Il fabbro Van si è appena trasferito nella bellissima città di Azalea, sede di numerosi mercanti e dalla fiorente economia.
In teoria, perché Van non riesce a trovare un cliente neanche pregando e a giorni dovrà fare i bagagli e tornarsene nel suo misero paesino. Per sua “fortuna” arriva nel suo negozio l'avventuriera Maya, che sembra interessata a commissionargli armi per la sua gilda... se lui andrà a procurarsi i materiali nella foresta, però!

Diamond Rose è una visual novel/rpg creata in occasione dell'ultimo NaNoRenO e ci mette nei panni di Van, naturalmente. Ricorda molto, come concept, Recettear. In Recettear dovevamo procurarci materiali e oggetti in un dungeon e poi rivenderli nel negozio. In Diamond Rose, il pattern è simile: nei panni di Van (e più tardi di Maya e di un'altra sua amica di gilda) dovremo prima esplorare la foresta alla ricerca di materiali e poi tornare nella fucina per creare altro equipaggiamento con il quale ri-affrontare la foresta per recuperare altro materiale per poi... avete capito.

Naturalmente, Diamond Rose è molto più piccolo, come scopo e complessità, rispetto a Recettear, e anche la storia è più stringata. L'intera VN sembra più la demo di un progetto più grande, e in effetti è in sviluppo il “sequel” di Diamond Rose, che sarà più ampio e complesso sotto tutti i punti di vista.

Nel frattempo, questa “demo” è abbastanza graziosa. La storia è molto semplice e i personaggi non molto approfonditi, ma i dialoghi sono simpatici e le varie situazioni, benché un po' cliché, non fanno venire proprio il latte alle ginocchia. Più di una battuta di Van mi ha fatto sorridere, per esempio.

Il gameplay, tenendo conto del fatto che è molto semplicistico, è abbastanza ben calibrato, nonostante la presenza di un po' di grind (che spero sparisca dal progetto definitivo). Non è molto rpg, nel senso che c'è davvero poco che le nostre statistiche o le nostre scelte possano modificare. Non ci sono neanche livelli: si tratta semplicemente di asfaltare i nemici alla nostra portata, procurarci armi/armature migliori e asfaltare nemici un po' più forti, ri-procurarci armi/armature migliori e così via fino al boss. Van, Maya e Aria (l'amica di Maya) hanno abilità e armi diverse, ma qua finisce la componente “rpg”-esca. Questo è stato il peggior problema, perché appiattisce veramente *tanto* il gameplay. Un conto è grindare per ottenere punti exp, migliorare le proprie abilità e sbloccare nuove tattiche (tutta roba qua inesistente); un conto è grindare per ottenere oggetti, con i quali potremmo battere il boss finale anche all'inizio del gioco.
Ovviamente, inutile parlare di reattività e cose simili. Diamond Rose è una visual novel con del combattimento qua e là.

Per un titolo così breve (lo finirete in un pomeriggio), non ci sono problemi. Se il titolo fosse più lungo, il tutto risulterebbe molto ripetitivo – infatti nel progetto finale sono previste altre variabili con cui il giocatore dovrà avere a che fare. Io sono arrivata alla fine con il desiderio di avere qualcosa di più, ma non mi sono annoiata.

Sono disponibili 3 modalità di gioco: Story Mode, Casual Mode e Normal Mode. Io ho giocato la Normal Mode e non era poi così difficile. La Casual Mode è, ovviamente, semplificata e la Story Mode... francamente non ne comprendo l'appeal visto che al momento la storia è molto breve e si finisce in cinque minuti. Ma tant'è, c'è: se volete, potete saltare tutto i combattimenti.

Menù, interfaccia e disegni sono un po' semplici ma bellini. Tutti i personaggi hanno diversi sprite, quindi sono molto espressivi, e i vari menu sono molto veloci da navigare (fondamentale in battaglia, dove il lag renderebbe ancora più insopportabile il grind).
Belline le musiche e graziosi gli effetti sonori. Poco da aggiungere sul lato tecnico.

Mi viene difficile consigliare Diamond Rose, non perché sia brutto, ma perché a chi piace il genere ha altre alternative molto migliori (Recettear, come dicevo, è una). Lo stesso, non mi sono pentita di averlo giocato: i personaggi sono simpatici, e le orette spese dietro al gioco sono volate via serene. Sono anche contenta di constatare come le nuove VN amatoriali non siano tutte sulla scia del romanticume-andante: spero in bene per il progetto completo.