La piccola Sara Crewe, cresciuta in India con il suo amato e ricco padre, viene portata in Inghilterra e chiusa nel collegio per signorine di Miss Minchin. La piccola non fa in tempo ad abituarsi alle nuove regoli sociali dell'Inghilterra e della società di signorine nel collegio, che arriva la notizia della morte del padre. Peggio, pare che tutto il patrimonio di Sara sia andato perduto a causa di un investimento sfortunato!

Sara si trova quindi alla mercé di Miss Minchin, che siccome è di buon cuore non la butta in mezzo a una strada, ma la spoglia di tutto e la getta in soffitta a fare la serva, pestandola e occasionalmente facendole saltare i pasti.
Pensate se fosse stata cattiva.

Sara, comunque, non si scoraggia neanche quando comincia a essere evitata dalle compagne che prima erano sue amiche, e cerca di affrontare la sua nuova vita dotata unicamente del motore grafico più potente del mondo: la sua immaginazione.

A Little Lily Princess è l'adattamento in forma di visual novel da parte della Hanako Games (o della Hanabira, se vogliamo essere precisi) del romanzo La Piccola Principessa, di Frances Hodgson Burnett. Fa parte, come Il Piccolo Lord e simili, di quel genere di romanzo che racconta i maltrattamenti di poveri bimbi innocenti che riescono a superare le avversità grazie al buon cuore e alle loro qualità (gentilezza, generosità, perdono e altre robe simili).
Avrete già capito che nell'originale ci sono zucchero e pietismo a non finire e anche la visual novel fa salire il diabete perché è davvero molto molto fedele al romanzo.

La trama generale e la maggior parte dei personaggi, infatti, sono gli stessi e i cambiamenti introdotti sono quasi indistinguibili dai passaggi originali. Complimentoni alla Hanako Games per la scrittura, che davvero sembra presa di peso dai romanzi dell'epoca e inserita nel nostro schermo! Si vede che hanno fatto sforzi per rispettare al massimo il feeling dell'originale, anche, come dicevo, nei cambiamenti effettuati.

Questi riguardano per lo più i personaggi. Alcuni, come la sorella di Miss Minchin, sono stati tagliati perché abbastanza inutili. Altri sono stati approfonditi: tutte le compagne di Sara e la cameriera francese, Mariette, hanno infatti la loro route e ognuna porta a un finale leggermente differente. E' infine stata inserita l'inevitabile (stiamo parlando della Hanako Games) punta di yuri qua e là, sempre nel rispetto dell'ambientazione del libro (ossia, non vi aspettate che delle quattordicenni combinino qualcosa. Se lo facevano, comunque la Burnett non ne avrebbe sicuramente scritto).

Il risultato è qualcosa che sarà estremamente familiare a chi conosce e ama il libro originale, che magari si divertirà a ritrovare interi dialoghi copiati pari pari dal libro.

Devo dire che io mi aspettavo un qualcosina in più, che si poteva tranquillamente fare sviando solo un po' dallo spirito dell'opera originale. Per esempio, Sara è fin troppo perfetta e le sue disavventure, come lei stessa dice, sono nient'altro che un capriccio del destino. Si sarebbe potuta fare qualche modifica alla storia per creare un po' più di spessore in Sara, che non è una Mary Sue ma ci va molto vicina. Ho apprezzato, per esempio, l'adattamento giapponese Shokojo Seira, che (nonostante i numerosi difetti) decide di vedere tutta la storia sotto un altro punto di vista e regala anche a Sara numerose lezioni da imparare. Nell'originale, Sara è già perfetta e deve solo diventare “più perfetta” (o, meglio, deve resistere alla tentazione di diventare “meno perfetta”), mentre nel drama Shokojo Seira alcune sue caratteristiche sono apertamente mostrate come difetti da correggere, cosa che la rende un personaggio più complesso.

Non mi è neanche piaciuto il modo in cui sono gestiti i finali. Possiamo scegliere su quale compagna indirizzarci (come fare lo vedremo dopo), ma non esiste l'opzione di non scegliere nessuna. Se non seguiremo nessuna delle routes, quella di Becky, la servetta della scuola, diverrà obbligatoria e il gioco resterà in stallo finché non l'attiveremo. Brutto. Bastava aggiungere un finale standard in cui Sara se ne va da sola o simile, invece di creare questa forzatura.

Avrei anche voluto che ci fosse una route per Miss Minchin. Questo sarebbe stato un bel cambiamento rispetto all'originale, ma avrebbe dato spessore a un personaggio (Miss Minchin) che ora come ora è solo una macchietta malvagia. E poi, nessuno dà mai importanza a Miss Minchin, anche se è la principale cattiva del romanzo! Di nuovo, avrei preso a modello il drama Shokojo Seira che invece le regala grande spazio e crea un rapporto particolare fra lei e Seira.

Il gameplay della prima oretta di gioco

Dal punto di vista del gameplay, ci troviamo davanti a un'apparente gestionale. Ogni settimana dovremo scegliere delle attività per Sara, come danzare, leggere, fare passeggiate eccetera (che poi diventeranno: pulire il camino, fare commissioni, cucinare e simili quando Sara cadrà in disgrazia). Ogni attività ha tre possibili risultati, ognuno dei quali alzerà alcune delle caratteristiche di Sara. Il risultato ottenuto è casuale e le caratteristiche servono per sbloccare determinate scene con le compagne di Sara. Per esempio, se la scena con Lavinia richiede 5 punti di Fame, prima dovremo guadagnarli facendo lavorare Sara, poi potremo “spenderli” nella scena con Lavinia.
Ovviamente, sbloccare le scene serve a scegliere la route sulla quale incamminarci.

Questo sistema mi ha convinta poco. Intanto, è casuale, il che significa che non è facile pianificare cosa vogliamo sbloccare. In secondo luogo, non è neanche veramente difficile, tanto che è davvero impossibile restare tagliati fuori dalla route che ci interessa. Solo ogni tanto ho dovuto sfruttare beceramente dei salvataggi per riuscire a ottenere le caratteristiche che volevo, ma perdersi delle scene è quasi impossibile.

Il che mi porta quindi alla conclusione che tutto questo sistema non serva a niente. Infatti, dopo la seconda route lo facevo quasi in automatico, senza pensarci. Bene o male le caratteristiche si sarebbero alzate da sole. Non è gravissima, come cosa, considerato che questa è una visual novel e la gente (me per prima) la compra per leggere la storia di Sara. Ma se una feature c'è, dev'essere fatta bene: così com'è è inutile e può anche risultare noiosa.

Io avrei inasprito questo sistema dal momento in cui Sara cade in disgrazia e diventa una servetta. Prima, è plausibile che lei possa fare quello che vuole e bene o male parlare con tutte le ragazzine. Dopo, invece, avrei fatto in modo che bisognasse tenere d'occhio i valori di Fame, Gelo, Paura eccetera in modo che fossero più bassi possibile. Se Sara è troppo stanca, non riesce a tenere a bada Lottie o ad affrontare quella snob di Lavinia.

Le route sono in tutto in tutto 6, una per ogni ragazzina (Lavinia, Jessie, Ermengarde, Lottie e Becky) più una per la cameriera Mariette. Bene o male mi sono piaciute tutte. Quella di Becky, la servetta, mi è sembrata quella “ufficiale”, forse perché è la più drammatica (invece di una bambina maltrattata abbiamo DUE bambine maltrattate!!!) e quella in cui Sara sembra più coinvolta emotivamente; però quelle di Lottie, Lavinia e Jessie mi hanno colpita di più perché scopriamo lati di questi personaggi non subito apparenti. Come da regola Hanako Games, le routes a cui non avrei dato un soldo a prima vista sono invece quelle che hanno riservato più sorprese.

Graficamente, come potete vedere dalle immagini, A Little Lily Princess è fatto molto bene. Il tratto valorizza la delicatezza che bene o male è alla base dell'opera originale e che passa una patina di glassa anche sugli eventi più terribili subiti dalle bambine. Stupendi i colori di alcune delle illustrazioni e molto kawaii quelle in stile deformed. Ogni sprite ha molte espressioni e varie pose e in generale il tutto ha un look professionale.

Bella la musica, che forse non farà impazzire ma che era una scelta quasi obbligata visto l'ambientazione e il tipo di storia: sì, sono quelle melodie per pianoforte che di solito detesto, ma qui stanno bene, quindi non mi posso lamentare. Molto azzeccata la song usata nei crediti.

Sono presenti degli Extra, in cui è possibile guardare tutte le illustrazioni sbloccate (più quella bonus una volta completato il gioco al 100%) e ascoltare tutta la OST. Mi sarebbe piaciuta anche la sezione col commento degli autori, ma capisco che chiedo troppo ^^.

Insomma, giudizio positivo ma non entusiasta per questo A Little Lily Princess. Piacerà sicuramente agli amanti del romanzo originale perché la cura con cui è stato adattato ha dell'incredibile. Si poteva però osare un po' di più e fare qualcosa di più profondo narrativamente e più complesso dal punto di vista del gameplay. Siamo diversi gradini sotto Black Closet, ma abbiamo comunque davanti una bella visual novel, perfezionabile ma ben realizzata.