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> [pc]Tomb Raider, Il reboot
Ravenloft
messaggio29 Mar 2013, 13:20
Messaggio #26



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CITAZIONE (Gharlic @ 29 Mar 2013, 01:39) *
La domanda fatidica, in realtà, sarebbe un'altra: finirà mai questo processo di semplificazione dei videogiochi? E ancora: fra dieci anni sarà considerato difficile anche guardare un film?
Guardarlo non è difficile, infatti con Heavy Rain l'industria ha preso esattamente quella direzione... la massima facilità in un gioco è, appunto, l'assenza del gioco, del gameplay. Però vedo e leggo di molte persone che osannano questo tipo di "gioco". Interessante contrapposizione d'intenti!

P.S. Prometto, Gwen, di leggerla la recensione anche se Tomb Raider non è proprio il mio genere... Dovrei anche leggere per bene tutta la discussione, davvero molto interessante.

 
Gwenelan
messaggio29 Mar 2013, 13:45
Messaggio #27



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@Micartu: O.O Cosa? Mi sa che avevo letto questa cosa della PS3 regalata, ma l'avevo cancellata dal cervello.

CITAZIONE (Ravenloft @ 29 Mar 2013, 13:20) *
CITAZIONE (Gharlic @ 29 Mar 2013, 01:39) *
La domanda fatidica, in realtà, sarebbe un'altra: finirà mai questo processo di semplificazione dei videogiochi? E ancora: fra dieci anni sarà considerato difficile anche guardare un film?
Guardarlo non è difficile, infatti con Heavy Rain l'industria ha preso esattamente quella direzione... la massima facilità in un gioco è, appunto, l'assenza del gioco, del gameplay. Però vedo e leggo di molte persone che osannano questo tipo di "gioco". Interessante contrapposizione d'intenti!

P.S. Prometto, Gwen, di leggerla la recensione anche se Tomb Raider non è proprio il mio genere... Dovrei anche leggere per bene tutta la discussione, davvero molto interessante.


Ma non ti preoccupare, se il gioco non t'interessa, non leggerla ^-^.
Concordo su HR, ma credo che Gharlic fosse sarcastico... della serie: tra un po' anche guardare un film sarà difficile, e quindi che avremo al posto dei filmati hollywoodiani? Quanto in basso si scenderà?


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Tutti hanno opinioni: io le ho, tu le hai. E fin da quando abbiamo aperto gli occhi ci hanno detto che abbiamo diritto di avere nostre opinioni. Be’, è una stronzata, naturalmente. Non abbiamo diritto di avere opinioni, abbiamo diritto di avere opinioni informate. Senza studio, senza basi, senza comprensione, un’opinione non vale niente.
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Micartu
messaggio29 Mar 2013, 14:01
Messaggio #28



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La faccenda del Doritosgate è parecchio complicata, è spiegata nel link che ho postato. In breve è emerso il segreto di pulcinella, i recensori vengono comprati dalle software house con regalini, anticipazioni, console, ipad, iphone ecc.


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Diduz
messaggio29 Mar 2013, 14:57
Messaggio #29



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Beh, però io ci andrei piano con la questione dei recensori comprati. Anche perché magari ci si concentra poi come al solito sul numero, sul voto, e poi vai a leggere il testo e ti rendi conto che non tutti i testi sono approssimativi o osannanti al 100%.
Secondo me spesso non c'è un "acquisto dei voti", solo un livellamento verso l'alto degli stessi, che però non coincide mica sempre con il contenuto della recensione. Credo si diventi complici del marketing per i legami commerciali con le distribuzioni, non escludo essendo a volte più realisti del re, ma la verità secondo me un lettore attento la capisce comunque. A patto che però legga.
Cioè, con quella recensione linkata su di Videogame.it uno può anche dissentire su alcuni punti, però il fatto che il gioco sia MOLTO facile e guidatissimo lo si capisce chiaramente, così come si capisce che è un'interpretazione diversa del marchio (secondo lui felice, secondo altri fa schifo): se un giocatore esigente legge il testo e va oltre il voto, inchioda su quei paragrafi e sta in campana. Non lo trovo un articolo inutile o fuorviante, se preso nella sua interezza, s'intende.
Mi è capitato di pensare la stessa cosa qualche giorno fa, ho letto una recensione di BioShock Infinite, il voto era sempre molto alto, ma leggendo il testo avevo la sensazione chiara che il gioco non risultasse a chi scriveva realmente all'altezza delle sue aspettative. Ora, sarebbe facile accusare chi scrive di essere prezzolato, di non avere le palle, di non dire le cose come stanno per sudditanza o incompetenza, ma ci sono altre ragioni: magari affettive verso il marchio, di rispetto per gli autori o di effettivo apprezzamento per altri aspetti del titolo, aspetti che non possono davvero affossarlo (e magari invece lo affosserebbero del tutto davanti agli occhi di un altro utente).
Non sono tanto i testi a essere intrappolati dal marketing, specialmente considerando che ora su internet i lettori possono commentare e confrontarsi, sono i voti. Gli stramaledetti, inutili, manipolatori voti.
Se il giocatore esigente cerca la sintesi del voto o del microcommento va in contraddizione, perché quello che gli interessa sarà spiegato solo da un'analisi di ciò che il titolo è. Il com'è conta relavitamente, perché è un'opinione soggettiva. Chi recensisce qualsiasi cosa per me per fare un buon lavoro non deve tanto valutarla, quanto spiegarla: la competenza si vede in questo, mica nel suo giudizio. Io mica faccio decidere ai gusti di qualcun altro la mia apertura del portafogli, voglio capire. Chiaramente qualche valutazione gli scapperà per forza (l'oggettività assoluta non esiste), ma la guida all'acquisto si compone di una buona analisi filtrata dai gusti di chi legge, che non deve solo pretendere ma anche integrare. Per forza. E questi gusti per orientarsi hanno bisogno di un'immagine completa del prodotto, non di scontrarsi solo con altri gusti, perché in questo caso la recensione non serve a un tubo.
E' tipico sfottere il recensore perché alla fine non hai capito: "Sì, vabbe', ma il gioco è bello o brutto?" Se il recensore arriva a esprimersi così (o più o meno) non ha chiarito mica le idee di chi legge. E' solo un'illusione. "E' una merda!" o "CAPOLAVORO!" gasano gli animi, illudono che un'arte sia una passeggiata, che i compromessi appartengano solo ai mestieranti del mercato, ma a conti fatti... giudizi estremi non ben articolati non hanno più valore dello sfogo in un post qualsiasi.
Il punto non è dire che un blockbuster è uno schifo o è un capolavoro a prescindere: nel primo caso offendi chi l'ha realizzato, nel secondo offendi l'utente. Quali sono gli ingredienti di questo blockbuster? Questo, questo e questo, POI magari innesto un mio giudizio di valore personale, ma posso anche non farlo.
Certo, così facendo vai sempre incontro a chi scatterà dicendo "buonista!", "codardo" o, peggio, "prezzolato", ma - sapete che c'è - per me spaccare il capello in quattro, sforzarsi di oggettivizzare, è MOLTO più divertente e stimolante che dare giudizi. Non c'è paragone.

Messaggio modificato da Diduz il 29 Mar 2013, 15:01


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Max_R
messaggio29 Mar 2013, 14:57
Messaggio #30



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Io ne ho letto molto bene ed essendo un (l'ennesimo) Reboot, è d'obbligo non aspettarsi un ritorno alle origini. Lo prenderò quando sarà prossimo alla decina di euro.
 
Gwenelan
messaggio29 Mar 2013, 15:18
Messaggio #31



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CITAZIONE (Diduz @ 29 Mar 2013, 14:57) *
Beh, però io ci andrei piano con la questione dei recensori comprati. Anche perché magari ci si concentra poi come al solito sul numero, sul voto, e poi vai a leggere il testo e ti rendi conto che non tutti i testi sono approssimativi o osannanti al 100%.
Secondo me spesso non c'è un "acquisto dei voti", solo un livellamento verso l'alto degli stessi, che però non coincide mica sempre con il contenuto della recensione. Credo si diventi complici del marketing per i legami commerciali con le distribuzioni, non escludo essendo a volte più realisti del re, ma la verità secondo me un lettore attento la capisce comunque. A patto che però legga.
Cioè, con quella recensione linkata su di Videogame.it uno può anche dissentire su alcuni punti, però il fatto che il gioco sia MOLTO facile e guidatissimo lo si capisce chiaramente, così come si capisce che è un'interpretazione diversa del marchio (secondo lui felice, secondo altri fa schifo): se un giocatore esigente legge il testo e va oltre il voto, inchioda su quei paragrafi e sta in campana. Non lo trovo un articolo inutile o fuorviante, se preso nella sua interezza, s'intende.
Mi è capitato di pensare la stessa cosa qualche giorno fa, ho letto una recensione di BioShock Infinite, il voto era sempre molto alto, ma leggendo il testo avevo la sensazione chiara che il gioco non risultasse a chi scriveva realmente all'altezza delle sue aspettative. Ora, sarebbe facile accusare chi scrive di essere prezzolato, di non avere le palle, di non dire le cose come stanno per sudditanza o incompetenza, ma ci sono altre ragioni: magari affettive verso il marchio, di rispetto per gli autori o di effettivo apprezzamento per altri aspetti del titolo, aspetti che non possono davvero affossarlo (e magari invece lo affosserebbero del tutto davanti agli occhi di un altro utente).
Non sono tanto i testi a essere intrappolati dal marketing, specialmente considerando che ora su internet i lettori possono commentare e confrontarsi, sono i voti. Gli stramaledetti, inutili, manipolatori voti.
Se il giocatore esigente cerca la sintesi del voto o del microcommento va in contraddizione, perché quello che gli interessa sarà spiegato solo da un'analisi di ciò che il titolo è. Il com'è conta relavitamente, perché è un'opinione soggettiva. Chi recensisce qualsiasi cosa per me per fare un buon lavoro non deve tanto valutarla, quanto spiegarla: la competenza si vede in questo, mica nel suo giudizio. Io mica faccio decidere ai gusti di qualcun altro la mia apertura del portafogli, voglio capire. Chiaramente qualche valutazione gli scapperà per forza (l'oggettività assoluta non esiste), ma la guida all'acquisto si compone di una buona analisi filtrata dai gusti di chi legge, che non deve solo pretendere ma anche integrare. Per forza. E questi gusti per orientarsi hanno bisogno di un'immagine completa del prodotto, non di scontrarsi solo con altri gusti, perché in questo caso la recensione non serve a un tubo.
E' tipico sfottere il recensore perché alla fine non hai capito: "Sì, vabbe', ma il gioco è bello o brutto?" Se il recensore arriva a esprimersi così (o più o meno) non ha chiarito mica le idee di chi legge. E' solo un'illusione. "E' una merda!" o "CAPOLAVORO!" gasano gli animi, illudono che un'arte sia una passeggiata, che i compromessi appartengano solo ai mestieranti del mercato, ma a conti fatti... giudizi estremi non ben articolati non hanno più valore dello sfogo in un post qualsiasi.
Il punto non è dire che un blockbuster è uno schifo o è un capolavoro a prescindere: nel primo caso offendi chi l'ha realizzato, nel secondo offendi l'utente. Quali sono gli ingredienti di questo blockbuster? Questo, questo e questo, POI magari innesto un mio giudizio di valore personale, ma posso anche non farlo.
Certo, così facendo vai sempre incontro a chi scatterà dicendo "buonista!", "codardo" o, peggio, "prezzolato", ma - sapete che c'è - per me spaccare il capello in quattro, sforzarsi di oggettivizzare, è MOLTO più divertente e stimolante che dare giudizi. Non c'è paragone.



Mmm, Diduz, dipende. Nel senso che indubbiamente il recensore deve spiegare il gioco, dire "è una merda/è bellissimo" non è una recensione perché non è argomentata. E ovviamente dev'essere oggettivo, ci mancherebbe! Ma il giudizio, non per forza sotto forma di voto, lo deve dare eccome, per tutta una serie di motivi (mostrare che è competente, in primis, onestà intellettuale, magari far calare la dannata media del voto della solita schifezza...). Una rece come quella linkata è certo fuorviante, sembra scritta quantomeno da un incompetente: se il gioco è facilone, lineare e quant'altro, perché il giudizio finale è così favorevole? Proprio perché noi lettori (molti, almeno) non siamo cretini una cosa simile è una presa in giro - e sì, è fuorviante per chi invece *non legge*. Cioè, perché questa divisione fra testo e voto? Per darla a bere a chi non legge? O per farci bella figura con la SH? In ambedue i casi è disonesto. I gusti non c'entrano, ovviamente, e dovrebbero stare ben lontani da una recensione - il legame affettivo, il rispetto verso gli autori ecc ecc, sono tutte cose inutili per comprendere il valore oggettivo di un titolo, e dare un voto alto (o un giudizio finale) a un gioco per questi motivi è, sì, da incompetenti. A meno che non parliamo di pelicchi: il gioco merita 6.5... gli do' 7. Ma non una cosa che merita 4 che passa a 8 121.gif. Se invece alcuni aspetti non affossano il titolo, o se il titolo ha dei difetti ma funziona ugualmente, basta spiegare perché quei difetti non lo affossano. Per fare un esempio, se questo TR fosse stato un buon gioco, anche se totalmente diverso da quello che è sempre stato TR - il mio voto sarebbe stato alto ugualmente, anche se io sarei stata delusa e probabilmente non mi sarebbe piaciuto. Ugualmente, uno dei miei giochi preferiti è Dreamfall, ci sono molto affezionata e adoro la storia - ugualmente se lo dovessi recensire adesso gli darei 2 stelline, perché non si merità di più: come gioco è una schifezza immonda.

@Max: attendo il tuo parare blush.gif. Come ho detto a Diduz, non è tanto che non è uguale ai vecchi episodi, quanto che il cambiamento è sulla scia della solita faciloneria :/.


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Diduz
messaggio29 Mar 2013, 15:29
Messaggio #32



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CITAZIONE (Gwenelan @ 29 Mar 2013, 17:18) *
il legame affettivo, il rispetto verso gli autori ecc ecc, sono tutte cose inutili per comprendere il valore oggettivo di un titolo, e dare un voto alto (o un giudizio finale) a un gioco per questi motivi è, sì, da incompetenti.

O da esseri umani, visto che la percezione di un'opera difficilmente può svincolarsi da una serie di concause. Tipo "Vabbe', dite che quel film è bello solo perché è di Clint Eastwood, se non fosse di Clint Eastwood..." Il punto è che è di Clint Eastwood, e questo fa parte della percezione che io come recensore devo tenere in conto, tra i tanti fattori. E' un impegno costante a barcamenarsi tra la propria fallibilità e il confronto con le esigenze e gli atteggiamenti del tutto diversi di chi legge.

CITAZIONE (Gwenelan @ 29 Mar 2013, 17:18) *
Ugualmente, uno dei miei giochi preferiti è Dreamfall, ci sono molto affezionata e adoro la storia - ugualmente se lo dovessi recensire adesso gli darei 2 stelline, perché non si merità di più: come gioco è una schifezza immonda.

Elimina le stelline, ed ecco che la recensione di Dreamfall diventa molto più interessante. Scremi all'istante quelli che s'incazzano per il voto, attiri solo quelli che ti seguono nel ragionamento.


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Ravenloft
messaggio29 Mar 2013, 15:34
Messaggio #33



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CITAZIONE (Diduz @ 29 Mar 2013, 14:57) *
Beh, però io ci andrei piano con la questione dei recensori comprati. Anche perché magari ci si concentra poi come al solito sul numero, sul voto, e poi vai a leggere il testo e ti rendi conto che non tutti i testi sono approssimativi o osannanti al 100%.
Secondo me spesso non c'è un "acquisto dei voti", solo un livellamento verso l'alto degli stessi, che però non coincide mica sempre con il contenuto della recensione. Credo si diventi complici del marketing per i legami commerciali con le distribuzioni, non escludo essendo a volte più realisti del re, ma la verità secondo me un lettore attento la capisce comunque. A patto che però legga.
Cioè, con quella recensione linkata su di Videogame.it uno può anche dissentire su alcuni punti, però il fatto che il gioco sia MOLTO facile e guidatissimo lo si capisce chiaramente, così come si capisce che è un'interpretazione diversa del marchio (secondo lui felice, secondo altri fa schifo): se un giocatore esigente legge il testo e va oltre il voto, inchioda su quei paragrafi e sta in campana. Non lo trovo un articolo inutile o fuorviante, se preso nella sua interezza, s'intende.
Mi è capitato di pensare la stessa cosa qualche giorno fa, ho letto una recensione di BioShock Infinite, il voto era sempre molto alto, ma leggendo il testo avevo la sensazione chiara che il gioco non risultasse a chi scriveva realmente all'altezza delle sue aspettative. Ora, sarebbe facile accusare chi scrive di essere prezzolato, di non avere le palle, di non dire le cose come stanno per sudditanza o incompetenza, ma ci sono altre ragioni: magari affettive verso il marchio, di rispetto per gli autori o di effettivo apprezzamento per altri aspetti del titolo, aspetti che non possono davvero affossarlo (e magari invece lo affosserebbero del tutto davanti agli occhi di un altro utente).
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Partiamo dal fatto che sono tendenzialmente d'accordo con te, molto d'accordo sul discorso del voto (che spesso è l'unica cosa che viene "letta"). Bisogna però dire che questa storia del voto è in assoluta malafede: sanno benissimo come funziona il giochino, e sanno benissimo che voti tendenzialmente alti servono per accontentare i fan, cioè il tifo da stadio, chi "compra il biglietto" (e clikka, clikka, clikka, in questo caso). Ormai si è arrivati all'assurdo che "8" è l'equivalente di "fa quasi pena". Chi legge e compra (e quindi clikka) è in netta maggioranza rispetto a chi critica (quasi più nessuno), e viene subissato a sua volta di critiche dovesse "bestemmiare" il loro giochino preferito... ma questo è il meccanismo perverso di internet. Inoltre vorrei far notare che ai tempi (del cartaceo) c'era una bella paginetta introduttiva in cui veniva spiegato ogni voto più o meno a cosa corrispondeva, oggi cose del genere non si vedono. Tutto questo poi cela una certa incoerenza, poiché coi pezzi "piccoli" ci vanno giù (letteralmente) pesante anche coi voti.


Ne consegue che non c'è bisogno di "comprare" la critica, non apertamente. L'editore ad esempio fa la sua parte, perché senza soddisfare la massa clikkante (dicendo quello che vogliono sentirsi dire, che il loro acquisto è un "capolavoro"), gli introiti pubblicitari si decimano e son guai. Mettici che spesso l'unica pubblicità per i siti di settore proviene dal settore stesso (pubblicità di VG... quali? quelli dei grossi publisher che possono permetterselo ovviamente, quindi meglio non farli innervosire). È un sistema che si para il culo da solo e si auto-sostiene nella sua ipocrisia, altrimenti anche i voti rispecchierebbero la realtà, e sarebbe scritto a caratteri cubitali che, esempio, un gioco pur bellissimo/divertentissimo ma che non innova di una virgola non può avere più di "8".

 
Diduz
messaggio29 Mar 2013, 15:40
Messaggio #34



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CITAZIONE (Ravenloft @ 29 Mar 2013, 17:34) *
Ne consegue che non c'è bisogno di "comprare" la critica, non apertamente. ... gli introiti pubblicitari si decimano e son guai.

Bingo, era quello a cui mi riferivo con "più realisti del Re", anche se sei stato più chiaro tu.


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Gwenelan
messaggio29 Mar 2013, 15:49
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CITAZIONE (Diduz @ 29 Mar 2013, 15:29) *
CITAZIONE (Gwenelan @ 29 Mar 2013, 17:18) *
il legame affettivo, il rispetto verso gli autori ecc ecc, sono tutte cose inutili per comprendere il valore oggettivo di un titolo, e dare un voto alto (o un giudizio finale) a un gioco per questi motivi è, sì, da incompetenti.

O da esseri umani, visto che la percezione di un'opera difficilmente può svincolarsi da una serie di concause. Tipo "Vabbe', dite che quel film è bello solo perché è di Clint Eastwood, se non fosse di Clint Eastwood..." Il punto è che è di Clint Eastwood, e questo fa parte della percezione che io come recensore devo tenere in conto, tra i tanti fattori. E' un impegno costante a barcamenarsi tra la propria fallibilità e il confronto con le esigenze e gli atteggiamenti del tutto diversi di chi legge.

CITAZIONE (Gwenelan @ 29 Mar 2013, 17:18) *
Ugualmente, uno dei miei giochi preferiti è Dreamfall, ci sono molto affezionata e adoro la storia - ugualmente se lo dovessi recensire adesso gli darei 2 stelline, perché non si merità di più: come gioco è una schifezza immonda.

Elimina le stelline, ed ecco che la recensione di Dreamfall diventa molto più interessante. Scremi all'istante quelli che s'incazzano per il voto, attiri solo quelli che ti seguono nel ragionamento.


Indubbiamente è umano, ma altrettanto indubbiamente io devo mettere da parte la cosa quando recensisco. Poi può darsi che quel film sia reso decente SOLO da Eastwood, cioè, lui fa una recita così brillante che riesce a compensare tutto il resto, ma se così non è, lo si dice, non vedo il problema. Altro esempio: hai mai visto FF Advent Children? E' una porcata colossale, non so da dove iniziare per dire quant'è idiota. A me è piaciuto un sacco solo per via del "cattivo", Kadaj. Nel senso che, a vederlo, mi entusiasmo, avrò visto le scene ottomila volte. E' umano, indubbio, ugualmente mi rendo perfettamente conto che questa è una mia cosa soggettiva e che non è il vero valore dell'opera: il suo vero valore è rasente lo zero. Se uno non riesce a scindere la cosa a questi livelli (cioè, una cagata gli pare un capolavoro, o viceversa, non parlo di indecisione fra un 7 e un 7.5), non recensisce, che ci vuole?

Per il voto. A parte che imho il voto dovrebbe essere tolto a favore di un sistema più adeguato a fornire una sintesi, che sia più "assoluto" invece che riferito a qualcos'altro come, appunto, è il voto, ma anche togliendolo il punto resta che io devo dare un giudizio e il giudizio è che è una schifezza, che un gioco fatto così non è un gioco accettabile. Può comunque poi piacere a me e ad altre 150.000 persone, e ovviamente ognuno sceglie i propri giochi con la sua testa - molti dei giochi che piacciono a me neanche sono giochi, proprio perché io prediligo la storia sul gameplay, è il mio gusto. Ma col giudizio finale, ovviamente giustificato da tutta la recensione ragionata, come dici, io *mostro* qual è il valore del gioco inserito nel suo contesto. In più chiunque ne sappia poco ma è interessato all'argomento, così *impara qualcosa*, chi va alla cieca seguendo solo il giudizio non è fuorviato - chi si vuole incazzare s'incazzi, coi dementi è inutile perdere tempo ^-^. Io ho imparato i miei primi concetti di narrativa e gameplay proprio grazie a buone recensioni, che spiegavano perché la tale cosa è buona, e perché la tale altra cosa fa schifo, quando magari quella cosa buona in quel contesto specifico comunque non funziona, e quando quella cosa "cattiva" in quel contesto invece funziona, e il perché.


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Il discorso dell'oggettività è argomento assai spinoso. È sbagliato pretendere l'oggettività, semplicemente non esiste. Per come la vedo io, sarebbe già un enorme passo avanti ottenere una scala di riferimento. L'oggettività passa attraverso un processo preciso di linee guida alla recensione. Un po' come il calcio, se tutto è a "discrezione" dell'arbitro, sarà sempre uno sport farlocco (cosa che attualmente è, una farsa a discrezione di un uomo).

Questo permetterebbe una migliore "gestione" (e molti meno strafalcioni), ma la soggettività resta, ovviamente. Per estirparla totalmente, bisognerebbe entrare nell'ottica del recensore, capire il suo modo di fare, e valutare di conseguenza. Insomma, comprendere il valore del soggetto e sottrarlo.

Faccio un piccolo esempio musicale: c'è un certo recensore, italiano, molto famoso, che ha il pallino per l'innovazione. Per lui il massimo voto per un disco uguale ad uno precedente è 6, più spesso 4 o peggio. Il suo voto rispecchia solo questo, il tasso d'innovazione. È un modo di recensire, discutibile forse, ma sai già cosa aspettarti, è chiarissimo il modus operandi. Ci devi convivere. E impari tantissimo, sul vero valore (quando anche non del tutto oggettivo) di un'opera. La cosa non è dichiarata apertamente, ma dalla lettura non può sfuggire.

 
Micartu
messaggio29 Mar 2013, 16:22
Messaggio #37



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State scrivendo troppo non riesco più a starvi dietro con la bambina che piange XD
Dopo rileggo tutto, per ora ho scorso un po' velocemente. Quoto una frase di Gwen per rilanciare l'argomento nel frattempo portato anche da Diduz:

CITAZIONE
Una rece come quella linkata è certo fuorviante, sembra scritta quantomeno da un incompetente: se il gioco è facilone, lineare e quant'altro, perché il giudizio finale è così favorevole?


Non voglio fare la figura di quello che pensa sempre male, ma sempre appofondendo la storia del doritosgate, ricordiamola tirata fuori da un grande recensore/giornalista del settore, veniva spiegato che spesso recensioni e voto non coincidono, il voto è sempre più alto di quello che farebbe pensare la recensione, per via di Metacritic.
Quel guazzabuglio di metacritic è una media assurda dei voti delle recensioni e i publisher e le case fanno attenzione a quel voto. Sembra assurdo ma da più parti ho letto e continuo a leggerlo. In pratica la mediazza metacritic sancisce il successo di un progetto per case come la EA e la ATARI (per dirne un paio), è il barometro. Se non mi credete indagate anche su questo e troverete conferma. Facile quindi che ai recensori venga chiesto esplicitamente di portare i voti su una certa media, proprio per Metacritic. Da lì quelle che a occhio inconsapevole potrebbero sembrare prodotto di uno sdoppiamento di personalità schizofrenico, tipo recensione che farebbe pensare ad un 6,5 - 7 e poi ti ritrovi al voto 8 e mezzo.


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Diduz
messaggio29 Mar 2013, 16:27
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CITAZIONE (Gwenelan @ 29 Mar 2013, 18:49) *
E' una porcata colossale, non so da dove iniziare per dire quant'è idiota. A me è piaciuto un sacco solo per via del "cattivo", Kadaj. Nel senso che, a vederlo, mi entusiasmo, avrò visto le scene ottomila volte. E' umano, indubbio, ugualmente mi rendo perfettamente conto che questa è una mia cosa soggettiva e che non è il vero valore dell'opera: il suo vero valore è rasente lo zero.

Ma se quest'opera è riuscita a generare un aspetto che ti ha indubbiamente esaltato, la stroncatura da parte tua mi apparirebbe una violenza su te stessa. Forse sarebbe più interessante provare a capire perché il tipo ti ha esaltato: magari vengono fuori delle ragioni più oggettive di quelle che ti aspetti, a favore dell'opera intera. O magari no. Ovviamente così facendo si rischia di sembrare quelli che non prendono posizione mai, lo so bene. Ma davvero: quanto sono rari i casi estremi di schifezze e capolavori! (IMHO)

Messaggio modificato da Diduz il 29 Mar 2013, 16:29


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Gwenelan
messaggio29 Mar 2013, 16:30
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Yep, l'oggettività assoluta è impossibile, ma questo non vuol dire che non si possa essere comunque "oggettivi". Ci si riesce proprio imparando i sistemi di riferimento del campo che si vuole recensire (o della fetta del proprio campo, io non potrei recensire, per dire, uno strategico o un FPS perché non conosco abbastanza i secondi e non ne so abbastanza di strategia per vedere quanto i primi siano affidabili) e ragionando. Non dico che non si possa imparare anche da un recensore parziale, se si conosce come ragiona, ma è comunque un recensore peggiore di uno che riesce a superare le sue idiosincrasie. Peraltro non mi pare ci voglia tanto sforzo a certi livelli, come quelli citati da me e Diduz... un conto è porsi domande tipo: "ma questa cosa che a me pare così sbilanciata lo è davvero o sono io troppo schiappa/troppo brava?", un conto è dire: "'sto film è una schifezza, ma dio, c'è Eastwood, meno di 8 non posso dargli!". Nell'esempio che fai tu, il recensore evidentemente non ha chiaro il valore dell'innovazione all'interno del contesto più ampio, per quel che mi riguarda è incompetente.


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messaggio29 Mar 2013, 16:37
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CITAZIONE (Ravenloft @ 29 Mar 2013, 19:04) *
Il discorso dell'oggettività è argomento assai spinoso. È sbagliato pretendere l'oggettività, semplicemente non esiste.

Sembrerà strano, ma sono d'accordo. Diciamo che per me la cosa ottimale è, pur sapendo che umanamente non esiste, propendere a ottenerla. wink.gif
Forse la strada migliore è, quando si analizza a fondo, mettere sul tavolo TUTTE le carte: quelle "oggettive" (relative a dei criteri mediamente condivisi dal pubblico di riferimento) e quelle "soggettive", di pancia, facendo attenzione a distinguere per il lettore i due binari.
Ah, e ovviamente non mettere voti. smilies3.gif

P.S.: Rileggendo quello che ho scritto adesso mi dico: "Sì, mica facile..."

Messaggio modificato da Diduz il 29 Mar 2013, 16:38


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messaggio29 Mar 2013, 16:43
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CITAZIONE (Diduz @ 29 Mar 2013, 16:27) *
CITAZIONE (Gwenelan @ 29 Mar 2013, 18:49) *
E' una porcata colossale, non so da dove iniziare per dire quant'è idiota. A me è piaciuto un sacco solo per via del "cattivo", Kadaj. Nel senso che, a vederlo, mi entusiasmo, avrò visto le scene ottomila volte. E' umano, indubbio, ugualmente mi rendo perfettamente conto che questa è una mia cosa soggettiva e che non è il vero valore dell'opera: il suo vero valore è rasente lo zero.

Ma se quest'opera è riuscita a generare un aspetto che ti ha indubbiamente esaltato, la stroncatura da parte tua mi apparirebbe una violenza su te stessa. Forse sarebbe più interessante provare a capire perché il tipo ti ha esaltato: magari vengono fuori delle ragioni più oggettive di quelle che ti aspetti, a favore dell'opera intera. O magari no. Ovviamente così facendo si rischia di sembrare quelli che non prendono posizione mai, lo so bene. Ma davvero: quanto sono rari i casi estremi di schifezze e capolavori! (IMHO)


Sorry, non avevo letto il tuo post.
Hai perfettamente ragione, ed è qui appunto che deve partire il mio ragionamento (di recensore, dico). Cioè, io mi devo chiedere: "ma perché mi piace tanto questo pg? E' solo perché è "bello", o perché è più profondo di quel che appare? E' l'unica cosa buona, o sono accecata? Se io lo tolgo, e ci metto l'immagine di questo altro pg che non mi fa esaltare, com'è il resto? Com'è LUI? Mi piace ancora? Prendiamo la storia e spezzettiamola, come sono i diversi aspetti?" Nel caso di AC, a me Kadaj piace perché è bello e perché è maligno ^-^. Stop. Il film è una cagata e neanche il pg stesso è questo granché, nonostante non sia così piatto come altri. Ma dirlo non mi fa violenza, basta avere la maturità per accettare che mi possano piacere delle porcate, come a tutti nel mondo, mica sono speciale. Prendi Twilight (sorry, sui libri sono più informata che su film e musica), o Moccia... cagate bestiali, eppure a molti piacciono. Restano cagate, è oggettivo. E non è un crimine, l'importante è proprio avere ben presente il valore della roba che si ha sottomano, come non importa se si decide di mangiare ogni giorno al McDonald's, è importante però avere la consapevolezza di star mangiando cibo spazzatura.
Non è che "devo prendere una posizione estrema", perché anche dire: "questa roba è mediocre" è un giudizio. Però devo sforzarmi affinché il mio giudizio sia scevro dai miei gusti personali, anche se è impossibile che lo sia al 100%.

EDIT:
CITAZIONE
P.S.: Rileggendo quello che ho scritto adesso mi dico: "Sì, mica facile..."

Se uno ha cervello non ci vuole molto, basta allenarsi. Ma mi sa che stiamo dicendo la stessa cosa, non capisco perché però ce l'hai a morte col voto: il valore oggettivo delle cose esiste, e si può giudicarlo, lo fanno in mille campi - la narrativa è quello che conosco - perché anche non in questo 121.gif?

EDIT: Ovviamente è "oggettivo" e non "soggettivo", corretto.

Messaggio modificato da Gwenelan il 29 Mar 2013, 16:49


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messaggio29 Mar 2013, 17:03
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CITAZIONE (Gwenelan @ 29 Mar 2013, 18:43) *
il valore oggettivo delle cose esiste

Vallo a dire ai fan di Twilight o Moccia! ghgh.gif
Seriamente, ce l'ho col voto perché il 90% dell'attenzione finisce per concentrarsi lì, e lo giudico anche da me,come lettore: internet istiga alla rapidità, e la sua assenza invece costringerebbe a riflettere sulle argomentazioni (e su altre tematiche annesse, come la questione dei giudizi prezzolati sì/no di cui sopra).


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messaggio29 Mar 2013, 17:30
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CITAZIONE (Gwenelan @ 29 Mar 2013, 16:30) *
Nell'esempio che fai tu, il recensore evidentemente non ha chiaro il valore dell'innovazione all'interno del contesto più ampio, per quel che mi riguarda è incompetente.


Ti invito a riflettere però su una cosa: non è forse l'innovazione l'unico aspetto che può essere, almeno relativamente, più oggettivato della musica? Film, narrativa e videogiochi "occupano" diversi sensi, mentre la musica ne occupa uno solo (il resto è costruzione soggettiva...). Non è compito facile oggettivare tutto questo. Tanto è vero che, quello che è da praticamente chiunque considerato il più importante complesso rock della storia, nessuno sa dirti con precisione perché. Puoi domandare a chiunque se sappia il perché (anche a te stessa, se vuoi). Il mio esempio, sa perfettamente il loro valore, una volta inquadrati nell'ambito oggettivo dell'innovazione. È pur sempre un valore, circoscritto magari, ma probabilmente è il massimo dell'oggettività in ambito musicale. I due valori, come probabilmente immagini, sono agli antipodi.


CITAZIONE
il valore oggettivo delle cose esiste


Esiste solo circoscritto ad un punto di riferimento, IMHO (come ho scritto qui sopra). Per questo sostengo che il paragone col passato è fondamentale per capire il mercato dei videogame oggi. Il problema è che questo non è funzionale al mercato, che ha bisogno invece di vendere il nuovo... a quante più persone possibile.
 
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messaggio29 Mar 2013, 17:31
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CITAZIONE (Diduz @ 29 Mar 2013, 17:03) *
CITAZIONE (Gwenelan @ 29 Mar 2013, 18:43) *
il valore oggettivo delle cose esiste

Vallo a dire ai fan di Twilight o Moccia! ghgh.gif

E' capitato ^-^. Sono di solito delicate fanciulle che hanno un precisa idea di come debba essere la tua vita sessuale/sociale e sono prontissime a dirti dov'è che pecchi e cosa ti conviene fare, di solito cosa devi inserire dove, per porre rimedio ^-^. La loro verve argomenttiva è affascinante ^-^.

CITAZIONE (Diduz @ 29 Mar 2013, 17:03) *
Seriamente, ce l'ho col voto perché il 90% dell'attenzione finisce per concentrarsi lì, e lo giudico anche da me,come lettore: internet istiga alla rapidità, e la sua assenza invece costringerebbe a riflettere sulle argomentazioni (e su altre tematiche annesse, come la questione dei giudizi prezzolati sì/no di cui sopra).


Questo è vero, leggi infatti il commento di Micartu su metacritic :/. E secondo me il sistema di voto in scala (1 a 0 o 1 a 5, o 1 a 100, scegli tu) è fallato alla base. Trovo molto più utile e preciso lo specchietto riassuntivo, alla fine, diviso in pro e contro che tira le somme in stellette o quel che vuoi. Lo usano alcuni blog che seguo, è efficace perché aiuta il recensore con quel processo che dicevi prima (stendere la roba oggettiva e soggettiva), visto che devi elencare *ogni* pro e *ogni* contro, e ridimensiona l'aspetto soggettivo che inevitabilmente uno ci mette (per esempio, prendendo l'esempio di AC, se io metto nei pro: "c'è kadaj!!!!!!!", conta come una stelletta, non 120. Se tutto il resto è nei contro, la roba soggettiva c'è, ma la sua influenza è immediatamente ridimensionata). Le stellette/pallini che ne risultano quindi non li dai tu indicativamente, ma riflettono il suddetto schemino e tutte le opere che recensisci sono automaticamente allo stesso livello, mentre col voto che usiamo adesso non è detto che il 6 di oggi sia il 6 di domani, non so se mi spiego. E infine le discussioni sul voto si eliminerebbero, perché il voto esce "da solo"; uno che non è d'accordo dovrebbe dire, per esempio: "non sono d'accordo che la trama di AC vada nei contro, dovrebbe stare nei pro, perché non è piena di bachi come dici tu!". E quindi invece di discutere se era meglio un 6 o un 7 si discute sul *perché* tale cosa è stata giudicata in quel modo, sui contenuti insomma.
A meno che non incappi in una fan di Edduccio XD.
Non è perfetto - non credo che esista il sistema "perfetto" - ma è molto meglio del voto che uno deve dare sempre interpretando o simili.


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CITAZIONE (Ravenloft @ 29 Mar 2013, 17:30) *
CITAZIONE (Gwenelan @ 29 Mar 2013, 16:30) *
Nell'esempio che fai tu, il recensore evidentemente non ha chiaro il valore dell'innovazione all'interno del contesto più ampio, per quel che mi riguarda è incompetente.


Ti invito a riflettere però su una cosa: non è forse l'innovazione l'unico aspetto che può essere, almeno relativamente, più oggettivato della musica? Film, narrativa e videogiochi "occupano" diversi sensi, mentre la musica ne occupa uno solo (il resto è costruzione soggettiva...). Non è compito facile oggettivare tutto questo. Tanto è vero che, quello che è da praticamente chiunque considerato il più importante complesso rock della storia, nessuno sa dirti con precisione perché. Puoi domandare a chiunque se sappia il perché (anche a te stessa, se vuoi). Il mio esempio, sa perfettamente il loro valore, una volta inquadrati nell'ambito oggettivo dell'innovazione. È pur sempre un valore, circoscritto magari, ma probabilmente è il massimo dell'oggettività in ambito musicale. I due valori, come probabilmente immagini, sono agli antipodi.

Sulla musica non so dirti, perché non ne capisco nulla. Non so distinguere se i Queen sono meglio di Rhianna, per dirti. Non so distinguere un buon arrangiamento da una schifezza, a meno che non m lo indichino spiegandomelo. Quindi non so bene come risponderti: nel tuo commento precedente mi sembrava che tu dicessi che questo recensore ignorasse tutti gli altri valori per prenderne solo uno. Come se io in narrativa (dico, libri, non VG) me ne fregassi di costruzione della storia, profondità dei personaggi, aggettivazione a mucchi, uso del POV ecc ecc, e considerassi solo se la storia è originale o no.


CITAZIONE
CITAZIONE
il valore oggettivo delle cose esiste


Esiste solo circoscritto ad un punto di riferimento, IMHO (come ho scritto qui sopra). Per questo sostengo che il paragone col passato è fondamentale per capire il mercato dei videogame oggi. Il problema è che questo non è funzionale al mercato, che ha bisogno invece di vendere il nuovo... a quante più persone possibile.


Questo è assolutamente indubbio - peraltro la nostra capacità realizzativa e di comprensione dell'opera è migliorata col passare dei secoli, cosa che rende indispensabile fare raffronti col passato, perché quello che ieri era accettabile oggi spesso non lo è più, perché teoricamente ci evolviamo. Faccio un esempio narrativo: nell'800 il fantasma con le catene nei romanzi terrorizzava, oggi fa ridere i polli; nell'800 abbondavano spiegoni e POV onniscente, oggi fanno ridere i polli (tranne i polli italiani rolleyes.gif - smetto subito con questo OT). Ma appunto dopo che uno si dà/scopre il punto di riferimento, deve vedere cosa funziona meglio e cosa funziona peggio. Sempre usando la narrativa come esempio: non si dice "show don't tell", per lo spasso, arbitrariamente, ma perché si è visto che funziona meglio che "tell, don't show".


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messaggio29 Mar 2013, 18:21
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CITAZIONE (Gwenelan @ 29 Mar 2013, 17:47) *
Sulla musica non so dirti, perché non ne capisco nulla. Non so distinguere se i Queen sono meglio di Rhianna, per dirti. Non so distinguere un buon arrangiamento da una schifezza, a meno che non m lo indichino spiegandomelo. Quindi non so bene come risponderti: nel tuo commento precedente mi sembrava che tu dicessi che questo recensore ignorasse tutti gli altri valori per prenderne solo uno. Come se io in narrativa (dico, libri, non VG) me ne fregassi di costruzione della storia, profondità dei personaggi, aggettivazione a mucchi, uso del POV ecc ecc, e considerassi solo se la storia è originale o no.


Rihanna è molto meglio che dubbi sono?! ...bellissima, questo SI è OGGETTIVO smilies3.gif ma musicalmente insignificante.

Stupidate a parte, bisogna adattarsi al medium di riferimento, quando si tenta di oggettivare. Esempio: se in un VG la "tecnica" è un qualcosa di quantificabile e tangibile (fosse anche dal frame-rate, misurabile), lo stesso non è vero in musica, altrimenti, tanto per dire, una icona per la sua tecnica mostruosa, Jimi Hendrix, sarebbe automaticamente il meglio (sebbene ci siano pareri discordanti anche su questo, ma tant'è), mentre così non è, seppure nell'ambito dell'innovazione è insita anche la tecnica (all'ascolto magari non traspare, ma ci sono state svariate innovazioni tecniche ad esempio nel modo di suonare un dato strumento, non parlo di tecnologia, che è un'altra cosa e che può essere anch'essa un fattore). Questo è il punto. All'orecchio arriva solo un suono, non sai come è stato prodotto. Ma eventualmente sai che nessun'altro prima ha ottenuto quel suono (anche fosse in realtà un rumore, perché c'è gente che ha fatto dischi di rumori... ottenuti nei modi più disparati, tra cui registrare una musica al contrario e riprodurla durante la registrazione del pezzo come fosse uno degli strumenti), c'è stata una innovazione, e quello è un valore oggettivo. Che sia suono o rumore, chi lo stabilisce?

Tutto questo per dire che l'innovazione per il sottoscritto gioca un ruolo fondamentale. Prendiamo un attimo ad esempio i due Bioshock (parlo dell'originale e di Infinite, è l'esempio più semplice da spiegare che mi viene in mente). Il primo è stato definito lo "sparatutto 2.0" (una innovazione nel genere degli FPS), il secondo ovviamente no, al massimo sarebbe 2.1 rolleyes.gif ne consegue che, da questo punto di vista, nella storia dei videogiochi c'è un posto per Bioshock ma non per Infinite (si sovrapporrebbero, ma Bioshock è venuto prima... chi viene dopo DEVE essere migliore poiché ha "assorbito" quell'esperienza, come insegna la storia umana o almeno dovrebbe), se togliamo dall'equazione il valore artistico (che però è soggettivo).
 
Gwenelan
messaggio29 Mar 2013, 18:51
Messaggio #47



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Aaaaah, ecco, Rhianna è meglio, certo, che dubbio assurdoXDDDDD!

Comunque: non intendevo certo dire che l'innovazione non conta, ovviamente O.O! Non sono sicurissima quindi di aver capito il tuo punto... a quale "aspetto artistico" ti riferisci? Lo stile grafico e musicale di un VG?
Spiego quel che intendevo. L'innovazione è una cosa molto importante, ma almeno nei VG non è l'unico fattore che conta. In realtà già dicendo che una cosa è innovativa devi vedere in che senso. Cioè, anche Twilight è "innovativo", mai nessuno prima aveva pensato i vampiri sbrilluccicanti, ma certo non è una cosa positiva di per sè. In musica non so come ci si regola, ma appunto non credo basti prendere un suono nuovo per dire "ah, capolavoro!", bisogna anche vedere com'è il pezzo che si è creato, o no? Se è ripetitivo, se è piatto, se è troppo complesso (esiste una cosa simile in musica?)...
Ugualmente in un VG puoi introdurre un'innovazione nel gameplay, ma magari tutto il resto fa orrore. L'esempio dei Bioshok (Infinite non l'ho giocato, ma prendo per buono quel che dici) lo capisco, è corretto, ma questo non vuol dire di per sè che il nuovo sia "insufficiente" anche se è un clone - può essere nella media, o quel che è, bisogna vedere appunto com'è il gameplay e tutto il resto. O, prendi i Tomb Raider, quelli della CD: Anniversary viene dopo Legend, e l'approccio è uguale identico, non "innova" niente, ma è comunque migliore di Legend in quanto a gameplay e mondo di gioco.


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Il mio punto è semplicemente questo: l'innovazione è molto importante ed è oggettiva. Quindi, IMHO, è un fattore, e anche tra i più critici (non a caso uso questo termine). Ovviamente non è l'unico fattore, ci mancherebbe. Ma riprendendo l'esempio dei Bioshock, poniamo una parità in termini di valore artistico (e credo che ci sia davvero tutta) e di gameplay (fondamentalmente siamo lì), il primo capitolo, essendo venuto prima e avendo comunque innovato il genere, è "migliore" di Infinite in termini oggettivi relativamente agli aspetti che abbiamo esaminato e posto per buoni, ossia quelli su cui abbiamo convenuto (convenzione).

Viene da sé che, ad esempio, ha valore anche l'inquadramento storico: è oggettivo che Call of Duty abbia una grafica migliore di Doom. In quel caso, bisogna circostanziare e pretendere altre convenzioni, altrimenti la critica si riduce ad un bel nulla (che poi qualcuno osa dire che un dato disco suona "vecchio" e mi fa sorridere... è un altro discorso! quindi Beethoven è il peggio, suona troppo vecchio). Contestualizzando, Doom è ben più innovativo di Call of Duty, sia in termini assoluti che confrontandolo con altri giochi delle rispettive epoche. Nel caso dei videogiochi, questo rafforza il concetto: l'innovazione trascende la storia (e te la fa apprezzare, anche), la tecnica no, dunque l'innovazione è arte? Quesito interessante... ma io personalmente non so rispondere!

Per quanto riguarda invece la "qualità" dell'innovazione, beh, quella non può essere davvero esaminata, è soggettivo. Faccio degli esempi: Will Wright e i suoi Sims. È un gioco innovativo, sicuramente, ma ha portato alla deriva social (che soggettivamente è il male assoluto). Ultima Online è il primo MMO e ha portato lo scempio multiplayer (che soggettivamente è il male assoluto). Wolfenstein 3D è stato il primo FPS, il genere più piatto che io conosca. Ognuno di questi titoli è, volenti o nolenti, nella storia. Questo però non vale per la loro "progenie", che fa abbastanza schifo a dirla tutta (con notevoli casi eccezionali, come Half Life). In questi casi, col senno di poi, si può ridimensionare un certo videogame, oppure subentrano altri fattori, nel senso che la sola innovazione non basta a determinarne il valore oggettivo. Nel caso dei videogiochi ci sono tanti altri fattori per poter determinare oggettivamente un valore, come la già citata tecnica (qualità audio/video ad esempio), il gameplay (The Sims è uno strategico, va confrontato con quelli) e altre cosucce.

Mi piace molto l'approccio di cui parlavi, quello di "scrivere tutto", cose buone, cose negative, cose oggettive e soggettive, e lasciare al lettore farsi un'idea. Tutto questo avrebbe senso togliendo quei cavoli di numeretti (stelline/pallini/quasiasi-altra-cosa-siano) dal fondo (qualcuno li mette all'inizio direttamente ormai... non bisogna più nemmeno scorrere fino in fondo) della recensione. Mi sembra comunque un ottimo modo di "recensire", una sorta di operazione a cuore aperto n5.gif
 
Gwenelan
messaggio29 Mar 2013, 20:38
Messaggio #49



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CITAZIONE (Ravenloft @ 29 Mar 2013, 20:15) *
Il mio punto è semplicemente questo: l'innovazione è molto importante ed è oggettiva. Quindi, IMHO, è un fattore, e anche tra i più critici (non a caso uso questo termine). Ovviamente non è l'unico fattore, ci mancherebbe. Ma riprendendo l'esempio dei Bioshock, poniamo una parità in termini di valore artistico (e credo che ci sia davvero tutta) e di gameplay (fondamentalmente siamo lì), il primo capitolo, essendo venuto prima e avendo comunque innovato il genere, è "migliore" di Infinite in termini oggettivi relativamente agli aspetti che abbiamo esaminato e posto per buoni, ossia quelli su cui abbiamo convenuto (convenzione).


Viene da sé che, ad esempio, ha valore anche l'inquadramento storico: è oggettivo che Call of Duty abbia una grafica migliore di Doom. In quel caso, bisogna circostanziare e pretendere altre convenzioni, altrimenti la critica si riduce ad un bel nulla (che poi qualcuno osa dire che un dato disco suona "vecchio" e mi fa sorridere... è un altro discorso! quindi Beethoven è il peggio, suona troppo vecchio). Contestualizzando, Doom è ben più innovativo di Call of Duty, sia in termini assoluti che confrontandolo con altri giochi delle rispettive epoche. Nel caso dei videogiochi, questo rafforza il concetto: l'innovazione trascende la storia (e te la fa apprezzare, anche), la tecnica no, dunque l'innovazione è arte? Quesito interessante... ma io personalmente non so rispondere!


Allora, fin qui ti seguo, e concordo in toto! Per la "tecnica", diciamo che imho si applica un ragionamento un filo diverso, ossia: quanto è importante la tale cosa nel contesto? Cioè, se tu prendi CoD e togli la grafica da urlo, quel che resta vale quanto Doom che ha la grafica da schifo? Invece, se prendi CoD e togli il gameplay (che sempre tecnica è), com'è il gioco? Non si nota la differenza? E via così. Credo che sia comunque una sfumatura, ma sostanzialmente è la stessa cosa che dici tu. Non capisco la distinzione fra l'arte e la tecnica, nel senso che a ma pare che l'arte sia data dalla tecnica. Prendi la scrittura: come metti in fila le parole è tecnica, e infatti è giudicabilissimo. Se ti riferisci a quello che poi uno prova dvanti a un prodotto, quella è un'altra questione, ma appunto esula totalmente dalla sua qualità artistica/tecnica/come la vuoi chiamare.

CITAZIONE
Per quanto riguarda invece la "qualità" dell'innovazione, beh, quella non può essere davvero esaminata, è soggettivo. Faccio degli esempi: Will Wright e i suoi Sims. È un gioco innovativo, sicuramente, ma ha portato alla deriva social (che soggettivamente è il male assoluto). Ultima Online è il primo MMO e ha portato lo scempio multiplayer (che soggettivamente è il male assoluto). Wolfenstein 3D è stato il primo FPS, il genere più piatto che io conosca. Ognuno di questi titoli è, volenti o nolenti, nella storia. Questo però non vale per la loro "progenie", che fa abbastanza schifo a dirla tutta (con notevoli casi eccezionali, come Half Life). In questi casi, col senno di poi, si può ridimensionare un certo videogame, oppure subentrano altri fattori, nel senso che la sola innovazione non basta a determinarne il valore oggettivo. Nel caso dei videogiochi ci sono tanti altri fattori per poter determinare oggettivamente un valore, come la già citata tecnica (qualità audio/video ad esempio), il gameplay (The Sims è uno strategico, va confrontato con quelli) e altre cosucce.

Qua direi dipende, perché non intendevo analizzare la cosa a così "lungo" termine... mi spiego. The Sims ha portato a Sims Social (l'app di facebook), ma l'innovazione di The Sims è stata eccezionale, compresi i suoi "connotati sociali" (mi riferisco a tutte le cose create con i primi due The Sims, fatte apposta per la comunità: dalle case, alle sfide, agli album, ai movies). Sims Social, rispetto a The Sims, è innovativo dal punto di vista social, ma è un'innovazione deleteria. Finché eravamo a The Sims, il "male" ancora non c'era. Ugualmente Dracula ha portato a Twilight, ma Dracula non ha nulla che non va, il "male" è in Twilight. Non so se mi spiego @_@.

CITAZIONE
Mi piace molto l'approccio di cui parlavi, quello di "scrivere tutto", cose buone, cose negative, cose oggettive e soggettive, e lasciare al lettore farsi un'idea. Tutto questo avrebbe senso togliendo quei cavoli di numeretti (stelline/pallini/quasiasi-altra-cosa-siano) dal fondo (qualcuno li mette all'inizio direttamente ormai... non bisogna più nemmeno scorrere fino in fondo) della recensione. Mi sembra comunque un ottimo modo di "recensire", una sorta di operazione a cuore aperto n5.gif

Non è farina del mio sacco, l'ho visto usare nei blog letterari che seguo, ed è un sistema molto preciso (che, specifico, *chiude* la recensione, non si sostituisce ad essa). Il voto finale c'è, ma appunto è un voto che non "dai" tu, ma "viene da solo". Esempio astratto, mettiamo che per i pro usiamo le stelline lucenti, per i contro le stelline morte. Prendiamo il gioco a caso RPG450.
Pro:
- Ottima grafica
- Il personaggio principale è ben caratterizzato
- Il Personaggio Compagno A è ben realizzato
- Molti oggetti con cui interagire.
- Quest secondaria dei druidi ben realizzata e originale
Contro:
- Sistema di combattimento fracassone
- Sistema di dialogo piatto
- Il personaggio Compagno B è cliché
- Il Personaggio compagno C è cliché
- Tutti i comprimari sono cliché
- La trama è illogica
- Le quest sono tutte "prendi l'oggetto e portamelo"
- Sistema di controllo infelice
- Non si pò interpretare

Sono 5 stelline lucenti MENO 9 stelline morte. Il risultato è 4 stelline morte. Che, specifico, non corrisponde a un 4 su una scala da uno a dieci. Il giudizio finale resta, ma siccome viene fuori da solo è più bilanciato rispetto a un voto che dai tu un po' a naso (il tuo 6, corrisponde con precisione al mio 6?), e dopo 10 recensioni, per esempio, è più facile anche fare un bilancio dei giochi recensiti, se si vuole. Ugualmnte uno non può venirmi a dire: "come hai osato dare 4 stelline morte???", perché le stelline vengono fuori da sole.


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messaggio29 Mar 2013, 21:11
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CITAZIONE (Gwenelan @ 29 Mar 2013, 20:38) *
Non capisco la distinzione fra l'arte e la tecnica, nel senso che a ma pare che l'arte sia data dalla tecnica.


Per me l'arte è qualcosa che trascende il tempo. Nel mondo dei videogame, la tecnica, intesa qui come grafica, non può trascendere il tempo (poiché è la tecnologia in realtà che sta facendo/limitando la grafica), mentre la direzione artistica (riprendendo il solito esempio dei Bioshock) può trascendere eccome. Il gameplay non può trascendere (anch'esso è limitato in parte dalla tecnologia), ma l'innovazione si (a parità di tecnologia, "inventare" un genere è un fatto incredibilmente "artistico", è dopotutto un vero e proprio atto di "creazione"). In altri mondi, l'arte e la tecnica possono coincidere. In campo musicale, è risaputo che i Beatles erano dei mediocri musicisti, eppure... sono considerati delle divinità, anche se avrei da obiettare (e non sono l'unico caso "illustre"). Tendenzialmente però, sono portato a pensare che la tecnica sia una migliore base per raggiungere l'arte, insomma si parte sicuramente avvantaggiati :-)


CITAZIONE
Qua direi dipende, perché non intendevo analizzare la cosa a così "lungo" termine...


Siamo assolutamente d'accordo. Non intendevo sminuire un'opera solo perché gli eredi fanno pena, il contrario. Volevo sottolineare il fatto che, anche se l'innovazione è di serie B, sempre una innovazione è, e per tanto andrebbe apprezzata, fino a che non se ne abusa, almeno. Non sta a noi giudicare il peso dell'innovazione, ma solo constatarne la presenza. La storia, e solo essa, può indicarne il peso. Come indica il peso dell'arte stessa: se Monkey Island non è stato ancora superato dopo oltre 20 anni dall'uscita, qualcosa vorrà anche dire, no?


CITAZIONE
Sono 5 stelline lucenti MENO 9 stelline morte. Il risultato è 4 stelline morte.


Capito il punto. Resta però sempre una responsabilità del recensore dare un "peso specifico" alle varie stelline lucenti/morte. Come determino che "l'IA fa schifo" sia al pari di "la trama è avvincente" tanto per dire? La prima ti può del tutto rovinare l'esperienza di gioco, mentre la seconda te la migliora, certo... ma di quanto rispetto ad una trama diciamo "normale"? Mi pare però che questo "metodo" è molto efficace soprattutto per chi inizia a scrivere recensioni o sbaglio?
 

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