Mass Effect: Andromeda è il nuovo capitolo della serie fantascientifica di Mass Effect, sviluppata da Bioware per conto della EA. Mentre nei primi tre titoli abbiamo avuto modo di difendere (con incerto successo) la nostra galassia, Andromeda ci porta molto più in là, alla colonizzazione di una nuova fetta di spazio – la galassia di Andromeda, appunto. E come sarà andato il viaggio dei nostri nuovi eroi?
Male, ovviamente. Molto male.

Partiamo dalla storia. La premessa è la seguente: la gente nella Via Lattea ha trovato dei Magici Telescopi con i quali ha osservato lo spazio profondo e ha individuato dei pianeti bellissimerrimi e pronti per la colonizzazione. Quindi, sono tutti saltati in qualche nave spaziale (le Arche, più o meno una per “razza”) e si sono fatti un viaggetto di 600 anni fino ai nuovi pianeti.

Ho letto recensioni che plaudivano questa premessa, il che mi fa piangere per il quoziente intellettivo dell'umanità, in evidente calo costante. Chi può mai pensare che sia una buona idea fare un viaggio di *600 anni* per raggiungere una meta? 600 anni, immaginateli sulla Terra: dall'anno 1000 al 1600... sono cambiate giusto quel pochino di cose! E questo se consideriamo una civiltà come quella dell'anno 1000, cioè relativamente arretrata. Ma se un alieno partisse oggi, 2017, per raggiungerci, e arrivasse da noi nel 2617? Avremmo fatto in tempo a scatenare due guerre mondiali, a finire tutte le risorse del pianeta, e a farglielo trovare deserto perché saremmo morti tutti per le radiazioni!

In verità, è suggerito dal gioco che ci sia un motivo specifico per cui questo viaggio è stato organizzato. Dico “è suggerito” perché, siccome Andromeda non è autoconclusivo, passeremo le 40+ ore del gioco senza avere la conferma. In ogni caso, se anche così fosse, solo *una* persona in tutta la galassia ha avuto questa specifica motivazione: tutti gli altri che hanno organizzato l'Iniziativa (questo il nome della migrazione di massa) non si sono posti minimamente il problema! Ci sono persino coloni che si lamentano quando scoprono che i pianeti non sono “come era stato promesso”, neanche a prometterglielo fosse stato il Padretrerno. Vorrei credere che il tutto sia una velata critica alla credulità delle masse e alle promesse inverosimili dei politici... ma qualcosa mi dice che non è così.

In ogni caso, come avrete capito le cose non vanno lisce e i coloni sbattono il muso contro la Dura Realtà, che nel caso specifico assume dapprima la forma della Scourge, una nube di “dark energy” che manda le Arche allo sbando; e poi quella dei Kett, una razza aliena che non era stata avvisata del fatto che quei pianeti lì erano già stati puntati dalla Via Lattea e ha deciso di prenderli per sé. I Kett sono ossuti, brutti e vestono di nero, quindi i nostri eroi capiscono subito che sono i Kattivi della situazione e vanno annientati. Lo stesso approccio non va bene per gli Angara, dalle forme più piacevoli e dai vestiti multicolore, che invece sono Buoni, e annientare i Buoni non fa parte del copione.

Cosa c'entriamo noi in tutto questo? Noi siamo dei Pathfinder. Ogni Arca/specie ne ha uno e il Pathfinder è colui che scopre i pianeti abitabili e dirige l'esplorazione. Il loro punto di forza è il fatto che si portino dietro un'IA sviluppatissima che consente loro di fare praticamente ogni cosa. E intendo davvero *ogni cosa*: SAM, la nostra IA, sarà capace di interfacciarsi in mezzo secondo con tecnologie aliene mai viste prima, saprà intrufolarsi in ogni sistema di sicurezza (tranne due o tre, quando la trama vuole che passiate tot minuti a uccidere nemici, prima), tradurre lingue mai sentite (e anche qua dipende: la lingua angara sì, quella kett no; ma d'altronde SAM traduce le espressioni idiomatiche ma non parole normali tipo “hotel”... ovvio, no?), scansionare interi km in un battibaleno ecc ecc. Questo, oltre a essere una tale idiozia che è un po' difficile da digerire persino dopo aver digerito il viaggio di 600 anni, crea più di un problema a livello di gameplay, ma ci arriveremo.
Ovviamente, la nostra IA è più speciale di quella degli altri per vari cliché, quindi noi siamo l'Eroe, volenti o nolenti. Ultima cattiva notizia, i famosi “pianeti dorati” sono tutti inabitabili. Gioia e tripudio.

Questa bellissima premessa setta più o meno la qualità media del senso che hanno le vicende e le logiche di Andromeda. È una roba abbastanza indegna anche per i famosi quattordicenni amanti delle power fantasy: almeno dar loro power fantasy intelligenti, non mi pare chiedere troppo. Non aiuta il fatto che da qui in avanti il gioco proceda su binari bene o male prevedibili e sfoci nel solito “raduniamo le razze e sfondiamo il culo al kattivo”: solita sbobba.

Il peccato è che Andromeda è pieno di potenziale interessante. Per esempio, il “primo contatto” con gli Angara e le problematiche di coabitazione che ne derivano sono uno scenario diverso dal solito. Anche la situazione di tensione e malcontento che si crea nell'Arca, una volta scoperto che “il sogno è stato infranto” (sigh), aveva del potenziale: da un lato ci sono i coloni che scalpitano per mettere su casa, svegliare i familiari ancora criogenati e farsi una vita, dall'altro lato ci sono i dirigenti dell'Arca che non possono accontentare tutti (non c'è spazio né cibo a sufficienza), ma non possono neanche creare troppo malcontento perché altrimenti regnerebbe il caos.

I Kett. Ricordate, bambini in lettura, che quando uno è un cesso è anche kattivo e gli potete sparare!

Ci sono i ribelli, la cui situazione è apparentemente ambigua e con i quali non si sa che approccio adottare; e poi ci sono i Krogan, di nuovo relegati a razza inferiore della situazione: all'Iniziativa serve averli come amici, ma sono difficili da trattare, anche perché incazzati da anni e anni di soprusi.
Sullo sfondo, la disperazione di questa gente che si è svegliata da un viaggio di 600 anni e si è resa conto di non avere vie di fuga e di essere in una situazione dove non solo i Kett, ma tutto l'ambiente li vuole morti. A parte la stupidata iniziale del viaggio, Andromeda presenta ottime occasioni di conflitto, tante fazioni credibili e dagli interessi contrastanti... tante buone idee, come dicevo.

Il problema è che niente di tutto questo è sviluppato un minimo. Andromeda è di una linearità e di una piattezza scoraggiante. La possibile complessità si rivela nient'altro che il solito universo manicheo nel quale non potremo neanche destreggiarci perché non c'è nulla fra cui destreggiarsi. Non è possibile intervenire nelle politiche delle varie fazioni del gioco, non per davvero. Andromeda *fa finta* che sia possibile, ma è una finta: o la scelte non sono vere scelte, o le loro conseguenze sono nulle o talmente piccole che non contano granché. Faccio un esempio esemplificativo.

Capita nel gioco di incrociare un'IA angara, creata chissà quanti secoli fa. Sembra una cosa importante, sia perché è un pezzo del passato degli angara (che hanno perduto molto a causa dei kett), sia perché è un'IA molto avanzata e le IA hanno un ruolo fondamentale nella storia di Andromeda. La prima scelta è fra uccidere l'IA o far morire un NPC senza nome mai visto prima. È chiaro dove il gioco vuole che andiamo (plus, uccidere l'IA porta a vari commenti critici dei companions nei nostri confronti; uccidere l'NPC senza nome non viene notato da nessuno – W la logica e l'umanità dei personaggi). La seconda scelta è se tenerci l'IA o darla agli angara. Qua la scelta “giusta” è meno chiara, ma in ogni caso dovrebbe essere significativa, almeno stando agli elementi che il gioco ci ha fornito fino ad ora. Ebbene, o l'una o l'altra è indifferente. In verità, persino trovare questa IA è indifferente. Avremo miseri bonus compiendo la “scelta giusta”, roba che neanche noteremo proseguendo nel gioco. Ryder chiuderà il tutto con un “What's next?”.

Questo apre un altro grosso problema del gioco: la quasi totale mancanza di sense of wonder. Non mi riferisco solo al fatto che sia bene o male tutta roba già vista e rivista in mille salse, cosa che già è abbastanza triste di suo. Mi riferisco proprio al fatto che ai personaggi non gliene frega una mazza di quello che gli capita davanti. Conto sulle dita di una mano le volte in cui qualcuno si è fermato ammirato da qualcosa. È tutta routine per loro: incontrare una IA *aliena* non è niente di che, scendere su pianeti alieni è una scocciatura, i kett sono i soliti stronzi kattivi... what's next?
Questo atteggiamento non fa che sottolineare come dalla Via Lattea ad Andromeda, dagli umani agli angara, poco o nulla è cambiato. Stessi problemi, stesse razze umanoidi (l'Arca delle razze non umanoidi è convenientemente andata persa), stesse armi, persino stesso arredamento! Sembra l'universo uscito dalla mente di un autore stanco e svogliato.

Gli angara, o Umani Diversamente Colorati.

Stanca e svogliata è anche la maggior parte dei dialoghi. Pochi sono i casi in cui i personaggi sono ben scritti, per lo più si tratta di battute da film di serie B o di spiegoni o di meri riempitivi senz'anima fra una sparatoria e l'altra. In alcuni casi, specialmente nelle prime 2-3 ore di gioco, si scende a livelli da “cosa mi stavo fumando mentre scrivevo?”. Un esempio si ha con una delle prime missioni, che ci regala la perla: “His heart was broken right before it exploded.” (circa: “Il suo cuore si spezzò poco prima di esplodere”, si fa riferimento a un personaggio che è stato tradito e presumibilmente ucciso da un amico, quindi questi gli avrebbe spezzato il cuore (sic) col tradimento e poi gliel'avrebbe fatto esplodere con una pallottola. Non ho ancora capito se questa poesia dei poveri voleva essere seria o una presa per il culo di tutti noi).
Verso la fine abbiamo invece il seguente dialogo, un filo parafrasato.
Ryder: Se qui c'è la Scourge, dobbiamo pensarci!
Companion (comprensibilmente perplesso): Che intendi?
Ryder: Non lo so.

Spero almeno che si fumassero roba costosa. 

Qualche linea decente di dialogo la si ha con personaggi secondari e qualche volta con i companions. Ricordo con piacere l'incontro con l'ambasciatore angara, per esempio, oppure alcune scene con Vetra e Jaal, o il siparietto in cui l'equipaggio guarda un filmone trash tutti assieme.
I companions mancano un po' di carisma ma c'è stato lo sforzo di non farne delle macchiette e direi che in buona parte si è riusciti nell'intento. Si poteva fare un po' meglio, perché la costruzione del rapporto con loro è strana. L'arco dei companions, in tutti i titoli Bioware, segue bene o male questa struttura: conosci il companion – scopri qual è il loro problema – spunta l'occasione di affrontare suddetto problema – diamo sostegno morale al companion mentre affronta il problema – dialogo di ringraziamento/scena di sesso.
In Andromeda, però, spesso manca il passaggio in cui scopriamo il loro problema o, se c'è, non gli è data la necessaria importanza, e quindi quando arriva la Crisi (l'occasione per affrontare suddetto problema) questa sembra improvvisa e il companion un isterico. Pensiamo a Miranda di ME 2: Miranda ci fa una testa come un pallone fin dall'inizio su suo padre, la sorella, la sua infanzia, blablablabla... quando arriva la missione in cui dobbiamo salvare la sorella, sappiamo bene che significa questo per lei e quindi cosa deve affrontare. In Andromeda manca questa costruzione, o è spesso imprecisa. Si arriva alla fine in cui il companion ha imparato La Grande Verità... e noi con lui, perché non è che si era capito che stavamo andando a parare lì! Peccato, perché i companions sono sempre stati uno dei punti forza dei titoli Bioware e qui le idee non erano male. Lo stesso, mi sono stati abbastanza simpatici tutti quanti e ad alcuni mi sono anche affezionata.

Passiamo più specificamente al gameplay. Andromeda è un FPS con una tinta rpg-istica. Ci sono classi e abilità, ma non servono quasi a niente, nel senso che sono arrivata alla fine del gioco senza mai livellare. Ho speso dei punti solo per acquisire due abilità (delle granate e il concussion shot) che comunque non ho mai usato. Se si utilizza una classe biotica, qualche abilità serve per forza... ma si può anche imbracciare il fucile e ciao.
La maggior parte degli scontri sono molto simili per struttura della “mappa” e tipologia dei nemici. Ogni razza ha la sua versione dei nemici-base e qualche unità unica (solo i Kett hanno i Destined, per esempio), e anche i boss si ripetono di scenario in scenario, tant'è che lo scontro finale è la versione super-powah dei boss precedenti. Ci sono un paio di mappe “speciali”, che permettono strategie di gioco diverse dal semplice “spara a tutti – avanza – spara a tutti – ripeti”. Sono più faticose, ovviamente, ma fanno sbizzarrire di più il giocatore.

Il gameplay è bene o male tutto qua: si entra in cover, si spara, si corre, si spara e si salta. Si può saltare molto in alto in Andromeda, e devo dire che è spassoso trovare il modo di raggiungere questo o quel punto inaccessibile per vie convenzionali.

Tutto il resto, lo fa SAM. Hackerare un terminale? Premi E, ci pensa SAM. Aprire una porta? Ci pensa SAM. Sparare in aria il kattivo? Ci pensa SAM. SAM rende ogni azione noiosa e banale, perché riduce tutto a “premi il tasto E. A volte un po' più a lungo del solito.”. SAM addirittura *pensa* per noi. Ci sono diverse quest investigative in Andromeda, tutte risolte da SAM. Orme per terra, nella sabbia? A occhio nudo non siamo capaci di seguirle, ci pensa SAM. Dei container davanti a noi? Aprirli è complicato, ci pensa SAM a dirci che c'è dentro. Dei documenti incriminanti? A dirci se è davvero così o sono dei falsi, ci pensa SAM.

Il punto più basso credo lo si raggiunga quando analizziamo qualcosa con lo scanner di SAM, ci appare a schermo la descrizione dell'oggetto (poche righe), ma non serve leggerla! SAM ci riassume la cosa ancor più brevemente e ci manda al prossimo obiettivo (con la solita bussola-anti-pensiero)!

In effetti, il 99% delle scritte di Andromeda, dialoghi compresi, possono essere saltati senza effetto alcuno. Le quest sono al 99% insignificanti, tanto che sembra di giocare un MMO coreano (e non sono l'unica ad aver avuto esattamente questa impressione). Sono tutte uguali e non hanno alcun impatto su niente, come la quest di cui dicevo sopra sull'IA angara. Si tratta di andare nell'area X, uccidere un tot di nemici o cliccare su un tot di terminali/casse/altri oggetti e basta. Oh, riceveremo un mucchio di roba in cambio: punti esperienza, punti Viabilità, punti Ricerca, AVP (altri punti...)... c'è un sacco di roba da accumulare, in Andromeda, tutta inutile. Anche il loot non serve a niente. È possibile ricercare armi e costruirle usando punti ricerca e alcuni metalli, è possibile modificarle con questo o quel bonus, ma una volta sbloccata un'arma decente (tempo = 15 ore di gioco), tutto il resto è puro orpello.

Gli NPC reagiscono come marionette alle quest stesse. Spesso capita che dobbiate convincere qualcuno a fare qualcosa, ma non ci sono abilità simili in Andromeda, come toccherà fare? Andate dal Tizio, glielo chiedete, dice “no”, glielo richiedete, risposta (quasi letterale): “Che scocciatura, insisti così tanto... va bene!”. Questo è il modo in cui convincerete, fra gli altri, un tizio a iniettarsi della droga in corpo, in una missione che sembra avere una grande importanza per tutta l'Iniziativa (pare che ci sia una malattia degenerativa che colpisce i coloni e li porta ad avere comportamenti aggressivi, a me pare una cosa grave!), ma che si concluderà dopo il suddetto convincimento con una mail che il 99% dei giocatori neanche leggerà. E questo è un esempio, ma quasi tutte le missioni sono così.

Gli avamposti, forse la migliore idea di Andromeda gettata alle ortiche. Abbiamo la possibilità di crearli sul pianeta che avrà raggiunto abbastanza Punti Viabilità (e che dovrà essere reso abitabile tramite un sistema magic- erhm fantascientifico che cambia il pianeta da così a così in un battibaleno... quando conviene alla trama). Quando creiamo il primo avamposto, possiamo scegliere se farlo militare o scientifico – un “messaggio” sulle nostre intenzioni nella nuova galassia. Le possibilità erano immense. Da un lato gli aspetti narrativi: creiamo un avamposto scientifico, così da fare bella figura con gli angara, ma ci mostriamo deboli militarmente ai Kett? E se i Kett ci attaccano? O viceversa, pensiamo prima alla difesa, rovinando i rapporti con gli angara?
Da un altro lato, gli aspetti di gameplay: ogni avamposto poteva essere una specie di fortezza, con le sue peculiarità, missioni specifiche e quant'altro. In più, una volta attivato l'affare fantascientifico che “aggiusta” il pianeta (l'affare fantascientifico è magicamente settato per rendere il pianeta abitabile dagli umani, non chiedete, non chiedete!), le cose dovrebbero cambiare drasticamente negli avamposti. Un pianeta totalmente ghiacciato dovrebbe cominciare a sghiacciarsi, per esempio.

Non esiste nulla di tutto ciò. Scelto il tipo di avamposto (solo per il primo pianeta sarà possibile scegliere), creeremo malcontento nella fazione che non avremo scelto e con un paio di Parole Sagge placheremo gli animi. Fine. Attivato l'affare fantascientifico che aggiusta il pianeta... non cambierà quasi nulla (magari alcune zone di gioco non saranno più radioattive), benché i personaggi parlino di Grandi Cambiamenti. Il primo avamposto è speciale: c'è la scelta, c'è un filmatino che ci mostra il cambio di atmosfera, e per qualche minuto si crede davvero che abbiamo fatto qualcosa di significativo. Poi arrivano gli altri e l'illusione crolla. L'unico loro scopo è lo stesso di quasi tutte le quest del gioco, ossia riempire 40+ ore in modo che i 60 euro che uno ha pagato sembrino giustificati.

Andromeda ha ricevuto molte critiche rispetto ai titoli precedenti; in alcuni casi sono critiche ipocrite (è tutto cliché, verissimo, ma anche la prima trilogia era tutta cliché e tutti giù a osannare che era “un classico”), ma secondo me quello che ha fatto incazzare la gente è proprio questo aspetto: il fatto che tutto sia così vuoto, così privo di impatto, persino un impatto all'acqua di rose come quello della prima trilogia. Non c'è neanche l'artificio, da un certo punto in poi, non si fa finta che quello che avviene a schermo sia importante per qualcuno: arrivati alla cinquantesima quest che si rivela l'ennesima X nel quadratino, anche il più ingenuo, anche il più stupido e anche il più appassionato si rendono conto di essere di fronte al nulla. Questa è una porcheria brutta persino per chi le porcherie le ha apprezzate con gusto ai tempi di ME 1, 2 e 3. E direi che ce ne vuole per raggiungere questo livello.

Oh, scordavo un'altra parte importante del gameplay: i Sudoku. Bisogna risolvere un Sudoku (di difficoltà facile in genere, media nei casi più estremi) perché SAM hackeri dei vault alieni. Solo in alcuni casi, in altri ci riesce senza Sudoku. Non so se fa più ridere questo o il fatto che una civiltà aliena, antichissima e avanzatissima (tipo stile Protean, no ma non per dire che rimescolano sempre le stesse idee, eh) abbia le serrature che si aprono col Sudoku. Sono sicura che in Andromeda 3 ci sarà una spiegazione logica per questa cosa.

Passiamo al lato tecnico e partiamo con le belle notizie. Ho letto di gente che ha trovato bug di vario tipo, a me non sono capitati. La grafica è molto bella, e alcune aree lasciano davvero incantati perché sono magnifiche. La ost è piacevole, non indimenticabile ma ha pezzi suggestivi. Il doppiaggio va dal figherrimo (Tann e Lexi, per dirne due) all'orrendo (Addison); in generale sembra che gli attori leggano invece di recitare, ma ci sono alcuni più bravi di altri e la media mi è parsa decente.

Passiamo alle cattive notizie. Le animazioni sono spesso strane o proprio brutte. Se n'è scritto a fiumi ultimamente, quindi non mi ci dilungo, anche perché è un problema tutto sommato secondario. La vera piaga sono i menu, le interfacce, i tempi di inutile attesa. Se vogliamo passare da un sistema stellare all'altro, dobbiamo aspettare che ci sia un'animazione (non skippabile) della nave che va dal sistema A al B. Arrivati lì scegliamo il pianeta da investigare, altra animazione non skippabile. La telecamera si ferma ad un'angolazione strana sul pianeta scelto per qualche secondo (!), poi torna normale, tutto non skippabile. Questo per ogni maledettissimo pianeta. Pianeta che spesso va solo cliccato per raccoglierne i materiali. Interi minuti di tedio e inutilità.

La mappa fa pietà e misericordia. È divisa in livelli, ma l'esterno viene considerato sempre un livello, quindi, per esempio, il cocuzzolo di una montagna sta sullo stesso livello della base (o della caverna sottostante in alcuni casi). Quando troviamo il segnale della missione posizionato sul cocuzzolo, nella mappa, non si sa se dobbiamo andare in cima, se dobbiamo stare alla base o se dobbiamo andare sotto. Tutto molto bello, specialmente quando si passano ore a cercare di salire sulla dannata montagna per poi scoprire che il miserabile pixel che dovevamo cliccare con la E per 14 secondi era sotto il burrone sotto la montagna!
Preciso che l'uso della bussola è obbligatorio perché non esiste che i personaggi ti diano indicazioni umane su dove dirigerti ("sali sulla montagna a Est dell'avamposto", per dire) se non in rari casi.

Il journal è forse anche peggio, è stato il mio incubo. È diviso in menu e sottomenu, non si capisce niente. Trovare una missione specifica è un inferno perché a volte non si sa se è catalogata come missione legata a un pianeta oppure a un companion oppure ancora come “additional task”. Non è possibile, per esempio, far emergere con un click tutte le missioni legate al pianeta dove ci si trova. È anche fastidioso che nella mappa della galassia non siano elencate le missioni accanto a ogni sistema solare, ma sia segnata solo quella principale e quella che stiamo al momento seguendo. Poi, se andiamo nel singolo sistema e nel singolo pianeta, ALLORA vengono elencate tutte le missioni accanto al pianeta. Ma se vogliamo farne un'altra ci tocca aprire il journal, bestemmiare tutti i santi finché non troviamo quella giusta e poi evidenziarla. Aargh!

Mentirei se dicessi che non sono partita prevenuta con questo Andromeda. Mi aspettavo una robaccia come Mass Effect 3, come Dragon Age 2. Ero molto ottimista. Lasciamo anche stare la trama scema, i dialoghi insulsi, la fantascienza dei poveri, il sense of wonder inesistente e la povertà del gdr che fa finta di essere: questi sono lussi in questo gioco, che manca delle basi minime per non far incazzare e tediare chi lo gioca. È squallido, perché sembra uscito da una fabbrica di giochi un tanto al chilo: c'è tanta roba, tutta insipida, tutta inutile. Qua e là qualche sprazzo fa ben sperare, ma viene sempre annegato dalla superficialità che pervade ogni aspetto del gioco. E' un MMORPG anonimo, ma senza il multi, quindi senza l'aspetto umano che compensa le ore spese a fare quest tutte uguali.
Bioware ha abbassato l'asticella della decenza di un'altra bella tacca. Bocciato senza appello.