Downfall Redux è un gioco che ha bisogno di poche presentazioni. Creato dallo stesso autore di The Cat Lady, titolo tradotto e recensito qui su OldGamesItalia, è il remake di Downfall, avventura horror del 2009. Quando si trattò di mettere il gioco su Steam, Michalski rifece il gioco da zero con il comparto tecnico di The Cat Lady. Ma, a parte la grafica, cosa è cambiato dalla vecchia versione? Scopriamolo con INDIEtro Tutta.

È notte, e Joe Davis e sua moglie Ivy stanno viaggiando verso il Quiet Haven Hotel. I due litigano spesso ultimamente, e Joe pensa che una bella vacanza possa aiutare a salvare la relazione.
Purtroppo, non finiranno in un hotel normale, come potete immaginare. Dovranno (anzi, Joe dovrà) affrontare le personificazioni del disturbo di Ivy, che ha molti complessi sul suo corpo e in generale sulla sua immagine. Tale personificazione è Sophie, entità dalle origini misteriose che “tiene in ostaggio” Ivy. Joe dovrà combatterla per liberare la moglie.

Le differenze di trama fra il Downfall del 2009 e questo remake non sono eccessive. Il tema di fondo è lo stesso e simbolicamente la storia è resa molto meglio, ma sono state inserite delle modifiche che minano la credibilità della storia stessa. Per esempio, nel Downfall del 2009, Joe e Ivy sono in viaggio e stanno cercando un medico, ma il temporale li costringe a fermarsi nell'hotel. La vecchia premessa aveva molto più senso perché, come scopriremo ben presto, la moglie di Joe non ha tutte le rotelle a posto. E quando tua moglie parla di larve che escono dai muri, del demonio che passa per le stanze e in generale grida insulti alle persone a random, tu non le dici: “cara, dormi che ti passa”, ma le dici: “cara, cerchiamo uno psichiatra immediatamente”.

C'è da dire che già la trama del 2009 era traballante, quindi nel complesso direi che siamo migliorati. Adesso, diversi personaggi che prima sembravano inseriti senza un motivo, trovano la loro funzione all'interno della storia. È stato inserito un prologo che fa luce sul background di Joe e che viene richiamato in una scena successiva. Anche il collegamento con The Cat Lady è molto più chiaro, a differenza della vecchia versione, in cui il collegamento era incomprensibile. Per chi ha giocato il Downfall del 2009: la scena dei cadaveri bruciacchiati nello scantinato *ha un senso*. Gioiamo!

Nonostante queste migliorie, siamo diversi gradini sotto The Cat Lady. In particolare, il problema maggiore è che in Downfall noi seguiamo Joe, quando quella a cui appartengono gli incubi è Ivy. È Joe a dover affrontare i “mostri” di Ivy per lei, con il conseguente “messaggio” che Ivy è una semplice vittima della situazione, e che senza di lui non può salvarsi. Ivy è prigioniera di Sophie e non può ribellarsi, non può fare niente per superare i suoi complessi. È Joe che deve dimostrarle amore e fedeltà.

Qua il problema non è di tipo morale (benché ovviamente questo sia un messaggio che mi fa abbastanza schifo), ma narrativo: una scelta simile è debole, perché sposta il cuore dell'azione sul personaggio che ha meno da perdere in tutto questo (Joe al massimo ci perde la moglie, Ivy ci perde tutta se stessa). In The Cat Lady, Susan deve affrontare e vincere la sua depressione e può farlo solo attraverso un percorso di maturazione interiore che viene riflesso nelle cose che le succedono e nel suo rapporto con Mitzi. Questo è il motivo per cui l'atmosfera e l'immaginario di TCL hanno colpito così tanto (al di là della bravura di Michalski nel renderle, ovviamente). Pensate che gioco sarebbe stato se ad affrontare i suoi demoni fosse stato, che ne so, lo psichiatra!

In Downfall, invece, Ivy non supera nulla e non matura per niente. In quest'ottica, anche il finale “buono” (ce ne sono 3, uno dei quali, il più difficile da raggiungere, è quello buono) suona falso. Sì, ok, Joe l'ha salvata... ma a che è servito tutto questo, se lei è tarata esattamente come prima? Appena sarà passato il momento di giubilo, lei tornerà a guardarsi allo specchio e a vedersi come una balena, non è cambiato niente! Lui è condannato a doverle fare da supporto a vita? I mostri sono dunque sempre dietro l'angolo e lei non sa come affrontarli.

In verità, il gioco è persino più confuso di così. Ci sono delle scene che suggeriscono che anche Joe ha i suoi demoni da superare, legati a una tragedia avvenuta quando era piccolo (perché avere fratelli scemi può essere una tragedia). Ma non è proprio chiaro se è così oppure no.

Insomma, Downfall è, narrativamente parlando, un titolo ancora immaturo. Forse, se Michalski l'avesse scritto oggi, sarebbe diverso, ma così com'è si porta dietro i problemi che aveva già nel 2009, com'è anche abbastanza naturale per un'opera simile. Resta una storia carina anche se non molto originale, dall'atmosfera malatissima e ben tratteggiata, chiaramente “michalskesca”.

Il comparto tecnico è quello che ha subito le migliorie più evidenti. Adesso il gioco presenta lo stesso impianto di The Cat Lady e lo stesso tipo di movimento e inventario, tutto gestito con le frecce della tastiera. Scelta, devo dire, fiqua dal punto di vista grafico ma un po' macchinosa dal punto di vista del gameplay, almeno in alcune situazioni, quando bisogna far interagire molti oggetti fra loro. Palle immense, dover cliccare ogni volta “freccia giù, freccia laterale, enter” e se si sbaglia dover rifare d'accapo.

La colonna sonora è meravigliosa, con musiche punk mischiate nel mezzo. Carini anche i filmatini messi qua e là – non vi aspettate i video di un Witcher 3, ovviamente, ma hanno la loro dignità.

Il doppiaggio a volte è decente, ma il più delle volte è strano, suona forzato. In più, a volte la musica è troppo alta e non ho trovato l'opzione per abbassarla senza abbassare anche le voci. Infine, segnalo che nel 2017 non poter skippare animazioni, dialoghi e *intere cutscenes* crea tutta un'altra serie di incubi che si aggiungono a quelli dei protagonisti del gioco.

E' presente una sezione EXTRA con una scheda dei vari creatori del gioco (autore, animatore, musicisti, ecc) e dei trailer.

Il gioco è in inglese, ma è presente anche la traduzione italiana per quel che riguarda interfaccia e sottotitoli. Su Steam e GOG, in allegato al gioco versione Redux, avrete anche il gioco liscio del 2009, diventato freeware all'uscita della nuova versione.

Downfall piacerà sicuramente a chi apprezza le atmosfere inquietanti e pazzoidi di The Cat Lady. Il gioco non è, dal punto di vista di storia e personaggi, all'altezza del suo successore, ma si fa comunque giocare con piacere. Ora restiamo tutti in attesa del terzo titolo ambientato nello stesso universo di gioco!

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Scheda della traduzione di The Cat Lady