John Maracheck era un semplice insegnante, in viaggio con la sua famiglia nello spazio. Ad un certo punto, però, qualcosa dev'essere andato storto, perché John si risveglia da solo, su una nave spaziale sconosciuta (la Groomlake). E tutto intorno a lui è distrutto, o macchiato di sangue, o decorato con le membra di qualcuno più sfortunato di lui.

STASIS è un'avventura grafica finanziata con kickstarter nel Novembre del 2013 e sviluppata da The Brotherhood. L'ambientazione sarà immediatamente familiare a chiunque abbia giocato a Dead Space o a chi sia patito di film horror ambientati nello spazio: la Groomlake è la classica astronave strapiena di mostri che lurkano nel buio e di scienziati pazzi che ne sono la causa.
E il problema principale del gioco è che STASIS è tutto qui, una riproposizione di un plot già visto, con un'ambientazione già vista, per giunta in modo non troppo brillante, come un brutto action movie.

La colpa è in gran parte dei personaggi, nessuno troppo caratterizzato. Di John stesso sappiamo ben poco, se non che è un insegnante e che vuole trovare la sua famiglia. I comprimari sono pochi e ricadono tutti nella categoria dello Scienzato Pazzo Malvagyo. Durante il gioco, avremo modo di leggere numerosi “diari” di altri personaggi, gli abitanti della Groomlake ormai deceduti, e neanche questi si salvano: alcuni sono troppo eccessivi nella loro malignità, tanto da sembrare delle macchiette ossessionate (peraltro tutti, maschi e femmine, ossessionati dal sesso come 14enni in calore. Perché se sei malvagio devi avere qualche disturbo sessuale, suppongo); altri sono evidentemente capitati lì solo per fare le vittime, visto che la loro bontà gli ha impedito di rendersi conto di quello che succedeva nella nave e della natura di psicolabili di tutti i loro colleghi. Non è neanche colpa loro: uno presume, quando arriva in un posto di lavoro, che il pazzo sarà uno, non che tutti i colleghi sbarellino.

La trama procede bene all'inizio, quando ancora sappiamo poco degli eventi avvenuti sulla Groomlake ed è forte l'atmosfera di orrore e isolamento. L'atmosfera è resa bene e i momenti orrorifici sono molti: si tratta però di un horror sanguinoso/shockante, non di quell'horror che genera tensione. L'orrore sta nel vedere il risultato (o gli errori) degli esperimenti compiuti sulla nave, gli esseri deformi, i cadaveri straziati e altre scene più particolari che non vi voglio rivelare. In questo, gli sviluppatori sono stati molto bravi e chi è sensibile a questo tipo di horror sarà sicuramente colpito (io no, che è il motivo per cui sono riuscita a giocarci).

Quando però si procede nella trama, si nota che il tutto è molto prevedibile e che oltre il senso di “shock” non c'è niente di più “profondo” a cui aggrapparsi. Abbiamo già detto dei personaggi, ma con pg simili è ovvio che anche le “tematiche” del titolo non saranno granché sviluppate. Non c'è una riflessione sui limiti (eventuali) della scienza; non ci sono personaggi che magari arrivano a fare cose crudeli o mostruose spinte da un motivo comprensibile, o personaggi combattuti; non c'è grigiore morale, non c'è niente che non sia la piattezza più assoluta, rappresentata da pg pazzoidi e infoiati a cui qualche idiota ha messo in mano la licenza di sperimentare su questa nave. Lo stesso John è solo una vittima delle circostanze, ma il protagonista poteva essere lui o un altro tizio qualsiasi, poco sarebbe cambiato. Il suo compito è farci dire “poverino” mentre lo vediamo arrancare sanguinolento alla ricerca della sua bambina, ovviamente, bella, bionda e taaanto tenera.

Il risultato è stato che ho terminato il gioco sbadigliando, specialmente verso l'ultimo terzo, quando anche gli enigmi si fanno scarsi e arriviamo faccia a faccia con il Kattivo della Groomlake, ennesima macchietta.

Gli enigmi di STASIS sono in media carini e ben inseriti nelle varie scene. Non sono mai troppo complicati, ma non sono neanche auto-completabili (tranne nell'ultima parte del gioco, dove veramente si tratta solo di “prendi oggetto- usa qua” per risolvere le sequenze). In massima parte sono basati sull'inventario e la combinazione di oggetti; in alcuni casi sono a tempo e in un paio di sequenze dovremo proprio muoverci velocemente nell'area per evitare la morte. Sì, in STASIS si può morire, ma il gioco salva in automatico e di solito ci tocca rigiocare solo pochissimi minuti. Sono assenti enigmi basati sul dialogo, in quanto saremo per la maggior parte del tempo da soli.

I PDA che troveremo in giro, quelli contenenti i diari degli altri membri dell'equipaggio, fanno da background nel 90% dei casi, ma qualche volta contengono indizi su come proseguire nel gioco. Piuttosto, è abbastanza fastidioso che John legga i PDA e poi non colleghi i fili della scontatissima trama in cui è inserito. Roba del tipo che nel PDA leggiamo: “Oh, no, sulla Groomlake si fanno esperimenti!!!” e poi John commenta, guardando un cadavere mostruoso: “Ma cosa stavano facendo su questa nave?”. Non lo so, cosa stavano facendo? Forse degli esperimenti, come dicevano nei 120 PDA che abbiamo appena finito di leggere? Di norma questo sarebbe un dettaglio: in STASIS è l'indice della profondità di tutta la storiella.

Dal punto di vista grafico e tecnico, invece, il gioco è davvero bellissimo. Le location sono claustrofobiche, scure, i mostri sono orribili e le scene di cui non voglio raccontarvi sono molto dettagliate, in tutto lo schifo che possono generare. Le musiche sono splendide, ma sono sopratutto gli effetti sonori che vorrei applaudire: quelle poche scene che mi hanno fatto senso (ripeto, questo non è il tipo di horror che mi crea problemi, ma per chi è sensibile, funzionerà!), ci sono riuscite proprio grazie alla precisione degli effetti sonori e al doppiaggio. I personaggi sono tutti doppiati abbastanza bene e John è ovviamente uno dei meglio riusciti.

Alla fine, mi sento di consigliare STASIS? Non proprio. È un gioco mediocre, che può soddisfare il gusto dell'horror di qualcuno, ma chi si aspetta una trama non dico da oscar, ma decente, con un po' di spessore, qualche colpo di scena o simile, non la troverà; chi preferisce l'horror di tensione, quello cioè che faccia effettivamente paura, non lo troverà nemmeno. Per fare un paragone, Cat Lady, da noi recensito e tradotto tempo fa, è fatto molto meglio, come anche Downfall, il precedente gioco dello stesso autore. Ho sentito paragonare STASIS a Sanitarium: i due titoli non potrebbero essere più lontani. In Sanitarium c'era qualcosa di shockante ma non era lì che risiedeva il fascino del gioco; la sua storia e la sua ambientazione erano più originali e il protagonista aveva un percorso interiore da compiere all'interno del gioco, rappresentato dai vari “mondi” che potevamo esplorare, che donava spessore a tutta l'esperienza.
Ma se avete finito tutti questi titoli e volete una classica ambientazione horror, nuda e cruda, allora STASIS potrebbe piacervi.