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27 Sep 2016, 15:15
Messaggio
#26
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Gruppo: Gamer Messaggi: 435 Iscritto il: 23 September 07 Utente Nr.: 9.435 SO Linux |
@miko: questo messaggio l'avevo scritto prima di leggere il tuo, ma lo sto inviando dopo perché non mi funzionava bene internet. Comunque sono pienamente d'accordo con quello che dici
@gwen: la tua idea di controrecensione è ancora più divertente di quella mia, tuttavia credo sia ancora più difficile da realizzare, richiederebbe la lettura puntigliosa di più recensioni oltre a tutto il resto. Per il fatto del flame, non è detto che in certi casi sia per forza negativo, se si scatenasse sarebbe divertente leggere le argomentazioni degli interessati. Però sta diventando una cosa poco fattibile, rilancio, un topic chiamato "l'angolo delle fandonie" (anche corbellerie o strafalcioni suona bene) in cui si citano tutte le affermazioni "improbabili" sul mondo dei videogiochi @largo: forse sono un po' la voce fuori dal coro ma fra il rischio di credere a tutto quello che dice una persona perché riconosciuta importante a quello di dover dubitare spesso dei pareri di sconosciuti, quasi quasi preferisco la seconda :P Lo so, forse sono un po' masochista, ma almeno vedo una certa uguaglianza nella possibilità di essere in disaccordo che si ha quando sono tutti sullo stesso piano. Faccio un esempio, non me ne vogliate male, prendiamo umberto eco, non ho mai granché condiviso le sue idee sull'elitarietà dell'istruzione e neanche quelle sulla restrizione di chi deve essere responsabile a fornire la conoscenza, ma chi sono io per contraddire umberto eco? Però credo che il modo più corretto (e utopico) di valutare un'idea sia quello di considerarne tutti gli aspetti che la compongono che hanno in qualche modo un riscontro concreto piuttosto che cercare i crediti dell'interlocutore. Questa seconda cosa si fa' perché è impossibile per chiunque conoscere tutto e quindi bisogna un po' affidarsi anche alla fama di chi abbiamo di fronte, ma questo non toglie che se possibile sarebbe meglio non considerarla. L'unica lancia che mi viene da spezzare al sistema dei crediti è che tendenzialmente se si è faticosamente guadagnato una reputazione la si vuole conservare, e quindi, a meno di star prendendo un grosso abbaglio, chi ha una buona fama cerca di non compromettersi mentendo spudoratamente (ma, guardiamoci attorno, è davvero così?). Vabene, sono stato troppo serio, fatemi un attimo delirare: CITAZIONE Per chi ancora crede in un tutto questo, OGI c'è , domani non si sa! :P
Messaggio modificato da vinnie il 27 Sep 2016, 15:18 |
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27 Sep 2016, 17:40
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#27
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Gruppo: SMod Messaggi: 2.671 Iscritto il: 21 January 11 Da: Bari Utente Nr.: 18.333 BGE The Secret of Monkey Island Playing Papers, Please! SO WinVista |
fra il rischio di credere a tutto quello che dice una persona perché riconosciuta importante a quello di dover dubitare spesso dei pareri di sconosciuti, quasi quasi preferisco la seconda :P Si certo, e sono d'accordo in parte sia con quanto dici tu che Miko. La mia non è una difesa del critico come membro di una casta intoccabile. Non è l'essere importante in quanto tale che ti rende più autorevole. E' il tuo percorso, la tua competenza, la tua capacità di dimostrarlo, che ti rende tale. Per quanto autorevole e socialmente ricosciuta possa essere una voce, non deve mai essere accettata pedissequamente. Peraltro neanche storicamente è mai stato così, figuriamoci se possiamo farlo nel mondo dell'informazione videoludica, dove ricorrere al "principio di autorità" filosofico sarebbe davvero troppo. Né sono contrario al nobile concetto di espressione democratica, ci mancherebbe. Non è internet il problema, o youtube o le nuove forme di comunicazione, che quando usate bene non possono che arricchire il panorama. Il problema è la sovrabbondanza di informazioni che questo mezzo mette in circolazione. E purtroppo bisogna riconoscere che, in molti campi, circa l'80% di questa informazione è di scarsa qualità o è parziale, poco oggettiva, poco competente, fatta da dilettanti allo sbaraglio. Ora, nel mondo dei videogiochi per fortuna il danno è assai minore, l'accusa maggiore che si possa muovere è che spesso in questo ambito l'informazione sia ...pubblicità mascherata, o semplice opinione. Il mio era un discorso più terra terra, una riflessione da semplice utente, probabilmente puramente personale. A me questo sovvertimento di ruoli e figure che propone internet, per quanto romanticamente affascinante, piace fino a un certo punto, perchè può essere anche fucina di mediocrità. Io da lettore preferisco utilizzare il poco tempo libero per leggermi una recensione/articolo scritta da uno che mastica l'argomento e che ha dimostrato di conoscerlo negli anni e si sforza di fare un'analisi oggettiva. Poi magari in uno dei centinaia dii canali youtube c'è eccome gente molto competente, anche se arriva da percorsi professionali non convenzionali e non è riconoscita da canali ufficiali. Tuttavia prima di trovarli , serve un grande lavoro di "scrematura". Insomma ci saranno bravi attori anche nelle serie Web , ma in genere preferisco ancora uno che ha frequentato l'Actors Studio, per fare un esempio sciocco . Il problema , ribadisco da utente, è per me riuscire ad orientarmi in questa giungla di sovrainformazione (spesso scarsa) che è la rete , che sa da una parte ti concede un briciolo di visibilità, dall'altra ti nasconde nella (pazza) folla , finendo con l'appiattire i gusti di un certo tipo di utenza, quella che ai tempi di Oscar Wilde doveva essere "educata" da una critica competente e che oggi...vaga confusa. -------------------- |
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27 Sep 2016, 18:06
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#28
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Gruppo: Oldgame Editor Messaggi: 2.332 Iscritto il: 4 February 14 Da: Napoli Utente Nr.: 20.293 BGE The Secret of Monkey Island Playing Papers, Please (Windows) Adventure (Android) CronoBoy (DOS) SO Altro ![]() Spolveratore (1) |
Trovo l'analisi di Largo oltremodo lucida e mi trovo decisamente d'accordo.
-------------------- Il mio Canale YouTube, Il Canale del Drugo, dove si gioca, si viaggia e si beve... rigorosamente WHITE RUSSIAN! Mi trovi anche su STEAM dove sono CURATORE, clicca QUI per diventare FAN e conoscere I CONSIGLI DEL DRUGO La vita è un balocco! |
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27 Sep 2016, 18:28
Messaggio
#29
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Gruppo: Gamer Messaggi: 435 Iscritto il: 23 September 07 Utente Nr.: 9.435 SO Linux |
... E' il tuo percorso, la tua competenza, la tua capacità di dimostrarlo, che ti rende tale. ... Poi magari in uno dei centinaia dii canali youtube c'è eccome gente molto competente, anche se arriva da percorsi professionali non convenzionali e non è riconoscita da canali ufficiali. Tuttavia prima di trovarli , serve un grande lavoro di "scrematura"... Credo che qua hai colto nel segno, sono cambiati i mezzi, se prima questa scrematura la offrivano dei canali abbastanza esclusivi (con metodi però non sempre chiari e noti) adesso non è più così, bisogna ingegnarsi per distinguere il buono dal meno buono e poi tirare le proprie conclusioni. Ovviamente anche le strategie di marketing si sono fatte più aggressive (secondo me hanno superato i limiti della neutralità, ma lasciamo stare) però io credo che da queste parti abbiamo gli strumenti per valutare almeno nell'ambito videoludico. Riuscire a condividere il più possibile la conoscenza ci rende più immuni alle corbellerie :P |
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27 Sep 2016, 18:50
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#30
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Gruppo: Admin Messaggi: 15.204 Iscritto il: 8 October 12 Utente Nr.: 19.580 BGE Planescape: Torment SO Windows7 |
Secondo me avete ragione entrambi. This
CITAZIONE E' il tuo percorso, la tua competenza, la tua capacità di dimostrarlo, che ti rende tale. ... Poi magari in uno dei centinaia dii canali youtube c'è eccome gente molto competente, anche se arriva da percorsi professionali non convenzionali e non è riconosciuta da canali ufficiali E' assolutamente vero. Ed è anche vero che internet mette fin troppi dilettanti allo sbaraglio - ma d'altra parte questo permette a centinaia di voci che prima non avevano alcuno sbocco di averne uno e in molti casi anche di arrivare al successo. Specialmente quando i canali "ufficiali" (l'Actor Studio dell'esempio di Largo) non sono più sinonimo di qualità già loro. Quando una cosa è ben fatta, anche amatorialmente, di solito ottiene un minimo di riconoscimento nella sua community e questo già aiuta a individuarli. Per dire, andando sul tubo, non penserei manco per sbaglio che PewdiPie sia un esperto XD. D'altronde, è la stessa logica dietro la proliferazione di indie games: migliaia di titoli sono scarsi o mediocri, ma senza questa proliferazione non avremmo le piccole perle che un'altra strada non l'avrebbero mai trovata. -------------------- Conformati.
What can change the nature of a man? *My Youtube Channel* La vita è dura e grama - e poi si muore. Chi è intelligente per definizione non può avere qualcosa di negativo da dire contro lo studio e contro il buon senso. - Duca Tutti hanno opinioni: io le ho, tu le hai. E fin da quando abbiamo aperto gli occhi ci hanno detto che abbiamo diritto di avere nostre opinioni. Be’, è una stronzata, naturalmente. Non abbiamo diritto di avere opinioni, abbiamo diritto di avere opinioni informate. Senza studio, senza basi, senza comprensione, un’opinione non vale niente. È solo un farfugliamento. È come una scoreggia nella galleria del vento, gente. |
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27 Sep 2016, 19:02
Messaggio
#31
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Gruppo: OldGamer Messaggi: 1.773 Iscritto il: 2 September 03 Utente Nr.: 74 |
A me questo sovvertimento di ruoli e figure che propone internet, per quanto romanticamente affascinante, piace fino a un certo punto, perchè può essere anche fucina di mediocrità. Io da lettore preferisco utilizzare il poco tempo libero per leggermi una recensione/articolo scritta da uno che mastica l'argomento e che ha dimostrato di conoscerlo negli anni e si sforza di fare un'analisi oggettiva. Potrei anche essere in parte d'accordo con questo punto di vista. Però vorrei fare un distinguo. Abbiamo due aspetti, competenza e obiettività. Obiettività che possiamo anche trasporre in onestà. Quel che voglio sottolineare è che non sono solo i mezzi a disposizione (esperienza, conoscenza) a fare la differenza, ma anche l'uso che se ne fa. Posso essere il massimo esperto di un argomento, ma se il mio fine è altrove e non coincide con quello di dare una corretta informazione all'interlocutore, ciò che dico avrà poco valore (ma magari verrà preso per buono in virtù della mia posizione). Quindi tante volte è preferibile una critica magari non brillante (o carente in esposizione), ma onesta. Ovvio che poi esistono anche i casi opposti, ma era giusto per mostrare questo aspetto. |
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27 Sep 2016, 19:05
Messaggio
#32
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Gruppo: OldGamer Messaggi: 1.773 Iscritto il: 2 September 03 Utente Nr.: 74 |
Secondo me avete ragione entrambi. This CITAZIONE E' il tuo percorso, la tua competenza, la tua capacità di dimostrarlo, che ti rende tale. ... Poi magari in uno dei centinaia dii canali youtube c'è eccome gente molto competente, anche se arriva da percorsi professionali non convenzionali e non è riconosciuta da canali ufficiali E' assolutamente vero. Ed è anche vero che internet mette fin troppi dilettanti allo sbaraglio - ma d'altra parte questo permette a centinaia di voci che prima non avevano alcuno sbocco di averne uno e in molti casi anche di arrivare al successo. Specialmente quando i canali "ufficiali" (l'Actor Studio dell'esempio di Largo) non sono più sinonimo di qualità già loro. Quando una cosa è ben fatta, anche amatorialmente, di solito ottiene un minimo di riconoscimento nella sua community e questo già aiuta a individuarli. Per dire, andando sul tubo, non penserei manco per sbaglio che PewdiPie sia un esperto XD. D'altronde, è la stessa logica dietro la proliferazione di indie games: migliaia di titoli sono scarsi o mediocri, ma senza questa proliferazione non avremmo le piccole perle che un'altra strada non l'avrebbero mai trovata. Parafrasando, nessuno nasce imparato. Quindi è opportuno dare a tutti la loro chance. |
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27 Sep 2016, 19:46
Messaggio
#33
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Gruppo: SMod Messaggi: 2.671 Iscritto il: 21 January 11 Da: Bari Utente Nr.: 18.333 BGE The Secret of Monkey Island Playing Papers, Please! SO WinVista |
è anche vero che internet mette fin troppi dilettanti allo sbaraglio - ma d'altra parte questo permette a centinaia di voci che prima non avevano alcuno sbocco di averne uno e in molti casi anche di arrivare al successo. Specialmente quando i canali "ufficiali" (l'Actor Studio dell'esempio di Largo) non sono più sinonimo di qualità già loro. Il discorso è talmente vasto che andrebbe in effetti contestualizzato. Se internet diventa opportunità di dare spazio a gente competente ben venga, se però diventa scorciatoia, la via breve che sostituisce il percorso durante il quale riempi la "cassetta degli attrezzi" della tua competenza e del tuo mestiere, non mi piace, e in alcuni casi può essere addirittura impoverimento, perchè crea falsi miti e appiattisce un'utenza già senza grossi riferimenti. Inoltre spesso il "garante" della qualità diventa il gusto comune, l'opinione (spesso disinformata) di chi ne usufruisce, è un po' pericoloso come concetto se applicato ad argomenti più delicati. E' più giusto ricevere gli strumenti adatti per farti un'opinione oppure lasciarti nella giungla a cercare l'opinione che ti sembra più giusta? E' un dilemma, io non ho onestamente la risposta. Poi tutti partiamo dal presupposto che i canali convenzionali non funzionino più in assoluto, chi è riconosciuto non ha più l'autorità per esserlo, e che quindi l'alternativa (in questo caso la rete), per quanto zoppicante, sia l'oasi di salvezza. Posso essere d'accordo in linea generale e in certi casi, però dipende dai campi, perchè altrimenti cadiamo nel qualunquismo e nel "relativismo" che condannavo prima. Probabilmente Io ho fatto un esempio superficiale e stupidotto, però continuo a sostenere che in tantissimi casi quei canali siano ancora qualitativamente superiori a quelli cosìdetti alternativi. Continuo a pensare che il più ciuco degli attorucoli uscito dell'Actor Studio e con un po' di gavetta, avrebbe da insegnare parecchio alla star della Web serie di turno. Togliete Actor STudio e sostituitelo con altro ma il concetto è lo stesso. D'altro canto però è ovvio che in un mercato asfittico che non offre spazio ad un artista che non emerge, internet è ancora una straordinaria finestra sul mondo, da tanta visibilità. Sono un autore indie, vedo che il mercato produce giochi obiettivamente mediocri, ma non ha spazio per me , beh me lo ritaglio io. Qui ha un senso. Ma qui farei un grosso distinguo tra la rete usata come trampolino di lancio per il proprio prodotto, e la rete usta per "fare informazione" , sono due cose abbastanza diverse. C'è una differenza tra l'autore indie che mette su il suo modesto progettino kickstarter, per quanto brutto possa essere e un fessacchiotto che altrove non avrebbe mai avuto spazio e che usa la rete per pontificare, dire sciocchezze, spacciare per vere ipotesi infondate e visionarie e condizionare una massa di proseliti ancora più fessacchiotti di lui. Insomma questa e' ancora una grande arena nella quale devi imparare a districarti e dove muoverti con grande attenzione. Posso essere il massimo esperto di un argomento, ma se il mio fine è altrove e non coincide con quello di dare una corretta informazione all'interlocutore, ciò che dico avrà poco valore (ma magari verrà preso per buono in virtù della mia posizione). Quindi tante volte è preferibile una critica magari non brillante (o carente in esposizione), ma onesta. Sicuramente, sono d'accordo. Emilio Fede era un giornalista con una carriera di tutto rispetto alle spalle, da giovane era persino bravo. Però dava un'informazione parziale e scorretta, per interessi personali. Meglio vedersi un prodotto sulla rete,amatoriale ma intellettualmente onesto. In altre parole internet , quando è "alternativa libera , onesta e competente" a qualcosa di insoddisfacente, carente o addirittura inesistente...è sempre vincente (mizzica che rima). Se no lo è, diventa caricatura, banalizzazione di quanto offerto dai canali ufficiali, e questo accade purtroppo nella stragrande maggioranza dei casi. Dunque se posso scegliere un prodotto professionale e onesto allo stesso tempo, sicuramente preferisco quello. Né direi mai a un mio ipotetico figlio guarda butta quel saggio di letteratura che ti fanno studiare a scuola e leggiti qualche blog sull'argomento, per quanto ottimo possa essere il blog. Ovviamente è una semplificazione, però l'ho usata per sottolineare che l'autorevolezza secondo me ha ancora un grosso peso, anche nella rete. -------------------- |
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27 Sep 2016, 20:43
Messaggio
#34
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Gruppo: Admin Messaggi: 15.204 Iscritto il: 8 October 12 Utente Nr.: 19.580 BGE Planescape: Torment SO Windows7 |
Poi tutti partiamo dal presupposto che i canali convenzionali non funzionino più in assoluto, chi è riconosciuto non ha più l'autorità per esserlo, e che quindi l'alternativa (in questo caso la rete), per quanto zoppicante, sia l'oasi di salvezza. Posso essere d'accordo in linea generale e in certi casi, però dipende dai campi, perchè altrimenti cadiamo nel qualunquismo e nel "relativismo" che condannavo prima. Probabilmente Io ho fatto un esempio superficiale e stupidotto, però continuo a sostenere che in tantissimi casi quei canali siano ancora qualitativamente superiori a quelli cosìdetti alternativi. Continuo a pensare che il più ciuco degli attorucoli uscito dell'Actor Studio e con un po' di gavetta, avrebbe da insegnare parecchio alla star della Web serie di turno. Togliete Actor STudio e sostituitelo con altro ma il concetto è lo stesso Questo è imho il punto principale. Non è che i canali convenzionali non funzionano più in assoluto, ma molto raramente ormai sono una garanzia. Sempre per fare l'esempio che usi tu, ci sono tanti attori da web-series molto bravi che non hanno nulla da invidiare a quelli usciti dalle scuole di recitazione. Prendi The Guild, per citarne una famosa, che contiene entrambi i tipi di attori, tutti molto bravi. Viceversa tanti attori cani sono usciti ed escono tutt'ora dalle scuole di recitazione. Con questo non voglio dire che la scuola di recitazione sia inutile, ma non è (più?) una garanzia perché ci sono ormai mille modi per informarsi e imparare e perché per mille motivi si spingono avanti attori cani ma magari famosi, belli o quant'altro. Capisco che dal punto di vista dell'utente, sia più comodo affidarsi ai canali ufficiali che in teoria servirebbero proprio a fare una scrematura e a proporre solo cose/contenuti di qualità. Ma d'altronde questo atteggiamento non permette di scoprire appunto tutti quei talenti che non passano da altri canali: e senza conoscere bene il mondo delle web-series (per restare con il tuo esempio) come si fa a dire che anche il peggior cane uscito dall'Actor Studio sia meglio anche dei migliori web-attori? Non basta un'analisi superficiale del campo per accertarlo perché *per forza* la maggior parte farà schifo: bisogna scavare per trovare i migliori e poi comparare. Secondo la stessa logica, anche il peggior cane su Multiplayer.it è meglio del miglior redattore di OGI, eh XD. Secondo quale criterio la cosa vale per un campo e non vale per l'altro? Anche a fare "scrematura" serve la critica, proprio per indirizzare gli utenti, non interessati a fare da soli la ricerca, verso la roba decente, scoprendola e mostrandola. Non è quel che fa anche IT, per dire? E' lo stesso principio: e quanti indie ci sono, autodidatti, che possono insegnare tranquillamente a grandi creatori dei Tripla A? Sono una piccola parte dei milioni di titoli disponibili, ma apportano un'influenza positiva in tanti sensi. A me pare che i vantaggi superino gli svantaggi, senza parlare di oasi di salvezza che non esistono. Non vedo perché questo porti al relativismo: il relativismo è un problema di critica che deriva da tante cose. Indubbiamente il fatto che chiunque abbia la possibilità di esprimersi è un fattore, ma il principale è la mancanza di educazione del pubblico in generale, perché tutti sono pubblico prima di essere creatori. A questo aggiungi il fatto che la società tende ad andare verso la direzione del "criticare è kattivo e maleducato, ferisci i sentimenti delle persone!", per rimediare a una cultura che vede in ogni sbaglio il fallimento, e l'ondata di relativismo è più che prevedibile. -------------------- Conformati.
What can change the nature of a man? *My Youtube Channel* La vita è dura e grama - e poi si muore. Chi è intelligente per definizione non può avere qualcosa di negativo da dire contro lo studio e contro il buon senso. - Duca Tutti hanno opinioni: io le ho, tu le hai. E fin da quando abbiamo aperto gli occhi ci hanno detto che abbiamo diritto di avere nostre opinioni. Be’, è una stronzata, naturalmente. Non abbiamo diritto di avere opinioni, abbiamo diritto di avere opinioni informate. Senza studio, senza basi, senza comprensione, un’opinione non vale niente. È solo un farfugliamento. È come una scoreggia nella galleria del vento, gente. |
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28 Sep 2016, 17:14
Messaggio
#35
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Gruppo: SMod Messaggi: 2.671 Iscritto il: 21 January 11 Da: Bari Utente Nr.: 18.333 BGE The Secret of Monkey Island Playing Papers, Please! SO WinVista |
Non è che i canali convenzionali non funzionano più in assoluto, ma molto raramente ormai sono una garanzia. Sempre per fare l'esempio che usi tu, ci sono tanti attori da web-series molto bravi che non hanno nulla da invidiare a quelli usciti dalle scuole di recitazione. Prendi The Guild, per citarne una famosa, che contiene entrambi i tipi di attori, tutti molto bravi. Viceversa tanti attori cani sono usciti ed escono tutt'ora dalle scuole di recitazione. Con questo non voglio dire che la scuola di recitazione sia inutile, ma non è (più?) una garanzia perché ci sono ormai mille modi per informarsi e imparare e perché per mille motivi si spingono avanti attori cani ma magari famosi, belli o quant'altro. Ma proprio su questo infatti non sono affatto d'accordo, ma proprio neanche un po' senza conoscere bene il mondo delle web-series (per restare con il tuo esempio) come si fa a dire che anche il peggior cane uscito dall'Actor Studio sia meglio anche dei migliori web-attori? Non basta un'analisi superficiale del campo per accertarlo perché *per forza* la maggior parte farà schifo: bisogna scavare per trovare i migliori e poi comparare. Secondo la stessa logica, anche il peggior cane su Multiplayer.it è meglio del miglior redattore di OGI, eh XD. Secondo quale criterio la cosa vale per un campo e non vale per l'altro? Vabè si potrebbe fare il ragionamento contrario, come si fa a dire che i canali tradizionali raramente funzionino? E' qualunquismo, il male del secolo. Gli studenti sono tutti raccomandati, i docenti corrotti, chiudiamo le università e studiamo a casa. Dai su, i casi ci sono, così come gli autodidatti bravi, ma possiamo davvero generalizzare a questo punto? I più grandi attori dei film che ci guardiamo quotidianamente hanno un talento naturale, ma sicuramente forgiato da una formazione tradizionale e da tanta tanta esperienza. Il web può costituire una di queste esperienze, non può sostituire la formazione. Non sono un grande appassionato di web series ma ne ho vista più di qualcuna, almeno un'idea me la sono fatta. ll paragone tra Multiplayer e Ogi secondo me merita davvero una parentesi a parte. Se parliamo di informazione e di valorizzazione di un prodotto artistico, dobbiamo farlo essendo consapevoli del fatto che siano proprio due realtà assolutamente diverse, ecco perchè il criterio è assolutamente diverso. Contestualizziamo quello di cui stiamo parlando, che è sempre l'idea migliore. Nel mondo dell'informazione videoludica oggi la linea di demarcazione tra informazione professionale e amatoriale è molto molto labile, in tutti i sensi, a differenza di altri campi (non lo è nel cinema per esempio, a mio modo di vedere). Non credo inoltre che tutti gli articolisti di Multiplayer siano professionisti che campano di quello che scrivono su quel sito, o abbiano studiato per scrivere lì, è gente che ha un background informatico nel migliore dei casi e una buona preparazione sull'argomento, come molta gente di OGI, potrei sbagliarmi eh, ma da quello che conosco di altre realtà "online" altrettanto titolate, per scelte editoriali e per come è strutturato il lavoro (e non di professionalità, non mi permetterei mai) anche lì siamo leggermente al di là dell'amatorialità "interessata" (capisciammè), con tutto il rispetto eh! Anche a fare "scrematura" serve la critica, proprio per indirizzare gli utenti, non interessati a fare da soli la ricerca, verso la roba decente, scoprendola e mostrandola. Non è quel che fa anche IT, per dire? E' lo stesso principio: e quanti indie ci sono, autodidatti, che possono insegnare tranquillamente a grandi creatori dei Tripla A? Sono una piccola parte dei milioni di titoli disponibili, ma apportano un'influenza positiva in tanti sensi. A me pare che i vantaggi superino gli svantaggi, senza parlare di oasi di salvezza che non esistono. Ma vedi anche qui, e nella rete chi fa la scrematura di chi dovrebbe fare la scrematura? Il gusto comune? l'istinto? l'essere più o meno d'accordo? hmmm può funzionare ma non sono basi molto solide. Per quanto riguarda IT non vuole solo dire, questi sono gli indie migliori , date un'occhiata. Anche questo ma il senso della rubrica è questo : ragazzi secondo voi ci sono delle alternative a quello che offre il mercato e che evidentemente non sempre ci soddisfa? E' lo stesso spirito di Kickstarter. Vediamo chi propone idee interessanti. Cioè la mission non è dire che gli autori indie siano più bravi di chi lavora nell'industria, semplicemente perchè tecnicamente tranne in rari casi non è vero, e lo sanno anche loro. Lavorare in una Software house vuol dire comunque aver fatto qualcosa di importante nella propria carriera anche prima, avere una preparazione adeguata, e se i giochi che escono fuori sono discutibili non è certo perchè loro non siano bravi, ma perchè l'industria ritiene di 1) dover indirizzare artisticamente il loro lavoro in un determinato senso; 2) puntare sui casual gamers e non su alcune nicchie; 3) poter rinunciare a qualcosa che un altro tipo di giocatore è invece importante. Lo scopo dell'indie è dire, fermi un attimo, forse non è proprio così, forse si può fare un buon gioco e vendere discretamente anche puntando sulle nicchie di appassionati. Prendiamo i Daedalic, che tecnicamente sono molto bravi, e lo hanno dimostrato con alcuni titoli coraggiosi, ma che purtroppo a volte sono costretti a sfornare roba più ammiccante per racimolare qualche soldo in più...Non ho mai pensato neanche un attimo che i Daedalic siano meno bravi dell'autore indie X. Quindi il dito è puntato sull'intero meccanismo, su alcune scelte commerciali e non sulla bravura degli autori. L'indie è dunque un movimento di rottura, un'avanguardia, utilissimo, ma che va inquadrato come tale. -------------------- |
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28 Sep 2016, 18:21
Messaggio
#36
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Gruppo: Admin Messaggi: 15.204 Iscritto il: 8 October 12 Utente Nr.: 19.580 BGE Planescape: Torment SO Windows7 |
CITAZIONE Ma proprio su questo infatti non sono affatto d'accordo, ma proprio neanche un po' Non è fare la web serie che ti forma (beh anche) , ma tante altre realtà oltre all'actor studio. Io non contestualizzo dove uno recita, o è bravo o non lo è. Che nn significa che sia un genio , ma cmq bravo. Gli attori principali di The Guild non sfigurerebbero in una serie "normale". Poi io non dico che i canali tradizionali funzionano raramente, dico che a volte funzionano e a volte no. "Garanzia" vuol dire che quando vedo una serie tv 9 su 10 mi ttovo davanti jna cosa decente. Cosi non è. E questo senza contare i problemi si sceneggiatura o regia: anche loro escono da corsi tradizionali eppure trovare una serie o un film senza buchi logici è quasi utopia. Ma il punto nn è tanto questo, è che trovo inutile distinguere come uno si forma. È come quando vado a un colloquio di lavoro. Solo perché non ho il pezzo di carta che attesta che so l'inglese, per questi idioti io nn lo so. Ormai non funziona più così, migliaia di persone diventano esperti in tanti campi da autodidatta. Che non vuol dire non studiare , ma studiare da soli o fare corsi diversi. E in un mondo dove studiare "ufficialmente" è sempre più difficile, è maggiormente importante dare uguali possibilità a tutti. PEr quel che riguarda il paragone con gli indie, alcuni indie hanno un background da game designer , ma molto sono autodidatti. Prendi molti autori che lavorano con ags o rpg maker. Queste due realtà in particolare hanno community dedicate che formano gli autori, alcuni dei quali diventano professionisti a tutti gli effetti. Il punto non è che gli indie sono meglio dei Tripla A, ma che a prescindere dal come uno si formi, è possibile che diventi bravo quanto le sue capacità e i suoi mezzi gli concedono. Plus, alcune web series nascono proprio per gli stessi motivi per cui esistono gli indie. Di nuovo porto l'esempio di the guild. Ovviamente concordo con il discorso su ogi e multiplayer.it XD. Non so quanti articolisti abbiano una certa preparazione, ma quel che volevo dire è proprio che tale preparazione non dipende da come hanno studiato, ma dal fatto che lo abbiano fatto. Neanche tanti articolisti delle.riviste dell'epoca avevano chissà che studi alle spalle: si sono informati ed educato da soli. -------------------- Conformati.
What can change the nature of a man? *My Youtube Channel* La vita è dura e grama - e poi si muore. Chi è intelligente per definizione non può avere qualcosa di negativo da dire contro lo studio e contro il buon senso. - Duca Tutti hanno opinioni: io le ho, tu le hai. E fin da quando abbiamo aperto gli occhi ci hanno detto che abbiamo diritto di avere nostre opinioni. Be’, è una stronzata, naturalmente. Non abbiamo diritto di avere opinioni, abbiamo diritto di avere opinioni informate. Senza studio, senza basi, senza comprensione, un’opinione non vale niente. È solo un farfugliamento. È come una scoreggia nella galleria del vento, gente. |
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8 Oct 2018, 23:18
Messaggio
#37
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Gruppo: Founder Messaggi: 5.439 Iscritto il: 3 November 03 Da: Barovia Utente Nr.: 286 Lord of Mists BGE System Shock 2 Playing Baldur's Gate III SO Windows7 OGI Supporter |
Riporto un estratto dell'intervista dell'amico Francesco Nunziata a Stefano Solventi, autore di un libro sui RadioHead. Cito espressamente questi passaggi perché hanno a che fare con il concetto di critica e sono, per me, opinioni interessanti. Se volete, con i videogiochi non c'entra un'acca, trovate l'intervista completa qui.
CITAZIONE D - Francesco Nunziata: Nelle pagine iniziali del libro, dici che non ami la parola “critica”, perché presuppone un’autorevolezza, una profondità di analisi e un rigore che non rientrano nei tuoi obiettivi. Tuttavia, non credi che proprio in un’epoca come la nostra, così ricca di proposte discografiche (spesso e volentieri davvero sommerse), la critica (con la sua profondità di analisi – derivante anche da uno “studio” della storia del rock – e il suo rigore) possa rivelarsi più che necessaria per “separare” i dischi superflui da quelli che hanno ancora qualcosa da dire?
R - Stefano Solventi: No, non lo credo. Credo anzi che tocchi alle recensioni farlo, perché sono loro che stanno sul pezzo, in prima linea e in tempo reale. Penso che la critica e la recensione appartengano a “momenti” e modi diversi. La critica agisce a un livello più profondo e con sguardo più ampio, deve storicizzare, rivelare connessioni culturali e interdisciplinari, magari entrare nel merito di aspetti musicologici, tutte cose che al recensore non sono necessariamente richieste. La critica quindi ha bisogno di tempi più lunghi per agire. Selezionare i dischi che hanno qualcosa da dire oggi tocca invece ai recensori, ai quali secondo me bisogna chiedere sostanzialmente due cose: sincerità e passione. Poi, certo, devi saper scrivere. In ogni caso, credo che a gioco lungo i lettori sappiano riconoscere e selezionare i recensori validi. Infine credo che la critica rock debba prevedere una quota di passione e trasporto, debba cioè perdere un po’ il controllo (come il rock, del resto), anche se questo finisce per farla sembrare meno autorevole, meno “critica”. In questo senso sostengo di non amare il termine e di non ritenermi affatto un critico. D - Francesco Nunziata: Mi risulta difficile, però, pensare che, in sede di recensione, accanto al “recensore” non ci sia anche il “critico”, insomma, colui il quale, proprio perché continua a non perdere di vista la storia del rock, è in grado di mettere in relazione passato, presente e, perché no?, anche il futuro. Senza lo spirito “critico”, diciamo così, la recensione, quando è positiva, finisce per diventare un semplice “consiglio per gli acquisti. Cosa che, oggi come oggi, mi sembra essere diventata, ahimè, la norma. R - Stefano Solventi: Hai ragione, il rischio c’è e può essere grave se vengono a mancare appunto la sincerità e la passione. Di recensioni scritte come un riaggiustamento delle cartelle stampa preparate dalle etichette se ne leggono tantissime, se fai un po’ di attenzione le riconosci al volo. Di contro però credo che la recensione per sua natura tenda a farsi cliché, non fosse perché devi scriverne tante e piuttosto in fretta. La conseguenza è che quando la recensione tenta di farsi critica tende ad avvitarsi in una serie di formulette o slogan che raccontano più la saccenza del recensore/critico che non il perché del disco in questione. Forse una ricetta per sfuggire a questa doppia trappola non c’è, o forse sì: forse bisognerebbe pensare da critico ma scrivere da recensore. Ovvero avere ben presente il contesto, le provenienze, le connessioni e le possibili prospettive, e alla luce di questo scrivere – possibilmente bene, in modo intrigante – soprattutto di cosa il disco è capace di darti sul piano delle emozioni. Il recensore dovrebbe essere una specie di critico riluttante, ecco. Questa potrebbe essere una soluzione. D - Francesco Nunziata: Esatto! Bisognerebbe cercare di raggiungere un equilibrio tra “critico” e “recensore”. Un recensore che non è “critico” è semplicemente uno che ha ascoltato il disco e mi dice se gli è piaciuto o meno. Ma questo, allora, può farlo chiunque, anche il “primo venuto”… R - Stefano Solventi: Concordo. Ma confido nel fatto che il direttore della testata e i lettori riconoscano il primo venuto e lo evitino. |
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8 Oct 2018, 23:45
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#38
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Gruppo: Admin Messaggi: 15.204 Iscritto il: 8 October 12 Utente Nr.: 19.580 BGE Planescape: Torment SO Windows7 |
Spunti interessanti, Ravi
CITAZIONE Mi risulta difficile, però, pensare che, in sede di recensione, accanto al “recensore” non ci sia anche il “critico”, insomma, colui il quale, proprio perché continua a non perdere di vista la storia del rock, è in grado di mettere in relazione passato, presente e, perché no?, anche il futuro E' questo che imho porta all'aria fritta: CITAZIONE La critica agisce a un livello più profondo e con sguardo più ampio, deve storicizzare, rivelare connessioni culturali e interdisciplinari, E' una cosa che vedo spessissimo riguardo le opere letterarie, per dire, e tante opere acquisiscono un valore che non hanno proprio quando chi "analizza" l'opera va in questa direzione; non è un equilibrio facile da tenere. -------------------- Conformati.
What can change the nature of a man? *My Youtube Channel* La vita è dura e grama - e poi si muore. Chi è intelligente per definizione non può avere qualcosa di negativo da dire contro lo studio e contro il buon senso. - Duca Tutti hanno opinioni: io le ho, tu le hai. E fin da quando abbiamo aperto gli occhi ci hanno detto che abbiamo diritto di avere nostre opinioni. Be’, è una stronzata, naturalmente. Non abbiamo diritto di avere opinioni, abbiamo diritto di avere opinioni informate. Senza studio, senza basi, senza comprensione, un’opinione non vale niente. È solo un farfugliamento. È come una scoreggia nella galleria del vento, gente. |
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21 Nov 2018, 22:22
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#39
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Gruppo: Gamer Messaggi: 519 Iscritto il: 25 August 07 Utente Nr.: 9.017 BGE Indiana Jones and the Fate of Atlantis Playing Oblivion SO WinXP |
Ciao, riguardo il metodo di giudizio delle riviste e di siti, non so se è solo una mia impressione, ma ultimamente mi pare che si stia perdendo un po' la bussola soprattutto per quanto riguarda i giochi per pc e schede grafiche. Chi è appassionato di pc, sicuramente saprà che a fine Agosto è stata presentata una nuova geforce di nvidia la RTX 2080, dove con RTX si intende ray tracing in tempo reale!!! Per chi non lo sapesse il ray tracing è un modo per simulare in maniera naturale i raggi luminosi in una scena 3D, se cercate in internet potete trovare numorosi esempi come ombre perfette, riflessioni della scena circostante su un oggetto lucido ecc ecc....
Bene questa scheda è stata criticata tantissimo (oltre che per il prezzo esagerato!), perchè con il ray tracing abilitato (il primo gioco che lo supporta è Battlefield V) la scheda a 1080p scende a 60fps o anche meno.... Perchè attualmente il metro di giudizio di quasi tutti i siti è che un gioco per essere bello da un punto di vista tecnico deve girare in 4k a 60fps! Trovo questo metodo di giudizio ASSURDO perchè bisognerebbe valutare la complessità di una scena! In questo modo si continuerà a togliere dettaglio per poter mantenere i 60fps! Mah quando è uscito Strike Commander tutti rimasero a bocca aperta per la grafica, ma nessuno pensava ai frame al secondo!!! A questo punto facciamo giochi con un singolo poligono e lo facciamo girare a 1200fps! Il ray tracing è sempre stato il sacro Graal della computer graphic, mi rendo conto che abilitarlo riduce i frame, ma è un bel salto in avanti tecnologico, se leggete la recensione di Wing Commander in questo numero di TGM: TGM n°27 Nella colonna a destra del giudizio si legge:"siamo sulla strada per il ray tracing..." e ci siamo arrivati dopo 28 anni!!! Quindi ho paura che con quest'andazzo che il metro del giudizio sono 60fps 4k, avremo una playstation 5 o Xbox che non avranno una grafica molto più bella per poter garantire i 60fps!! E questa credo sia tutta colpa di chi fa recensioni che sposta l'attenzione su queste cose! Chi ha giocato Ultima VIII altro che 60fps.... 60 frame al minuto!! |
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22 Nov 2018, 13:04
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#40
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Gruppo: Founder Messaggi: 5.439 Iscritto il: 3 November 03 Da: Barovia Utente Nr.: 286 Lord of Mists BGE System Shock 2 Playing Baldur's Gate III SO Windows7 OGI Supporter |
La bussola la stando perdendo un po' tutti. Da che ho un PC, e sono 30 anni, il progresso tecnologico è sempre stato così: gli early adopter ottengono, ad un prezzo esagerato, una tecnologia imperfetta o comunque perfettibile. Chiaramente, se ci sono abbastanza early adopter, la tecnologia viene sviluppata e migliora, altrimenti viene accantonata per essere riproposta in futuro (vedi la Realtà Virtuale), perché il mondo magari non era pronto, oppure accantonata per sempre. Quello che però pare molti non capiscano, è che nVidia ha proposto questa tecnologia perché è "compatibile" con lo sviluppo di altre tecnologie (automotive, IA, deep Learning, etc.) estremamente remunerative nel medio-lungo periodo. Una volta che si sono ritrovati con la tecnologia, l'hanno implementata anche a livello consumer nella forma del ray tracing. Ambito consumer che, per inciso, non vedeva miglioramenti così sostanziali da lungo tempo (sebbene in una forma ancora imperfetta), perché come dici tu il ray tracing è il santo graal della computer grafica. Siamo infatti solo all'inizio del percorso!
Naturalmente il discorso vale anche per il 4K, giusto per citare l'ultimo ritrovato del marketing. In ambito consumer, si è dovuti scendere a diversi compromessi (30fps su PC e upscaling su console). Adesso che è uno standard (almeno nella testa degli utenti), chiaramente tornare al Full HD per degli effetti di illuminazione (difficili da vedere mentre si gioca) può sembrare un passo indietro. Il problema vero è che sembrano tutti sempre più impazienti (hype, lo chiamano). Alla fine però non è cambiato nulla, la ruota gira come ha sempre fatto. La tecnologia ha bisogno di tempo (vedi l'HDR, le auto a guida autonoma, etc.), va avanti a piccoli passi. Così è sempre stato. Pace. Che poi si possa dire che lo sviluppo tecnologico è così "lento" semplicemente per guadagnare (più) soldi e rientrare abbondantemente degli investimenti, beh, mi sembra di scoprire l'acqua calda tanto è ovvio tutto questo... |
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22 Nov 2018, 18:47
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#41
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Gruppo: OldGamer Messaggi: 1.773 Iscritto il: 2 September 03 Utente Nr.: 74 |
Tra l'altro si sta saltando in toto la QHD che sarebbe una decente via di mezzo tra FHD E UHD.
Io personalmente preferirei si prendesse il tempo per arrivare ad "arricchire" ciò che è possibile mettere a schermo su full hd ora, prima di andare oltre. Oggi ogni volta che c'è un minimo di incremento prestazionale si va ad alzare la risoluzione e abbassare gli fps (con la scusa della resa cinematografica). Se invece si continuasse a tenere la stessa risoluzione (FHD è ancora il riferimento) e si riuscisse a spingere più fps e magari maggiori dettagli, avremmo più possibilità da sfruttare. A cosa serve una risoluzione più alta se poi la densità di contenuti non aumenta? Riguardo il caso citato, a prescindere che la scheda per quanto costosa non può fare miracoli, trovo comunque sensato che gli fps siano un parametro importante. Parliamo di uno sparatutto competitivo, e la differenza di fps può incidere attivamente sulla qualità di gioco. |
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22 Nov 2018, 19:27
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#42
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Gruppo: Gamer Messaggi: 519 Iscritto il: 25 August 07 Utente Nr.: 9.017 BGE Indiana Jones and the Fate of Atlantis Playing Oblivion SO WinXP |
Riguardo il caso citato, a prescindere che la scheda per quanto costosa non può fare miracoli, trovo comunque sensato che gli fps siano un parametro importante. Parliamo di uno sparatutto competitivo, e la differenza di fps può incidere attivamente sulla qualità di gioco. Vero, sicuramente è meglio avere un alto frame rate specie per i giochi in soggettiva, però a questo punto puoi abbassare il dettaglio (togliere il ray tracing appunto) se vuoi più FPS oppure rimanere a risoluzioni più basse (con i monitor crt era tutto più facile, se scattava abbassavo la risoluzione). Con il prossimo monitor al posto che passare ad un 4k passerò ad un ultra wide 21:9 (3440x1440) oltre che essere comodo per lavorare, ha una risoluzione intermedia (tra fullHD e 4k) in modo da impattare meno sulle prestazioni. Comunque il senso del mio discorso è che non è logico criticare se si abbassa il frame rate con il ray tracing, dato che sto aggiungendo dettaglio. Anche io sono favorevole al rimanere a risoluzioni più basse aggiungendo però del dettaglio, la mia paura dato che ormai console e pc hanno gli stessi giochi è che PS5 avrà la stessa grafica di PS4, solamente a 60fps in 4k a scapito dell'aumento di dettagli. Purtroppo allo stato attuale 60 fps in 4k con ray tracing abilitato sono ancora un sogno.... però almeno è un inizio come lo è stato il cd oppure la 3dfx. Messaggio modificato da Shinetop il 22 Nov 2018, 19:31 |
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22 Nov 2018, 19:56
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Gruppo: OldGamer Messaggi: 1.773 Iscritto il: 2 September 03 Utente Nr.: 74 |
Riguardo il caso citato, a prescindere che la scheda per quanto costosa non può fare miracoli, trovo comunque sensato che gli fps siano un parametro importante. Parliamo di uno sparatutto competitivo, e la differenza di fps può incidere attivamente sulla qualità di gioco. Vero, sicuramente è meglio avere un alto frame rate specie per i giochi in soggettiva, però a questo punto puoi abbassare il dettaglio (togliere il ray tracing appunto) se vuoi più FPS oppure rimanere a risoluzioni più basse (con i monitor crt era tutto più facile, se scattava abbassavo la risoluzione). Con il prossimo monitor al posto che passare ad un 4k passerò ad un ultra wide 21:9 (3440x1440) oltre che essere comodo per lavorare, ha una risoluzione intermedia (tra fullHD e 4k) in modo da impattare meno sulle prestazioni. Comunque il senso del mio discorso è che non è logico criticare se si abbassa il frame rate con il ray tracing, dato che sto aggiungendo dettaglio. Anche io sono favorevole al rimanere a risoluzioni più basse aggiungendo però del dettaglio, la mia paura dato che ormai console e pc hanno gli stessi giochi è che PS5 avrà la stessa grafica di PS4, solamente a 60fps in 4k a scapito dell'aumento di dettagli. Purtroppo allo stato attuale 60 fps in 4k con ray tracing abilitato sono ancora un sogno.... però almeno è un inizio come lo è stato il cd oppure la 3dfx. Il raytracing, se prende piede, sicuramente avrà la sua evoluzione sia perché più sviluppatori ne faranno uso che per più supporto da parte dei produttori di schede video (amd non ha ancora fatto la sua mossa e senza concorrenza sappiamo come ci si muove). Chiaro che non si può pensare di avere di più su tutti i fronti, specie con una risoluzione che al momento fa ancora dannare. Io sto meditando da un po' (ci sto giusto pensando in questi giorni) di prendere un monitor QHD (quella che chiamano 2k), risoluzione appunto intermedia. Non 21:9 perché non ne avrei l'utilizzo ora ed aggiungere un ulteriore problema ai giochi dato che ad oggi non è un formato così tanto supportato. Il motivo però per cui sarei più tentato per il cambio è quello di prendere un monitor che permetta maggiore fluidità quando possibile ottenuto con una frequenza al di sopra del canonico 60Hz o tramite tecnologie Freesync o Gsync. In realtà puntavo ad un FHD, ma sto valutando se tentare la risoluzione maggiore nel caso scelga un monitor con FS, visto che non richiederebbe una scheda video esagerata per supportarlo. |
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