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Versione completa: Avventura Di Catslight
OldGamesItalia > OGI World > Sala Giochi > Narrativa Interattiva & Giochi da Tavola > Avventure Concluse > L.B.
Pagine: 1, 2, 3
Tsam
Qui posterò le evoluzioni delle avventure di Catslight..blush.gif..intanto scarica l'inventario..blush.gif..che si inizia..blush.gif..ciao
tsam
Catslight
l'inventario l'ho scaricato, ma non ho capito come funziona fragend013.gif
Tsam
Qui trovi le istruzioni..
http://www.oldgamesitalia.net/forum/index.php?showtopic=2613

In ogni caso..devi solo scrivere alla riga corrispondente, l'oggetto trovato. Quando dovrai usarlo la prima volta ti spiegherò meglio..blush.gif..buon inizio..ciao
tsam

Prologo parte 1
Mi risvegliai per il freddo. Sentivo freddo da un'inifinità di tempo, ma era come se non me ne fossi accorto prima. Le mia ossa erano ingranaggi immobilizzati; il mio cervello una sfera di ghiaccio. Non sapevo esattamente dove fossi stato, prima di risvegliarmi. Da un'altra parte, ceramente. In un luogo che avevo raggiunto percorrendo una strada impossibile, una strada che non dovrebbe esistere, non in quel modo, almeno. Era stata una strada del dolore, a portarmi sino a lì: un'interminabile scala ascendente, o discendente, forse, se quel luogo era seppelito nel profondo dell'anima. Ma quando ero riuscito a svegliarmi, per il freddo, ti dico, non mi ricordavo di essere sprofondato. Di essere sceso nell'abisso. No: il mio dolore era stato un'ascensione. Una salita verticale fatta di scariche elettriche, di lampi di idrogeno, di graffi, di ossa spaccate. Era tutto quello che mi avevano fatto, capisci? Le scariche elettriche, i tagli, gli arpioni. Le suture. E i trapani, con quel rumorecircolare...lo conosci? Io l'ho scolpito in memoria, quel suono: il motore degli scalpelli e dei trapani, quello, intendo, di quando ti scavano dentro.

Mi riscegliai per il freddo. Fu un mistero, per me. Come facessi a sentirlo ancora, tra i pochi brandelli del mio corpo e dei miei sensi. Quale Caso, quale Dio della sofferenza mi aveva salvato? Se è mai esistito questo Dio, io l'avevo preso a braccetto, ero entrato nella sua Chiesa di preghiere dolorose, attraversando la porta principale. Avevo sofferto tutto ciò che è possibile soffrire; tutto ciò che non puoi nemmeno immaginare. E l'avevo sofferto perchè qualcuno mi aveva venduto. Il Dio della sofferenza non poteva accettare, questo. Che fossi stato venduto a lui. Per questo, penso, mi aveva salvato. Il Dio della sofferenza mi aveva tenuto il braccio, salendo nel regno assoluto; mi aveva concesso di dimenticare, cullandomi nell'oblio del sonno, del coma, del silenzio. Mi aveva allontanato dal mondo, tenendomi stretto tra le sue mani fatte di aghi, cucendomi gli occhi.
I miei torturatori mi avevano lasciato stare, alla fine, perchè mi avevano creduto morto. Pensavano che avessi salito l'ultimo gradino della scala..e se ne erano andati, lasciandomi legato ad una sedia, chissà dove. Ero rimasto solo, in un luogo che non ricordo e non ricordo per quanto tempo. Alla fine, il Dio della sofferenza aveva chiamato il freddo; ero tornato a vedere.
Quando mi risvegliai, non era solo per il freddo. Non ti ho mentito: il freddo era stato la scintilla. Mi riscegliai perchè nessun Dio vuole un sacerdote venduto. perchè la Sofferenza mi aveva rifiutato, conducendomi per mano tra i suoi altari, sussurandomi le sue nenie, presentandomi ad una delle sue sorelle: Vendetta.
E il Dio della vendetta mi fece uscire vivo da quel posto.

Mentre te lo racconto, amico mio, rivivo tutto. Adesso che è terminata, che non posso assolutamente fare più niente, ora che la città di Hong Kong è sparita dal mio campo visivo, nella notte, tutto mi sembra tremendamente distante. E so che non è certo questo il modo migliore per raccontarti questa storia. Dalla fine, intendo. So che vorresti sapere perchè. Chi sono io, chi sono gli altri? Perchè mi hanno catturato, torturato, venduto?
Vedrai. Hai i miei ricordi inscatolati in questo chip, un autentico LB chip composto in stato di alterazione empatica sopra un traghetto Star Ferry, in manovra di allontanamento da un posto che chiamano il Quartiere Sommerso di Hong Kong nella Cina federale. Composto adesso, intendo.
L. B. è la sigla di identificazione di questo tipo di memorie.. ma è anche il nome di una persona scomparsa. Adesso può non significare niente, per te. Ma è così doloroso, confuso, difficile, provare a farti entrare in questa storia, che penso che nulla significherebbe qualcosa, per te. La confusione deve essere il prezzo che paghi quando hai terminato la tua caccia. La vendetta si consuma a poco a poco, mentre la cerchi. Poi ti lascia la confusione.
Catslight
ok tutto chiaro
(grazie anche alle spiegazioni della gov biggrin.gif
Tsam
Prologo parte 2

Per poter capire perchè Alan Cromer si addormentò, sotto ai ferri dei suoi torturatori e perchè conobbe il Dio della sofferenza..hai bisogno di conoscere l'Inizio.
E l'Inizio era composto da quattro persone.
E di un "colpo" molto speciale tra i canali di Copenaghen.

Eravamo un gruppo di agenti; agenti criminali, forse. In quell'Europa armata e violenta, ci conoscemmo per caso, grazie a quello che sarebbe diventato il nostro capo: noi lo chiamavamo semplicemente Magister, il Maestro. Era un focomelico, un uomo privo degli arti inferiori e con quelli superiori ridotti a delle minuscole protesi. Stava sopra ad una specie di sedie a rotelle meccanica, che viaggiava a cinquanta centimetri da terra. Magister ci dirigeva tutti, dalla sua seggiola. Lì aveva tutte le comodità: spinotti, interfacce, programmi. Era stato lui a sceglierci, uno per uno, a farci riunire a Copenaghen, e fu lui a darci tutti gli incarichi, a organizzare i colpi, a pianificare l'azione.

Venni contattato da una donna: avrei scoperto solo in seguito che era anche lei una del gruppo. Alta, bellissima, bella. Gli altri attributi e le sue capacità passarono immediatamente in secondo piano. Quella sera ero andato ad una specie di fest, in un locale del Nord che si chiamava Park cafè. Un locale di studenti, di ragazzi. Io ero un fuori quota, ma mi era sempre piaciuta la musica che suonavano là dentro. Me ne stavo tranquillo, seduto in un angolo, a sorseggiare birra. Roxy (si chiamava così) entrò nel locale come se avesse saputo benissimo che io c'ero e che ero seduto proprio là, in fondo. Mi puntò. Venne dritta a me, dall'ingresso al bancone, in mezzo ai ragazzi. Anche lei era una fuori quota. Per l'altezza. "Sei tu Alan Cromer?" mi domandò. Ero io, certo, ma lei chi era? Avrei voluto domandarle, ma era una donna... Roxy aveva gli occhi verdi ed i capelli lunghi. Si passò una mano sui capelli, come se mi avesse letto nel pensiero. Le annuii una conferma sula mia identità, cercando di ricordare se avessi ancora dei conti in sospeso con qualcuno. "Stiamo cercando uno come te. Un pilota." Non erano troppi quelli che sapevano che lavoro avevo fatto io, prima di mollare. E in quel momento, davanti agli occhi verdi di Roxy, non è che mi venissero proprio in mente tutti, quelli che sapevano. Così non potevo negare. Non mi riuscì. Mi diede un rotolo di Euro spesso tre dita, con un nome ed un indirizzo. Avevo meno di quattro ore per essere lì, alla prima riunione.
Ci andai.

La riunione era in una zona industriale della città, non servita dai mezzi pubblici. Poichè ero senza lavoro da quasi quattro mesi, scesi dall'ultimo autobuse e feci il resto della strada a piedi, sotto una fastidiosa pioggerella gelata. Quando arrivai all'indirizzo giusto, la stessa donna del Park Cafè mi aprì la porta. Di me notò solo una cosa: che ero in ritardo. Mi condusse in una sala rotonda, calda, con un camino moderno a cappa semiconica, nel centro esatto del locale. Attorno al camino era disposto un cerchio di divani color crema, molto eleganti. Tutto il posto era molto elegante. Roxy mi presentò agli altri: un bestione biondo chiamato Nathan Wattershim ed un tizio molto magro ed affilato, dal viso scavato e gli occhi ardenti. Si presentò come Edwin Wakeman, ma imparai presto a chiamarlo, semplicemente, il Giudice. Roxy e Magister completavano il gruppo. Magister emerse da una porta ad apertura foto elettrica, sulla sedia semovente. Sorrise a tutti noi, spiegandoci perchè ci trovamo lì: l'idea era quella di formare un team di agenti speciali con pochi scrupoli; gente che uccidesse obbedendo ad un ordine. E per un mare di soldi, ovviamente. Magister aveva studiato bene i vari componenti del gruppo, poichè avevamo, tutti, una serie di punti di contatto che ci avrebbero permesso una perfetta integrazione. Tutti noi eravamo in uno stato di calma apparente: impossibilitati a lavorare in modo "legale", o perchè avevamo qualche decina di cacciatori di taglie sparpagliati sulle nostre tracce, o perchè, nel precedente lavoro, avevamo commesso un errore imperdonabile. Era il mio caso. Tutti noi immaginavamo che, se avessimo rifiutato la proposta, non saremmo sopravvisuti per più di ventiquattro ore.
Tsam
Non serve che io vi annoi su quali e quanti colpi facemmo, a Copenaghen. Vi basti sapere che si creò un buon affiatamento. Gli incarichi erano ben divisi e chiari: io ero il pilota e mi occupavo di moto,di camion, di macchine, di elicotteri e di tutto ciò che si può guidare con una serie di comandi meccanici. Nathan faceva il lavoro di fatica: il macellaio. Se c'era molta gente da uccidere, era un compito di Nathan. Con lui dovevi sempre parlare a bassa voce, perchè aveva dei disturbi serissimi ai canali uditivi. Se c'era un fischio acuto..Nathan diventava pazzo. Roxy usava un fucile di precisione che non lasciava mai toccare a nessuno. Era il suo strumento di morte personale. Aveva ben più di una semplice infarinatura di medicina, farmacologia e chirurgia: aveva una mente geniale, ma a sentire lei, quando studiava si sentiva adosso lo schluze, il peso del respiro del mondo, una sorta di angoscia esistenziale che le impediva di lavorare stabilmente. Restavano Edwin e Magister: il primo era un ingegnere ( questo è chiaramente il figo dela situazione..blush.gif..nd Tsam). Progettava, bypassava, si fondeva il cervello tra i computer e le reti neurali. Esperto in sistemi di protezione, sorveglianza elettronica, audiometria, microcircuitazioni...era una specie di asceta informatico. Una creatura virtuale chiusa in un corpo fisico, che cercava di demolire con ogni sostanza psicotropa in cui si imbattesse. Magister, da parte sua, procurava i piani, ne impostava la realizzazione e , durante i colpi, sorvegliava e coordinava i movimenti di tutti noi.
Fu una vera pacchia. Fino a quando non facemmo il colpo alla Skylab. Fino a quando, sottolineo, non facemmo il colpo alla Skylab.

Avevamo stabilito tutto, nei minimi particolari. Quello della Skylab sarebbe stato il nostro ultimo colpo in Europa e la destinazione successiva sarebbe stata la città più infernale del mondo; Hong Kong, nella cui parte meridionale, a Sud della Baia Vittoria, si stava combattendo una sanguinosa guerra civile, casa per casa, strada per strada. Una guerra civile già bellamente annunciata nel 1997, quando era scaduto il protettorato Inglese sull'isola e la Cina comunista si era ripresa la più fiorente piazza economica dell'Est asiatico. Ma a noi serviva solo stare tranquilli per uno, due anni.. ed Hong Kong era il miglior luogo in cui sparire. Avevamo un posto di deja vù: un quartiere chiamato Tmin Sha Tsui. Come sempre, nelle ultime settimane prima dell'azione non ci frequentammo: avevamo i nostri codici, per comunicarci se qualcosa fosse andato storto. La sera prima del colpo, la sera prima, in un bar assolutamente anonimo di New Heaven, il canale più frequentato dai turisti di Copenaghen, un uomo si sedette accanto a me, mi strattonò per il gomito e mi disse "Signor Cromer, la prego di seguirmi", con un pesantissimo accento russo. Come scoprii in seguito, non era in russo ma in caucasico. A quel punto mi avevano già legato ad una sedia e avevano scaldato i ferri.

Mi torturarono per sapere del colpo. E per sapere che cosa sapevo della Skylab e di Ching-ye-myn, il conducente del furgone che dovevamo assaltare. Non sapevo niente. Non ricordo, adesso, che cosa mi fecero urlare. So che urlai e che feci i nomi degli altri, o forse no. Forse il Dio della Sofferenza arrivò prima che le mie ultime difese mi abbandonassero al delirio. Ma una frase me la ricordo, chiaramente; la disse il russo, quello che mi aveva prelevato al bar. Mi disse: " Perchè non la smetti di fare l'eroe? Non ti accorgi che gli altri ti hanno venduto?" " Chi è stato?".
Il russo scoppiò a ridere, dando elettricità alla frusta.

Il colpo non venne fatto. Io non morii. Nathan, Roxy, Edwin e Magister si dileguarono, apparentemente senza lasciare tracce. Fu sull' "apparentemente" che lavorai, per un anno intero, scrivendo, leggendo, ricordando. Giorno dopo giorno, mentre usavo i soldi che ( misteriosamente) erano rimasti sui miei conti bancari e, con quelli, mi facevo ricostruire le dita dei piedi, i denti, le cartilagini, le unghie. Ero pieno di odio, ma non contro la Skylab, o contro quell'uomo, Ching-ye-myn, che avrebbe dovuto guidare il furgone. Era con i miei quattro amici, che avevo ancora un conto da saldare. un conto lungo tutti i giorni in cui ero rimasto ad urlare, in quella stanza.

Un conto infinito, che aspettavo di regolare ad Hong Kong, davanti ad un bar chiamato Patrito's.
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Prima mossa

0000
Arrivai davanti al Patrito's che era già sera. c'era una bolgia infernale di curiosi, tutti attirati, come me, degli spari. Una vetrata del Patrito's, quella sulla strada, era a pezzi, in frantumi sul selciato. C'erano stati due morti. Ero diretto al New Word Centre, quando avevo sentito gli spari: due colpi secchi in direzione della Water Front Promenade. I due corpi erano per terra, illuminati dai flash dei ragazzi della scientifica, due cinesi in divisa grigia e ed impermeabile di plastica trasparente. Sgomitai, cercando inutilmentedi guadagnare la prima fila. Presi l'ultima sigaretta d'importazione dal pacchetto, la accesi a fatica sotto la pioggerella notturna e rimasi a guardare. Il mezzo blindato dela Croce Rossa Internazionale era appena arrivato e gli infermieri stavano slacciando le cerniere di due grossi sacchi di plastica nera. Aspirai avidamente una boccata di fumo: conoscevo quei sacchi, e quel codice stampato a fuoco sulla tela vulcanizzata. Obitorio. Un regolamento di conti? Un killer? Là dietro non l'avrei mai saputo: non riuscivo a vedere bene. Dovevo farmi largo tra quella gente [0145] o chiedere informazioni?[0044]
Catslight
Iniziamo a rompere un po' le scatole a qualcuno biggrin.gif

chiediamo informazioni [0044]
Tsam
0044

Chiesi alla donna che mi stava di fianco, che sgranò gli occhi in un'espressione di stupore. Significava qualcosa come: " Perchè mi fai questa domanda? Perchè a me?". "Hanno ucciso due uomini.." si decise poi a dirmi. Grande scoperta, compagna. Un secondo cinese si accorse della mia domanda e provò a parlarmi in inglese. Gli feci cenno che poteva usare il cinese, se preferiva, ma quello continuò con la sua lingua straniera. Mi spiegò che i due morti erano cinesi. Che erano stati beccati appena avevano messo piede fuori da Patrito's. Poi si disinteressò di me. Dovevo riuscire a sapere se si erano visti gli assassini [0051], e che arma avevano utilizzato [0021]
Catslight
[0051]
Dovevo riuscire a sapere se si erano visti gli assassini

...che le armi mi fan un po' spavento sbonk.gif
Tsam
0051

Gli assassini?Gli assassini? La domanda rimbalzò di bocca in bocca tra i curiosi. Mi arrivarono almeno cinque diverse versioni. Un killer cinese vestito di nero. Un fanatico secessionista sceso da una berlina d'importazione. Un gruppo di uomini del Sindacato... Non chiesi neppure che cosa fosse, il Sindacato. Avevo troppo poco tempo per la mia caccia. E troppo bisogno di fortuna. Decisi di avanzare in prima fila, cercando di capire qualcosa da solo [0145].
Catslight
[0145]

E avanziamo in prima fila, allora
Tsam
0145

I cinesi parlavano tra di loro, in quel dialetto del porto di Hong Kong che è un po' il riassunto di tutti i dialetti incomprensibili del mondo. Da buon occidentale, ero più alto di loro di due spanne, ma quelli se ne stavano compatti, uno addossato all'altro, per godersi la scena degli uomini della Croce Rossa che insaccavano i morti. Avanzai di un paio di metri, incurante delle proteste e fui attirato da due figure che stavano confabulando tra di loro. Uno sembrava occidentale, non troppo alto, con un fazzoletto bianco annodato sulla testa calva e un grande grembiule sporco annodato alla vita, stava gesticoando, spiegando, non capii che cosa. Indovinai che quello fosse il proprietario del locale e che il suo interlocutore fosse l'ispettore di polizia. sapevo che si chiamava Wang. I ragazzi cinesi della scientifica, sul marciapiede, stavano impietosamente continuando il loro lavoro: per terra c'erano larghe chiazze di sangue che si scioglievano alla pioggia. Distinsi a malapena il corpo di uno degli uccisi..e mi parve un cinese. Ero a metà strada tra l'ispettore [0019] e l'ingresso del locale [0036]
Catslight
Mi vado a far due chiacchiere con l'ispettore [0019]
tanto il locale non si muove biggrin.gif
Tsam
0019

Alla mia destra c'era l'entrata del Patrito's [0036], con tanto di Buddha di cemento messo di lato. Davanti a me, gli uomini della Croce Rossa avevano impacchettato anche il secondo cadavere. per terra, il marciapiede era come un ventaglio rotto di schegge di vetro e di sangue [0345]. Provai a muovermi in direzione dell'ispettore e dell'italiano, ma un cinese alto un metro e mezzo mi fece indietreggiare. "Plego, plego", diceva, tenendo le mani alzati in segno di supplica. Come no, ragazzo, mi fermo. Mi fermai, cercando di capire, dai gesti più che dalle parole, di che cosa stessero parlando Patrito e l'ispettore. Ma se c'era qualcosa di più incomprensibile del dialetto misto della Water Front Promenade di Hong Kong, quello era proprio il gesticolare degli immigrati. La mia ultima sigaretta era quasi terminata. Vicino a me, un bambinetto alto meno di un metro mi stava fissando [0068]
Catslight
Andiamo a frugare tra le schegge di vetro e il sangue [0345].

si sa mai che trovo qualche indizio...
Tsam
0345

Non ero un medico legale, ma di morti ne avevo visti tanti. E poi, quella sera, ero a caccia e, come ogni buon cacciatore, aspettavo solo un dettaglio, un'impronta, un suono... che mi segnalasse una pista. C'era sangue ovunque ed una vetrata frantumata. Vento leggero, che era esploso in una cascata di schegge minuscole. Cercai di ricordare se e dove avevo visto i cadaveri. Individuai per terra una zona in cui c'erano due, tre pozze di sangue e seguii le tracce rosse delle suole degli anfibi dei ragazzi della scientifica. I miei sensi di cacciatore mi comunicavano una serie confusa di dubbi. Primo: c'era troppo sangue, per essere stato causato da soli due colpi di pistola, per giunta mortali. Ed era troppo concentrato.. troppo vicino ai cadaveri. Non era.. schizzato. Sul muro esterno del Patrito's non c'erano sventagliate purpuree: i cadaveri non erano stati dilaniati...o, almeno, quello che avevo visto io mi sembrava abbastanza... sano. Secondo, la traiettoria di sparo ed il vetro rotto. Il killer aveva sparato dalla strada: il colpo aveva passato uno dei poveretti e... chissà se i poliziotti erano già entrati a frugare l'interno del Patrito's? [0014]
Catslight
[0014]


Lo avevo ben detto che tanto il locale non si muoveva biggrin.gif

e allora entriamo da sto Partrito's...
Tsam
0014

Spinsi la porta scorrevole del Patrito's: Dentro c'era una nenia musicale da voltastomaco. Come avevo immaginato, nessuno si accorse del mio ingresso: erano tutti fuori a godersi lo spettacolo dei sacchi neri gocciolanti di sangue e delle luci circolari blu della polizia che riquadravano la notte. Diedi un'occhiata al locale: illuminazione al neon, bianca, con tubi in vista. Alla mia sinistra, la vetrata andata in pezzi. Davanti, il bancone del bar: una struttura in legno e plastica, prefabbricata, da cui spuntavano i beccucci delle bibite alla spina, a forma di drago. Dietro ad esso, non più di dieci bottiglie di alcolici di importazione [0054]. alla destra, dieci o dodici tavolini rotondi di plastica [0063] e due sole persone tranquillamente sedute in un angolo [0007]. Mi avevano visto, ma me ne fregai. In fondo al bancone, dritto a me, c'era una parete scrostata, con alcuni quadri appesi di sbieco [0206] ed una porta metallica, che sembrava messa lì per farmi domandare: che cosa ci sarà, dietro? [0114]?
Catslight
eh, appunto, cosa ci sara' dietro la porta???

[0114]

vado subito a vedere 41.gif
Tsam
0114

La porta di metallo era ricoperta da una patina di unto. poteva essere la porta che conduceva in cucina. Era chiusa e controllata, dall'alto, dall'occhio indiscreto di una fotocellula. Feci un passo indietro, lasciandomi la porta di metallo sulla destra [0826].
Catslight
Ok, feci un passo indietro, lasciandomi la porta di metallo sulla destra [0826].

(anche se l'ultima volta che l'ho fatto son cascata a pelle d'orso perche' un idiota aveva appoggiato dietro le *mie* gambe la sua swear.gif di valigetta di swear.gif )

azz.gif
Tsam
0826

Andare avanti e indietro in un angolo del locale non era esattamente quello che volevo fare nella vita. Cromer.. ci sono essenzialmente due cose che si possono fare, da Patrito's.. se pensi di aver trovato una pista. La prima è di andare dai due tizi al tavolino [0007]. La seconda è dare un'occhiata fra i tavolini, per vedere se, nel fuggi fuggi generale, qualcuno dei clienti ha lasciato cadere qualcosa di interessante [0063]
Catslight
ok, rovistiamo per terra, che fa tanto "massaia" biggrin.gif

[0063]
Tsam
0063

C'erano molte sedie e tavolini buttati a mezz'aria, che ingombravano il pavimento. Strizzai gli occhi, cercando di distinguere se in quella confusione di zampe di sedie, bicchieri rotti, fette di limone sintetico gettate a terra in brodaglie irriconoscibili, ci fosse qualcosa di utile. C'era: un vassoio di metallo, di quelli usati dai camerieri. Ma non era un semplice vassoio: c'erano dei led, dei circuiti elettrici che danzavano lungo la superficie di stagno. Ed io ho sempre adorato i led luminosi. Lo raccolsi ((01)), lasciando che sgocciolasse sul pavimento qualsiasi cosa avesse contenuto. [0093]
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Ricordo che quando vedete il simbolo ((numero)) dovete trascrivere l'oggetto nell'inventario alla riga indicata dal numero
Catslight
0093

ok, raccolgo il vassoio e lo sgocciolo dry.gif
Tsam
0093

Ero lì dentro da almeno due minuti e non avrei avuto libertà d'azione ancora per molto. Fuori c'erano ancora i lampeggianti in funzione ed un gran vociare di cinesi..ma, presto, si sarebbero dileguati tutti. Mi diressi verso i due tizi seduti al tavolino [0789]
Catslight
[0789]

se ci devo parlare per forza...
Tsam
0789

Mi avvicinai lentamente al tavolo con i due tizi. Feci un giro largo, per vedere se mi seguivano con lo sguardo. Sì e no, questa fu la risposta. Uno dei due, un cinese biondo artificiale dal viso butterato, portava una specie di mezzo cranio di metallo lucido, frutto di un'operazione sbrigativa, o di una qualche malattia della pelle. Lui mi guardò e sorrise quando mi avvicinai. Lei sembrava in uno stato catatonico: era una donna, con i capelli neri, a caschetto, sporchi. Ciondolava il capo, come se fosse stata sotto l'effetto di una droga. E che fossi dannato se non era così. "Mi chiamo Cromer" dissi, per rompere il ghiaccio. Parlai al biondo faccia di latta, ovviamente: " Cromer come?". "Cromer e basta" [0074]
Catslight
"Cromer e basta" [0074]

(peccato, poteva esser: "Cromer, James Cromer" biggrin.gif )
Catslight
allora lo faccio anch'io lo spam di servizio 41.gif
(perdonami tsam, non sapevo dove farlo!)
n3.gif
Tsam
0074

"Che vuoi, "Cromer e basta?"?" domandò il butterato. Indugiai solo un istante ad osservare la compagna del biondo. " Non ti vedo interessato a quanto è successo.." " Succede tutte le sere". Guardai fuori dalla vetrata, le luci lampeggianti, i riflessi della pioggia. "Hai visto chi è stato?". "Può darsi". "Hai anche un nome?". Faccia di latta si psorse sul tavolino. "No" mi disse. "Ok, "No". Hai visto chi è stato? Che hai detto tu?". Domandai alla ragazza, che aveva emesso un suono. Almeno, mi pareva avesse emesso un suono. "Lasciala stare" sibilò il biondo. Non volevo lasciar stare per niente, perchè la ragazza aveva parlato [0062], ma forse era meglio dargli retta [0010] o essere il più sbrigativo possibile [0016]
Catslight
0062

sentiamo che dice la ragazza
Tsam
0062

Presi in mano il polso della ragazza, stringendolo. Era praticamente gelido. Mister No cercò di obiettare qualcosa, ma la ragazza alzò lo sguardo ad incontrare il mio. Mi fissò da dietro i mille chilometri che la dividevano dal mondo reale e mi disse: "Le orecchie..". Poi venne zittita dal suo compagno, in malo modo. "Cerca di trattarla meglio, amico. Un giorno potresti avere una brutta sorpresa" dissi. "Non sono affari tuoi, Cromer, "e basta". Vuoi sapere qualcosa, prima che entri il poliziotto Wang, o no?". Certo che volevo saperlo. Ma le parole della ragazza mi rimbalzavano in testa come un'eco. Le orecchie. Le orecchie. Avevo fiutato la pista? Faccia di latta mi fissava, in attesa di una risposta. potevo minacciarlo [0023], o stare al suo gioco, tranquillo [0010]
Catslight
0023

ho una passione insana per le orecchie.
E non mi faccio certo scappare l'occasione di minacciare qualcuno
metal.gif
Tsam
0023

"Ascolta, bello. Non ho tempo da perdere con quelli come te. Mi interessa sapere cosa è successo, qui, questa sera. Hai due possibilità: o mi dici che hai visto qualcosa e mi dici cosa, e sei libero. O continui a fare il furbo e dovranno raccoglierti dalla pareti con una calamita molto potente." Se lo avevo impressionato, il butterato non lo diede a vedere: con la faccia devastata che si ritrovava, era impossibile determinare quale espressione avesse assunto. Mi disse: "Tre: ho una microcamera impiantata nella retina. Ho filmato tutto quello che è successo. Se mi dai 5000 yuan.. il filmato è tuo". [0090]
Catslight
[0090] acchiappo il filmato

ho ritardato la risposta perche' cercavo i 5000 yuan biggrin.gif
Tsam
0090

"Non ho quella cifra" ammisi. Il biondo butterato si strinse nelle spalle, sorridendo. Lui decise di alzarsi dal tavolino, per portare la sua ragazza da qualche altra parte. "Aspetta.." gli dissi. Non potevo lasciarmelo andare così. "Ascoltami, Cromer "e basta". Stasera sono in vena di gentilezze. Se cambi idea, mi puoi trovare sotto la torre dell'Orologio, dove parte il Midnight Train. Sai dov'è?". "Vicino alla vecchia sede abbandonata della Star Ferry?". Era lì. Il mio uomo uscì dal locale, trascinandosi dietro il suo fantasma femminile. [0015].
Catslight
[0015]

uffa, non sapevo di dover svaligiare una banca prima di giocare al libro game!
Tsam
0015

Ed eccomi nel centro di un locale abbandonato di gran fretta a causa di un doppio omicidio. Da Patrito's: una sera su due.. omicidi su commissione. O vendette mafiose. prima che i poliziotti entrassero, avevo ancora solo una cosa da fare: vedere cosa si nascondeva dietro alla porta di metallo [0040].
Catslight
[0040].
pare che curiosa o no devo proprio vedere cosa c'e'...
Tsam
ATTENZIONE!IN QUESTO PASSAGGIO VI e' LA PRIMA VOLTA L'UTILIZZO DELL'INVENTARIO. IN CASO DI DUBBI O PROBLEMI NON ESITATE A CONTATTARMI

0040

Mi guardai attorno. La porta era ricoperta da una patina d'unto. Provai a spingerla, ma rimaneva chiusa. In alto a sinistra, nell'intercapedine della porta, c'era una fotocellula, che sorvegliava l'ingresso [0-??]. Feci un passo indietro, poi andai a spiare dalla vetrina del negozio che cosa stesse succedendo fuori. I cinesi erano ancora tutti lì, mentre Patrito, il proprietario, stava gridando qualcosa al commissario. Il cinese cercava di tenerlo sotto controllo, ma l'omone di origine italiana non ne voleva sapere. Si stavano avvicinando all'ingresso del locale [0770]

QP 0112
UP 0022
OI 0130
CV 0072
WX 0017
OA 0039
MY 0075
BJ 0010
Catslight
Che emozione biggrin.gif

0130
Tsam
0130

Alzai il vassoio fino a fargli incrociare la fotocellula e la porta si aprì. Al di là della porta c'era un locale largo una decina di metri, talmente unto da sembrare impensabile. Una finestrella minuscola, sopra a due grandi vasche di olio bollente, sembrava essere l'unica fonte di ricircolo d'aria. Sul tavolo centrale, c'erano verdure e stecche di pèesce fritto, avvolte in carta plastificata bianca. Per terra, un grosso sacco contenente del pane di soia. Era tutto quello che serviva all'italiano per confezionare i panini. Mi avvicinai alle vasche di olio bollente, all'interno delle quali erano stati calati alcuni cestelli: ne sollevai un paio. Il primo conteneva qualcosa di molto simile a crostacei. Il secondo filetti di pesce, o di patata. Non è che stessi cercando nulla di particolare, ma c'era qualcosa, là dentro, che mi faceva pensare. Non era il pavimento lurido, piastrellato di sporcizia. Nemmeno il ventilatore, agonizzante nel centro del soffitto. Erano i frigoriferi [0006]?O forse i lavelli d'alluminio, intasati da carta da pacchi?[0144]
Catslight
[0006]

vediamo cosa c'e' dentro i frigoriferi (un cadavere??? si dai si)
Tsam
0006

Non so cosa potessi cercare, dentro ai grandi frigoriferi che coprivano buona metà delle parete davanti all'ingresso della cucina. Sulle porte erano stati appesi e successivamente staccati alcuni poster decisamente in tema con il locale: donne nude. Spalancai il primo frigorifero, alto circa due metri, verticale: ospitava un quarto di carne rossa, appesa a un gancio metallico [0101]. Chiusi. Il secondo frigorifero era più basso e più largo e conteneva una teoria di scatole di cartone. Ne aprii giusto un paio, rabbrividendo per i vapori gelidi che mi avvolgevano le dita. Cibo precotto, in scatole ordinate.
Catslight
[0101]

(scelta obbligata...)
Tsam
0101

C'era qualcosa di parecchio strano, in quel frigorifero. Per prima cosa, era mezzo vuoto. E, poi, quel pezzo di carne appeso al gancio emanava un odore terribile, a malapena coperto da quello delle fritture. Ma non era l'unico frigo a presentare delle stranezze. Il secondo era pieno di scatolette, imballate in scatole di cartone più grandi [0152].
Catslight
0152

(scatole cinesi?? biggrin.gif )
Tsam
0152

Mi voltai, osservando la cucina. Il tavolo centrale copriva buona parte della mia visuale, con la sua confusione di cibi, insalate e sacchi di pane di soia. Davanti a me c'era la porta da cui ero appena entrato, con la fotocellula ad attivazione di vassoio. A destra, ribollivano le vasche d'olio e, alle mie spalle, erano allineati due grossi frigoriferi, di quelli dotati di reparto freezer, per i cibi surgelati [0518]. A sinistra invece, c'era una grande lavello, su cui era stata abbandonata alla rinfusa della carta da pacchi[0144]
Catslight
[0144]

curiosiamo nella carta da pacchi
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