OUTRUN 2


Il sogno proibito
Mandare tutti al diavolo, tirare fuori dal proprio garage una Ferrari con biondona annessa e andare via. Via lontano, non importa dove. Via da questa grigia esistenza, dalla monotonia e dalla routine di ogni giorno. Ma quanti di noi hanno un Ferrari nel garage? E quanti una biondona che ci aspetta? E quanti nel 1986 riuscirono a supplire a tali mancanze grazie all'opera di un omino venuto dal nulla (e da lontano) meglio conosciuto come Yu Suzuki?

Life was a bore...
Nel 1986 fece capolino nelle sale giochi di mezzo mondo un gioco che avrebbe segnato la storia del videogame. Un titolo che avrebbe fatto conoscere il suo autore e il suo marchio ovunque. Un prodotto destinato a diventare icona di un genere. Outrun si presentò al pubblico nel migliore dei modi, rappresentando tutto ciò che si poteva desiderare da un gioco automobilistico. Velocità pazzesca, grafica da urlo, scenari diversi fra di loro e in continuo mutamento, un'auto famosa e una donna formosa; difficile capire quanto fosse procace quest'ultima, dato il numero di pixel a disposizione...

 

 Night flight...
Un bel viaggio giunge sempre a conclusione. Non importa dove abbiate lasciato buona parte dei vostri pneumatici, non importa se a cornice delle folli derapate vi sono stati deserti o ghiacciai, prima o poi bisognerà scontrarsi con il dannato punto B di quel segmento che è stato il vostro più bel viaggio. L'avventura si conclude, il Ferrari torna sconsolato in garage e la biondona ...beh non è così importante. Ora immaginate per un istante di tornare alla vita di tutti i giorni fatta di file interminabili per pagare una bolletta e di mattinate iniziate all'insegna del “tiro alla sveglia”. Boring. L'anima da pilota ventenne senza pensieri-chioma al vento-rubacuori ha lasciato il posto ad un desolante e squallido declino fatto di rimpianti, bei ricordi e di tanto in tanto meschine rimpatriate e brevi corse all'insegna dei bei tempi andati.

Virtuale, non reale.
Ecco perché adoro i videogiochi. Si punta al realismo sfrenato e alla simulazione senza compromessi ma c'è una cosa che apprezzo in misura maggiore: la volontà dello sviluppatore di creare ciò che soltanto nella nostra mente potrebbe esistere. 20 anni dopo, il ricco e fascinoso uomo al volante del Ferrari torna e non nelle vesti di un pensionato nostaligico, ma in grande spolvero. Tutti i capelli a loro posto, un'ampia scelta di vetture della casa italiana, ragazze di tutti i tipi e ancora, ancora una volta, quell'atmosfera unica e frizzante che SEGA/Am2 era riuscita ad infondere al suo titolo automobilistico. Outrun è tornato e questa volta dovrà fare i conti non tanto con i vecchi giocatori, ma con un pubblico nuovo, un palato sicuramente più difficile da soddisfare (non necessariamente più raffinato). L'impresa non è delle più semplici; riuscire a sfondare attraverso l'arma dell'arcade puro in un panorama in cui i mostri sacri puntano al realismo (più o meno accentuato e riuscito). Sfida d'altri tempi.

 
La riconoscete vero?

 
Risky ride...
Outrun2 si presenta al giocatore , oggi come un tempo, con il preciso scopo di metterlo alla guida di una fiammante Ferrari. Quale Ferrari ? In effetti in questo “seguito” le autovetture non mancano di certo. Questa volta potendo contare sulla licenza ufficiale, il team di Yu Suzuki (folle amante del cavallino rampante) ha proposto un garage niente male. Si inizia con modelli storici come la Dino Ferrari, disponibile in diverse colorazioni, passando a modelli più recenti come la 360 Modena o la F40 fino ad arrivare ad un vero e proprio mostro di potenza, meglio conosciuto come Enzo Ferrari. Tutti i modelli chiaramente rispecchiano gli originali e si adattano al diverso stile del giocatore. Essendo Outrun2 un arcade purissimo, le diverse vetture offriranno in luogo di prestazioni più elevate, una migliore manovrabilità, in modo da permettere al principiante di iniziare con auto più “facili” per poi progredire con vetture la cui guida è decisamente più impegnativa. Outrun2 compie un salto nel passato non solo per ciò che concerne lo stile di gioco ma soprattutto per le meccaniche. Un modello di guida assolutamente fuori di testa in grado di garantire derapate impossibili, velocità allucinanti e manovre che appaiono improponibili sia nella vita di tutti i giorni ma anche nel più “fantasioso” videogame di guida apparso negli ultimi anni. E' rimasto invariato anche lo scopo del gioco; in luogo dei classici circuiti chiusi, Outrun2 permette al giocatore di percorre un tragitto a “tappe” scegliendo di volta in volta il proprio percorso attraverso bivi che segnano l'inizio e contemporaneamente la fine di ogni tappa. Lo schema si ripete per un certo numero di sottotappe fino a giungere ad una delle tante conclusioni disponibili. Un tempo nei titoli arcade di casa SEGA (vedi HangOn) lo scopo non era tanto arrivare prima degli altri ma al contrario, giungere a destinazione prima che il conto alla rovescia si fosse concluso. In Outrun2 anche questo aspetto è rimasto invariato. Ma allora, in concreto, cosa è cambiato? Per capirlo bastano pochi istanti. Outrun2 offre un impatto audio/video da lasciare il segno. Una conversione arcade che mette i brividi. Un lavoro di conversione da nobel; nonostante l'hardware originale non fosse troppo diverso da quello dell'xbox, c'era il rischio concreto di trovarsi tra le mani un titolo a metà. Fortunatamente questo non è accaduto. In più di un'occasione finirete per perdere il controllo dell'auto mentre ammirate il paesaggio ora innevato, ora urbano, ora immerso nel verde smeraldo tra palme e nuvolette in un cielo blu “SEGA”.
 

Un bel gioco dura... abbastanza.
Tra modelli poligonali sublimi, scenari incantevoli, una sensazione di velocità costante che non scende mai (almeno nella modalità arcade) e un audio che ripesca a piene mani dal vecchio outrun introducendo nuove versioni delle classiche musiche del gioco più brani inediti, resta da chiedersi cosa dovrebbe tenere incollato al monitor il giocatore incallito. La modalità arcade, per sua stessa natura, dura poco. Fortunatamente gli sviluppatori hanno avuto il buon senso di offrire al pubblico casalingo, oltre alla sopraccitata conversione perfetta dell'originale arcade, diverse altre modalità per allungare la durata del titolo in questione. Oltre alle “solite” modalità tipo “time attack” e “versus mode”, Outrun2 offre la possibilità di sbloccare i numerosissimi bonus di cui il gioco è colmo attraverso particolari missioni. Lo scopo di queste missioni varia ma si tratta in sostanza di prove di abilità. In alcune è necessario colpire dei birilli, in altre evitarli, in altre ancora guidare in maniera “spericolata” al fine di impressionare la ragazza al nostro fianco. Tale successo con il gentil sesso verrà misurato attraverso un particolare contenitore che andrà a riempirsi di “cuori” ogni volta che si compie l'azione giusta. Una derapata lunga e al momento giusto, una foto ben scattata o un sorpasso da pirata della strada faranno si che tale contenitore di volta in volta si riempia sempre più. Ad ogni prova superata almeno con una “A”, sbloccheremo una carta. Alla fine di ogni “blocco” di prove potremo accedere ad un bonus. Tra i vari bonus fanno la loro comparsa nuovi brani musicali, nuove auto o nuovi percorsi. Tra i tracciati bonus ci sono delle chicche che ogni appassionato di arcade SEGA non potrà non riconoscere...


Non è poesia?

Pit stop
Ciò che preoccupa di più in ogni arcade è la longevità. Certo non si può negare che con tutte le aggiunte, i bonus da sbloccare e il supporto ad XBOX Live, la durata del gioco non sia “migliorata” rispetto all'originale arcade. Purtroppo ogni arcade ha nelle sue stesse origini, virtù ma anche seri limiti. Nonostante le prove da affrontare, il giocatore smaliziato potrebbe finire per annoiarsi prima di aver completato il gioco al 100%. Ad Outrun2 manca tutto ciò che oggi un titolo automobilistico dovrebbe offrire. Tuning dell'auto assente, meccanica di gioco semplicistica e irrispettosa di qualsiasi fondamentale legge della fisica e, più in generale, modello di guida poco appagante nel lungo periodo. E' il classico schema arcade: auto super veloce, curve eseguite a velocità vertiginose e scampagnate sull'erba o incidenti spettacolari a fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Niente auto fracassate dunque, solo un sovrasterzo da controllare e il giusto tempismo ad ogni curva, affrontata quasi sempre all'ultimo istante senza decelerazioni anticipate. Galvanizzante, ma non per tutti.


Classico scenario SEGA. Palme, sole mare e un'auto da sogno.

 Il solito bicchiere, mezzo pieno ...
Outrun2 è arcade. E' chiaro come l'acqua di sorgente. Tutti i pregi e i difetti si giustificano in una maniera o nell'altra nella sua stessa natura. Il modello di guida è fondamentalmente quello del primo Outrun, adattato alle moderne tecnologie e ottimizzato per gli attuali controller analogici. Però fondamentalmente il gioco resta quello. Più che un seguito sembra un remake, in ricordo dei bei tempi andati. Outrun2 però ha un pregio non da poco: nella sua intrinseca limitatezza riesce ad imporsi nei confronti del pubblico come un titolo “onesto” e rispettoso del genere a cui appartiene. Outrun2 rappresenta il fanciullo che nella sua purezza e ingenuità non si preoccupa di mistificare la realtà che lo circonda e si limita dunque a riferire ciò che i suoi occhi carichi di entusiasmo vedono e scoprono ogni giorno, senza preoccuparsi delle conseguenze. In un universo dove i giochi di guida si spacciano per simulatori per vendere il più possibile e altri millantano vene arcade per coprire enormi lacune nella giocabilità, avere tra le mani la quintessenza dell'arcade automobilistico puro e senza compromessi commerciali non è cosa da poco.


Non sarei sorpeso se all'mprovviso una valanga di neve invadesse la pista. Nah, non accadrà.

Lo ricorderemo per...
Quanti sedicenti arcade hanno invaso gli scaffali dei negozi e poi si sono rivelati perfetti esempi di “inconsistenza videoludica” ? Quanti hanno sfruttato il termine “arcade” per coprire spaventose lacune strutturali ? Quanti ectoplasmi poligonali a quattro ruote hanno tentato di riportare in vita un genere agonizzante ormai da anni? Outrun2 ci riesce e lo fa con grande stile. Lo ricorderemo per questo e per essere, a conti fatti, un omaggio a tutti i vecchi giocatori che hanno lasciato nel cabinato più di una moneta da 500£. Un signor omaggio.

In breve...
Un titolo profondo (nei limiti del genere a cui appartiene) ed estremamente appagante se siete fanatici del genere o del primo capitolo apparso in sala quasi venti anni fa. Outrun2 non è per tutti. I giocatori “moderni” vedranno nel titolo più i difetti che i pregi e finiranno per bollarlo come “incompleto”; in realtà Outrun2 è perfetto così com'è. A suo modo è un gioco di “rottura”, senza compromessi; prendere o lasciare. Non è un ibrido alla GT o meglio ancora, alla PGR. E' lo spirito del divertimento puro, incontaminato e cristallino fatto gioco.

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