Mizuki ha un serio problema: ha scordato il suo nome, e solo quello. Sarà una malattia? O sarà colpa del brutto marinaio che le appare ogni volta che cerca di dormire, e che la tiene sveglia per giorni di fila? O forse l'ha mangiato uno dei gatti del vicinato? Scopriamolo con INDIEtro Tutta!

Memoranda è un'avventura grafica punta e clicca sviluppata da Bit Byterz e ispirata ai racconti di Haruki Murakami. Questo è molto evidente dall'ambientazione, che mischia reale e surreale, persone normali con animali umanizzati o teste parlanti e cose simili. Solo che, a differenza dei racconti di Murakami, dove gli aspetti surreali sono sempre e comunque legati alla storia, in Memoranda questo non succede.

In verità, è difficile dire di cosa parla Memoranda. Mizuki deve trovare il suo nome e per farlo incontrerà personaggi strani e farà azioni ancora più strane, ma sono tutte cose scollegate le une dalle altre. Aiuteremo un ragazzo a sfuggire dalla sua condizione di paralitico, ma questo non ha alcuna attinenza con la nostra ricerca. Troveremo i vecchi film del nostro padrone di casa ma neanche questo ha alcuna attinenza con la nostra ricerca. In verità, neanche i passaggi che ci portano a trovare il nostro nome hanno attinenza con la nostra ricerca, benché il gioco sembra suggerire che sia così.

Il risultato è che la storia e i personaggi mancano completamente di profondità e il giocatore passa da fatti randomici uno dopo l'altro fino ad arrivare alla conclusione. Si accenna a una separazione di Mizuki dal marito, al suicidio di una sua amica, ma sono cose che hanno poco o nessun impatto sui suoi problemi attuali quindi non creano spessore, sono solo “fatti”. Non basta inserire “il trauma” in una storia perché questa assuma profondità; il "trauma" deve essere legato al problema attuale che affligge il protagonista.

Manca anche un aspetto allegorico o qualsiasi cosa che colleghi tematicamente tutto quello che succede nel gioco. Il vecchietto che riceve i segnali di un terremoto di 100 anni fa, per esempio, cosa c'entra col resto? E che impatto ha? Nessuno. Che ci sta a fare lì, allora? Mistero. L'esistenza del Dabchick, una specie di “dottore” per animali umanizzati, è molto interessante, ma cosa c'entra con tutto il resto? Niente.

Questa sconclusionatezza è presente anche nel comparto enigmi. Con Memoranda sembra un po' di essere tornati a certe avventure grafiche di anni fa, come quelle Microids, dove gli enigmi erano inverosimili e macchinosi. Ecco che nella casa di un tizio troveremo strani congegni infilati nelle pance dei peluche; ecco che ci troveremo a curare il giardino di un topo senza apparente motivo; ecco che una bambina ci darà un film collegato ai nostri sogni, di nuovo senza un motivo...

Diventa molto difficile superare alcuni pezzi, non tanto perché gli enigmi siano difficili di per sé, quanto perché non si capisce cosa dobbiamo fare né perché (mentre, paradossalmente, si capisce il come. Per esempio, trovando un seme, è subito intuibile che bisogna portarlo al giardino del topo. Ma perché, a che pro? La risposta è: perché altrimenti il gioco non va avanti). In alcuni casi, dovremo tornare a visitare aree che fino a due secondi prima erano di nessun interesse, perché sono spuntate nuove cose da fare. Così, senza un indizio che indichi che è necessario, costringendo il giocatore a rifarsi tutte le aree visitate ogni volta che resta bloccato.
Capita che i personaggi ci diano dei compiti che però non dobbiamo portare a termine. Capita di raccogliere oggetti che una volta persa la loro utilità restano nell'inventario, facendoci dubitare del fatto che non servano più.

Insomma, la confusione è all'ordine del minuto in Memoranda. Il sistema di hint implementato nel gioco aiuta in alcuni casi, ma non è sufficiente. Manca completamente un senso di direzione per il giocatore, che si trova sperso in un mondo pieno di stranezze buttate apparentemente a caso.

Piccola nota per i fan di Murakami: le citazioni ai suoi racconti si sprecano, ovviamente. Ci sono chicche grandi e piccole, che sono sicura sarete felici di trovare.

Graficamente, Memoranda è molto bello. Non sono esperta d'arte, ma lo stile mi ha ricordato molto certi disegni francesi, specialmente nell'anatomia dei personaggi. I colori, in particolare, si adattano bene all'atmosfera da realismo magico del gioco e ad alcune scene più surreali nello specifico. Anche la ost, con musiche dolci ma non sdolcinate, calza a pennello. Non posso che lodare la direzione artistica di questo gioco.

Le animazioni sono ridotte al minimo, come c'è da aspettarsi forse, per un gioco a basso budget uscito da Kickstarter. Non lo ritengo un problema, le animazioni presenti sono sufficienti per il gioco.

Apprezzo molto le atmosfere di Murakami, quindi avevo belle speranze per questo gioco, che sono state disattese. Mi aspettavo qualcosa di mezzo incomprensibile, di troppo criptico (chi ha letto Kafka sulla Spiaggia ha capito che intendo) e in generale una storia lenta e non fatta troppo bene; ma non mi aspettavo questa generale mancanza di senso e filo logico. Non boccio il gioco completamente solo perché ho visto di peggio e alcuni passaggi sono apprezzabili, ma non ci siamo proprio. Peccato, un'occasione sprecata.