Little Nightmares

Little Nightmares è un videogioco appartenente alla categoria dei platform-rompicapo, che, per chi non fosse avvezzo al termine, sono i videogiochi come Limbo o Inside, i nipotini del grande Another World.

Su console questo genere è fortemente presente, sebbene sia interessante notare come la maggior parte dei titoli siano creati da sviluppatori indie, mentre su pc abbiamo visto arrivare solo i pochi giochi che costituiscono la produzione migliore, anche se devo dire che ultimamente questo trend è un po’ cambiato, anche grazie al rilascio di molti progetti Kickstarter.

Little Nightmares è stato realizzato da Tarsier Studios, una casa di sviluppo indie svedese, grazie ai soldi destinati a questo tipo di progetti stanziati dalla Comunità Europea.
Avete presente quando al cinema vedete un film italiano e alla fine dei titoli di coda c’è scritto che è stato realizzato con finanziamenti statali? Ecco, qui è la stessa cosa, solo che i soldini sono arrivati da mamma Europa, e immagino in parte anche da Bandai Namco Entertainment, che è il publisher.
Premetto che a differenza dei film di Boldi e De Sica, questo denaro è stato speso egregiamente, e aggiungo, come nota personale, che fa male vedere che persino gli svedesi riescono a fare meglio di noi italiani, parlando del settore videoludico.

Nel videogioco vestiremo i panni di Six, una ragazzina prigioniera nel “resort” delle Fauci, una specie di nave-isola galleggiante, ricolma di orrori di tutti i tipi. Six è perennemente affamata e vuole fuggire da questa sorta di Purgatorio-Inferno, dove esseri umani deformi e di dimensioni gigantesche catturano i bambini per farne chissà che cosa.
Il gioco è totalmente privo di dialoghi e testi e la storia si dipana attraverso l’esplorazione e a livello visivo, mostrando eventi, situazioni, che piano piano ci fanno capire cosa stia succedendo all’interno del resort. La scelta di portare avanti la narrazione attraverso questo ermetismo è forse ispirata dal più vecchio Inside o, se vogliamo andare ancora più indietro, da Another World, dove per l’appunto (e per fortuna) mancano i maledetti e orribili spiegoni o il reperimento di lunghi documenti cartacei che li sostituiscano. Scelta molto saggia a mio parere, che aumenta il livello di attenzione e coinvolgimento del videogiocatore. Questo non significa che la trama sia banale, anzi! C’è una certa profondità nella storia, ricca di sorprese e momenti carichi di pathos. La scelta poi di rappresentare gli adulti del gioco come dei mostri giganti e deformi è probabilmente il tentativo di riprodurre come la mente di un bambino, circondato da orrori, visualizzi i propri carnefici.

La grafica del gioco e le animazioni sono arte allo stato puro, scenari cupi e scuri dove la nostra unica fonte di luce sarà l’accendino in possesso di Six, ma illuminare il buio è comunque inquietante perché non si sa mai cosa si stia annidando nelle tenebre.
Lo stile grafico dei mostri assomiglia molto alle illustrazioni della saga di Gormenghast, mentre Six è rivestita di una semplice mantellina gialla, una novella Cappuccetto Rosso all’interno del bosco pieno di orrori. I fondali sono meravigliosi e variegati e la loro tematica cambierà in base al procedere del gioco, le animazioni sono fluide e ben realizzate e io, giocando con un processore i7, 16 gb di ram, scheda video Nvidia 970 GTX, in Full HD, ho potuto impostare tutti i dettagli al massimo, senza accusare mai neppure un rallentamento e forse di questo bisogna ringraziare la bontà dell’Unreal Engine 4, il motore del gioco.
Aggiungo che non ho mai incontrato neppure un bug giocandoci, quindi chapeau, in un’epoca in cui i videogiochi escono in uno stadio quasi di beta. Ovviamente, visto lo stile del gioco, che prevede il salto da piattaforme, la risoluzione di puzzle ambientali e mille altre cose, l’utilizzo di un gamepad si rende quasi del tutto necessario. L’audio e gli effetti sonori sono stupendi e contribuiscono a creare l’atmosfera di pericolo imminente e tensione che permea le fasi di gioco, tra respiri, scricchiolii e rumori incomprensibili .

Come spiegavo, la narrazione si dipana attraverso il procedere del gioco. I primi passi di Six all’interno delle Fauci non sono particolarmente emozionanti e qualche videogiocatore potrebbe stufarsi dopo una decina di minuti, pensando di aver visto tutto, ma dopo poco la storia prende il suo abbrivio e ci troviamo sempre più coinvolti, curiosi di procedere e vedere dove si andrà a parare e capire cosa sta succedendo all’interno della struttura. Ovviamente il videogiocatore disattento, il bimbominchia superficiale, quello che skippa i dialoghi negli rpg e per cui c’è un girone speciale all’inferno, non coglierà nulla della storia di fondo e finirà il gioco con un grosso punto interrogativo sulla testa.
Per farvi un esempio, c’è un punto del gioco dove osservando alcuni quadri coperti da un panno, il videogiocatore attento farà un ragionamento che gli svelerà un aspetto molto importante della storia. Questo gioco va gustato con calma e ponendo attenzione a tutto quello che Tarsier Studios ha messo sullo schermo.
Little Nightmares presenta una discreta rigiocabilità, un po’ perché è bellissimo e quindi lo tirerete fuori di nuovo per farlo vedere agli amici o per farvi un’altra run, ma anche perché lo riprenderete una volta finito per cercare di cogliere altri dettagli che potreste esservi persi la prima volta e arricchire la vostra comprensione della storia delle Fauci.

Nel gioco sono presenti anche dei “segreti”, cioè degli oggetti che dovremo recuperare in locazioni dal difficile accesso. Raccogliendoli tutti, purtroppo non si accede a un secondo finale oppure a qualche goodies, semplicemente si sbloccano degli achievements. Ora… non apprezzo molto questa scelta: sbloccare un achievement, secondo me, non è una spinta sufficiente a indurmi alla ricerca dei segreti, però visto che la situazione è questa, vi consiglio di giocare o attraverso Steam o attraverso GOG Galaxy, almeno da vedervi premiati in tal senso. Io giocando con la versione GOG installer classico, non ho avuto nemmeno la soddisfazione di veder premiati i miei sforzi con lo sblocco di un achievement.

Il gioco è fornito di tre Dlc molto ben realizzati e divertenti da giocare, importanti ai fini della comprensione della trama, che tra le cose ci spiegano l’origine dei nomini, strane creature silenziose a forma di fungo dotate di gambe e braccia, che si aggirano per le Fauci. I nomini scappano e si nascondono dai mostri, ma anche da Six, sono impauriti da tutto e temono tutti. Raggiungerli e abbracciarli costituisce una delle sidequest del gioco.

Non voglio spoilerare i contenuti dei DLC, vi dico solo che interpreteremo il Fuggiasco, un bambino che, come Six, vuole fuggire dalle Fauci. La sua storia avviene in simultanea a quella della nostra protagonista, ma, oltre ad alcune vecchie locations, ne visiteremo anche di nuove, che comprenderanno anche un boss inedito.
I tre DLC, divisi pur costituendo un’unica storia, sono stati rilasciati tra Luglio 2017 e Febbraio 2018; le riviste del settore hanno recensito i primi due in maniera non proprio entusiastica, questo perché ognuno di essi presenta una tipologia prevalente di stile di gioco che presa singolarmente può spiazzare.
Il primo DLC è simile al gioco base, il secondo presenta una modalità coop con i nomini molto simile a quella dei vecchi videogiochi della saga Goblins (pur mantenendo inalterate le fasi platform e action).
Il terzo capitolo è quello più ricco di enigmi e caratterizzato dalla complessità degli stessi. In effetti gli enigmi che si trovano nel gioco base e nei primi due DLC sono di difficoltà media tendente al facile, mentre quelli del terzo capitolo sono parecchio più complicati.
Comunque, i vari recensori, trovandosi a recensire i 3 DLC separatamente, hanno dato giudizio poco positivo, mentre presi nella loro interezza sono assolutamente da elogiare e avrebbero meritato reazioni ben più entusiastiche. Quella di dividere l’esperienza in tre blocchi, che quando siete in gioco ha invece un’assoluta soluzione di continuità, è stata in questo caso una decisione nefasta per i realizzatori del gioco: uscire direttamente a Febbraio 2018 con un’unica espansione gli avrebbe fruttato di più anche in termini di pubblicità derivante dalle recensioni.
L’esperienza totale del gioco base si assesta sulle 4 ore, come quella dei 3 DLC, per un totale di 8 ore di puro divertimento, una durata molto più elevata di quella a cui ci hanno abituati i videogiochi appartenenti a questo genere! Little Nightmares Complete viene venduto a 29.99 euro, una cifra regalata per un videogioco che non ha nulla da invidiare a produzioni più ricche come un tripla A. Una nota a margine: da Little Nightmares è stato creato un fumetto in lingua inglese, che gli fa da prequel, ma essendo un prodotto davvero di nicchia è stato cancellato dopo due soli numeri, e mentre scrivo stanno parlando di produrre anche una riduzione per la tv.

Per concludere vi posso dire che questo gioco è un piccolo capolavoro, e farà la gioia degli amanti del genere, ma anche di chi ci si approccia per la prima volta. Unica nota negativa è che dopo averci giocato e rigiocato sarete veramente tristi di averlo finito e messo via, un po’ per la bellezza del gioco in sé, un po’ perché non ci sono molti giochi di questo genere e di questa qualità su PC. Come voto gli affibbierei un bel 9. Speriamo in un Little Nightmares 2!

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