In He Beat Her noi interpretiamo l'avvocato di un ragazzo accusato di aver picchiato la sua fidanzata. Mancano 5 minuti al verdetto del giudice, e abbiamo un'ultima chance di fare un'azione che potrebbe regalarci la vittoria.

He Beat Her è una Visual Novel un po' atipica realizzata da Zephyo per il Ludum Dare 39, il cui tema era: “running out of power”. E' atipica nel tipo di gameplay che propone. Noi avremo 5 minuti (in real time) in cui potremo fare una azione: dovremo scriverla in un box di testo, come se fosse un'avventura testuale. La particolarità è che è molto difficile, alla prima partita, beccare l'azione (o una delle azioni) “giusta”. Il gioco prevede che noi perdiamo e perdiamo, accumulando intanto informazioni preziose che potremo poi usare nelle partite successive per arrivare finalmente a vincere il caso. Non c'è nessuna giustificazione in-game per questo meccanismo, nel senso che non c'è un viaggio nel tempo o simile, che quindi fa sì che noi “torniamo indietro” ogni volta. E' puro meta-gaming. Sono anche disposta a chiudere un occhio sulla cosa, visto e considerato che l'opera è stata fatta in 48 ore ed è brevissima (una giocata dura 5 minuti), quindi l'effetto “oh, ma che simpatica trovata” fine a se stesso ci sta pure. Ma è tutto il resto il problema.

Ora, io capisco che non si possa pretendere molto da un'opera creata in 48 ore, ma ci sono stati altri titoli degnissimi realizzati per altri Ludum Dare. In He Beat Her non c'è una cosa che funzioni. Partiamo dalla storia.

Noi siamo un avvocato evidentemente incompetente: a 5 minuti dal verdetto finale non ci siamo neanche accorti che il nostro cliente ha una ferita al collo, o che la sua ragazza, quella che lui è accusato di aver picchiato, ha problemi mentali ed è sotto terapia. Cosa abbiamo fatto, esattamente, dal momento della denuncia al momento del verdetto? In cosa è consistito il nostro lavoro? Mistero.

In questi famosi 5 minuti, fra le varie azioni possibili, potremo fregare la borsetta della ragazza dell'accusato, che lei ci lascerà per andarsene a piangere in bagno. Ma... il senso? E l'avvocato dell'accusa che fa, dorme anche lui? Sono tutti rincoglioniti in questa visual novel?

La ciliegina sulla torta arriva quando riusciremo a volgere i fatti a nostro favore. Sì, *spoiler*, in caso aveste paura di perdervi qualcosa. La ragazza ha problemi mentali e quindi è violenta. E' stata lei a picchiare lui, ma lui, poveretto, non se la sentiva di accusarla. Non so da dove cominciare: cliché sui pazzi violenti? Check. Cliché sulla povera vittima che non se la sente di accusare il carnefice? Check.

Aggiungiamo che anche il giudice in questa visual novel è un rincoglionito, perché gli basta sapere che lei ha una malattia mentale per ribaltare il giudizio... Il messaggio che questa VN fa passare è, essenzialmente, che se uno è schizofrenico o soffre di doppia personalità o comunque ha una malattia mentale, automaticamente è colpevole. Di solito non sono una che si lamenta del messaggio che le opere fanno passare, perché è giusto che ogni tipo di moralità abbia le stesse opportunità, ma in questo caso il messaggio è palesemente falso e anche veicolato tramite stupidate e cliché.

Si salva l'aspetto grafico, molto bellino, dallo stile evocativo. Ill menu, anche se un po' glitchoso (non sempre prende bene il click) è adeguato all'atmosfera della visual novel. Ho apprezzato anche le musiche, adatte a creare suspance.

Non posso consigliare He Beat Her. Se volete quel tipo di meta-game che propone, ci sono mille altri giochi che, chi più chi meno, offrono la stessa cosa, e che hanno anche una storia decente.