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> Autori/pubblico: mescolanza di ruoli
Gnupick
messaggio15 Apr 2012, 01:40
Messaggio #1





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È da un po’ che mi interrogo su questa tendenza del pubblico, in particolare dei ‘fan’, i fedeli, gli appassionati, di volersi sostituire (almeno in parte) agli autori e pretendere voce in capitolo nello sviluppo di un prodotto. Siamo lontani da chi dice che un’opera è completa solo quando un individuo ne fruisce e la fa anche ‘sua’: qui si parla proprio di un coinvolgimento attivo, di un’influenza CONCRETA nella gestazione.
Un autore intelligente, normalmente, ascolta le critiche e ne fa tesoro per i prodotti futuri, decidendo se come venire incontro al pubblico. Nel nostro caso, però, la condiscendenza viene applicata ‘anzitempo’.

Prima la faccenda Kickstarter, che ha subìto ultimamente un boom grazie al progetto di Schafer. Molti l’hanno seguito. Ma la domanda è: quanto può sentirsi debitore un autore finanziato dai fan? Quanto deve seguire le direzioni dettate da questi ‘alternativi’ finanziatori? Come fare per accontentare tutte le esigenze?

Poi il caso di Mass Effect 3, con la Bioware che dichiara di riscrivere il finale in seguito alle critiche e alle petizioni dei fan. Se il pubblico ha il ‘potere’ di riscrivere (parte di?) una storia, allora questa vicenda crea un precedente cruciale: compatti e numerosi, i fan forse potranno riprovarci in futuro con maggiore convinzione.

Si sa che i fan sono bravi a idolatrare quanto a seppellire poco dopo. E le critiche hanno COMUNQUE un’influenza. La questione è: quanto devono averla nei confronti di un prodotto in corso d’opera o, addirittura, già terminato? E' GIUSTO che il pubblico abbia un tale potere nei confronti di un prodotto?

Io ho una mia idea sulla faccenda, ma sono anche un po’ confuso. A voi la palla, prima blush.gif.
 
Yak
messaggio15 Apr 2012, 03:02
Messaggio #2



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Interessante discorsi, ci ho pensato anche io alla luce della situazione Mass Effect e delle dichiarazioni di Avellone e dei ragazzi di Mode7 (con il loro finale "alternativo" provocatorio per Frozen Synapse).


Io ho una opinione ben precisa.

Credo che il pubblico non debba diventare il nuovo (cattivo) publisher.

Da sempre e non solo nel mondo videoludico, si è visto il contrasto tra chi creava l'opera e chi metteva i piccioli per crearla.

Da un lato, come ha fatto notare Randy Pitchford, le scadenze e le restriozioni del pubblisher sono fondamentali, perchè aiutano a mettere a fuoco il progetto e a concretizzarlo entro i tempi economicamente e funzionalmente utili.
Poi c'è l'altro lato della medaglia, ovvero quando la smania di far cassa fa in modo che il prodotto esca incompleto-buggato-immaturo (e al mercato non importa se sia colpa dello sviluppatore che ha stimato male i tempi/soldi o del produttore col braccino corto) o peggio ancora quando anche per motivi non direttamente economici, coloro che mettono i piccioli mettono bocca anche sui contenuti, veicolandoli, mettendo veti etc etc.

Bisogna fare in modo che questo contrasto esista e resti però positivo. Il produttore deve pressare lo sviluppatore, sui tempi e costi ma non mettere bocca sui contenuti, lo sviluppatore deve fare un prodotto di qualità e non lasciare che la pressione spinga su scelte "di trend" solo per far cassa, ma allo stesso tempo non chiudersi nell'eclettismo, ricordandosi che quello che sta facendo è sempre un prodotto destinato alla fruizione e deve, pertanto, essere fruibile dal target.

Insomma, come la storia del leone e la gazzella :p

Il punto è che adesso che il pubblico è diventato anche finanziatore e acquista sempre più "potere", gli equilibri cambiano.

Io sono dell'opinione che MAI un fan (o anti-fan) debba mettere bocca sulla storia. MAI.
Sulla qualità è discorso diverso. Se un prodotto è scritto male, doppiato male, tecnicamente realizzato male è un discorso e ci si deve lamentare, se la storia NON CI PIACE , devi stare muto. Non l'hai scritta tu, non è la tua storia. Non puoi deciderne il finale.

Ora il guaio è che mentre il produttore vecchio stile era contento se il gioco faceva soldi e scontento se non li faceva (e questo MAI E POI MAI ha coinciso necessariamente con la qualità del prodotto, ma con la "vendibilità" dello stesso), un fan-produttore è molto più imprevedibile. Il suo obbiettivo non è il profitto , ma è il divertimenti, il PROPRIO divertimento.

Si corre il rischio che i fan-finanziatori non siano mai contenti (nonostante la qualità) o che lo siano sempre (nonostante la qualità). Questo senza nemmeno tirare in ballo il desiderio o la necessità, questa volta dello sviluppatore, di fare successo e battere cassa.

Io credo in conclusione che dovremmo battere e pressare gli sviluppatori sulla qualità, sulla pulizia tecnica e concettuale, sul prodotto finito VERAMENTE finito e non in beta, ma MAI e POI MAI sul contenuto, che è una loro scelta è un loro rischio.

Sempre più spesso ci troviamo di fronte prodotti scadenti, io sarei contento anche di trovarmi prodotti che non incontrano il mio gusto perchè non MI piacciono. Ovvio mi augurerei di trovarne un giusto numero che MI piacciono, ma pochi, che non avrei il tempo per giocarli e poi ci rosico :p


 
MashiroTamigi
messaggio15 Apr 2012, 07:08
Messaggio #3



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Argomento interessante.

Io sono convinto che molto di tutto questo dipenda dalla base di fan a cui un titolo (o progetto che sia) si riferisce.

Nel caso di shafer, la maggioranza di persone che ha finanziato il progetto è sicuramente gente che ha giocato ai titoli di shafer.
E in particolare alle sue avventure grafiche.
Ora, in questo caso trovo che l'inserimento da parte del pubblico come parte attiva nel progetto, sia alquanto inutile. Dietor hai comunque l'uomo che ti garantisce una certa garanzia in termini di qualità, e se hai finanziato conosci il suo standard, fidandoti del lavoro che verrà svolto.
Dall'altro lato però, il mondo è pieno di fantasia, e magari qualche consiglio di un finanziatore potrebbe davvero ingolosire la mente di Shafer.. chi può dirlo?

Dove però il fan dovrebbe aver maggior potere, è proprio il prodotto finito..
Oramai ci si è abituati a rilasci di giochi incompleti, monchi, con tanti problemi e con storie non raccontate per aspettare l'ennesimo dlc in uscita.. è qui che il fan dovrebbe avere più parola, dovrebbe poter dire "no, al limite mi rimandi l'uscita ma sul disco mi metti tutto.. " oppure " noi windows live su pc su questo gioco non lo vogliamo" (cosa che sta succedendo per la versione pc di dark souls).

Insomma, il fan ha diritto di avere fra le mani un prodotto di qualità, e se si hanno petizioni online per certe cose è giusto che le case ascoltino queste petizioni..
Nel caso di Mass Effect, tralasciando la parte storia, molti si son lamentati proprio del gameplay facilotto e poco approfondito.. però di contro hai una comunity che se ne frega, e accetta il gioco per quello che è.. ovvero (ormai aggiungerei) uno shooter con coperture.

Quindi è importante anche che tipo di comunity hai a disposizione per ottenere pareri seri.. ma ci deve essere anche collaborazione da chi il gioco lo fà.

Per rispondere alla tua domanda:
La questione è: quanto devono averla nei confronti di un prodotto in corso d’opera o, addirittura, già terminato? E' GIUSTO che il pubblico abbia un tale potere nei confronti di un prodotto?

Ritengo che sia giusto lasciare al pubblico il diritto di giudicare il prodotto finito, ed ottenere dei cambiamenti SENSATI che lo rendano migliore.
Se poi il gioco è sviluppato in un certo modo, con professionalità e passione, probabilmente ci saranno meno critiche isteriche e più sensate..

Quindi le due cose sono complementari
1) rilasciare prodotti di qualità
2) ascoltare i feedback e cambiare INSIEME ai tuoi fan, tramite beta testing accurato e selezionando con criterio la gente che andrà a partecipare.


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LargoLagrande
messaggio16 Apr 2012, 00:35
Messaggio #4



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CITAZIONE (Yak @ 15 Apr 2012, 04:02) *
Poi c'è l'altro lato della medaglia, ovvero quando la smania di far cassa fa in modo che il prodotto esca incompleto-buggato-immaturo (e al mercato non importa se sia colpa dello sviluppatore che ha stimato male i tempi/soldi o del produttore col braccino corto) o peggio ancora quando anche per motivi non direttamente economici, coloro che mettono i piccioli mettono bocca anche sui contenuti, veicolandoli, mettendo veti etc etc.


Io credo che su questo dovremmo riflettere. Non parlo del mercato dei prodotti per console che conosco poco, preferisco dilungarmi sul mercato adventure che seguo in modo più approfondito. Da anni sono realizzati e venduti giochi palesemente insoddisfacenti, con trame monche o forzatamente banali, finali tirati via per questo o quel motivo, in alcuni titoli addirittura sottotrame castrate e lasciate inspiegate senza parlare di bug altri problemi puramente legati ad alcune fasi dello sviluppo.

La Jensen in questo è stata chiarissima, chi ha avuto la pazienza di dare un'occhiata allo speciale lo avrà già letto, ai tempi della Sierra ai game-designer era lasciata una grande liberta creativa che ha portato a capolavori del genere. Oggi invece la figura del publisher è sempre più invadente nel lavoro creativo dei realizzatori, che sia per ridimensionare questo o quell'aspetto o che sia per rendere il gioco ancora più commerciale e per ammiccare al trend di turno.

Sempre la Jensen ha sottolineato che alcune scelte (pare si riferisse ad alcuni aspetti meno riusciti) nella realizzazione di Gray Matter siano state fatte quasi contro la sua volontà. Ovviamente i videogiochi sono anche dei prodotti e come tali vanno considerati, però non venitemi a dire che la Jensen sia una sprovveduta non conosca il mercato e le sue esigenze o una folle che non vuole essere intralciata nel proporre soggetti visionari ed invendibili, evidentemente la situazione ha toccato limiti intollerabili, inoltre sono convinto che le imposizioni dall'alto non facciano mai bene, soprattutto alla luce di quello che questo modo di fare avventure grafiche ha prodotto negli ultimi anni, ovvero tanti titoli mediocri. Tim Schafer ha denunciato lo stesso trattamento della Jensen da parte dei finanziatori di alcuni suoi titoli e se questi due mostri sacri con alle spalle una carriera di tutto rispetto sono andati incontro a tali difficoltà potete immaginare cosa succederà al game-designer mediamente sconosciuto che sarà costretto a subire manipolazioni di ogni tipo.

CITAZIONE (Yak @ 15 Apr 2012, 04:02) *
Io sono dell'opinione che MAI un fan (o anti-fan) debba mettere bocca sulla storia. MAI.
Sulla qualità è discorso diverso. Se un prodotto è scritto male, doppiato male, tecnicamente realizzato male è un discorso e ci si deve lamentare, se la storia NON CI PIACE , devi stare muto. Non l'hai scritta tu, non è la tua storia. Non puoi deciderne il finale.


Qualche scrittore ci ha provato mettendo a disposizione su internet la propria storia prima di pubblicarla e portandola a termine con l'aiuto di un gruppo scelto di lettori, ma pare sia una formula che non abbia avuto molto successo. Ad ogni modo su questo sono assolutamente d'accordo, ma non credo che questi progetti di condivisione con il pubblico vadano in questa direzione. Fondamentalmente anche per me il pubblico non deve diventare un cattivo publisher, però non condivido la preoccupazione di chi addirittura paventa l'ipotesi che alla tirannia del singolo finanziatore si possa sostituire la tirannia del backer. Per me semplicemente è un problema che non esiste.

L'idea di fondo è avere un feedback costante nelle piccole scelte, coinvolgere l'appassionato in fase di beta testing ma non per le decisioni importanti, per la struttura della trama, per decidere un finale, bensì per alcune sfaccettature nel gameplay, per conoscere meglio i gusti della maggiorparte dei giocatori su alcuni aspetti (se non erro nel forum dei Double Fine hanno creato un sondaggio per verificare proprio la tipologia di enigmi ritenuta più appassionante), per scegliere la resa grafica di un personaggio (come riportato nel comunicato della Pinkerton). Insomma credo sia improponibile immaginare Schafer o la Jensen che chiedono ai propri backer se possono far finire il gioco in un modo piuttosto che in un altro o se un personaggio può dire quella frase in quel punto del plot o roba del genere. E' giusto che l'appassionato abbia voce in capitolo su alcuni aspetti legati alla semplice fruibilità, così come è naturale che l'autore faccia le proprie scelte con serenità.

E le scelte fondamentali per la struttura di un gioco la faranno loro ed è giusto che sia così. Non dimentichiamo inoltre che è assolutamente imparagonabile l'influenza che può avere un cattivo publisher che è lì ed impone le proprie scelte in diverse fasi di sviluppo senza possibilità di scelta e di replica ed il consiglio (perchè di questo si tratta) del backer , che esprime il proprio giudizio con la consapevolezza che quanto dice non debba essere necessariamente ascoltato, senza alcuna pretesa concreta. Per quanto possa essere alto il senso di riconoscenza verso il backer, l'autore di un gioco sa che il più grande favore che possa fare ad un appassionato è regalargli un gioco di qualità, al di là di questa o quella richiesta inascoltata.

Messaggio modificato da LargoLagrande il 16 Apr 2012, 00:50


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Gharlic
messaggio16 Apr 2012, 01:18
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E' GIUSTO che il pubblico abbia un tale potere nei confronti di un prodotto?

Assolutamente no. Ne va dell'integrità della visione dell'autore. Per questo guardo con diffidenza ad operazioni come questa. D'altro canto, come ho già detto in altri topic, non posso pretendere di saperne di più di gente che è nel ramo da oltre vent'anni (Lowe anche trenta), evidentemente il fatto che siano usciti fuori tutti insieme come le lumache quando piove è una cosa da tenere bene in mente (persino i due guys from andromeda sono usciti allo scoperto), qualcosa devono aver per forza subodorato. Detto questo, forse sbaglio io ad analizzare il videogioco con gli strumenti mutuati dalle altre arti, ma credo che avremmo perso moltissimi grandi capolavori se il pubblico avesse avuto la possibilità di mettere le mani sul lavoro dell'autore. Qualsiasi autore: da Michelangelo a Kubrick.


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Yak
messaggio16 Apr 2012, 01:23
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Mi trovo molto in sintonia con alcuni punti, ma, ci tengo a specificare che il mio timore non è in una cattiva gestione diretta da parte del backer/fan, ma bensì nel possibile feedback negativo indiretto.

Nel mondo odierno un fan "deluso" è un' acquirente perso e allo stesso tempo uno che ti fa cattiva pubblicità, specialmente oggi dove tanti hanno blog semiprofessionali e l'informazione corre molto veloce.

Se il fan è deluso per una questione tecnico-qualitativa, ben venga, in fondo son le leggi del mercato ma il mio timore è che, nei titoli molto conosciuti o con molto hype, i fan siano facilmente "Deludibili" per questioni che non hanno a che fare con la qualità ma semplicemente perchè, in maniera accentuata negli universi narrativi molto solidi, ci si aspettava determinati risvolti della trama che non sono arrivati.

Io credo che non bisogna mai piegarsi ai gusti del pubblico, certo tenerne conto, magari per espansioni, titoli futuri etc, ma non piegarsi.

In fondo al pubblico può piacere solo quello che conosce ed immagina, lo sviluppatore (o artista) ci deve stupire e sorprendere con l'inimmaginabile.

La banalità uccide la qualità... e purtroppo, se si vuole ascoltare "la massa" per una questione prettamente "aritmetica" , si avrà qualcosa che tende "al banale".

Ovvio queste sono opinioni personali e spero vivamente che questo non accada mai, augurandomi di vedere sempre più titoli quanto meno "frizzanti" e "nuovi".

Messaggio modificato da Yak il 16 Apr 2012, 01:27
 
Gharlic
messaggio16 Apr 2012, 01:31
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Ovvio queste sono opinioni personali e spero vivamente che questo non accada mai e mi auguro di vedere sempre più titoli quanto meno "frizzanti" e "nuovi".

E già mi viene da chiedere cosa ci possa essere di nuovo in un'avventura dichiaratamente oldschool.


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LargoLagrande
messaggio16 Apr 2012, 10:43
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CITAZIONE (Gharlic @ 16 Apr 2012, 02:18) *
Detto questo, forse sbaglio io ad analizzare il videogioco con gli strumenti mutuati dalle altre arti, ma credo che avremmo perso moltissimi grandi capolavori se il pubblico avesse avuto la possibilità di mettere le mani sul lavoro dell'autore.

Certo il pubblico come il publisher. Entrambi possono dare delle direttive, delle linee guida, ma le scelte imporanti devono essere dell'autore. Come ho già ribadito la Jensen ha sottolineato che ai tempi dei classici Sierra era lasciata una grande libertà creativa che invece oggi viene negata, il senso di queste iniziative è questo. Evidentemente non hai letto lo speciale ed il mio precedente intervento ma questi punti mi sembrano molto chiari, questo modo di fare videogiochi almeno lato avventure grafiche ha portato solamente ad una sfilza di giochi mediocri, pensate a come vengono manipolati i progetti del game designer medio, anzi alla luce di tutto questo non mi meraviglia affatto quella serie di AG con trame incomplete, storie troncate senza un perchè, finali insoddisfacenti, ammiccamenti troppo spudorati al mercato. Immagina se ai grandi artisti di un tempo il mecenate avesse imposto certe scelte artistiche, quale strumento utilizzare, che materiali usare o che colori o quale scalpello. Il giocatore può influenzare minimamente l'artista con i suoi feedback, ripeto ancora una volta che mi sembra una preoccupazione infondata.

CITAZIONE (Yak @ 16 Apr 2012, 02:23) *
Nel mondo odierno un fan "deluso" è un' acquirente perso e allo stesso tempo uno che ti fa cattiva pubblicità, specialmente oggi dove tanti hanno blog semiprofessionali e l'informazione corre molto veloce.

Se il fan è deluso per una questione tecnico-qualitativa, ben venga, in fondo son le leggi del mercato ma il mio timore è che, nei titoli molto conosciuti o con molto hype, i fan siano facilmente "Deludibili" per questioni che non hanno a che fare con la qualità ma semplicemente perchè, in maniera accentuata negli universi narrativi molto solidi, ci si aspettava determinati risvolti della trama che non sono arrivati.


Yak concordo con la tua tesi, però se pensi a come è stato trattato l'appassionato di avventure grafiche un po' più esigente avrai un quadro chiaro di quanto l'opinione della gente sia importante per certi versi ma tenuta in poca considerazione per altri. Anzi ti dirò che se molti avventurieri fossero stati più deludibili e più critici,in senso positivo, e più selettivi nei loro acquisti, scegliendo cosa valesse la pena di comprare e cosa no, il mercato ora sarebbe diverso e tutte queste iniziative non avrebbero suscitato tutto questo entusiasmo. Capirei ed avallerei tutte queste preoccupazioni in un mercato florido di idee e di contenuti, ma in un mercato che vede uno o due titoli di qualità appena sopra la media in un mare di prodotti mediocri e dimenticabili, di cosa ci dobbiamo preoccupare? cosa mai potrebbe causare qualche feedback di un utente che non abbia già causato le scelte scellerate di alcuni publisher e dei game-designer forzatamente compiacenti negli ultimi anni, un titolo addirittura peggiore dei giochini mediocri che intasano il mercato?

CITAZIONE (Yak @ 16 Apr 2012, 02:23) *
La banalità uccide la qualità... e purtroppo, se si vuole ascoltare "la massa" per una questione prettamente "aritmetica" , si avrà qualcosa che tende "al banale".

Concordo e sottoscrivo! però posso assicurarti che questo è GIA' accaduto negli ultimi anni con moltissime avventure grafiche banali , trite e ritrite , eccessivamente commerciali, anzi paradossalmente i publisher sono ancora più dipendenti dal gusto di massa (per ragioni economiche) e questo non porta sempre ad intuizioni felici perchè manca loro quel pizzico di spirito critico che può avere il videogiocatore, il backer, che in alcuni casi è anche molto più esperto in materia videoludica del singolo finanziatore.

CITAZIONE (Gharlic @ 16 Apr 2012, 02:31) *
E già mi viene da chiedere cosa ci possa essere di nuovo in un'avventura dichiaratamente oldschool.


Attenzione però, qui non parliamo di novità, parliamo di QUALITA', il che di sicuro fa sempre bene, signori un passo alla volta rolleyes.gif

Messaggio modificato da LargoLagrande il 16 Apr 2012, 10:54


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messaggio16 Apr 2012, 11:15
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CITAZIONE (Gnupick @ 15 Apr 2012, 02:40) *
È da un po’ che mi interrogo su questa tendenza del pubblico, in particolare dei ‘fan’, i fedeli, gli appassionati, di volersi sostituire (almeno in parte) agli autori e pretendere voce in capitolo nello sviluppo di un prodotto. Siamo lontani da chi dice che un’opera è completa solo quando un individuo ne fruisce e la fa anche ‘sua’: qui si parla proprio di un coinvolgimento attivo, di un’influenza CONCRETA nella gestazione.
Un autore intelligente, normalmente, ascolta le critiche e ne fa tesoro per i prodotti futuri, decidendo se come venire incontro al pubblico. Nel nostro caso, però, la condiscendenza viene applicata ‘anzitempo’.

Prima la faccenda Kickstarter, che ha subìto ultimamente un boom grazie al progetto di Schafer. Molti l’hanno seguito. Ma la domanda è: quanto può sentirsi debitore un autore finanziato dai fan? Quanto deve seguire le direzioni dettate da questi ‘alternativi’ finanziatori? Come fare per accontentare tutte le esigenze?

Poi il caso di Mass Effect 3, con la Bioware che dichiara di riscrivere il finale in seguito alle critiche e alle petizioni dei fan. Se il pubblico ha il ‘potere’ di riscrivere (parte di?) una storia, allora questa vicenda crea un precedente cruciale: compatti e numerosi, i fan forse potranno riprovarci in futuro con maggiore convinzione.

Si sa che i fan sono bravi a idolatrare quanto a seppellire poco dopo. E le critiche hanno COMUNQUE un’influenza. La questione è: quanto devono averla nei confronti di un prodotto in corso d’opera o, addirittura, già terminato? E' GIUSTO che il pubblico abbia un tale potere nei confronti di un prodotto?

Io ho una mia idea sulla faccenda, ma sono anche un po’ confuso. A voi la palla, prima blush.gif.


La differenza tra "mecenate" e "committente" è ormai vecchia quanto il mondo.

Mi sento più nel ruolo del primo che del secondo, quando clicco su kickstarter.

Per il secondo, credo che lasci il tempo che trovi e che se fossi un artista mi sentirei alquanto frustrato, un po' meretrice.

Ciao,
Alberto



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Gharlic
messaggio16 Apr 2012, 14:03
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Evidentemente non hai letto lo speciale ed il mio precedente intervento

Evidentemente ti sbagli, perché il tuo speciale l'ho letto e il tuo intervento pure. Ciò detto, secondo me la vedi troppo rosea; quello che dice la Jensen conta il giusto, perché lei ha potuto beneficiare sì di libertà creativa, ma anche di milioni di dollari e di un gruppone consolidato com'era la Sierra negli anni 90, non scordiamoci di questi piccoli particolari: Lowe, ad esempio, ha detto che Larry 7 costò all'epoca oltre 1,5 milioni di dollari (e andiamo a vedere quanta gente ci ha lavorato).
Personalmente queste iniziative mi paiono sempre più fiacche, nel senso che l'unico risultato veramente straordinario sia stato quello di Schafer (con 3 milioni di dollari ci si fa un gioco all'incirca serio), ma la Jensen a stento riesce ad arrivare alla cifra che chiede, Lowe probabilmente non ci arriverà nemmeno.
Per quanto ne so, la qualità è legata grossomodo alla quantità di quattrini di cui disponi. Io non credo che un gioco in 2d, sebbene molti fan ne richiedano ancora, totalmente basato su meccaniche oramai vetuste, sebbene di qualità, come giustamente dici, sia un grande evento, tutto qui. E vorrei anche ricordare che per il momento si sta parlando di una tendenza generica, cioè il fenomeno Kickstarter che ha portato molti autori a tirare fuori la testa dal guscio, ma che al momento non ha ancora prodotto niente, quindi aspettiamo un attimo prima di accapigliarci.

Piuttosto quanto dice Alpo, lo vedo come un rischio molto alto, che è quello che ha proposto Gnupick nel primo post: cioè, quanto un autore deve prostrarsi per ricevere soldi dal suo pubblico? Siamo sicuri che sia davvero una cosa buona? Certo, potreste dirmi che almeno così qualcosa della jensen, o di lowe, o di pincopallo, vedremo, nell'altro caso niente, ma ci soddisferà? Boh.

Mi piacerebbe davvero che questo sistema funzionasse, che la Jensen o chiunque altro possa godere di tutta la libertà creativa che desidera, però tu devi accontentare un fan nel modo sottolineato da Yak. È difficile, non impossibile, ma difficile. Alla fine mi pare che si stia a fare questioni per avere l'ennesimo buon giochino, se ci basta solo questo siamo a cavallo.


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Diduz
messaggio16 Apr 2012, 14:06
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CITAZIONE (Gnupick @ 15 Apr 2012, 03:40) *
Prima la faccenda Kickstarter, che ha subìto ultimamente un boom grazie al progetto di Schafer. Molti l’hanno seguito. Ma la domanda è: quanto può sentirsi debitore un autore finanziato dai fan? Quanto deve seguire le direzioni dettate da questi ‘alternativi’ finanziatori? Come fare per accontentare tutte le esigenze?


Davvero difficile rispondere adesso, quando i frutti di questi Kickstarter non si sono ancora visti.
Non mi va di fare congetture.
Mi sembra comunque in generale che l'input richiesto da Schafer, Jensen, Lowe e compagnia non entri nel merito del design e della sceneggiatura vere e proprie.

CITAZIONE (Gnupick @ 15 Apr 2012, 03:40) *
Poi il caso di Mass Effect 3, con la Bioware che dichiara di riscrivere il finale in seguito alle critiche e alle petizioni dei fan. Se il pubblico ha il ‘potere’ di riscrivere (parte di?) una storia, allora questa vicenda crea un precedente cruciale: compatti e numerosi, i fan forse potranno riprovarci in futuro con maggiore convinzione.


A me è capitata una cosa del genere col finale di Tales of Monkey Island: per me ciò che concerneva il personaggio di Elaine non aveva senso, e l'ho anche scritto sul forum dei Telltale. In quella stessa discussione arrivammo a ipotizzare una patch correttiva:
http://www.telltalegames.com/forums/showth...4436&page=2
Ottenemmo di far parlare gli sviluppatori e darci delle pseudo-spiegazioni, quindi non penso che la protesta sia stata eccessiva, nè che si sia trattato di "sconfinamento". La coscienza sporca ce l'avevano. roargh.gif
In un contesto a basso budget, se dal diritto dell'utenza di rimanere delusa sfocia un piegarsi del creativo, vuol dire che non si era veramente ponderato prima, o le scelte sono state compiute senza convinzione, e che la "coscienza" è sporca, altrimenti penso che si possa resistere: il bello dell'indie è quello di non avere troppo in ballo e di poter imporsi.
E' inevitabile che pretese del genere s'innalzino e abbiano tanto più peso quanto più il marchio che gestisci è massiccio commercialmente (come Mass Effect), quindi la decisione dei Bioware può avere un senso. Si maneggiano decine di milioni di dollari e il destino lavorativo di centinaia di persone nel team. Internet fa presto a generare tamtam negativo per la minima cacchiata, e Mass Effect, essendo un blockbuster con soldi di una major, segue le regole di Hollywood, tra cui anche la correzione del finale per non deludere le masse. Fa parte del gioco pericoloso: investire decine e decine di milioni di dollari in un prodotto d'intrattenimento.
Insomma, per me i fan possono chiedere quello che vogliono e l'autore può fare quello che vuole. Si decide volta per volta, tenendo in conto tanti fattori, in primis economici.
E' una lotta, in un campo di battaglia. icon_salut.gif

Messaggio modificato da Diduz il 16 Apr 2012, 14:07


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LargoLagrande
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CITAZIONE (Gharlic @ 16 Apr 2012, 15:03) *
secondo me la vedi troppo rosea;

Gharlic mi conosci non puoi dirmi questo smilies3.gif questo mio personale e moderato entusiasmo non è dettato solo dal nome dell'ideatore del progetto, ma più in generale dal contesto mediocre e dallo stato di salute del genere avventura grafica, d'altronde mi sembra che tu stesso abbia ribadito in più di un'occasione che le avventure odierne sono nella maggiorparte dei casi delle schifezze ingiocabili. Io capisco lo scetticismo e la confusione creata da tutte queste raccolte fondi, mi convincono meno le motivazioni di queste preoccupazioni inoltre non condivido questo pessimismo di fondo. Se il mercato fosse stato in salute, se ci fosse abbondanza di titoli di qualità sarei stato il primo a avere grossi dubbi sull'effettiva utilità di quete iniziative. In questo momento, preoccuparsi della tirannia del pubblico mi sembra semplicemente un problema inesistente tutto qui, anche perchè torno a ribadire che nelle intenzioni iniziali il feedback richiesto al backer non va ad intaccare la struttura portante del gioco, ma aspetti di contorno (come mi sono sforzato di spiegare nello speciale).

CITAZIONE (Gharlic @ 16 Apr 2012, 15:03) *
quello che dice la Jensen conta il giusto, perché lei ha potuto beneficiare sì di libertà creativa, ma anche di milioni di dollari e di un gruppone consolidato com'era la Sierra negli anni 90, non scordiamoci di questi piccoli particolari: Lowe, ad esempio, ha detto che Larry 7 costò all'epoca oltre 1,5 milioni di dollari (e andiamo a vedere quanta gente ci ha lavorato).


Si ma quelle cifre ormai nel mercato adventure non circolano più da tempo e quello che rimane al game designer oggi è solo un budget ridotto ed una serie di restrizioni dettate dai publisher, scelte che non sempre sono state intuizioni brillanti alla luce dei prodotti che ci ritroviamo tra le mani. Ora c'è la possibilità di verificare la possibilità di intraprendere altri modi di finanziarsi e di produrre giochi, è bello discuterne e confrontarsi, leggere opinioni contrastanti e farsi un'dea, però anche se non è assolutamente il tuo caso, noto che spesso dietro queste bocciature a prescindere si nascondono pure prese di posizione o addirittura conflitti ideologici che lasciano il tempo che trovano.

CITAZIONE (Gharlic @ 16 Apr 2012, 15:03) *
Per quanto ne so, la qualità è legata grossomodo alla quantità di quattrini di cui disponi. Io non credo che un gioco in 2d, sebbene molti fan ne richiedano ancora, totalmente basato su meccaniche oramai vetuste, sebbene di qualità, come giustamente dici, sia un grande evento, tutto qui. E vorrei anche ricordare che per il momento si sta parlando di una tendenza generica, cioè il fenomeno Kickstarter che ha portato molti autori a tirare fuori la testa dal guscio, ma che al momento non ha ancora prodotto niente, quindi aspettiamo un attimo prima di accapigliarci.


Certo ma se ci aspettiamo da questi primi timidi tentativi, già dei prodotti innovativi che rivoluzionino il mercato e se cominciamo a bocciare tutto quello che non ci regali qualcosa che sia assolutamente memorabile, io credo che si parta già con il piede sbagliato. Io confido nella capacità di Schafer e della Jensen di realizzare dei buoni prodotti, interessanti, coinvolgenti e divertenti, come spesso NON sono molte avventure grafiche che acquisto. Poi se questi progetti avranno successo , ci sarà il tempo ed il modo per passare allo step successivo, ovvero la ricerca di novità, tuttavia per ora è necessario prima di tutto svegliarsi dal torpore e riscoprire i valori fondamentali di questo genere.

CITAZIONE (Gharlic @ 16 Apr 2012, 15:03) *
quanto un autore deve prostrarsi per ricevere soldi dal suo pubblico? Siamo sicuri che sia davvero una cosa buona? Certo, potreste dirmi che almeno così qualcosa della jensen, o di lowe, o di pincopallo, vedremo, nell'altro caso niente, ma ci soddisferà? Boh.

Sicuramente molto meno di quanto un autore deve prostrarsi al publisher per vedere il proprio gioco sul mercato. Se ci soddisferà non lo sappiamo possiamo sperarlo, credere nelle capacità e nella forza creatrice di chi lavora in questo ambiente da tanti anni con buoni risultati . Sempre meglio che rassegnarsi ed acquistare l'ennesimo Art of Murder no?

CITAZIONE (Gharlic @ 16 Apr 2012, 15:03) *
Alla fine mi pare che si stia a fare questioni per avere l'ennesimo buon giochino, se ci basta solo questo siamo a cavallo.

Buoni giochi si, ma realizzati con passione, convincenti. Io di titoli così ne vedo assai pochi, tolti due o tre titoli le altre avventure degli ultimi anni non mi hanno affatto entusiasmato, se a questo ci aggiungi che il tempo è sempre più tiranno per tutti, che la voglia spesso viene meno, che magari preferisci spendere i soldini per qualcosa di interessante piuttosto che per l'ennesima ciofeca, hai un quadro del perchè ritengo iniziative del genere come un fattore positivo. Io la vedo come l'unica via di fuga dall'appiattimento, dalla mediocrità e ...soprattutto dalla rassegnazione. Insomma non sarà la soluzione definitiva ma sicuramente qualcosa che valga la pena di provare e più costruttiva del limitarsi a lamentarsi .

Messaggio modificato da LargoLagrande il 16 Apr 2012, 16:20


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Gharlic
messaggio16 Apr 2012, 16:22
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In generale sono d'accordo. D'altro canto, ripeto, questa gente è esperta e sa il fatto suo. Se sono usciti tutti insieme allo scoperto, è evidente che i tempi siano provvidi (oddìo, diciamo che lo sono più di altri). Cmq, vediamo cosa riescono a tirare fuori e, più che altro, le reazioni dei fan, dirò una eresia, ma sono più curioso di come i fan prenderanno questi nuovi prodotti che non di vedere come saranno i prodotti stessi. biggrin2a.gif

Ottì(micatanto): Chissà poi perché non sono ancora usciti i soliti fanatici dicendo che l'unico progetto veramente con le palle che potrebbe venire fuori da kickstarter sarebbe il monkey3 di gilbert.


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Yak
messaggio16 Apr 2012, 16:33
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Effettivamente, avremo modo di sapere QUANTO il mercato e i fan siano pronti ad accettare qualcosa di "diverso" dal solito (nel senso anche di RI-accettare vecchie meccaniche) e QUANTO potrà essere di nicchia o di massa questo feedback.

Messaggio modificato da Yak il 16 Apr 2012, 16:34
 
Diduz
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CITAZIONE (Gharlic @ 16 Apr 2012, 19:22) *
Ottì(micatanto): Chissà poi perché non sono ancora usciti i soliti fanatici dicendo che l'unico progetto veramente con le palle che potrebbe venire fuori da kickstarter sarebbe il monkey3 di gilbert.


Aspettavamo te! 22.gif


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redice
messaggio16 Apr 2012, 18:11
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CITAZIONE (Diduz @ 16 Apr 2012, 18:38) *
CITAZIONE (Gharlic @ 16 Apr 2012, 19:22) *
Ottì(micatanto): Chissà poi perché non sono ancora usciti i soliti fanatici dicendo che l'unico progetto veramente con le palle che potrebbe venire fuori da kickstarter sarebbe il monkey3 di gilbert.


Aspettavamo te! 22.gif


Interessante.

Potrebbe proporlo, intascarsi una cifra sicuramente considerevole, rilasciare un obrobrio con 2 enigmi e 3 room e andare in pensione definitivamente.
Del resto non è tenuto a garantire nulla a nessuno proponendo un progetto su kickstarter biggrin2a.gif


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Il muto non si fa capire dal lama, il lama non si fa capire dal muto, il muto prova allora con una tromba, il lama invece perde la pazienza e comincia a prenderlo a sassate, il muto scappa e non sa cosa succede, voleva solo dire al lama che era muto, allora perchè il lama ha reagito così? Forse perchè in questa storia manca qualcosa, e questo qualcosa devi dirmelo tu.
 
Gharlic
messaggio16 Apr 2012, 18:20
Messaggio #17


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CITAZIONE (Diduz @ 16 Apr 2012, 18:38) *
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Mi tocca anche dare le idee a Gilbert, adesso... che se deve fa' pe' vìve'. smilies3.gif


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Gnupick
messaggio17 Apr 2012, 21:38
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Mi allineo alle posizioni di Yak e Gharlic, e penso che i ruoli non andrebbero mai mescolati: il pubblico deve fare il pubblico e l'autore deve fare l'autore. Se il pubblico vuole fare l'autore nessuno vieta di passare dall'altra parte realizzando una fan-fiction o anche qualcosa di originale, ma trovo che sia errato tenere due piedi in una scarpa.

Parlo in generale: secondo me la questione non va sottovalutata. Chiariamoci, il pubblico ha tutto il diritto di esprimere la propria opinione (se lo reputa necessario, anche in modo 'violento'), però non dovrebbe mai IMHO intervenire sulle scelte creative. Poi, ovviamente, se il gioco è buggato, tecnicamente fallato etc, è giusto pretendere una patch o un miglioramento, però - appunto - non stiamo più parlando di scelte creative, ma di errori.
Per il caso di Tales sono un po' combattuto. Diciamo che secondo me siamo (anche se di poco) comunque oltre il limite. Probabilmente sarebbe più giusto attendere una chiarificazione in una serie futura di Monkey Island, oppure - appunto - una spiegazione 'pubblica' da parte degli autori. Riscrivere parte del finale, inserire nuove battute, non so... forse è chiedere troppo. Anche il finale di Neon Genesis Evangelion fu riscritto sotto pressioni dei fan, ma si trattava di una situazione particolare.

Mi viene in mente il caso di Joss Whedon (Buffy, Firefly, The Avengers), che è stato spesso criticato aspramente dai fan per aver 'ucciso' personaggi molto amati. E lui che fa? Se ne sbatte e continua a farlo biggrin2a.gif . Non piace? Allora basta rivolgersi altrove.
Però questo atteggiamento può essere rischioso. Pensiamo a quanto può essere dannosa una reputazione parzialmente ingiusta generata dagli ex fan delusi. Lucas, Shyamalan, perfino Uwe Boll... sono spesso condannati ben oltre i demeriti delle loro produzioni solo per cavalcare un'onda e a causa di una reputazione che non riescono più a scrollarsi da dosso. Internet ha amplificato questo potere e ora, se i fan diventano addirittura 'mecenati', la cosa potrebbe degenerare.

I fan sono tanto bravi a stendere il tappeto rosso quanto a far partire campagne di odio nel caso in cui si sentano delusi. Come accaduto con Mass Effect 3, gioco atteso con hype smisurato (con tanto di edizioni speciali vendute a prezzi altissimi) e, in seguito a un finale discusso, creativamente influenzato dai fan. E ora che esiste un precedente che si fa? Ci si sentirà in diritto di far riscrivere la trama ogni volta che qualcosa non va giù a qualcuno, al prezzo di qualche migliaio di firme?

E' comunque anche evidente che bisogna valutare caso per caso. Nel particolare ci entro in un altro post, chè già questo è troppo pesante blush.gif .
 
Kyle Katarn
messaggio17 Apr 2012, 21:59
Messaggio #19





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Io credo che si possa raggiungere una sinergia tra autore e destinatari del videogioco, e che il fenomeno Kickstarter potrebbe portare finalmente aria fresca a un mercato che si sta arenando in miriadi di cloni di CoD senza alcuna verve creativa.
Anche il mondo del fumetto sta iniziando a scoprire questo nuovo metodo di finanziamento di progetti "autoriali" e le prospettive sembrano alquanto rosee: abbiamo anche qui un fumetto mainstream che vive di riproposizioni di vecchi stilemi e vicende rimescolate nel tentativo di rimanere a galla in un mercato sempre più asfittico e solo una spinta esterna sembra la possibile soluzione per progetti che una major multimilionaria considererebbe rischiosi ma che potrebbero invece aprire le porte a storie che prima faticavano a trovare il loro spazio.
Dopotutto Michelangelo ha dipinto la Cappella Sistina con i finanziamenti del papa Giulio II, che certamente era un committente assai pretenzioso, e sappiamo tutti che capolavoro ne è uscito.


PS: Per quanto riguarda ME:

-POSSIBILI SPOILER:non seguo il videogioco, ma avendo visto i finali in questione devo dire che sono davvero una presa in giro, in questo caso si vede benissimo che è stata raffazzonata in fretta e furia una conclusione che non ha senso logico con tutto il resto dell'opera. Inoltre erano state esplicitamente promessi una miriade di finali dove contavano davvero le scelte del giocatore, quando invece tutto si limita a cliccare la risposta ad una domanda finale. Senza contare che le differenze tra un finale e l'altro sono rappresentate dal colore di un raggio laser... ghgh.gif

Messaggio modificato da Kyle Katarn il 17 Apr 2012, 22:07
 
Diduz
messaggio18 Apr 2012, 00:18
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CITAZIONE (Gnupick @ 17 Apr 2012, 23:38) *
Mi allineo alle posizioni di Yak e Gharlic, e penso che i ruoli non andrebbero mai mescolati: il pubblico deve fare il pubblico e l'autore deve fare l'autore. Se il pubblico vuole fare l'autore nessuno vieta di passare dall'altra parte realizzando una fan-fiction o anche qualcosa di originale, ma trovo che sia errato tenere due piedi in una scarpa.


Beh, però è esagerato. Insomma, a me non va di scrivere un fanfiction di Tales per dare una spiegazione a quello che non ce l'ha. Appunto, come dici tu, non è il mio ruolo. Da giocatore, comunico di essere rimasto insoddisfatto di un aspetto della produzione e "ci provo", identifico con chiarezza quello che non mi è andato giù, lo dico e poi mi rimetto alla decisione dello sviluppatore.
C'è anche da notare che una cosa del genere accade con prodotti amati. Difficilmente se a un utente non è andato giù l'intero prodotto si preoccupa di un aspetto specifico e chiede che venga cambiato. Per rimanere in tema anche nel caso di Back to the Future non è che il finale mi piacesse, ma siccome il titolo intero non mi ha convinto, chissene-.
Viene chiesta la correzione di un aspetto soltanto perché l'insieme lo si trova così buono da rodersi per un fattore che non funziona.
Secondo me c'è affezione, non soltanto "sconfinamento", e autori come i Bioware - che hanno accompagnato la loro creazione per diversi anni e tre capitoli - ci rimarranno pure male se alla gente non piace. Se cambiano idea e scelgono di seguirla, che male c'è? Non è detto che sia solo per una questione di "reputazione" monetaria (ma anche quella come ho detto su ha la sua importanza, purtroppo), magari ci hanno ripensato.
Ma poi, parliamo di videogiochi, no? Non dimentichiamolo.
Mass Effect è un RPG, non possono inserire un'opzione per attivare il finale "più gradito" senza compromettere il loro?
Da questo punto di vista il genere ha molte più frecce al suo arco di un gioco dalla trama più lineare.
In generale accontentare tutti non dovrebbe essere difficile se la struttura narrativa si muovesse di pari passo con la natura interattiva del mezzo. Il problema grave nasce magari proprio per le avventure, che specialmente nelle produzioni odierne con i budget risicati hanno una direzione unica.
E' veramente anti-autoriale in un sistema di percorsi multipli di trama scovarne un altro che piaccia agli utenti scontenti? E' una bella sfida per uno scrittore di materia interattiva, secondo me. wink.gif



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Visitatore_Sartorius_*
messaggio20 Apr 2012, 16:31
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Scappate... è arrivato Sartorius! roargh.gif
Vabbè, molti di voi mi conosceranno già per i miei 'contributi' su AP... e per i miei sproloqui. rolleyes.gif
Che ci volete fare non ho resistito... e poi mi piace il nome del sito: Old Games Italia, mi piace soprattutto quell'OLD che è in qualche modo (anche se non in senso assoluto) sinonimo di garanzia e di qualità.
Comunque...
Il videogioco è una nuova forma d’arte e Mass Effect 3 ne è la più recente rappresentazione! Il finale, tanto discusso, è espressione massima della libertà artistica e creativa del team di sviluppo, quindi intoccabile. Questa è, a grandi linee, l'opinione della stampa specializzata.
In linea di principio sarei d’accordo se non fosse che la libertà di creare arte nel mondo dei videogiochi risulta profondamente condizionata. I prodotti (la quasi totalità delle offerte del panorama videoludico) vengono confezionati preventivamente in base alle esigenze di mercato, con Dragon Age: Origins e Skyrim figli ‘illegittimi’ del successo della trilogia cinematografica di Peter Jackson. Per rimanere nello specifico, l’evoluzione dei personaggi cardine della serie Mass Effect è stata vincolata alle preferenze degli utenti e l’esperienza ‘migliorata’ grazie alle statistiche di gioco raccolte via rete. In funzione di queste statistiche di massa, il gioco ha subito una deriva action quasi completa e per lo stesso motivo è possibile reclutare Garrus, Tali e Liara e non Jack o Wrex che non hanno ottenuto sufficienti consensi.
Ora, se il processo creativo è stato influenzato fino a questo punto non vedo perché i fruitori debbano essere estromessi in ultima istanza in nome di una insostenibile pretesa artistica. Dico insostenibile perché possiamo lodare il prodotto di Bioware all’infinito, e rigiocare fino allo sfinimento i primi due (ottimi) capitoli, ma l’arte e la creatività sono quelle di George Lucas, Gene Rodenberry e Ronald D. Moore. A livello di lore, difatti, Mass Effect è un copia incolla di Star Wars / Star Trek / Battlestar Galactica: i Krogan sono i Klingon e la flottiglia migrante è copia carbone della carovana spaziale guidata dal capitano Adamo; l’antro di Chora e l’Afterlife sono i tipici hives of scum and villany.
La parte del finale che
‘vede’ la distruzione dei portali galattici
a prescindere dalle scelte compiute nel gioco, risulta essere un collage composto da un breve frammento dell’introduzione di Risen e da ampie sequenze tratte dell’episodio Ora Zero della serie Star Trek: Enterprise, capitolo conclusivo della saga Xindi.
Con l’esplosione in sequenza dei portali galattici che ricalca l’esplosione delle sfere nella distesa Delfica.
L’arte di Bioware è dunque l’arte altrui.

Detto questo... quello di Mass Effect 3 non costituisce il primo caso di finale contestato: ricordo ancora il finale-collage di Fallout 3, orrendo, e il recente the Witcher 2 il cui ultimo capitolo risultava ‘affrettato’ (questo per sentito dire). Solo che nei casi succitati le software house, Bethesda e Cd projekt Red rispettivamente, hanno tenuto conto del feedback degli utenti e modificato / ampliato il finale senza arroccarsi.
Gli utenti hanno così attivamente contribuito, grazie alle loro critiche e suggerimenti, a migliorare l'esperienza di gioco a dimostrazione di come le esigenze dei giocatori e quelle delle Software House (/dei publisher) siano conciliabili senza necessariamente schierarsi per l'una o per l'altra parte.
Solo i Sith ragionano per assoluti [cit.] teach.gif

Sartorius

Messaggio modificato da Sartorius il 20 Apr 2012, 21:23
 
LargoLagrande
messaggio21 Apr 2012, 13:05
Messaggio #22



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CITAZIONE (Sartorius @ 20 Apr 2012, 17:31) *
Scappate... è arrivato Sartorius! roargh.gif
Vabbè, molti di voi mi conosceranno già per i miei 'contributi' su AP... e per i miei sproloqui. rolleyes.gif
Che ci volete fare non ho resistito... e poi mi piace il nome del sito: Old Games Italia, mi piace soprattutto quell'OLD che è in qualche modo (anche se non in senso assoluto) sinonimo di garanzia e di qualità.


Ciao Sartorius, credimi è un gran piacere tornare a leggere i tuoi contributi!
Qui su OGI di discussioni interessanti ce ne sono molte, spero vorrai fermarti spesso.

Scusate l'OT.


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Gharlic
messaggio21 Apr 2012, 23:43
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messaggio23 Apr 2012, 20:21
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CITAZIONE (LargoLagrande @ 21 Apr 2012, 14:05) *
Ciao Sartorius, credimi è un gran piacere tornare a leggere i tuoi contributi!
Qui su OGI di discussioni interessanti ce ne sono molte, spero vorrai fermarti spesso.

Scusate l'OT.


CITAZIONE (Gharlic @ 22 Apr 2012, 00:43) *
Guarda guarda. Bentrovato, Sartorius.


Grazie, troppo gentili!! blush.gif
Per ora mi sto ambientando nel forum. Sto leggendo i vari topics, soprattutto un 'certo' speciale sulla Jensen. biggrin2a.gif
E scusatemi per l'OT.

Messaggio modificato da Sartorius il 23 Apr 2012, 20:22
 
Gharlic
messaggio23 Apr 2012, 20:33
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Qui dell'OT non ci si scusa. Qui l'OT ha generato le più belle discussioni di sempre che però, come conseguenza stessa dell'essere OT, sono tutte nascoste dentro a thred che non c'azzeccano nulla. Sta all'abilità del solutore scovarli. OldGamesItalia, quando l'avventura grafica diventa realtà.


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