Cantus è un ragazzino insolito. Costantemente scocciato dal “rumore di fondo” prodotto dagli altri, gira sempre con le cuffie in testa, in modo che la gente pensi che stia ascoltando musica e lo lasci in pace. E nel tempo libero – quando può finalmente levarsi di torno i compagni di scuola e sua madre, tutti pieni di inutili parole da riversagli addosso – Cantus ama andare sulla spiaggia, a raccogliere conchiglie. E' proprio lì che incontrerà una strana bambina, Maris, le cui parole lui riesce ad ascoltare.

Faccio subito una premessa: Voices from the Sea non è una storia d'amore; non c'è niente di romantico – tranne lo stile di alcune inquadrature.
Voices from the Sea è una storia di crescita interiore con un elemento soprannaturale di contorno. Con “di contorno” intendo dire che se tale elemento non fosse soprannaturale non cambierebbe niente, e per la maggior parte della VN è come se il soprannaturale non ci fosse.

Cantus, il protagonista, si sente solo, incompreso, e non ride mai. Va sulla spiaggia per stare per i fatti suoi a fare quello che gli piace – raccattare conchiglie. Benché la sua psicologia non sia estremamente complessa, risulta abbastanza credibile: è il classico ragazzino incompreso che si trova in mille altre storie.
Maris, invece, è la classica ragazzina strana e ingenua (e un po' misteriosa) che si trova in mille altre storie. Con lei Cantus riesce a parlare, perché Maris vede il mondo senza i filtri pre-fabbricati con cui lo vedono gli altri. Non capisce cose ritenute ovvie (tipo quanto il nome “Cantus” sia ridicolo), e per questo è libera di pregiudizi.

E qui sta il problema fondamentale della VN: non c'è molto di nuovo. Si capisce subito dove si va a parare, appena Cantus e Maris si incontrano. Altri indizi sono sparsi qua e là per la VN, e il finale diventa abbastanza telefonato. Può non essere un grande problema, visto il tipo di storia: la parte importante, ossia la maturazione di Cantus, non è fatta male, e può far commuovere. Resta il fatto che, per arrivare a questo finale scontato, si deve passare per “perle di saggezza” altrettanto scontate (da: “i plegiudizi sono blutti” a: “gualda tutte le cose belle che la vita ti ha dato!”), che possono far venire l'orticaria a qualcuno (tipo me).

I dialoghi, quando non scadono nelle solite stupide gag di questo genere di VN (e di moltissimi anime), sono decenti. Un paio di battute di Cantus mi sono particolarmente piaciute, ma non si arriva mai a livelli spettacolari.

Il gameplay è classico anch'esso: ogni tanto dovremo scegliere fra due o più opzioni per proseguire il dialogo. In più, potremo andare a caccia di conchiglie, e dovremo sceglierne una ogni giorno, da regalare a Maris. Non ho notato alcun cambiamento a seconda della conchiglia regalata o dell'opzione scelta. In poche parole, Voices from the Sea è molto lineare, ha un solo finale, e non è possibile influenzare la storia. Di per sé non è un problema, ma avrei gradito che le mie scelte servissero a qualcosa, anche solo a darmi due linee di dialogo in più.
C'è da dire che quella che ho provato io è la versione gratuita, giocabile qui. C'è una versione “migliorata”, a meno di 5 euro, che potete comprare dal sito ufficiale, e che contiene vari EXTRA, fra cui “altre storie”.

Graficamente, Voices from the Sea, come potete vedere, è molto bello. Non so giudicare lo stile nel dettaglio, ma è pulito, i colori sono luminosi, ed è esattamente lo stile che uno si aspetta per la storia. Ci sono dei brevi “filmati” (immagini statiche mosse qua e là per dare l'idea di movimento, il risultato è bellino e alcune volte alquanto evocativo) per le scene più importanti, accompagnati da una musica dolce e nostalgica, anche se non troppo memorabile.
Maris è l'unica ad avere molti sprite, e sono tutti adeguati alla scena che sta “recitando”. Sono presenti anche varie illustrazioni speciali per i momento “clou”, molto belline anch'esse, in cui possiamo finalmente vedere Cantus e le sue cuffie. I menù sono anch'essi ben realizzati, professionali, e in più ad ogni fine capitolo appare uno specchietto riassuntivo molto kawaii.

La musica, come dicevo, tende a essere dolce e nostalgica; l'ho trovata molto carina all'inizio, ma dopo un po' volevo zittire le casse. Per fortuna, non continua ininterrotta per tutta la VN, ma è intervallata da altre musichette o da rumore di statiche quando Cantus è a scuola o a casa. E' usato per simulare il fastidio che lui prova ascoltando gli altri. In Voices from the Sea ci sono molti più effetti sonori che in altre visual novels, e sono tutti curiosi e ben scelti: si va dalle onde del mare, ai gabbiani, al "pop" che fa il mouse passando sui vari tasti del menu.

Quindi, in conclusione, com'è questo Voices from the Sea? Direi che è carino, e può sicuramente piacere a tutti quelli con la lacrima facile o dal “cuoricino tenero”. Persino una cinica come la sottoscritta ha trovato varie scene piacevoli, e, benché non sia originale né particolarmente memorabile, la storia di Cantus è fatta abbastanza bene, e può dare un'oretta di piacevole lettura.