modalità molto simili) inoltre, l'opera intellettuale incorporata in un film, in un libro o in un videogame, viene tutelata dalle leggi della maggior parte degli Stati in cui queste opere vengono commercializzate e divulgate. Copiare un videogame é un reato così come lo é fotocopiare un libro o copiare un dvd. Esistono però delle sottili ma sostanziali differenze, o meglio delle forme di sfruttamento/divulgazione che permettono (a differenza dei videogame) di poter prolungare la vita di un libro o di un film, di aumentare cioè la sua "finestra di disponibilità" di modo che i consumatori possano goderne per un periodo più lungo della sua commercializzazione. Sto parlando di:

(i) noleggio e altre forme di commercializzazione successiva su altre piattaforme/media

(ii) mercato dell'usato

(iii) biblioteche/mediateche

grazie a queste tre forme (tutte lecite ed autorizzate) di divulgazione delle opere intelettuali, i film ed i libri anche più vecchi e sconosciuti possono essere reperiti, consumati e divulgati anche a distanza di anni dall'uscita nelle librerie o nelle sale cinematografiche.

Andando a vedere la situazione odierna, mentre il libro é riuscito a raggiungere tutti gli stadi di sfruttamento/divulgazione finora illustrati (fino ad arrivare all'e-book), la stessa cosa non possiamo dire per le opere cinematografiche (ad oggi per lo più reperibili solo tramite il noleggio o il circuito dell'usato), e ancor più embrionale possiamo considerare la situazione dei videogame dove, oltre a forme di vendita/scambio dell'usato si stanno da poco sperimentando forme di noleggio (come quella proposta da Blockbuster).

Non esiste quindi ad oggi la possibilità di organizzare il materiale videoludico sotto forma di una biblioteca/mediateca accessibile a tutti gli utenti che ne facciano richiesta. Ciò é in parte sicuramente dovuto alle peculiarità del supporto con il quale vengono diffusi i videogame (un libro prestato puoi sempre fotocopiarlo ma non sarà mai paragonabile alla versione rilegata e brossurata della biblioteca, mentre un videogame copiato di fatto é identico al suo originale), ma pur riuscendo a bypassare questo problema di ordine tecnico (utilizzando magari delle protezioni VERAMENTE efficaci) permane a mio avviso la mancanza di sensibilità che porta a valutare il videogame come un'opera intelletuale degna di tutela anche dopo la sua commercializzazione. Il videogame in questa visione restrittiva viene considerato come un mero prodotto di consumo, con una sua vita commerciale ben definita, come se fosse una lavatrice o un lecca lecca, e non come un romanzo d'autore degno di essere tramandato anche alle generazioni future.

Finchè permarrà questa visione non solo la pirateria avrà modo di esistere e rafforzarsi (considerando il fenomeno come una risposta "low cost" all'acquisto in negozio o su di un sito), ma non ci sarà modo di dare dignità a progetti di maggior respiro che possano veramente perpetuare la tradizione e la storia del videogaming.

Per questo OGI considera il download come un espediente efficace solo nel breve termine al raggiungimento del suo scopo, tentando invece di sensibilizzare il suo pubblico verso forme di divulgazione della cultura videoludica come le biblioteche e (perchè no) anche i noleggi ed il mercato dell'usato (con apposite rubriche sul forum). Forme che, alla prova dei fatti, hanno mostrato la loro efficacia nel lungo termine per tutte le altre opere intellettuali.

E' bello confrontarsi con persone che come te hanno un'idea diversa ma sempre ben argomentata sul fenomeno dell'abadonware, e ti invito a scrivere ancora su questo forum.

Grazie

Guy


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Che strano; ho sempre pensato che il proprietario dello Scumm Bar fosse un tizio di nome "Ron"
 
Sorasil
messaggio29 Jun 2006, 08:39
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C'è una cosa che non capisco a questo punto: vada che su OGI non ci debba essere alcun gioco protetto da copyright scaricabile, ma se HOTU e gli altri sono, diciamo, legali, perché non è possibile postare link per il download?


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inskin
messaggio29 Jun 2006, 08:51
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Beren Erchamion
messaggio29 Jun 2006, 11:21
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Anzitutto, grazie per questi bei interventi.
A quello che ha detto Guy mi sento di aggiungere qualche considerazione, purtroppo veloce, ma che mi sembra cogliere il punto-chiave.

OldGamesItalia (e il suo Manifesto) non sono un attacco all'Abandonware.
Al contrario, OldGamesItalia cerca di preservare lo spirito Abandonware (la salvaguardia della memoria videoludica) abbandonando una strategia a nostro avviso sbagliata, che è quella del download illegale.

La legalità non è una questione di forma o di presentabilità. O almeno, non solo.
E' una questione di sostanza, è una scelta strategica.
Perché, come scrivo nell'articolo:

CITAZIONE
Tuttavia, questa prassi è idonea a perseguire lo scopo sostanziale dell’AW, ovvero la tutela della storia del videogioco?
Pensateci.
Le risorse AW possono essere cancellate con un legittimo colpo di spugna.
Affidare le sorti della salvaguardia della memoria videoludica a dei siti illegali è quantomeno azzardato.
Pur avendo conseguito un obiettivo fondamentale – l’affermazione di una generale consapevolezza dell'importanza di quest’opera di salvaguardia – i siti AW sono insufficienti a perseguire le finalità per cui l’idea stessa di AW è nata e si è diffusa.


CITAZIONE (Pippo_San @ 28 Jun 2006, 22:04) *
Io posso dirvi quanto è bello Monkey Island. E posso dirvi quanto è bella la Cappella degli Scrovegni dipinta da Giotto. Ma se volete, domani la Cappella degli Scrovegni potete andare LIBERAMENTE a visitarla, è là a disposizione dell'umanità. Con Monkey Island come si può fare? Dove trovarlo?
Sono pienamente d'accordo.
Immagina una situazione in cui, per reperire un gioco fuoriuscito dal mercato da anni ti sia sufficiente andare nel sito ufficiale dell'autore.
Lo puoi scaricare e giocare legalmente.
Questa è quella che gli economisti definiscono una first best, la migliore delle ipotesi possibili.

Allo stato delle cose, poiché una grandissima quantità di giochi sono legalmente irreperibili ma permangono non liberamente distribuibili (anche) attraverso la rete, la second best, una valida alternativa, è che i siti Abandonware proseguano la loro opera illegale ma certamente utile.

Lo scopo di OldGamesItalia è salvare lo spirito nobile dell'Abandonware rinnegando la strategia dell'illegalità.
Desideriamo che i giochi siano reperibili perché l'esperienza (e non solo la critica e le parole) videoludica sia sempre a portata di mano.
In commercio, con dei remake ufficiali, amatoriali, con la ripubblicazione come Freeware, attraverso le Biblioteche, in qualsiasi modo.
Purché un gioco sia reperibile. Legalmente reperibile.
Perché se lo è illegalmente, d'accordo, lo puoi trovare lo stesso, ma di fatto non ti adoperi perché questa reperibilità sia assicurata per tutti e costante nel tempo.
Al contrario, si tratta di una reperibilità precaria e occasionale per definizione (quanti siti anche Abandonware nascono e muoiono? HOTU non ha forse rischiato la chiusura? E, se avesse chiuso - ipotesi probabile se i server non si fossero trovati in Thailandia - che fine avrebbero fatto gli Underdogs?).

E con quest'ultimo credo di aver risposto anche a Sorasil:
CITAZIONE (Sorasil @ 29 Jun 2006, 09:39) *
C'è una cosa che non capisco a questo punto: vada che su OGI non ci debba essere alcun gioco protetto da copyright scaricabile, ma se HOTU e gli altri sono, diciamo, legali, perché non è possibile postare link per il download?
Perché per noi la legalità è una scelta sostanziale, non una questione di forma, come ho avuto modo di dirti anche pochi giorni fa.
E' uno strumento, non un fine.
E' la strategia che OGI adotta perché la ritiene la più appropiata ai suoi scopi.
Perché non si possono concepire tanti progetti, nel web come nella vita reale, se tutto questo non si poggiasse sulla sicurezza esistenziale di un sito che non può essere cancellato dalle autorità e i cui autori non sono penalmente perseguibili per quello che fanno.

Altro paio di maniche è dire che la disciplina del copyright sia perfetta. Al contrario, a nostro avviso dovrebbe essere profondamente modificata.
Ma finché ciò non avverrà, se avverrà, rispettiamo la legge percorrendo le strade che ci consente di perseguire per le nostre finalità.

A voi la parola.


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Jegriva
messaggio8 Jul 2006, 01:10
Messaggio #9





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Tanto, vorrei aggiungere, se uno i giochi se li vuole scaricare gratis, di certo non li viene a cercare qua.
 
chipko
messaggio13 Jul 2006, 10:49
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Visto che qui è pieno di guru pignoli biggrin.gif sull'argomento abandonware e diritti di copyright vi faccio una domanda:
Se io acquisto in ebay dei vecchi sistemi operativi, tipo win 95 con licenza e tutto (originali ovviamente) ma del tipo vendibili solo con l'acquisto di un pc infrango la legge?
 

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