Taarradhin

Il reame di Nishtif è piagato da anni da una terribile siccità, e gli abitanti cominciano a pensare che la loro dea, Schekut, li abbia abbandonati. Ma Neqtia, principessa del regno, è ignara di gran parte del problema. La siccità non la tocca, in quanto a lei sono riservati tutti i lussi e le comodità. Il suo problema è la noia delle sue giornate, sempre uguali visto non le è permesso uscire da palazzo da sola e non ha grandi svaghi. La notizia che due bellissimi schiavi stanno per entrare nel personale dei palazzo la incuriosisce: chissà cos'hanno da raccontare...

Taarradhin sembra, a prima vista, il solito otome: noi, nei panni di Neqtia, dovremo scegliere quale dei due schiavi – Jyrik e Araedra – vogliamo conquistare e cercare di passarci assieme più tempo possibile. Non ci sono scelte di “dialogo” da compiere; più spesso si tratterà di scegliere solo *con chi* stare, e il rapporto si svilupperà da solo.
Ma, in realtà, questo sviluppo non si vede. Vedremo un paio di dialoghi fra Neqtia e lo schiavo scelto, e poi si passerà alla dichiarazione e al “good ending”. E' tutto molto superficiale e lascia molto insoddisfatti.

Dopo aver completato le prime 4 routes – ognuna delle quali richiede circa 10 minuti, 20 se leggete lentamente – potremo accedere alla vera route, che culmina nel “vero finale”. E potremo leggere la *vera* storia di Taarradhin, che non è una storia d'amore, ma una storia sullo sfruttamento, le differenze di classe e la miopia dei privilegiati.

Questa route è migliore delle altre, perché vedremo la presa di coscienza di Neqtia, ma pecca di inverosomiglianza. I due schiavi sono immediatamente amicissimi di Neqtia, non sembrano aver nostalgia di casa né avere problemi ad essere schiavi. In parte la cosa ha senso, perché adesso che sono a palazzo hanno almeno un pasto assicurato e scopriremo andando avanti che la loro famiglia è stata pagata per averli “concessi”. Ma è tutto un po' troppo rosa&fiori, non si ha neanche minimamente un'immagine realistica della schiavitù. Allo stesso modo, il rapporto fra Neqtia e i due schiavi fila un po' troppo liscio. Siamo sicuri che questi due schiavi, che hanno vissuto in prima persona la fame e della miseria, scuserebbero con una scrollata di spalle i commenti insensibili di una ragazzina viziata che pensa che per loro sia un onore crepare per il regno? O non penserebbero invece che andrebbe presa a ceffoni?

Insomma, da quando i tre diventano amici la trama fila e il cambiamento di Neqtia è anche credibile, ma quello che viene prima è inverosimile e tutti i temi che pare si vogliano affrontare sono trattati con superficialità.

I personaggi in sé non sono mal caratterizzati. I due schiavi sono più curati di Neqtia e Jayrik, in particolare, ha più sfaccettature e non è uno stereotipo. Anche Araedra ha le sue particolarità, ma rientra comunque nella categoria “donna con i contro” classica.

Stilisticamente, questa è la prima VN che vedo narrata non solo in terza persona, ma anche con un narratore esterno onnisciente che ci regala brutti spiegoni sulla siccità e su quanto Neqtia sia viziata (come se non potessimo vederlo da noi). Non comprendo il motivo di questa scelta, che trovo infelice.

L'arte è invece molto bella, come ormai normale per le visual novel della Cyanide Tea (che abbiamo già visto con Ristorante Amore e The Elevator). Ogni personaggio, Neqtia compresa, ha vari sprite, tutti ben disegnati, e gli sfondi sono realizzati con uno stile “dipinto” che trovo molto azzeccato all'ambientazione. Anche menu e interfaccia sono realizzati ad hoc, e danno un aspetto professionale al titolo, più impressionante se si pensa che è stato tutto realizzato in un mese (Taarradhin è stata realizzata per il NaNoReNo dell'anno scorso).

Le musiche, come spesso succede, non mi sono rimaste impresse. Non sono brutte, anzi, sono graziose, ma niente che resti davvero nella memoria del giocatore.

Mi aspettavo un po' di più da Taarradhin. Dopo Ristorante Amore e The Elevator, che erano due VN curate e molto carine, questo Taarradhin mi lascia insoddisfatta. La trama è scialbina, trattata con superficialità. E' vero che è stata realizzata in un mese, ma si poteva rinunciare alle 3 routes inutili con la brutta love story e focalizzare lo sforzo solo su quella vera, sviluppando meglio personaggi e situazioni. Insomma, una volta arrivati alla vera route Tarradhin può divertire, ma si poteva fare molto meglio.

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