Ogni appassionato di retrogame non può non conoscere il mitico Zak Mckracken and the Alien Mindenbers, gioco realizzato nel 1988 dall'ormai defunta (ahinoi) Lucasfilm. Invece può darsi che non tutti conoscano The New Adventures of Zak Mckracken, seguito amatoriale dedicato al famoso giornalista, programmato nel 2002 con il motore AGS da alcuni fan che hanno formato un gruppo, prevalentemente tedesco, chiamato LucasFan Games. Si tratta di un tipico punta e clicca sulla falsariga dello Zak ufficiale, tradotto in diverse lingue tra cui l'italiano (grazie ai ragazzi dello IAGTG) e scaricabile anche dal sito di OGI qui.

L'avventura, dopo un breve filmato introduttivo che la ricollega a quella precedente, inizia con una storia a sé stante, con il nostro giornalista alle prese con il rapimento di Annie, l'ufologa che abbiamo già conosciuto nel primo capitolo. Perchè è vero che la storia è nuova, ma è altrettanto vero che ci sono moltissimi richiami al capitolo precedente, a cominciare proprio da alcuni personaggi, per continuare con varie locazioni, filmati d'intermezzo sullo stesso stile, il comparto grafico e addirittura lo stesso rumore dei passi di Zak!Insomma, possiamo dire che, i retrogamers che ricordano con nostalgia la prima avventura di Zak, in questo seguito avranno la possibilità di rituffarsi nel passato riportando alla mente i vecchi tempi.

Oltretutto, durante il gioco, possiamo assistere a vari richiami ad altre avventure della Lucas. Ma veniamo al gioco in sé: parliamo di un punta e clicca in terza persona con il gameplay classico delle avventure Lucas, con i verbi nella parte inferiore sinistra dello schermo e l'inventario nella parte inferiore destra.Cliccando sul verbo e poi su un punto/oggetto attivo il nostro personaggio esegue l'azione richiesta, se possibile.Non ci sono enigmi veri e propri, ma la maggior parte delle azioni si basa proprio sulla combinazione di oggetti, sul capire dove usarli o con chi. Le mosse da compiere nelle varie locazioni sono quasi sempre abbastanza logiche, sicuramente più di quelle del primo capitolo, la difficoltà non è elevata e risiede principalmente in un aspetto: capire l'ordine delle azioni da svolgere. Infatti, poiché ci sono una quindicina di locazioni tutte raggiungibili già dall'inizio del gioco tramite viaggi aerei, può capitare di rimanere bloccati perchè per andare avanti bisogna recuperare un detreminato oggettto che non si sa dove trovare e che è indispensabile per proseguire.

Questo aumenta la longevità, anche se personalmente ho trovato noioso il dover viaggiare di qua e di là alla ricerca di un qualcosa per andare avanti...d'altronde le avventure di una volta spesso erano così e piacevano, ma, a mio parere, in molti casi godevano di un certo carisma che invogliava sempre a proseguire e che qui, purtroppo, è assente. L'aspetto positivo è che, rispetto al primo Zak, non si può rimanere bloccati per mancanza di soldi, qui per fortuna si può viaggiare illimitatamente. Un altro aspetto che, invece, si sarebbe potuto tralasciare è quello dei labirinti: difatti, in alcune zone, bisogna trovare il percorso giusto prima di giungere a destinazione...non sono percorsi difficili, ma sono un di più e, a lungo andare, stufano. Discrete le musichette, tutte famose, da Stand by me a Yellow submarine (alcune, come in quest'ultimo caso, anche a “tema”).

Bisogna considerare che il gioco è stato realizzato da un team indipendente amante dei vecchi capolavori Lucas e, dovendo dare un giudizio, posso dire che The New Adventures of Zak Mackracken, pur non avvicinandosi qualitativamente al capitolo ufficiale, è un gioco consigliato per tutti coloro che abbiano apprezzato Zak Mckracken and the Alien Mindenbers, che qui troveranno modo di far riaffiorare i ricordi dei tempi in cui i punta e clicca della Lucas la facevano da padrone e che, quindi, potrebbero apprezzare anche questo seguito. Purtroppo non credo di trovarmi davanti ad un gioco che possa colpire le nuove leve nè si tratta di un gioco che brilli particolarmente per carisma ed originalità (che è quello che invece solitamente ci si aspetta da un team indie), ma questo probabilmente è dovuto proprio al tentativo di ricalcare in toto le orme del suo predecessore, utilizzando uno schema ben collaudato che, però, negli anni duemila avrebbe bisogno di qualche innovazione,nonostante, a suo tempo, abbia fatto innamorare buona parte di una generazione di videogiocatori.

Leggi anche la recensione dell'originale Zak McKracken and the Alien Mindbenders

Scarica la nostra traduzione di The New Adventures of Zak McKracken