I Misteri di Maggia: "Il Tesoro dei Templari"

Un lontano parente è morto in circostanze misteriose, lasciandoci in eredità una casa in un piccolo paese del canton Ticino in Svizzera, a Maggia. Chi lo avrebbe mai detto che in un giorno qualsiasi come quello, in cui eravamo tranquillamente seduti in poltrona a decidere se guardare questo o quel cartone animato giapponese, avrebbe avuto inizio una vera e propria caccia al tesoro. Incuriositi da un volantino che riporta alcune notizie sui templari e da una scritta in rosso (Maggia), iniziamo a seguire gli indizi (riportati in un'agenda dall'iconcina a forma di archivio che purtroppo non è possibile sfogliare all'indietro). Risolveremo enigmi di medio-alta difficoltà di tipo grafico, logico e linguistico (anagrammi, rune, metafore, codici alchemici) e soprattutto cammineremo per chilometri attraverso le strade e i vicoli di Maggia.

Il gioco è composto da un numero prossimo all'infinito (ho chiesto agli sviluppatori di rivelarmi tale cifra) di foto della cittadina di Maggia tra le quali muoviamo, non senza qualche difficoltà, il nostro personaggio. Inizialmente si vaga a casaccio, ma pian piano si acquisisce una certa familiarità con il territorio. E' meglio affidarsi al proprio senso dell'orientamento che alla cartina, molto piccola e poco dettagliata, che troviamo nel primo capitolo di gioco. Quest'ultima è tuttavia un valido aiuto per localizzare le zone verso le quali dirigersi. Sempre il nostro senso dell'orientamento dovrà venire in nostro soccorso quando le frecce direzionali, nelle quali si trasforma il cursore, ci giocano qualche scherzetto nel gioco.

Le musiche sono per lo più brani classici molto piacevoli e i dialoghi sono sia testuali, sia doppiati.
Il gioco consta di sette capitoli, più un breve epilogo interattivo dopo i titoli di coda ed ha una durata complessiva che stimerei in 20 ore (se come me, ammetto, si ricorre qualche volta alla soluzione acclusa). Consiglio vivamente, inoltre, di salvare spesso il gioco. Nonostante la patch ho, infatti, trovato almeno due situazioni di gioco in cui è stato necessario ricaricare perchè in stallo.

Qualche demerito questo bel gioco, opera tra l'altro di due persone, purtroppo lo ha. In alcuni casi ci si deve armare di pazienza e muovere lentamente il cursore sullo schermo per individuare piccole zone attive della schermata e non è poi detto che la freccia per andare in basso si trovi in basso o che quella per guardare in alto (mai dimenticare che si può a volte guardare anche in alto!) sia nella parte alta dello schermo. Che al tempo dei templari fosse poi già in uso la fotografia, non mi era noto e in generale si ha la sensazione di muoversi in un tempo astratto che congiunge l'oggi al medioevo, con enigmi risolvibili solo se si tiene a mente questo paradosso temporale nel quale siamo caduti, giocando a I misteri di Maggia. Ma questo forse non è un demerito. Mi ricorda i film di Derek Jarman (Edward II). E comunque mi ha tenuta incollata al pc per 4 giorni di fila!

 

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