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Versione completa: Girone n.3
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Merengue
Volevo dire un paio di cose:

- anzitutto che questa iniziativa, tralasciando la simpatica idea della competizione in sè, la trovo stimolante per mantenersi aggiornati sulle AG recenti e che secondo me sarebbe persino molto bello estenderla andando a ritroso anno per anno almeno fino al 1986 (scherzo...! lol.gif ). Non sarebbe bellissimo, chiuso questo contest, passare a una sfida tra le avventure del 2011!? Ah già fatto??? scratch.gif
Quindi mi complimento con gli autori della iniziativa e con chi la promuove. metal.gif

- Probabilmente io sfalso un pochino i risultati e me ne scuso. Nelle mie scelte oltre a valutare i miei insindacabili gusti (...) faccio pesare moltissimo il fatto che esista o meno una traduzione ancorchè amatoriale e postuma dei giochi in lista. Ammetto che ci sono giochi per me potenzialmente affascinanti (nella fattispecie Resonance) che vengono scalzati da altri non solo perchè a tema a me più caro (la strizza, come in Corrosion) ma soprattutto perchè giovati in qualche modo di una qualche sorta di traduzione (in quel caso c'è in giro un testo, benedetto sia l'autore...). Forse questo parametro non sarà molto giusto nei confronti delle produzioni videoludiche prese in esame ma incide drasticamente sulla possibilità che io infine le giochi.
The Ancient One
Finita la riflessione... sparo.
Io sono per Resonance.



CITAZIONE (Merengue @ 30 Dec 2012, 17:21) *
ma soprattutto perchè giovati in qualche modo di una qualche sorta di traduzione (in quel caso c'è in giro un testo, benedetto sia l'autore...). Forse questo parametro non sarà molto giusto nei confronti delle produzioni videoludiche prese in esame ma incide drasticamente sulla possibilità che io infine le giochi.

Guarda è un paramentro più che valido.
Quindi non falsi assolutamente niente.

Anzi, probabilmente come diceva Bandy nel Girone precedente, non pochi sono gli avventurieri che scelgono i loro acquisti anche in base alla traduzione.

Se è così, io rilancio con un nuovo tema: la qualità della traduzione per voi conta?
LargoLagrande
CITAZIONE (Merengue @ 30 Dec 2012, 17:21) *
- Probabilmente io sfalso un pochino i risultati e me ne scuso. Nelle mie scelte oltre a valutare i miei insindacabili gusti (...) faccio pesare moltissimo il fatto che esista o meno una traduzione ancorchè amatoriale e postuma dei giochi in lista. Ammetto che ci sono giochi per me potenzialmente affascinanti (nella fattispecie Resonance) che vengono scalzati da altri non solo perchè a tema a me più caro (la strizza, come in Corrosion) ma soprattutto perchè giovati in qualche modo di una qualche sorta di traduzione (in quel caso c'è in giro un testo, benedetto sia l'autore...). Forse questo parametro non sarà molto giusto nei confronti delle produzioni videoludiche prese in esame ma incide drasticamente sulla possibilità che io infine le giochi.


Grazie a te Merengue per la partecipazione , speriamo di poter contare sempre su di te nelle varie discussioni, votare l'avventura ritenuta migliore è interessante ma credo sia ancora più bello discutere ancora una volta di questo genere, ancora meglio se con utenti competenti come te.

Il tuo ragionamento è più che comprensibile, purtroppo le localizzazioni nella nostra lingua sono diventate merce sempre più rara negli ultimi tempi, riuscire a trovare qualche sottotitolo o qualche buona traduzione amatoriale è di per sè un colpo di fortuna. Questo purtroppo penalizza probabilmente i titoli non ancora localizzati per problemi di varia natura, per intenderci quelli delle software house più piccole o con meno disponibilità economiche, che nonostante tutto spesso hanno davvero qualcosa da dire nel mercato adventure ma che non sono fruibili da tutti, per un fattore linguistico.

Prendo il caso di Resonance, probabilmente non il miglior titolo dei Wadjet Eyes, ma che è stato veramente frutto di un grande e coraggioso lavoro da parte di Vince Twelve che con il budget risicato a disposizione ha provato a apportare in un'avventura indie qualche innovazione nel gameplay (ricordo il sistema del "drag and drop", l'originale gestione dell'inventario e dei "ricordi" del protagonista).

Da questo punto di vista forse le produzioni più importanti sono avvantaggiate,io direi che in questi casi la miglior cosa è leggere qualche recensione in più, provare qualche demo, oppure lasciarsi guidare dall'istinto. Mai come in questo girone direi che si affrontano tre titoli interessanti:

Eymerich : l'avventura tutta italiana dalla trama affascinante
Resonance : il coraggio e il cuore di una casa indie , in una bella storia sci-fi
Testament of Sherlock Holmes: la forza della tradizione e del marchio della saga.

CITAZIONE (The Ancient One @ 30 Dec 2012, 17:30) *
Se è così, io rilancio con un nuovo tema: la qualità della traduzione per voi conta?

Per me conta eccome, però prima di occuparsi della qualità io vorrei chiedere se vivete con preoccupazione
il fatto che di traduzioni ufficiali nella nostra lingua ne circolino sempre di meno e che tutto è lasciato alla
buona volontà dei pur bravissimi gruppi amatoriali?

a proposito lancio un sasso nel fiume, qualcuno sarebbe disposto a tradurre qualche gioco Wadjet perchè mi sembra che nessuno
si sia dedicato a questi titolo ma forse mi sbaglio.
Capo
Resonance: Votato oggi, comprato ieri.
The Ancient One
CITAZIONE (Capo @ 30 Dec 2012, 17:38) *
Resonance: Votato oggi, comprato ieri.

Grande Capo!


CITAZIONE (LargoLagrande @ 30 Dec 2012, 17:31) *
Per me conta eccome, però prima di occuparsi della qualità io vorrei chiedere se vivete con preoccupazione
il fatto che di traduzioni ufficiali nella nostra lingua ne circolino sempre di meno e che tutto è lasciato alla
buona volontà dei pur bravissimi gruppi amatoriali?

Molto preoccupato.
La traduzione nella propria lingua è condizione necessaria per far sopravvivere il mercato nel nostro paese. Come in ogni altro angolo del mondo.
Niente localizzazione = sempre meno giocatori.
Sarebbe un vero peccato, ma il rischio è concreto.

CITAZIONE
a proposito lancio un sasso nel fiume, qualcuno sarebbe disposto a tradurre qualche gioco Wadjet perchè mi sembra che nessuno
si sia dedicato a questi titolo ma forse mi sbaglio.

Io lo farei volentieri, ma qui abbiamo già diversi progetti aperti da chiudere.
E una traduzione (fatta bene) richiede tempo.
Nell'immediato la vedo dura.
Bandy JtA
CITAZIONE (The Ancient One @ 30 Dec 2012, 17:30) *
Se è così, io rilancio con un nuovo tema: la qualità della traduzione per voi conta?


In che senso? Qualità.... o presenza? Perchè al giorno d'oggi il problema è più l'assenza. Credo che molti si "accontenterebbero" di qualche verbo sbagliato o di un "ho" senza acca... purchè si capisse decentemente tutto il resto... lookaround.gif
Merengue
CITAZIONE (The Ancient One @ 30 Dec 2012, 17:30) *
Se è così, io rilancio con un nuovo tema: la qualità della traduzione per voi conta?


Forse ci vorrebbe un topic dedicato... Ad ogni buon conto ti dico la mia: La qualità della traduzione conta per me? NON TROPPO.
Mi spiego meglio:
Pur di avere un gioco come Gemini Rue o Resonance in italiano sopporterei traduzioni con più di qualche sbavatura e qualche strafalcione da ovviare grazie alla logica (avercela!) e alla lettura del contesto. Questo perchè mi affascina moltissimo lo stile grafico usato per quei giochi. Ma devo dire che dopotutto anche in generale sopporterei abbastanza volentieri traduzioni zoppicanti purchè in italiano, pur esaltandomi maggiormente se trovassi traduzioni da leccarsi i baffi. Ovvio.
Questo se rimaniamo nel campo dei sottotitoli, specifico. Se passiamo ai doppiaggi allora divento esigente e anche nel migliore dei casi solitamente continuo a preferire un intervento di traduzione mirato unicamente ai sottotitoli.
Chiaro ,serve distinguere fra quella che è l'opera dell'amatore, da ringraziare indipendentemente da tutto, e quella ufficiale della casa coi controfiocchi dalla quale è lecito aspettarsi qualcosina in più...


CITAZIONE (LargoLagrande @ 30 Dec 2012, 17:31) *
Grazie a te Merengue per la partecipazione , speriamo di poter contare sempre su di te nelle varie discussioni, votare l'avventura ritenuta migliore è interessante ma credo sia ancora più bello discutere ancora una volta di questo genere, ancora meglio se con utenti competenti come te.


Ma no, senza falsa modestia non sono certo fra quelli competenti. Mi piace questo movimento, ecco cosa. Mi piace chi ama i videogiochi in un modo che non sia passivo ,e sono qui soprattutto per imparare e ricevere buoni consigli. Ma grazie delle tue parole!


CITAZIONE (LargoLagrande @ 30 Dec 2012, 17:31) *
Il tuo ragionamento è più che comprensibile, purtroppo le localizzazioni nella nostra lingua sono diventate merce sempre più rara negli ultimi tempi, riuscire a trovare qualche sottotitolo o qualche buona traduzione amatoriale è di per sè un colpo di fortuna. Questo purtroppo penalizza probabilmente i titoli non ancora localizzati per problemi di varia natura, per intenderci quelli delle software house più piccole o con meno disponibilità economiche, che nonostante tutto spesso hanno davvero qualcosa da dire nel mercato adventure ma che non sono fruibili da tutti, per un fattore linguistico.

Prendo il caso di Resonance, probabilmente non il miglior titolo dei Wadjet Eyes, ma che è stato veramente frutto di un grande e coraggioso lavoro da parte di Vince Twelve che con il budget risicato a disposizione ha provato a apportare in un'avventura indie qualche innovazione nel gameplay (ricordo il sistema del "drag and drop", l'originale gestione dell'inventario e dei "ricordi" del protagonista).


Eh mi spiace perdermi le soluzioni creative di Resonance cui accenni, mannaggia!
E il discorso che fai sopra fila perfettamente... Io se non ci fosse stata una traduzione di Penumbra ,per esempio ,mi sarei perso un titolo per me che amo l'horror importantissimo, anch'esso a suo modo innovativo, non so chi devo ringraziare per questo, se gli stessi frictional o un gruppo di traduttori spontaneo, non ricordo più (passato qualche tempo)... fatto sta che talvolta mi sembra davvero che la possibilità che certi giochi vengano "portati qua" sia affidata al caso, appesa a un sottile filo di una vaga speranza...

CITAZIONE (LargoLagrande @ 30 Dec 2012, 17:31) *
...vorrei chiedere se vivete con preoccupazione
il fatto che di traduzioni ufficiali nella nostra lingua ne circolino sempre di meno e che tutto è lasciato alla
buona volontà dei pur bravissimi gruppi amatoriali? ...


Parlerei più di rassegnazione. Sono sempre comunque gli appassionati a metterci una pezza ,dove possono.

CITAZIONE (Capo @ 30 Dec 2012, 17:38) *
Resonance: Votato oggi, comprato ieri.


giocato domani? tongue.gif
struzzo
Finalmente un titolo familiare!
Ho votato Corrosion, non perché è l'unico titolo che ho giocato tra tutti quelli citati, ma perché mi è piaciuto moltissimo come atmosfera, nonostante abbia trovato che alcuni rompicapo a base di oggetti da assemblare fossero piuttosto carenti di logica.

Mi piacerebbe dare un piccolo contributo alla discussione sulle traduzioni.
Per prima cosa vorrei dire a Merengue che la persona che si è assunta l'onere di tradurre Corrosion, come Phobos 1953, è un'utente dello Scrigno di Atrus con il nick di Incantevole. I suoi lavori sono pregevoli e accuratissimi, ma a mio parere hanno un difetto: una localizzazione non implementata nel gioco in forma di patch costituisce un problema per chi non ama gli spoiler; la successione dei dialoghi permette di capire la linea temporale dello svolgimento e la distanza dal finale. E questo, per quanto mi riguarda, non è uno scoglio aggirabile.

Rispondendo alla domanda di Ancient, per me la qualità della traduzione conta moltissimo da un punto di vista estetico, meno se sono disperata perché voglio sapere cosa succede. Sono ancora affezionata al suono della nostra lingua, e leggere strafalcioni mi disturba parecchio, ma non così tanto da impedirmi di fare uso di una traduzione approssimativa nel caso in cui la versione inglese non sia sottotitolata e i protagonisti si esprimano in uno slang per me incomprensibile.
Per quanto riguarda il doppiaggio rincaro la dose... meglio sottotitoli appena decenti che una recitazione oltraggiosa.
Tornerò sull'argomento a proposito di Phobos 1953 (rinominato KGB Unleashed - altra toppata mostruosa, visto che il KGB nel 53 non era stato costituito) nel quarto girone.

Grazie Largo per questo bel sondaggio!
Gwenelan
Qui ho votato Resonance, proprio perché è più innovativa rispetto alle altre AG presenti blush.gif.

Rispondendo a meregue:

1) Non preoccuparti di "falsare" perché in realtà il risultato è già falsato, visto che votiamo in base alle percezioni spesse volte. Guarda quanti voti son stati dati senza conoscere il gioco, o perché attira di più la trama, o altro... se volessimo dei risultati non falsati dovremmo prendere solo giochi che tutti quanti abbiamo giocato e darci strette regole di votazione. Ergo, non ti preoccupare, il tuo voto conta come quello di tutti ^-^.

2) Le traduzioni: per me contano a seconda. Se c'è ed è fatta MALE, è un voto negativo. Anche se è amatoriale, e quindi gratis - un lavoro amatoriale non dev'essere per forza schifoso (ma in questo caso è negativo per la traduzione, non per tutto il gioco). In genere se uno non sa l'inglese (o l'italiano) è bene che non traduca. Se è ufficiale ed è fatta male è ovviamente un aspetto negativo: se una cosa va fatta, va fatta bene. La sua assenza non mi tocca, in quanto so l'inglese e anche se ci fosse l'italiano giocherei in lingua originale. E' molto negativo quando non ho la possibilità di settare la lingua originale per almeno il parlato. E' proprio una cosa che non concepisco, che ci vuole a inserire due lingue invece che una in tutte le edizioni, visto che in quella originale c'è?

Discorso a parte: non sono "preoccupata" per la sparizione delle traduzioni in italiano, perché mi rendo conto che noi, come mercato, contiamo pochissimo e si va al riciclo, ma capisco che per alcuni questo possa essere un problema (per esempio, sono molti i titoli che mia madre non può giocare proprio perché non hanno i sub tradotti). In alcuni casi, quando il titolo non è tripla A/non c'è grande budget dietro, mi sembra quasi ovvio che non ci sia la traduzione: se io dovessi fare un gioco adesso, e dovessi scegliere una sola lingua, userei l'inglese, perché così molta più gente potrebbe giocare la mia avventura. Non sto dicendo che è carino snobbare gli italiani: dico che però spesso è inevitabile, ed è ovvio che uno scelga la lingua più diffusa - spesso la sua lingua madre - invece di un'altra. Secondo me le traduzioni saranno sempre meno.

Quello che io mi chiedo invece è: ma chi ha la mia età, perché non impara l'ingleseXD? Io ho imparato l'inglese per giocare a Morrowind e per poter leggere i manuali di narrativa - di cui solo un paio son tradotti in italiano e comunque da schifo. E ormai leggo e gioco in lingua originale per godermi il titolo al 100% (sorvoliamo sui film, perché il doppiaggio italiano spesso fa orrore e fa perdere tutta l'intonazione dei personaggi originali; non parliamo degli anime doppiati, ma lì ancora mi servono i sub perché di giapponese capisco pochissimo; e ormai anche le traduzioni dei libri cominciano a fare schifo, ergo chi ama leggere non ha più tanta scelta). Voglio dire: non sono nata imparata, l'ho fatto per passione... se volete giocare questi titoli, perché non vi munite di dizionario? capisco che sia seccante doversi fermare a cercare le parole, ma dopo le prime volte non vi servirà più blush.gif. Specifico che non è una "critica", ognuno fa quel che vuole, sono solo curiosa perché sento spesso ragazzi della mia età, o anche più piccoli, lamentarsi di non sapere l'inglese... e ovviamente così si perdono una sfilza incredibile di titoli e di articoli e di libri interessanti.

Per la traduzion dei titoli Wadjet: ammetto che avevo pensato di cimentarmi... ma non sapendo un'acca di programmazione non avevo idea da dove cominciare :/. Se qualcuno mi dice che sono pirla e che basta modificare due files mi sotterro XD.

@struzzo: finally appari anche tu ;)!
Bandy JtA
Si, ma Gwen... considera che l'età dell'avventuriero medio si è alzata ormai. I giocatori di 20 anni sono merce rara, l'età media è intorno ai 30/40 anni. Ed è un pò piu' difficilotto mettersi a imparare l'inglese (non impossibile, ma piu' che altro non se ne ha la volontà, la forza, etc... sopratutto se è PER GIOCARE -.-' ) in età "avanzata"! Una volta c'era la "scusa" che se non imparavi l'inglese avevi meno opportunità lavorative e quindi a scuola ti mettevi sotto, ma con gli anni che avanzano, si tende a preferire di giocare a quello che c'e' nella tua lingua, che a farti dei corsi di inglese... -.-''

L'idea del dizionario invece mi atterrisce: pensare di dover tradurre intere frasi e tenere il gioco fermo... azz.... ci metterei mesi a completarne uno!

Per fortuna spesse volte mi è bastato il mio inglisc maccheronico! smilies3.gif
Gwenelan
Bandy, specifico che la mia non è "un'accusa", eh... NON intendo "cretino, perché non impari l'inglese?", anzi, partivo dal presupposto che uno avesse i suoi motivi.
Quindi, grazie della risposta blush.gif. Capisco, ma parzialmente, mi spiego: io di anni ne ho 25 (o quasi, scordo sempre), ovviamente ho iniziato prima. Ma non ho fatto nessun corso, sono partita proprio da un inglese "maccheronico" e da lì sono andata di dizionario XD. Ovviamente se manca la volontà non si va lontano, ma appunto io l'ho fatto *per passione*, se avessi dovuto impararlo per lavorare sarebbe stato due palle gigantesche XD.
Con questo non voglio giudicare, eh, ognuno fa quel che gli pare. D'altronde, se disprezzassi chi non sa l'inglese, non mi verrebbe in mente di cimentarmi nelle traduzioni. Capisco anche che una persona di 40 anni abbia più difficoltà - nonostante io spinga sempre i miei a imparare, e loro sono più grandi ^-^... io parlavo di giocatori della mia età, o anche di 15, 18 anni, che non sono pochi.
Merengue
CITAZIONE (struzzo @ 30 Dec 2012, 20:03) *
Per prima cosa vorrei dire a Merengue che la persona che si è assunta l'onere di tradurre Corrosion, come Phobos 1953, è un'utente dello Scrigno di Atrus con il nick di Incantevole. I suoi lavori sono pregevoli e accuratissimi, ma a mio parere hanno un difetto: una localizzazione non implementata nel gioco in forma di patch costituisce un problema per chi non ama gli spoiler; la successione dei dialoghi permette di capire la linea temporale dello svolgimento e la distanza dal finale. E questo, per quanto mi riguarda, non è uno scoglio aggirabile.



Ciao!
Scusami mi sono permesso di evidenziare delle parti di ciò che hai scritto. Anzitutto per ringraziare pubblicamente Incantevole: GRAZIE! Poi, per sottolineare il motivo che ti fa stare lontana da una traduzione 'non integrata' nel gioco stesso. Lo capisco, la tua motivazione è perfettamente logica. E valida anche per me, sai? come per tutti, io credo, solo che il fatto che esista una traduzione è nel mio caso preferibile al fatto che non esista proprio ,seppure abbia quel difetto che ci vede d'accordo verso il quale tu non scendi a patti ed io viceversa si.
struzzo
Merengue: grazie, anche da parte di Incantevole, per il più che giusto riconoscimento! Il suo lavoro è stato lungo e impegnativo ed è importante che tutti sappiano a chi è dovuto.
Mi fa piacere che ti sia piaciuto Corrosion, anch'io subisco il fascino irresistibile della strizza ;)

Ciao Gwen! blush.gif Si fa presto a dire "finally"... di tutti i gironi conosco soltanto due titoli, e commentare, o addirittura votare, un 'avventura che non ho giocato è incompatibile con il mio carattere...
Bandy JtA
CITAZIONE (Gwenelan @ 30 Dec 2012, 23:51) *
Bandy, specifico che la mia non è "un'accusa", eh... NON intendo "cretino, perché non impari l'inglese?", anzi, partivo dal presupposto che uno avesse i suoi motivi.


Sì, su questo non avevo dubbi, nessun fraintendimento! approved.gif
Comunque se ti riferivi ai piu' "giovani" hai perfettamente ragione, in quel caso dovrebbe essere veramente un obbligo, al giorno d'oggi! lookaround.gif Per i piu' grandicelli la vedo un pò piu' dura...
Io stesso vorrei veramente imparare BENE, anche se il mio scopo non sarebbe strettamente quello di capire certi videogiochi, ma per sapermi esprimere decentemente durante i miei viaggi all'estero! I corsi sono costosi, e a piu' livelli (ergo: ne esci fuori dopo qualche anno), e il fai da te può scoraggiare... lookaround.gif
TheRuler
CITAZIONE (Capo @ 30 Dec 2012, 17:38) *
Resonance: Votato oggi, comprato ieri.

e l'hai gia' finito!?! zx11shocked.gif

anche io ho votato resonance sulla fiducia. Ce l'ho ma devo giocarlo.
Micartu
Qui ho votato per poi dispiacermi. Ho votato per Corrosion sulla fiducia. Ho adorato Scratches Graffi Mortali e le immagini me lo ricordano, l'ho persino tradotto con Ancient e Gharlic, non potevo esimermi da votare un gioco simile.
L'alternativa era Nicholas Emmerich che sarà uno dei miei prossimi acquisti terminate le follie spenderecce che sto facedno su steam. Lo avrei votato se avessi saputo che a quest'ora aveva zero voti! Peccato XD
Bandy JtA
CITAZIONE (Micartu @ 31 Dec 2012, 11:42) *
Qui ho votato per poi dispiacermi. Ho votato per Corrosion sulla fiducia. Ho adorato Scratches Graffi Mortali e le immagini me lo ricordano, l'ho persino tradotto con Ancient e Gharlic, non potevo esimermi da votare un gioco simile.
L'alternativa era Nicholas Emmerich che sarà uno dei miei prossimi acquisti terminate le follie spenderecce che sto facedno su steam. Lo avrei votato se avessi saputo che a quest'ora aveva zero voti! Peccato XD



In futuro puoi controllare, anche prima di votare. C'è un tastino, in fondo al sondaggio, che ti mostra l'attuale risultato. icon_salut.gif
struzzo
CITAZIONE (Micartu @ 31 Dec 2012, 11:42) *
Qui ho votato per poi dispiacermi. Ho votato per Corrosion sulla fiducia. Ho adorato Scratches Graffi Mortali e le immagini me lo ricordano, l'ho persino tradotto con Ancient e Gharlic, non potevo esimermi da votare un gioco simile.

Opsss... non vorrei aver fatto una gaffe.... non sapevo che esistesse un'altra traduzione amatoriale di Corrosion e ho dato per scontato che Merengue si riferisse a quella di Incantevole....
Micartu, Ancient e Gharlic, perdonatemi se vi ho involontariamente prevaricato!
la pazza
E qui ho votato Eymerich, perché, se avete letto la mia recensione, sapete che mi è piaciuto per diversi motivi: il protagonista, la trama, l'ambientazione, la possibilità di giocare in latino...

Corrosion dalla recensione mi sembra una mezza delusione; a Resonance ci ho giocato ed è un'avventura valida, anche se non mi ha appassionata molto e non è quella che preferisco dei Wadjet Eye; The Journey Down non la conosco lookaround.gif ; Sherlock Holmes è l'usato sicuro che piace a tutti.

Insomma, vado di nuovo a premiare una produzione italiana blush.gif
Micartu
CITAZIONE
Opsss... non vorrei aver fatto una gaffe.... non sapevo che esistesse un'altra traduzione amatoriale di Corrosion e ho dato per scontato che Merengue si riferisse a quella di Incantevole....
Micartu, Ancient e Gharlic, perdonatemi se vi ho involontariamente prevaricato!


Maledetto Ipad! Mi riferivo alla nostra traduzione di Scratches, con Corrosion non abbiamo a che fare, nessuna prevaricazione! Ho fatto casino scrivendo anche nell'altro thread! Scusa! XD
LargoLagrande
CITAZIONE (Micartu @ 31 Dec 2012, 11:42) *
L'alternativa era Nicholas Emmerich che sarà uno dei miei prossimi acquisti terminate le follie spenderecce che sto facedno su steam. Lo avrei votato se avessi saputo che a quest'ora aveva zero voti! Peccato XD


Non preoccuparti perchè su JTA L'inquisitore sta facendo incetta di voti. Che dire questo gioco mi affascina molto, e dopo Face Noir è l'avventura italiana che vorrei mettere nella lista della spesa. Però il coraggio dei Wadjet secondo me è da premiare, spero che Resonance agguanti almeno il secondo posto. biggrin.gif

Sherlock è la tradizione, l'avventura classica per eccellenza, la forza del marchio. Sarà una bella sfida.
Merengue
CITAZIONE (Micartu @ 31 Dec 2012, 11:42) *
... Ho adorato Scratches Graffi Mortali e le immagini me lo ricordano, l'ho persino tradotto con Ancient e Gharlic, non potevo esimermi da votare un gioco simile.


Grandissimo ,Mica!

CITAZIONE (struzzo @ 31 Dec 2012, 12:30) *
Opsss... non vorrei aver fatto una gaffe.... non sapevo che esistesse un'altra traduzione amatoriale di Corrosion e ho dato per scontato che Merengue si riferisse a quella di Incantevole....
Micartu, Ancient e Gharlic, perdonatemi se vi ho involontariamente prevaricato!


Mmm io ho capito che Mica si stesse riferendo a Scratches, ad ogni modo la traduzione cui facevo riferimento è proprio quella di Incantevole, ho controllato.



Ora vengo a Gwen, alla quale rispondo volentieri, si dice curiosa di capire come mai ci sia ancora chi aspetta le traduzioni per giocare; Gwen io non so risponderti per tutti ma posso dirti certamente la mia:
Devo dire che ribadirò per lo più quanto ha scritto Bandy, lui ha interpretato e dato voce a quello che è poi anche il mio pensiero.
L'inglese...beh in realtà l'inglese ci circonda ed è pressochè inevitabile scontrarcisi e qualcosina la capisco pure io ,ma non molto e soprattutto non abbastanza. Qui poi se prendiamo in esame le avventure grafiche è richiesta spesso una conoscenza approfondita - trattasti di un genere sovente 'discorsivo', talvolta poi più sostanzioso nel plot rispetto ad altri stilemi videoludici - una capacità di captare al volo certi colori narrativi, certe sfumature che se apprese parzialmente o in ritardo nel corso del gioco possono andare a detrimento dell'esperienza tutta, nel suo globale. Non mi ci vedo a sfogliare il dizionario (o fare alt+tab+google) alla ricerca ,per ipotesi ,di una frase idiomatica che non mi è immediatamente comprensibile nel tentativo di ricomporre i pezzi quando, magari, mi sto portando dietro già dei piccoli equivici o dei particolari non meglio chiariti nel frattempo. Non è per essere rompiscatole, devi provare a immaginarmi ripetere l'operazione N volte, al punto da saltare dentro e fuori dal gioco a ripetizione, non il massimo della immersione...
Potrei forse scendere a patti e focalizzarmi sul progredire nel videogioco tralasciando perlomeno i dettagli, ma, vedi, sono proprio i dettagli quelli che, messi tutti insieme, disegnano la grandezza di un'opera o svelano la sua natura più autentica. Non avrei lo stesso gusto nel completare un gioco se non lo capissi il più possibile* e più di tutto mentre lo vivo.
Perchè non studiarlo l'inglese, perchè non approfondirlo? Non ci sono giustificazioni in effetti, posso solo immaginare poi la soddisfazione di trovarsi a proprio agio con una lingua che non è la propria d'origine, il gusto di completare un gioco senza dipendere da traduzione varie. Non riesco a darti una risposta che non mi faccia finire dietro la lavagna in questo caso. Semplicemente non ce la faccio. Arrivo a un punto e non riesco ad andare oltre. Mancherà la passione, la capacità, la necessità, non lo so... Un mio amico vive a Londra, ha vissuto a Boston, a lui ,che è inserito in un quotidiano nel quale l'inglese è il mezzo per comunicare, a lui che ha ormai padronanza non fa differenza giocare in italiano o in inglese, non c'è soluzione di continuità. A me invece si. Diventa un piccolo sforzo. La mia esperienza di gioco diventa frammentaria, singhiozzante, ritardata o nel peggiore dei casi fuorviante. Mi sembra di fruire di un prodotto che è pensato per essere fruito con altre modalità. Al fluire della esperienza di gioco si sostituisce una vivisezione a tratti stimolante ma in altri fiacca, trascinata ,che può portare a desistere o a finire il compitino, perchè ormai di compitino si viene a trattare.



*non dico del tutto perchè capita non mi sia possibile nemmanco in italiano! ahah
Gwenelan
@merengue: ma non c'è nessuna risposta che ti faccia finire dietro la lavagna blush.gif! Capisco benissimo quel che dici, anche per me, quando ho cominciato, è stato difficile, ogni due per tre dovevo fermarmi e aprire il dizionario, e sì che l'immersione così se ne va. Capisco anche la necessità di capire i dettagli, anzi, è stato proprio il voler capire tutto al 100%, sfumature comprese, che mi ha spinto a passare ai prodotti in lingua originale ormai quasi ovunque (francese e tedesco non li leggo, purtroppo, perlomeno non ancora). Infatti quando ancora non me la cavavo anche io usavo le traduzioni quando ero stanca... insomma, alla fine ognuno fa quel che si sente di fare, ovviamente blush.gif. Inoltre, da come scrivi, mi pare che anche tu come noi non sia più un fanciullo delle scuole, no?
struzzo
CITAZIONE (Micartu @ 31 Dec 2012, 13:14) *
Maledetto Ipad! Mi riferivo alla nostra traduzione di Scratches, con Corrosion non abbiamo a che fare, nessuna prevaricazione! Ho fatto casino scrivendo anche nell'altro thread! Scusa! XD

No, non scusarti! Sono io che ho capito male, sorry blush.gif
Merengue
CITAZIONE (Gwenelan @ 31 Dec 2012, 18:38) *
@merengue: ma non c'è nessuna risposta che ti faccia finire dietro la lavagna blush.gif! Capisco benissimo quel che dici, anche per me, quando ho cominciato, è stato difficile, ogni due per tre dovevo fermarmi e aprire il dizionario, e sì che l'immersione così se ne va. Capisco anche la necessità di capire i dettagli, anzi, è stato proprio il voler capire tutto al 100%, sfumature comprese, che mi ha spinto a passare ai prodotti in lingua originale ormai quasi ovunque (francese e tedesco non li leggo, purtroppo, perlomeno non ancora). Infatti quando ancora non me la cavavo anche io usavo le traduzioni quando ero stanca... insomma, alla fine ognuno fa quel che si sente di fare, ovviamente blush.gif. Inoltre, da come scrivi, mi pare che anche tu come noi non sia più un fanciullo delle scuole, no?


ciao Gwen! E no! non sono uno scolaretto! hihi blush.gif
ciaooo
DannyD
Mannaggia, arrivo sempre tardi. Beh, oramai avete detto tutto voi. La mia speranza risiede nel fatto che le nuove generazioni siano già un poco anglofone. Per le "vecchie" ( si fa per dire ) è l'altro lato della medaglia, in un mondo ( videoludico e non ) dove il padrone è il mercato e la cosiddetta "quota". Esempio : Tales of Grace F è solo in inglese. Ma grazie alle numerose vendite italiane, Tales of Xillia 1 verrà tradotto anche in italiano ( se ho ben capito eh ). Secondo me, ma è solo la mia opinione, dipende anche dal gioco. Anche se però c'è il solito discorso della "percezione". Giocare con la prorpia lingua a baldur's gate o altri giochi, anche ultima VII visto che ne abbiamo parlato di recente, non ha prezzo. Puoi sapere l'inglese o no, bene o solo scolastico, ma rimane il fatto che giocartelo in italiano ha tutto un'altro sapore. Fermo restando che io stesso, pur traducendo, sovente mi trovo ancora in difficoltà quando determinate case ( anche amplitued.... grrr! ;) ) usano determinati slang che sono difficilissimi da tradurre ( il mio motto è sempre stato : traduzione buona, ben fatta, ma incorpora il concetto, il sentimento, il significato. Non devi per forza usare la stessa costruzione delle parole anglofoni, non so se avete capito ).

Il fatto che oramai le case sappiano che ci sono i soliti 4 volenterosi ( o deficenti o geni o persone a cui molti dovrebbero essere grati o nerd e basta etc ) che tradurranno un determinato gioco è sia una cosa buona che meno. Buona, perchè significa che anche in italia il "lavorare" su traduzioni, mod etc si sta diffondendo sempre di più. Meno buona, perchè è ovvio che quando hai un "polletto" che te lo fa aggratis, tu devi solo... "acconsentire", e facendolo anche aspettare ;)

Quello che non capisco è : se così pochi giochi sono tradotti, quante "aziende" di traduttori di videogiochi ci sono in italia? E' un mercato su cui si potrebbe puntare? No perchè siccome questo lavoro mi è sempre piaciuto, anche altri traduttori potrebbero farci un pensierino, o non lo ha mai fatto nessuno?

Tornando In topic, Nicholas Emmerich ha il mio voto. E' un progetto italiano, ed anche ben fatto.
LargoLagrande
CITAZIONE (DannyD @ 1 Jan 2013, 20:24) *
Quello che non capisco è : se così pochi giochi sono tradotti, quante "aziende" di traduttori di videogiochi ci sono in italia? E' un mercato su cui si potrebbe puntare? No perchè siccome questo lavoro mi è sempre piaciuto, anche altri traduttori potrebbero farci un pensierino, o non lo ha mai fatto nessuno?

Tornando In topic, Nicholas Emmerich ha il mio voto. E' un progetto italiano, ed anche ben fatto.


Bella domanda DAnny e ottimo spunto di riflessione . Ti rispondo perchè il mondo delle traduzioni le conosco bene, anche se non in ambito videoludico avendone fatto parte per lungo tempo. Nel nostro paese non mancano ottime agenzie di traduzioni specializzate nei campi più disparati, e neanche singoli professionisti molto preparati che a progetti del genere parteciperebbero volentieri, il problema è che come tutte le cose un buon lavoro di traduzione costa , neanche poi tantissimo, ma ha un costo, la professionalità si paga e questo ritengo sia più che normale. Purtroppo in un mercato come quello delle avventure, che di fatto è di nicchia e non vede circolare grosse cifre, si tende a gestire il già risicato budget investendolo per componenti ritenute più importanti e fra queste voci sempre più spesso non rientra una localizzazione di qualità, soprattutto se parliamo del nostro paese.

Perchè questo? Ne abbiamo parlato spesso, chi realizza questi giochi spesso lo fa in inglese per tanti motivi, soprattutto perchè è la lingua vettore per eccellenza, la più accessibile a tutti in tutto il mondo. Se traduzione deve esserci, allora ci si concentra sulle lingue dei mercati più redditizi, per esempio quello tedesco dove l'utente medio è disposto anche a spendere 10 euro in più per usufruire di un prodotto ben confezionato. Quello italiano è sicuramente considerato un mercato minore, a volte dalle stesse software house italiane, forse perchè manca ancora una vera cultura del videogioco, perchè in generale si tende a risparmiare, senza dimenticare la pirateria. Ci sono delle profonde differenze socio-economiche (ma anche di approccio al prodotto) tra gli utenti di un mercato e quelli di un altro, questo credo sia innegabile. Realizzare una localizzazione in italiano, con doppiaggio e traduzione professionale comporta dei costi che evidentemente nel nostro paese non rientrano dopo il lancio del gioco. Su JTA ne abbiamo parlato con un portavoce dei Mad Orange, la sh italiana che ha realizzato Face Noir, avventura lanciata prima all'estero (in Germania con doppiaggio) e poi successivamente in Italia ma solo con i sottotitoli. Basti pensare alla politica dei Telltale che addirittura ha deciso di non localizzare più i giochi nella nostra lingua, mostrando però di apprezzare in maniera "ufficiosa" ma non ufficiale anche le traduzioni amatoriali. Una pratica comprensibile ma forse non proprio del tutto corretta. Per me la traduzione è un fattore determinante per gustare al meglio un prodotto come un'avventura grafica dalla forte componente narrativa. Qualche frase confusa, una sfumatura non colta, un gioco di parole o un riferimento culturale non compreso spesso può influire negativamente sul giudizio complessivo di un titolo.

Non voglio demoralizzarti e anzi se sei animato da passione ti invito a proseguire il tuo percorso nel campo delle traduzioni, però questa non è una situazione riservata al mondo videoludico, ti assicuro che questo avviene anche nel campo delle piccole medie aziende dove al professionista e al costo di un lavoro ben fatto si preferisce molto spesso affidarsi al personaggio che pretende meno, all'amico, al parente , spesso a discapito della qualità perchè soprattutto in questo ambito molta gente ritiene che con una conoscenza discreta o nella media dell'inglese (o di qualche altra lingua) e con l'aiuto di un buon vocabolario si possa improvvisarsi traduttori. Insomma spesso la buona voltontà non basta, poi per carità, ci sono gruppi di traduzione amatoriali che possono vantare ottimi lavori (quello di OGI ne è un esempio) e anche ottimi professionisti tra le proprie fila, però più in generale capita di imbattersi in traduzioni e doppiaggi non all'altezza (gli appassionati ricorderanno lo scandaloso doppiaggio di Moments of Silence di qualche anno fa), o lavori approssimativi se non proprio scarsi, fatti da gente poco competente e proprio per questo motivo io ad esempio preferisco giocare in lingua originale quando posso. Con una metafora, è come dover scegliere tra il mobile realizzato dall'artigiano, che lo fa in maniera certosina e con tutta la sua esperienza e che costa di più perchè utilizza un certo materiale più pregiato e perchè non ha i mezzi di una multinazionale, e lo scaffale di IKEA , di discreta qualità, altre volte meno, ma che in fondo costa poco, o ancora la stessa differenza tra un vestito di un atelier e quello di un negozio cinese. Di questi tempi insomma ritrovarsi i sottotitoli in italiano grazie al gruppo amatoriale che con passione, pazienza e tanta disponibilità mette a disposizione un servizio del tutto gratuito è già una grande fortuna. Se poi c'è anche la competenza, chapeau!
Bandy JtA
Mi piacerebbe chiedere a qualcuno laureato in lingue (peccato che La Pazza è appena partita e torna tra 8 giorni) quanto chiederebbe per portare in italiano tutti i testi di un'avventura standard. Insomma, con l'attuale disoccupazione dilagante, quante persone capaci di tradurre (non dico in maniera "eccellente", ma quantomeno BUONA) un intero gioco ci sono in giro, disposte a farle a un prezzo, tutto sommato, accettabile? Mettiamo un mese di lavoro? Stipendio base attuale per un 30enne, 800 euro? Una Sh sarebbe disposta a spenderceli e stare così tranquilla, sapendo che il suo prodotto verrà considerato in quel paese? C'è da pensarci...
LargoLagrande
CITAZIONE (Bandy JtA @ 2 Jan 2013, 13:47) *
Mi piacerebbe chiedere a qualcuno laureato in lingue (peccato che La Pazza è appena partita e torna tra 8 giorni) quanto chiederebbe per portare in italiano tutti i testi di un'avventura standard. Insomma, con l'attuale disoccupazione dilagante, quante persone capaci di tradurre (non dico in maniera "eccellente", ma quantomeno BUONA) un intero gioco ci sono in giro, disposte a farle a un prezzo, tutto sommato, accettabile? Mettiamo un mese di lavoro? Stipendio base attuale per un 30enne, 800 euro? Una Sh sarebbe disposta a spenderceli e stare così tranquilla, sapendo che il suo prodotto verrà considerato in quel paese? C'è da pensarci...


Bandy posso risponderti io essendo stato il mio lavoro per anni, dipende da tanti fattori e tante variabili, in Italia nella maggiorparte dei casi si viene pagati ancora per cartelle (e ci sono quelle standard, quelle commerciali, ecc) ma anche per righe, parole, caratteri o battute, dipende dunque dalla lunghezza del testo, dal campo (giuridico, letterario, medico, ecc) dal tempo di consegna, dalla presenza di terminologia specialistica, dalla lingua di partenza e quella di destinazione, in generale ci sono anche differenze tra il nord e il sud, non si può stabilire un prezzo standard. Dipende inoltre se ti affidi a un'agenzia o a un freelance. Inutile dire che in Italia si viene pagati poco rispetto ad altri paesi, ma evidentemente si vuole spendere anche meno. Inoltre se fatto bene è un lavoro massacrante, che presupponte l'utilizzo di certi software e di certe regole, pagato poco e spesso neanche riconosciuto (basti pensare che fino a qualche decina di anni fa nei libri non si citavano neanche i traduttori, piccola vittoria ottenuta con anni di battaglie editoriali).

Inoltre spesso essere laureati in lingue non basta neanche per essere traduttori, ci vuole un bagaglio di conoscenze che si acquisisce frequentando scuole per interpreti e traduttori (quella di Trieste è tra le migliori), o in alternativa corsi specializzanti e professionalizzanti, aggiornamenti continui e facendo tanta esperienza. Dire a una persona ti do mille euro perchè sei disoccupato e quindi se ti vuoi accontentare prendili e fammi sta traduzione è il primo passo per l'approssimazione e soprattuto è professionalmente avvilente. Se mi assumi come professionista devi trattarmi come tale, disoccupazione o no.

Ah per non parlare dei costi di doppiaggio, quelli sì molto più elevati .
Bandy JtA
Largo, il tuo discorso è molto interessante, e ti ringrazio perchè mi hai fatto conoscere degli aspetti che non sapevo. Tuttavia io vorrei sapere, una volta tanto, questi famosi "COSTI" cosa significano!! smilies3.gif
Intanto nel mio discorso, da ipotetico appartenente a una SH, eliminerei gia' il discorso azienda. Io voglio un freelance. Un ragazzotto che vorrebbe lavorare ma che non trova nulla a causa della situazione nostrana (comunque, per spirito di conoscenza, mi piacerebbe conoscere un listino - piu' o meno - di un traduttore medio)!!! Uno che ha bisogno di pecunia. Poi stà a lui dire: "sono mortazzo di fame e per 500 euro lavoro 24 ore al giorno, 31 giorni al mese, a quella traduzione!" oppure: "il mio prezzo è questo, onesto in base a ciò che mi state chiedendo, se non vi sta bene... ciao!!"
Non sò se mi sono spiegato lookaround.gif
Sapessi nel mio campo (la fotografia) quanti "freelance" esistono! Persone valide, magari piu' valide dei cosiddetti "professionisti", ma che non avendo uno studio proprio (in questo caso un'azienda dove lavorare), non lavorando per un negozio, etc... si muovono nell'ombra, sottoponendo prezzi piu' bassi proprio perchè non hanno le spese dei professionisti (poi qui entreremmo in ben altre discussioni, anche "flammanti", ma non e' questo il caso...)!
C'è un detto poi, dalle mie parti, che dice: "tanto paghi, tanto hai..." (in dialetto, of course)
Quindi il discorso di avere delle particolari esperienze o studi, dovrebbe essere accantonato immediatamente. Non si tratta di dare necessariamente un prodotto mediocre, anzi... ma nemmeno di andare a cercare il pelo nell'uovo. Lo scopo della traduzione "economica" dovrebbe essere quello di permettere al giocatore nazionale di fruire di un determinato titolo. E pazienza se mi traduci "padella" con "scodella": ma chi se ne lamenterà mai? lookaround.gif

p.s. "Dire a una persona ti do mille euro perchè sei disoccupato e quindi se ti vuoi accontentare prendili e fammi sta traduzione è il primo passo per l'approssimazione e soprattuto è professionalmente avvilente"
No, il mio discorso era diverso. Non è la SH a dire al traduttore quanto gli dà... deve essere al contrario! Il succo è: magari c'è tanta gente che con mille euro o meno ti fà una completa - e ottima - opera di traduzione, e ancora si usa la "scusa" dei costi! Insomma... vorrei capire questi costi quanto COSTANO!!!
rai
Il discorso è interessante, in effetti io per primo non capisco perchè spesso non si faccia una traduzione italiana di alcune avventure, per come la vedo io dovrebbe essere solo un vantaggio per le SH, non un possibile danno economico!
Probabilmente mi sfugge qualcosa nella politica adottata, ma davvero il rapporto traduzione/ulteriori vendite nel Paese di traduzione può essere negativo?
Tra l'altro io gioco sempre in lingua italiana per tutti i vari motivi che ha spiegato qualche post sopra Merengue, con cui sono perfettamente d'accordo.
Dato che gioco per rilassarmi un pò, giocare in inglese mi provoca troppa "fatica" nel cercare di capire tutto al meglio e quindi dopo un pò il divertimento passa e diventa un semi-lavoro, per cui evito tutte le avventure esclusivamente in lingua straniera e con me, le SH che non traducono, un cliente l'hanno già perso.
A proposito, c'è qualche ragazzotto (cit.Bandy) che sa spiegarmi perchè diavolo non riesco a mettere l'avatar?Offro un euro!
LargoLagrande
CITAZIONE (Bandy JtA @ 2 Jan 2013, 15:02) *
p.s. "Dire a una persona ti do mille euro perchè sei disoccupato e quindi se ti vuoi accontentare prendili e fammi sta traduzione è il primo passo per l'approssimazione e soprattuto è professionalmente avvilente"
No, il mio discorso era diverso. Non è la SH a dire al traduttore quanto gli dà... deve essere al contrario! Il succo è: magari c'è tanta gente che con mille euro o meno ti fà una completa - e ottima - opera di traduzione, e ancora si usa la "scusa" dei costi! Insomma... vorrei capire questi costi quanto COSTANO!!!


Figurati, per me è un piacere parlarne, Come dicevo prima una vera e propria tabella standard non esiste, per tutte quelle varianti delle quali ti parlavo, qualcuna in rete si trova e all'inizio io stesso facevo riferimento a questi dati "generali" che però non sono sempre affidabili, forse tranne nel campo commerciale dove bene o male i prezzi sono quelli. Essendo le ag prodotti molto simili a quelli letterari come impostazione, è ancora più difficile stabilire un prezzo standard, diciamo che almeno fino a qualche anno fa la fascia medio bassa poteva andare dalle 10/15-20-25 euro a cartella (o semplificando molto "pagina") dipende anche dal traduttore e dalla sua esperienza. Un traduttore esperto e con una carriera importante alle spalle può avere un cachet anche molto più alto. Come dici tu trovare il ragazzo neolaureato con poca esperienza e neanche tanti strumenti (parlo di software, dizionari adatti, ecc) che si lancia in lavoretti di traduzione a prezzi molto più bassi di quelli del mercato o che per 500 euro lavora anche la notte, ce ne sono tanti, non è neanche difficile trovarli. Anzi soprattutto nella traduzione da e verso l'inglese ti ritrovi anche quello che magari si improvvisa traduttore senza grosse competenze a prezzi ancora inferiori ampiamente sotto i 10 euro. Il problema non è trovare prezzi bassi, dunque, ma avere prezzi bassi e buona qualità, un binomio non impossibile ma piuttosto complesso. Evidentemente è un costo che si vuole proprio ridurre al minimo per aumentare i ricavi.

Nel campo videoludico non sono molto esperto, in passato su altri siti ho posto alcune domande ma nessuno mi ha mai risposto in modo esauriente. Credo che il costo della traduzione e della localizzazione sia almeno "parzialmente" a carico delle società distributrici e non solo delle software house che di fatto sviluppano il gioco (tranne in rari casi). La società distributrice ha un certo ricavo ma se già vendere Ag in sè non fa girare grosse cifre, figuriamoci se vai a gravare la voce di bilancio di una ulteriore spesa importante, non ritenuta essenziale. Se in Germania ci riescono perchè l'utente medio è disponibile anche a pagare il gioco 10 euro in più per una buona localizzazione, evidentemente in Italia no, perchè in generale non si vende molto, perchè c'è poca utenza per prodotti di questo tipo e in più c'è anche il problema pirateria che è più influente rispetto a paesi del nord Europa. Concludendo capisco che spendere una grossa cifra per una traduzione fatta bene e ancor più per un doppiaggio di qualità (che ha costi elevati, tra doppiatori, sale di registrazione, tecnici audio ,ecc) possa vedere ridotti al minimo i guadagni e anche per questo, deduco (ma non ne sono certo non avendo ancora capito i meccanismi) spendere anche solo 1000 euro per una localizzazione (ed è un prezzo basso) possa essere problematico, il che spiega perchè spesso ci si affidi ad un entourage interno, magari non professionale, ma che sa fare un lavoro discreto.


Il trend degli ultimi tempi è quello di adagiarsi un po' troppo sui gruppi amatoriali. In un paese come l'Italia , con un mercato così ristretto, evidentemente non conviene spendere troppi soldi in traduzioni quindi o si risolve il problema in modo interno o addirittura si lancia il gioco senza localizzazione, nella speranza che qualcuno di buona volontà e magari anche un po' di competenza farà il lavoro per te. GRATIS. Se per alcuni giochi può andare bene ,per altri la differenza di qualità si nota non poco, magari perchè richiedono una conoscenza più approfondita non solo della lingua ma anche della cultura del paese dove il titolo è stato realizzato e l'amico, il parente, il collaboratore della società distributrice che se la cavicchia in inglese e si "adatta" non basta più, anzi a volte influisce negativamente anche sulla fruizione del prodotto. Prendi un Sam&Max che è infarcito di giochi di parole nello slang americano (molto diverso da quello "scolastico" e britannico) e che senza una conoscenza della cultura "pop" americana può dare adito a interpretazioni sbagliate o ancora un Hector il cui slang britannico e spesso prettamente "locale" sfugge anche al giocatore che ha una conoscenza medio-alta del British English. Morale della favola, secondo me con le traduzioni si vuole risparmiare il più possibile, probabilmente perchè per alcune società di distribuzione è il solo modo per sopravvivere (e il fatto che in Italia non ce ne siano molte , rispetto ad altri paesi europei, ci conferma che da noi lanciarsi in questo business non è facile).
Gnupick
Non conosco i costi precisi (scusa Bandy! biggrin2a.gif) però non vanno sottovalutati altri aspetti. Innanzitutto: i tempi. Tradurre un'avventura di media lunghezza (e di genere classico) equivale generalmente a più testo rispetto a quello contenuto in una sceneggiatura di un film.
Inoltre, non basta certo 'tradurre', ma bisogna 'adattare' (e qui chi ha realizzato traduzioni amatoriali può capire). La cosa prende parecchio tempo perchè se si vuol fare un adattamento completo bisogna controllare le concordanze (quindi testare il gioco svariate volte) e quant'altro, senza calcolare che spesso il materiale consegnato dalle SH rende impossibile comprendere la cronologia degli eventi nel gioco e obbliga l'adattatore a controllare ogni singola riga di testo all'interno del gioco. Insomma, è meglio scordarsi di tradurre un gioco seguendo gli eventi dall'inizio alla fine come in una sceneggiatura cinematografica: le battute sono quasi sempre alla rinfusa. Aggiungiamo anche i vari bug ed errori - inevitabili - che rubano via altro tempo e lavoro.

In altre parole, non si tratta solo di effettuare una traduzione, quello è il compito forse meno complesso. Riuscire a dare un senso alle frasi in game, interpretarle, è tutt'altra storia. Ecco perchè esistono vari ruoli che integrano quello del traduttore, come il proof reader o il tester. Ma se ci si vuole occupare dell'intero lavoro di adattamento allora mi sembra giusto che i costi si elevino un bel po', perchè alcune sessioni sono davvero lunghe e noiose ma è molto facile sbagliare, quindi è importante non gestire il lavoro meccanicamente.

Inoltre, per distribuire un gioco in Italia non basta tradurlo, ma bisogna acquistare la licenza dalla SH originale. Insomma, altri costi blush.gif.
Gwenelan
Gnupuck e Largo hanno già risposto abbastanza bene alla domanda: in realtà, Bandy, non importa tanto che siano 500 euro, o 1000, o 2000 (anche se ovviamente tra l'uno e l'altro di questi prezzi, ce ne passa, e anche a me farebbe piacere sapere all'incirca quanto chiede un'azienda di localizzazioni o un freelance). E' che quando fai un videogioco, anche un Tripla A, sai già che i soldi non ti bastano. se hai il publisher, i soldi 9 su 10 non sono neanche i tuoi, quindi ti devi attaccare. Se, quindi, parti con un budget risicato (caso di 90% delle AG mainstream), chi te la fa fare di inserire la localizzazione, anche solo del testo, per un paesucolo dove quasi nessuno ti comprerà comunque? Già L'Italia ha un bacino utenti potenziali basso perché è piccola, fra questi pochi giocano, fra questi ancora meno AG... una SH non li spende quegli euri in più, anche solo fossero 500.

Parentesi sulla pirateria: la pirateria non c'entra. Non c'è nessuno studio o prova o indizio concreto a favore della tesi che la pirateria abbassi le vendite, mentre invece fioccano gli studi (come quelli di Doctorow) e le prove (le varie campagne di The Pirate Bay, i vari autori, famosi e sopratutto sconosciuti - in tutti i campi, dai VG ai film alla letteratura - che danno di loro sponte la loro opera gratis, facendola girare appunto su canali come The Pirate Bay, perché è provato che ti porta pubblicità e vendite. Uno a caso, anche se non è del mondo dei VG: Neil Gaiman.) a favore della tesi che la pirateria sia neutra o addirittura favorevole alle vendite. Certo, il prodotto mediocre/non supportato da hype resta invenduto comunque. Aldilà del fatto che la pirateria possa piacere o meno, non è vero che la pirateria abbassa le vendite. In Italia la gente compra poco perché compra poco - se non ci fosse la pirateria non è che i quindicenni pirati sgancerebbero più soldi. Infatti mentre le AG da 20-10 euri restano invendute, i VG super-pompati da 80 a pezzo vendono milioni già il giorno di lancio, nonostante si possa avere lo stesso gioco GRATIS tramite canali alternativi in meno di 24 ore.
Fine parentesi.

Nota personale:
CITAZIONE
Giocare con la prorpia lingua a baldur's gate o altri giochi, anche ultima VII visto che ne abbiamo parlato di recente, non ha prezzo. Puoi sapere l'inglese o no, bene o solo scolastico, ma rimane il fatto che giocartelo in italiano ha tutto un'altro sapore.

Dissento. Mi sembra il parare di chi, appunto, con l'inglese (o altra lingua) non si sente tanto a casa. Quando un'opera è tradotta ormai io mi accorgo subito della "patina", del "filtro" che c'è fra me e la vera lingua, anche quando la lingua in questione non la conosco (tipo il coreano, o il tedesco) e questo va a detrimento della mia esperienza. In inglese ormai è come vedere l distorsioni in uno specchio, specialmente se c'è il parlato originale con i sottotitoli tradotti, specialmente quando è British English: la perdita delle sfumature la noto immediatamente.
LargoLagrande
CITAZIONE (Gwenelan @ 2 Jan 2013, 18:58) *
Parentesi sulla pirateria: la pirateria non c'entra. Non c'è nessuno studio o prova o indizio concreto a favore della tesi che la pirateria abbassi le vendite, mentre invece fioccano gli studi (come quelli di Doctorow) e le prove (le varie campagne di The Pirate Bay, i vari autori, famosi e sopratutto sconosciuti - in tutti i campi, dai VG ai film alla letteratura - che danno di loro sponte la loro opera gratis, facendola girare appunto su canali come The Pirate Bay, perché è provato che ti porta pubblicità e vendite. Uno a caso, anche se non è del mondo dei VG: Neil Gaiman.) a favore della tesi che la pirateria sia neutra o addirittura favorevole alle vendite. Certo, il prodotto mediocre/non supportato da hype resta invenduto comunque. Aldilà del fatto che la pirateria possa piacere o meno, non è vero che la pirateria abbassa le vendite. In Italia la gente compra poco perché compra poco - se non ci fosse la pirateria non è che i quindicenni pirati sgancerebbero più soldi. Infatti mentre le AG da 20-10 euri restano invendute, i VG super-pompati da 80 a pezzo vendono milioni già il giorno di lancio, nonostante si possa avere lo stesso gioco GRATIS tramite canali alternativi in meno di 24 ore.


Il discorso sarebbe lungo e molto articolato e non discuto neanche la filosofia che regge la pirateria perchè non mi sembra il posto ideale e richiederebbe tanto tempo, però se sotto certi aspetti ti do ragione perchè se un prodotto non vende è principalmente perchè ha poco appeal, e se un prodotto fa schifo forse grazie alla pirateria può avere un briciolo di feedback che probabilmente non avrebbe normalmente, per altri versi è un ragionamento che va contestualizzato alla realtà delle avventure grafiche, e ad un mercato assolutamente di nicchia, dove non circolano grosse cifre e dove quindi anche una piccola perdita di utenza può essere influente. Che il discorso pirateria sia più determinante rispetto ad altri paesi che magari hanno una legislazione più severa credo sia da prendere in considerazione, ma ribadisco che non è neanche un fattore determinante, forse lo stiamo sovradimensionando, nel senso che secondo me il più grosso problema in Italia non è neanche la pirateria, ma una scarsa cultura del videogioco.

Certo in un paese dove il numero di chi compra avventure non va oltre le 500 persone (per fare un esempio), anche perderne 50 perchè invece di acquistare preferiscono scaricare incide non poco, ma dobbiamo anche chiederci perchè il videogioco viene considerato in modo spesso superficiale, ed è un discorso che in questo contesto calza a pennello perchè la filosofia di OGI è anche quella di dare la giusta dignità intellettuale a questi prodotti anche attraverso la memoria storica. Poi per carità per alcuni versi chi scarica può addirittura essere incentivato all'acquisto se gradisce il prodotto , ma nel concreto soprattutto considerando la qualità di molti giochi, non è un dettaglio sul quale conterei molto per le Ag. Per i vg super pompati o per altri prodotti il discorso è completamente diverso, appeal diversi e un'utenza molto più grande ed economicamente variegata.

Comunque dobbiamo ammettere che da un anno a questa parte i prezzi delle Ag si sono abbassati molto, anche in fase di lancio, il digital delivery si è mostrato un ottimo deterrente e non mancano offerte allettanti nelle varie piattaforme , e anche siti come Gog offrono la possibilità di acquistare in modo del tutto legale ed a prezzi irrisori perle del passato che magari prima erano difficilmente reperibili, quindi da questo punto di vista il fattore pirateria dovrebbe incidere sempre meno.
struzzo
CITAZIONE (Gnupick @ 2 Jan 2013, 17:00) *
(...) In altre parole, non si tratta solo di effettuare una traduzione, quello è il compito forse meno complesso. Riuscire a dare un senso alle frasi in game, interpretarle, è tutt'altra storia. (...)

Ho seguito la discussione sulle traduzioni con molto interesse e ho letto i vostri interventi, significativi e competenti; ma desidero intervenire in merito a quanto ha scritto Gnupick, perché riflette esattamente il mio pensiero e finora non era stato approfondito.
Per essere in grado di tradurre un’avventura grafica non basta essere ottimi conoscitori sia della lingua originale che dell’italiano (possibilmente…), ma è indispensabile essere dei giocatori non alle prime armi e conoscere le dinamiche della tipologia del gioco che si traduce.
E’ tanto tempo che non gioco avventure in terza persona ricche di dialoghi e di oggetti con relative descrizioni, ma ricordo con orrore alcune delle ultime che ho giocato, in particolare Secret files 1, Il Mistero di Tunguska, la cui traduzione presentava errori madornali, come incongruenze nei riferimenti nell’ambito dei dialoghi e fraintendimenti imperdonabili nella descrizione degli oggetti. Tanto per citarne una clamorosa, un carro armato nello sfondo di una stazione ferroviaria veniva descritto come “tanica” (tank). Sicuramente il traduttore era bravissimo, ma è evidente che non gli fosse passato nemmeno per la testa di aprire il gioco per capire di cosa stesse parlando…

Molti anni fa una piccola SH di indipendenti mi chiese, tramite conoscenze in comune, di collaborare alla traduzione di un gioco. Avrebbero inviato tutte le cartelle con i testi e naturalmente il compenso avrebbe avuto un sapore “simbolico” e il mio nome sarebbe comparso nei crediti…
Del denaro non mi è mai fregato niente, ma il motivo per cui rifiutai fu l’enorme dispendio di tempo che avrei dovuto devolvere allo studio dello svolgimento del gioco per assicurarmi una perfetta integrazione della localizzazione, in particolare nel caso della lingua inglese, in cui molti termini hanno diverse accezioni.
Calza alla perfezione il paragone di Gnupick con la traduzione di una sceneggiatura cinematografica, estremamente meno complessa della traduzione di un gioco.

Concordo in pieno con il parere di Gwen:
"Quando un'opera è tradotta ormai io mi accorgo subito della "patina", del "filtro" che c'è fra me e la vera lingua, anche quando la lingua in questione non la conosco (tipo il coreano, o il tedesco) e questo va a detrimento della mia esperienza. In inglese ormai è come vedere l distorsioni in uno specchio, specialmente se c'è il parlato originale con i sottotitoli tradotti, specialmente quando è British English: la perdita delle sfumature la noto immediatamente."
Purtroppo questa considerazione è valida esclusivamente per chi le lingue le conosce... sono convinta che chi non le conosce (o non le intuisce, come nel caso del coreano) fino al punto di notare la patina, sia ben felice di rinunciare a qualche sfumatura a favore della comprensione generale della trama.
Gwenelan
CITAZIONE (LargoLagrande @ 2 Jan 2013, 19:20) *
Il discorso sarebbe lungo e molto articolato e non discuto neanche la filosofia che regge la pirateria perchè non mi sembra il posto ideale e richiederebbe tanto tempo, però se sotto certi aspetti ti do ragione per certi versi è un ragionamento che va contestualizzato alla realtà delle avventure grafiche, e ad un mercato assolutamente di nicchia, dove non circolano grosse cifre e dove quindi anche una piccola perdita di utenza può essere influente. Che il discorso pirateria sia più determinante rispetto ad altri che magari hanno una legislazione più severa credo sia da prendere in considerazione, in un paese dove il numero di chi compra avventure non va oltre le 500 persone (per fare un esempio), anche perderne 50 perchè invece di acquistare preferiscono scaricare incide non poco.


Non voglio discutere neanche io la filosofia di base della pirateria blush.gif, io porto i semplici fatti, la cui analisi è complessa e dettgliata, ma il cui succo è semplicissimo: non ci sono prove che la pirateria porti a mancate vendite. Non è che porta a qualche piccola perdita che i BIG non sentono e le AG sì. In sostanza: chi vuole piratare e non può piratare, difficilmente compra, specialmente Avventure Grafiche. Chi vuole piratare e *può* piratare, pirata anche il gioco da 2 euro, infatti se cerchi trovi le versioni pirata di perle tipo Chtulhu Saves The World, che costa tipo 1,50 euri, o anche meno (quando l'ho preso io era a 1,20 assieme ad un altro gioco, figurati). Chi *non* vuole piratare... non pirata e fa in qualche altro modo: risparmi/aspetta/edizioni economiche/usato/compra con amici ecc. Poi da noi può esserci più pirateria rispetto ad altri paesi (sono scettica sulla validità e utilità delle leggi "più severe", visto che prendono delle belle cantonate e/o usano metodi illegali e invasivi per andare a beccare la gente - sbagliata 9 volte su 10), ma questo vuol dire solo che qui si compra meno. Non è che ci siano prove indiscutibili che dimostrano che effettivamente la pirateria aumenta le vendite, ma ci sono orti indizi concreti, mentre non ce n'è neanche uno a favore della tesi contraria. Quando si sente dire: "la SH pinca palla afferma che i suo gioco X è stato piratato 150.000 volte; se la metà di questi pirati avesse comprato, oggi avremmo X-2/la SH non sarebbe fallita!" non vuol dire che "la colpa è della pirateria", perché molto probabilmente neanche la metà della metà di questa genta gliel'avrebbe comprato, il gioco.
Per questo
CITAZIONE
Poi per carità per alcuni versi chi scarica può addirittura essere incentivato all'acquisto se gradisce il prodotto , ma nel concreto soprattutto considerando la qualità di molti giochi, non è un dettaglio sul quale conterei molto per le Ag. Per i vg super pompati o per altri prodotti il discorso è completamente diverso, appeal diversi e un'utenza molto più grande ed economicamente variegata.

Indubbiamente il prodotto superpompato vende in primis per fattori che non sono la qualità - resta il fatto che vende appunto nonostante la fortissima pirateria. In genere la pirateria aiuta a pubblicizzarsi, proprio per questo è usata da molti semi-sconosciuti autori dei campi più svariati, ma è ovvio che se poi il prodotto è mediocre, nessuno se lo compra. Questa è colpa della mediocrità dei prodotti, non della pirateria.

Su questo:
CITAZIONE
Comunque dobbiamo ammettere che da un anno a questa parte i prezzi delle Ag si sono abbassati molto, anche in fase di lancio, il digital delivery si è mostrato un ottimo deterrente e non mancano offerte allettanti nelle varie piattaforme , e anche siti come Gog offrono la possibilità di acquistare in modo del tutto legale ed a prezzi irrisori perle del passato che magari prima erano difficilmente reperibili, quindi da questo punto di vista il fattore pirateria dovrebbe incidere sempre meno.

concordo, e infatti offrire un buon prodotto a un giusto prezzo è l'univo metodo funzionale e rispettoso del cliente per "convertire" alcuni dei pirati.

@struzzo:
Ma è anche giusto che chi non conosca la lingua, o non la intuisca, si trovi bene con una traduzione blush.gif. Specifico perché non voglio passare per quella che "se non giochi originale puzzi". Le buone traduzioni servono proprio in questi casi, d'altronde io stessa come faccio a guardarmi un drama coerano, se non tradotto? Però dopo che si diventa un po' naturali si capisc edi avere davanti qualcosa di "posticcio".
struzzo
Con me sfondi una porta aperta Gwen ;) Tu sei sicuramente portata per le lingue molto al di sopra della media, anche soltanto come comprensione del "suono", ma c'è chi è negato...
Io non posso dimenticare l'esperienza con mio padre, stimato matematico, che ha dovuto girare per tutta la vita con un interprete al seguito; mentre io a otto anni, dopo un ricovero di tre mesi per un incidente in una clinica gestita da suore inglesi, conversavo in inglese con la stessa disinvoltura con cui parlavo l'italiano... vedo ancora la sua espressione... shocked.gif
LargoLagrande
CITAZIONE (struzzo @ 2 Jan 2013, 19:45) *
Tanto per citarne una clamorosa, un carro armato nello sfondo di una stazione ferroviaria veniva descritto come “tanica” (tank). Sicuramente il traduttore era bravissimo, ma è evidente che non gli fosse passato nemmeno per la testa di aprire il gioco per capire di cosa stesse parlando…


Su questo hai assolutamente ragione Struzzo, bisogna conoscere anche i meccanismi del videogioco per fare un lavoro professionale e a tal merito mi preme aprire una parentesi importante. Tradurre un gioco non vuol dire solamente trovare la parola corrispondente, il gioco di parole più riuscito, la frase più ad effetto, è molto più di questo. Cadere nel tradello delle "belle infedeli" come si dice in gergo, è la cosa più semplice per un traduttore inesperto. Una conoscenza ottima della lingua è una prerogativa ma non basta, come in ogni mestiere ci sono tecniche e regole che si acquisiscono con lo studio e con l'esperienza. Sul lavoro ho colleghi inglesi (madrelingua) che parlano un italiano perfetto perchè vivono qui da anni ma che trovano molte difficoltà per traduzioni che non siano estremamente semplici proprio perchè non hanno la formazione necessaria (ed infatti poi tocca farle a me). Tradurre in modo meccanico, come fanno in molti, è relativamente complesso, ben più difficile è saper adattare, contestualizzare, cesellare, togliere da una parte e rimettere da un'altra come un abile sarto per non falsare gli equilibri di un testo, padroneggiare l'argomento che si sta affrontando. Il traduttore è soprattutto un traghettatore tra culture diverse che deve conoscere bene, così come deve approfondire la conoscenza dell'argomento che sta trattando e questo richiede un grande lavoro paragonabile a quella dell'attore che per calarsi nel ruolo alla perfezione sceglie il metodo Stanislavskij . Ti faccio un esempio tra tanti che potrei citarti, in passato mi è stato chiesto di tradurre il manuale di un software didattico, per scrupolo e perchè queso dovrebbe essere l'approccio giusto , ho prima di tutto utilizzato il software stesso esplorandone ogni possibile applicazione per capirne i meccanismi, fatto ricerche che vanno oltre la consultazione del dizionario specialistico (che spesso non basta), proprio per evitare traduzioni generalmente corrette ma fuori contesto e approssimative, come ce ne sono tante in rete. Probabilmente la persona che ha tradotto tank in quel modo è stata poco coscenziosa ed evidentemente non così brava perchè si è limitata al compitino che si può fare con un qualsiasi dizionario online. Chi traduce un romanzo senza averlo letto e capito, senza aver analizzato perfettamente la tecnica di scrittura, senza aver interiorizzato l'universo dell'autore non è un bravo traduttore. Uno che traduce un gioco senza averlo "studiato", è poco professionale.



CITAZIONE (Gwenelan @ 2 Jan 2013, 19:45) *
Non è che porta a qualche piccola perdita che i BIG non sentono e le AG sì. In sostanza: chi vuole piratare e non può piratare, difficilmente compra, specialmente Avventure Grafiche. Chi vuole piratare e *può* piratare, pirata anche il gioco da 2 euro, infatti se cerchi trovi le versioni pirata di perle tipo Chtulhu Saves The World, che costa tipo 1,50 euri, o anche meno (quando l'ho preso io era a 1,20 assieme ad un altro gioco, figurati). Chi *non* vuole piratare... non pirata e fa in qualche altro modo: risparmi/aspetta/edizioni economiche/usato/compra con amici ecc.


Lan come ti ho già detto io condivido gran parte del tuo discorso, anche perchè se la pirateria è tollerata in tanti paesi credo che abbia anche alcuni aspetti positivi per il mercato, alla fine ho solo grossi dubbi che questi dati che tu apporti possano essere contestualizzati con precisione al mondo adventure, perchè in realtà non è sempre tutto così schematico. Tra i due estremi, o meglio chi non pirata per principio e acquista a prescindere anche la peggior schifezza e chi che invece pirata per filosofia di vita anche il gioco a 50 centesimi, c'è una folta schiera di utenti medi magari che si lasciano influenzare dalla possibilità di farlo o meno, dal rischio che si corre e da altri fattori e io ritengo che se non ci sono alternative per accedere ad un prodotto in una situazione normale qualche vendita in più la strappi anche se il prodotto non è a tripla A e ripeto in un mercato piccolo e che si autoalimenta come quello delle avventure grafiche anche una manciata di acquirenti in più può essere importante.
Gwenelan
Quoto il discorso di struzzo e Largo sul fatto che serva conoscere quel gioco specifico che si sta traducendo per poterlo fare bene... a questo proposito mi chiedevo se le SH o i publishers, quando affidano un loro gioco a dei traduttori, diano solo delle pagine con tutte le cose da tradurre, o mettano a disposizione il gioco. Perché io sapevo che c'erano due "team" diversi all'opera: uno che traduce tutti i testi, senza conoscere il contesto e poi uno che prova il gioco in tutte le sue variabili per vedere se tutto quadra, ed eventualmente manda le corrzioni al primo team.

Per la questione che dici, Largo: indubbiamente ci sono anche le persone nel mezzo, e può anche darsi che nel mercato Ag contino più che negli altri (anche se, più che nel mercato librario, dove fino a poco fa o si stampava o si leggeva a schermo, e c'è sempre stata una pirateria fiorentissima - in Italia come nel resto del mondo?), ma sinceramente a me pare molto più probabile, nonché più semplice, il fatto che le Ag non vendano perché sono mediocri e in più non hanno dietro un grosso hype. Se davvero 50 copie pesano così tanto, una SH a prescindere non punta sul mercato italiano, anche se di colpo la nostra pirateria sparisse.
Bandy JtA
Beh, credo che comunque un minimo di rapporto tra traduttore (professionista o no) e Sh debba esserci. Il caso di "tanica" con "carro armato" poteva benissimo risolversi in cinque minuti, se ci fosse stato il dubbio, che DEVE esserci (se non hai il gioco davanti o se non sai nemmeno cosa è un videogioco). Se invece il dubbio manco ti viene, allora sì, forse è il caso di evitare certe traduzioni approssimative. Avete ragione quando dite che la lingua inglese è difficile da interpretare (beh, una volta dicevano che la piu' difficile era la nostra, pensa un pò...) ma è anche vero che partire sconfitti a priori vuol dire accettare le cose come stanno. Sembra il classico caso del cane che si morde la coda. O cambia qualcosa, o non si vende. C'è poco di che discutere. Siamo un paese di Serie B per le vendite? Bene: ma levami anche la traduzione e divento di serie D. Oggi noi, dopodomani altri... poi vendi solo agli "inglesi". Amen.
Gwenelan
CITAZIONE (Bandy JtA @ 2 Jan 2013, 20:35) *
Beh, credo che comunque un minimo di rapporto tra traduttore (professionista o no) e Sh debba esserci. Il caso di "tanica" con "carro armato" poteva benissimo risolversi in cinque minuti, se ci fosse stato il dubbio, che DEVE esserci (se non hai il gioco davanti o se non sai nemmeno cosa è un videogioco). Se invece il dubbio manco ti viene, allora sì, forse è il caso di evitare certe traduzioni approssimative. Avete ragione quando dite che la lingua inglese è difficile da interpretare (beh, una volta dicevano che la piu' difficile era la nostra, pensa un pò...) ma è anche vero che partire sconfitti a priori vuol dire accettare le cose come stanno. Sembra il classico caso del cane che si morde la coda. O cambia qualcosa, o non si vende. C'è poco di che discutere. Siamo un paese di Serie B per le vendite? Bene: ma levami anche la traduzione e divento di serie D. Oggi noi, dopodomani altri... poi vendi solo agli "inglesi". Amen.


L'inglese è una lingua facilissima, non è difficile. Ma, come per tutte le lingue, bisogna conoscerla bene e conoscerne tutte le sfumature, altrimenti come traduci? Rischi di usare espressioni "scolastiche", quando invece il dialogo ha un tono naturale. Inoltre, l'inglese ha un vocabolario molto più ampio del nostro, quindi spesso a tradurre dall'inglese bisogna fare attenzione: singole parole devono essere rese con perifrasi (anche se non si arriva ai livelli del giapponese ^-^, dove manca poco che tu possa tradurre una parola con una frase). L'italiano è molto più difficile dell'inglese, solo la costruzione verbale italiana al confronto è un inferno.
DannyD
Ohhhh bene, mi spiace che siamo molto offtopic, però questa discussione è davvero interessante non trovate?

Rispondo per prima a Gwen perchè ha giustamente fatto notare una cosa

CITAZIONE (Gwenelan @ 2 Jan 2013, 18:58) *
Nota personale:
CITAZIONE
Giocare con la prorpia lingua a baldur's gate o altri giochi, anche ultima VII visto che ne abbiamo parlato di recente, non ha prezzo. Puoi sapere l'inglese o no, bene o solo scolastico, ma rimane il fatto che giocartelo in italiano ha tutto un'altro sapore.

Dissento. Mi sembra il parare di chi, appunto, con l'inglese (o altra lingua) non si sente tanto a casa. Quando un'opera è tradotta ormai io mi accorgo subito della "patina", del "filtro" che c'è fra me e la vera lingua, anche quando la lingua in questione non la conosco (tipo il coreano, o il tedesco) e questo va a detrimento della mia esperienza. In inglese ormai è come vedere l distorsioni in uno specchio, specialmente se c'è il parlato originale con i sottotitoli tradotti, specialmente quando è British English: la perdita delle sfumature la noto immediatamente.


Posso darti ragione. Ma se l'inglese non lo mastichi bene...come fai? Ti pongo un esempio pratico. Se oggi uscisse un gioco come Kotor o Baldur's Gate, nuovo, bellissimo, profondo e tutto quanto può essere un bel gioco, ma solo in inglese, se tu non hai una buona conoscenza lo compreresti? Io credo di no. Perchè dire : impara l'inglese, è una frase fatta e anche molto stupida. O meglio, lo puoi dire ad un ragazzino di 15 anni, che ha la mente allenata con lo studio e DEVE imparare almeno una lingua. Ma con un tizio di 30 anni o più che lavora e non ha il tempo ( e anche la voglia dopo una giornata di lavoro )? Perdere 30/40/50 € per un titolo che non ti puoi godere per nulla non ha senso, e quindi non lo compri. Non comprandolo, la SH che ha prodotto il gioco perderà delle vendite. E se in un futuro ci fosse stata anche una minima possibilità di una localizzazione ufficiale ( affidata ad uno studio competente ) ecco che è andata a farsi benedire, proprio perchè quella piccola fetta di mercato che c'è è andata perduta. Ora, non voglio fare di tutta l'erba un fascio per carità, è SOLO UN ESEMPIO, però è così. Per me e per te che l'inglese lo comprendiamo bene può non essere un problema. Però, parlando per me ( e solo per me ) , a volte gradisco perdermi qualche sfumatura della versione inglese e godermi un titolo in italiano. Perchè è più "scorrevole", perchè è anche più semplice e immediato. Sicuramente la tua conoscenza delle lingue supera la mia di tantissimo e basta leggerle le tue parole per capirlo, però non sono tutti come te o me ( che capiamo bene o ci destreggiamo e via discorrendo ). Endless Space... Endless Space in Italia non avrebbe venduto niente o quasi senza la traduzione. Perchè? Perchè anche se ha una meccanica semplicissima ed un inglese molto facile ( anche se a tratti certe caratterizzazioni usano un inglese fin troppo slang che mi ha messo a dura prova durante la traduzione ) gli utenti dicevano più o meno la stessa cosa : No Ita? No no io preferisco giocarmi questi giochi solo in italiano. Questi sono solo esempi, però è la realtà. Il fatto è che il nostro paese è anche indietro sul fronte linguistico e/o culturale. In germania, francia e altri paesi, l'inglese è parlato in media anche da molti adulti nella fascia 35/50. Qui in italia? Io dico di no blush.gif . Il tuo ragionamento è corretto, ma va parametrato alla situazione attuale. Secondo me è preferibile essere diplomatici. Meglio perdere qualche sfumatura ma avere il gioco in italiano. Nulla ti vieta di mettertelo in inglese in un secondo tempo, se vedi che la traduzione non ti soddisfa. Ma la possibilità intanto ce l'hai.

Il problema come diceva Largo è anche di natura culturale, alla faccia dei famosi tagli fatti alla cultura e alla scuola ( poi beh, c'è il fatto che nelle scuole non ti insegnano a "vivere" o darti quei "modelli" ai quali un bambino dovrebbe ispirarsi. Però se parto anche con quello il discorso si dilunga ancora, tanto avete capito ) . Dimstrazione del fatto che se non punti forte su cultura ed educazione ( civica, scolastica, didattica e via discorrendo ) hai un crollo generale. Sarebbe bello fare un'intervista a qualche studio di traduzione e postarla sul sito ufficiale, giusto per leggere le risposte di chi ci lavora attualmente, anche se forse è impraticabile e lo capisco.
The Ancient One
Che bellissima discussione...

Avrei un milione di cose da aggiungere... E dopo lo faccio!
struzzo
CITAZIONE (Gwenelan @ 2 Jan 2013, 20:29) *
... a questo proposito mi chiedevo se le SH o i publishers, quando affidano un loro gioco a dei traduttori, diano solo delle pagine con tutte le cose da tradurre, o mettano a disposizione il gioco. Perché io sapevo che c'erano due "team" diversi all'opera: uno che traduce tutti i testi, senza conoscere il contesto e poi uno che prova il gioco in tutte le sue variabili per vedere se tutto quadra, ed eventualmente manda le corrzioni al primo team.

Credo di poter rispondere a questa domanda Gwen. Il discorso dei due team funziona per le grosse SH; nel caso degli indie è già tanto che abbiano la buona volontà di proporre localizzazioni in lingue diverse da quella originale, almeno nella maggior parte dei casi.
E' invece indecente che in apparenza (e con ogni probabilità) la misura non sia stata adottata dai distributori di Secret Files e, se non ricordo male, degli ultimi capitoli di Atlantis.
Gwenelan
@Danny: c'è un equivoco blush.gif. Io NON dico che tutti debbano imparare l'inglese - e tutte le altre lingue - e giocare sempre in originale e che le traduzioni fanno male e andrebbero abolite. Tu affermavi che:
CITAZIONE
"Puoi sapere l'inglese o no, bene o solo scolastico, ma rimane il fatto che giocartelo in italiano ha tutto un'altro sapore.".
E cioè che anche conoscendo BENE la lingua straniera, con l'italiano ci si sente più a casa, sia più scorrevole. Il mio punto è che a me non pare proprio che sia così, nella mia esperienza di persona che se la cava - perché non sono un'esperta linguista, tutt'altro - con l'inglese - giocare col gioco tradotto è una perdita in termini di esperienza e scorrevolezza. NON ho detto, nè intendo dire, che TUTTI debbano fare così/provare così. Il tuo ragionamento è tutto giusto, e io lo appoggioal 90% (vengo dopo a quel 10% XD): c'è gente che non conosce l'inglese, e questa gente merita delle buone traduzioni, perlomeno di sottotitolo se non è possibile avere anche il doppiaggio (che 9 su 10 fa pietà, quando c'è). Ed è ovvio e giusto che se uno non conosce la lingua in cui è pubblicato un gioco - sia l'inglese o l'afghano - quel gioco non lo compri. Molte Visual Novels io non le compro perché sono solo in giapponese, per esempio; i drama coreani li guardo sottotitolati... insomma SI' alle traduzioni. Il mio appunto è che non mi sembra vera l'affermazione che "con la lingua madre sia meglio a priori". Io semmai sono dell'idea che la traduzione, per quanto ben fatta e leggittima, sia sempre un compromesso - un, ripeto, GIUSTO compromesso.

Veniamo al 10 % su cui dissento: se i 30-40 enni di oggi non sanno l'inglese non so se la colpa sia della scuola, io a quei tempi non c'ero. Ma qualche anno fa la situazione era diversa da quella di oggi, me ne accorgo benissimo, e non mi sogno neanche di mettere in croce uno che non ha voglia di imparare un'altra lingua, sia l'inglese o qualsiasi altra.
Che i 15enni di oggi non sappiano l'inglese può anche essere colpa della scuola e dei tagli, ma molti di quelli che ho visto io se ne sbattono di imparare alcunché, ed è tanto che sappiano l'italiano - o che si rendano conto che il loro dialetto è, appunto, un dialetto. Ovviamente la scuola fa la sua parte (come si fa a promuovere uno, visto con i miei occhi, che in terza liceo non sa come usare le maiuscole e le minuscole? E non parlo di quelli che le sparano a caso su internet, parlo di gente che le usa in maniera arbitraria nei *compiti in classe*. Un mio prof, quando s'è visto arrivare gente così, s'è messo le mani nei capelli e ha sparato un compito alla settimana pur di mettere una pezza a tali lacune), ma se uno non ne vuole sapere, non ne vuole sapere. D'altronde, non sono dell'idea che la scuola debba darmi dei "modelli" per vivere, i miei modelli me li scelgo da sola e sopratutto nessuno deve darmeli quando ho magari 5 anni e sono influenzabile. Il problema della scuola, imho, è mooolto più terra terra: non dà agli alunni la capacità di ragionare: prendi una materia qualsiasi, dall'italiano, alla filosofia, alla storia, a quel che ti pare, devi sempre imparare a pappagallo quattro scemenze - di solito vita morte miracoli e (presunto) pensiero di qualche matusa di cui non ti frega una cippa. Ne esci che sai solo fare il pappagallo, al massimo hai una cultura nozionistica che non serve a molto e infatti molta gente della mia età e più piccola (ma anche più grande) è incapace di pensiero logico, non sa seguire un ragionamento e non è capace di trarre le conclusioni da delle premesse.
Infine, questa tua frase non l'ho capita:
CITAZIONE
Meglio perdere qualche sfumatura ma avere il gioco in italiano. Nulla ti vieta di mettertelo in inglese in un secondo tempo, se vedi che la traduzione non ti soddisfa. Ma la possibilità intanto ce l'hai.

Se intendi che è meglio che ci sia una traduzione, concordo. Se intendi che a priori un italiano dovrebbe provare la traduzione, dissento: lo deve fare se gli va. A me, per esempio, non va, la trovo solo una perdita di tempo, a meno che non debba recensire, e in generale io tendo a comprare da quei rivenditori che mi danno la lingua originale (spesso i titoli della FXInteractive, per esempio, non hanno questa possibilità: o tradotto o niente).

@struzzo: Infatti mi riferivo a produzioni mainstream, gli indie spesso non hanno soldi per fare una traduzione blush.gif.
Bandy JtA
Mah! Ad adattarmi ci riesco, ma a volte mi chiedo il perchè! Dieci anni fà ho visto il film BloodRayne in inglese, perchè in italiano non sarebbe mai uscito, ma quello è stato un caso limite: o così o niente. Ho capito il 50% dei dialoghi, ma non essendocene poi così tanti (rimane un film di azione) era fruibile lo stesso e non mi è pesato. Lo stesso non avrei potuto dire se avessi visto in lingua originale un film sentimentale ambientato nell'800 della durata di tre ore.
Qualche action in inglese riesco a farlo, dove per lo piu' devi sparare a qualunque cosa si muove sullo schermo, ma anche lì adesso ci buttano un sacco di dialoghi, e anche se la storia di un fps raramente brilla per l'originalità della sua trama o per complessità, ci si può passare sopra (il BloodRayne di prima...). Ma in un'avventura il discorso è diverso. In un dialogo possono esserci ANCHE degli indizi, nomi, dettagli importanti e non puoi capire la metà, o meno, di ciò che leggi. E' più difficile adattarsi (il "polpettone" di cui sopra..). Una soluzione và trovata. E non mi sembra nemmeno tanto onesto quando si verificano situazioni in cui un distributore italiano ti tempesta di e-mail di aggiornamento sul suo prossimo titolo e... poi scopri che non lo hanno nemmeno sottotitolato (SF 3). Posso capire, al limite, che non ci sono stati distributori italiani, e che quindi il gioco X lo vai a comprare su internet e lo devi giocare per come te lo ritrovi, ossia in inglese. Ma che il gioco X me lo vendano in Italia, che lo posso trovare persino in edicola o da Gamestop.. e che poi non c'è la MIA lingua, mi sembra veramente una grande mancanza (e stò usando parole "fini"!).
DannyD

Beh, una traduzione è un "compromesso" per sua stessa definizione. Una traduzione è la raccolta del significato di una frase, un concetto, una pagina etc etc e la trasposizione in un'altra lingua. Come spesso accade, e non solo a noi ( anche se il lavoro italiano è più difficile visto la difficoltà insita proprio nella lingua italiana rispetto ad altri idiomi ) bisogna fare dei compromessi. A volte funziona e non si perde nulla. Altre, come giustamente fai notare tu, qualcosa lo perdi. Su questo non si discute.

CITAZIONE
NON ho detto, nè intendo dire, che TUTTI debbano fare così/provare così. Il tuo ragionamento è tutto giusto, e io lo appoggioal 90% (vengo dopo a quel 10% XD): c'è gente che non conosce l'inglese, e questa gente merita delle buone traduzioni, perlomeno di sottotitolo se non è possibile avere anche il doppiaggio (che 9 su 10 fa pietà, quando c'è). Ed è ovvio e giusto che se uno non conosce la lingua in cui è pubblicato un gioco - sia l'inglese o l'afghano - quel gioco non lo compri.


Ho notato che spesso i doppiaggi sono "piatti", non so se capite. Senza "sentimento". Nel senso :

Se in un determinato gioco, il doppiatore deve dire qualcosa del tipo : " Al tuo comando " / " Ai tuoi Ordini " / " Comandi " etc etc, sono dette..."elettronicamente". Infatti quando parlo di traduzioni ( dovrei precisarlo, errore mio ), parlo quasi sempre del testo, mai del parlato. Posso fare un esempio fuori dai videogiochi? Anime...a me e a mia moglie piacciono molto gli anime, e non a caso li guardiamo praticamente tutti sottotitolati ( anche perchè la quasi totalità degli anime "seri" o ben fatti è solo in lingua madre e meno male ) anche perchè quando ci sono doppiagggi..beh, spesso non rende l'idea.

CITAZIONE
Molte Visual Novels io non le compro perché sono solo in giapponese, per esempio; i drama coreani li guardo sottotitolati... insomma SI' alle traduzioni. Il mio appunto è che non mi sembra vera l'affermazione che "con la lingua madre sia meglio a priori". Io semmai sono dell'idea che la traduzione, per quanto ben fatta e leggittima, sia sempre un compromesso - un, ripeto, GIUSTO compromesso.


Come sopra, anzi ci veniamo incontro a metà strada nel senso che facciamo uguale. Però detto tra noi, non riuscirei mai a guardarmi un Anime solo in giapponese senza sottotitoli in italiano. Perdonatemi, non ci capirei una mazza. Quel " con la lingua madre è meglio a priori " è inteso per tutti quelli che si sentono a proprio agio con la propria lingua. Per te non è così, però se facessimo un sondaggio sono convinto che molti sarebbero daccordo sul giocare la propria lingua, facendo anche qualche "sacrificio" su qualche battuta. E' una cosa soggettiva, impossibile da "generalizzare", ed io non volevo ovviamente rivolgermi in quel senso

CITAZIONE
Che i 15enni di oggi non sappiano l'inglese può anche essere colpa della scuola e dei tagli, ma molti di quelli che ho visto io se ne sbattono di imparare alcunché, ed è tanto che sappiano l'italiano - o che si rendano conto che il loro dialetto è, appunto, un dialetto. Ovviamente la scuola fa la sua parte (come si fa a promuovere uno, visto con i miei occhi, che in terza liceo non sa come usare le maiuscole e le minuscole? E non parlo di quelli che le sparano a caso su internet, parlo di gente che le usa in maniera arbitraria nei *compiti in classe*. Un mio prof, quando s'è visto arrivare gente così, s'è messo le mani nei capelli e ha sparato un compito alla settimana pur di mettere una pezza a tali lacune), ma se uno non ne vuole sapere, non ne vuole sapere. D'altronde, non sono dell'idea che la scuola debba darmi dei "modelli" per vivere, i miei modelli me li scelgo da sola e sopratutto nessuno deve darmeli quando ho magari 5 anni e sono influenzabile. Il problema della scuola, imho, è mooolto più terra terra: non dà agli alunni la capacità di ragionare: prendi una materia qualsiasi, dall'italiano, alla filosofia, alla storia, a quel che ti pare, devi sempre imparare a pappagallo quattro scemenze - di solito vita morte miracoli e (presunto) pensiero di qualche matusa di cui non ti frega una cippa. Ne esci che sai solo fare il pappagallo, al massimo hai una cultura nozionistica che non serve a molto e infatti molta gente della mia età e più piccola (ma anche più grande) è incapace di pensiero logico, non sa seguire un ragionamento e non è capace di trarre le conclusioni da delle premesse.


Sono daccordo fino ad un certo punto, più che altro perchè a 5 anni sarai anche influenzabile, ma dei modelli "sani" ( senza..come posso dire...essere di parte? ) sarebbero utili a priori. Scuola/Famiglia/Modelli/Educazioni/Didattica sono alla base di tutto. Se a scuola non riescono a darti i giusti insegnamenti per vari problemi tra cui tagli, crisi, niente strumenti, a causa della totale perdita di senso civile e civico l'educazione è andata a quel paese etc etc è chiaro che è dura uscirne. Oh, non voglio essere catastrofico eh sia chiaro. Però somma, forse la disciplina e la rigidità andrebbero reinstaurate al 100%. Non credo sarebbe poi un male.

CITAZIONE
Infine, questa tua frase non l'ho capita:
CITAZIONE
Meglio perdere qualche sfumatura ma avere il gioco in italiano. Nulla ti vieta di mettertelo in inglese in un secondo tempo, se vedi che la traduzione non ti soddisfa. Ma la possibilità intanto ce l'hai.

Se intendi che è meglio che ci sia una traduzione, concordo. Se intendi che a priori un italiano dovrebbe provare la traduzione, dissento: lo deve fare se gli va. A me, per esempio, non va, la trovo solo una perdita di tempo, a meno che non debba recensire, e in generale io tendo a comprare da quei rivenditori che mi danno la lingua originale (spesso i titoli della FXInteractive, per esempio, non hanno questa possibilità: o tradotto o niente).


No no ci mancherebbe. Intendo che se c'è una traduzione, tu sei liberissima di giocare in inglese senza problemi. Però la traduzione sai che c'è. Chi invece se lo vuole gustare in italiano lo gioca in italiano. Ti faccio un esempio : Realms of Arkania, tattico/rpg a turni anno 94 ambientazione : The Dark Eye. Gran gioco, in parte godibile. Dico in parte perchè alcune cosine me le sono perdute per via di un lessico a volte "astruso" e di alcune mie mancanze linguistiche. In italiano me lo sarei goduto molto di più, pur con qualche sfumatura in meno.



Gwenelan
°_° ragazzi, ma guardate che io sono FAVOREVOLE alle traduzioni! Non mi sorprendo che non ci siano più spesso, ma non sono *contraria*! Sono FAVOREVOLE.

Quello che dicevo, era riferito alla frase di Danny secondo cui la lingua madre è sempre meglio, anche quando si capisce bene quella straniera. E' *qui* che io dico che no, che a conoscere bene la lingua straniera, la miglior esperienza si ha con l'orginale. Ma è ovvio che se NON conosci la lingua straniera, o non al livello che ti ci trovi a tuo agio, il risultato migliore ce l'hai con la traduzione (alla quale sono FAVOREVOLE).

Per il doppiaggio: dipende. Se è un doppiaggio italiano di un film/gioco inglese, spesso è semplicemente orrendo: i sentimenti/le intonazioni sono completamente differenti. Ma non sono più piatte, semmai sono troppo cariche, causando spesso un effetto ridicolo. Per gli Anime - che io ADORO *-*! Qual è il tuo preferito?? - il discorso invece è quello che dici: in inglese sono obbrobriosi, perché gli inglesi/americani recitano in maniera fintissima nei cartoni, o hanno un tono piatto! Ultimamente mi è capitato di vedere una puntata di Mythy Max, un cartone americano che vedevo da bambina: il doppiaggio originale inglese fa pietà. I giapponesi, poi, sono gente che vocalizza molto, ha una marea di suoni, onomatopee, è molto espressiva, infatti noi italiani riusciamo a rendere meglio - quando ci sforziamo - il giapponese. Ovviamente anche io li guardo con audio originale e sottotitoli (in inglese, però, perché di solito son fatti prima/si trovano più facilmente), ma spero un giorno di arrivare a capirli ^-^, per ora capisco solo il senso generico delle frasi semplici - il giapponse è difficile @_@. Ah, la stessa cosa vale per i drama giapponesi, e i film: il doppiaggio inglese li ammazza. Anche il coreano non viene reso bene.

Per la scuola... non sono sicura di capirti. Mi spiego. Nella mia scuola, dalle elementari alle superiori, c'hanno provato a darmi dei "modelli", dal civico al sociale, e proprio perché a me non stavano bene non ho passato periodi felici. Se tu per "disciplina e rigidità" intendi che il bambino/ragazzo che picchia, disturba, non studia e/o insulta gli altri va punito e trattato come se il suo comportamento non sia socialmente accettabile, allora ti do ragione al 100%. Se intendi roba che vada più a fondo nell'educazione del pargolo - tipo punire tutti per uno di loro, cercare di sviluppare il cosiddetto "spirito di classe" che io ho sempre rigettato, o decidere quando e quanto uno debba socializzare e con chi perché sia una "persona sana" - allora no, grazie mille XD.
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