Arran Bruce non è mai andato troppo d'accordo con la sua famiglia, specialmente con il padre, un uomo che vede la cinghia e la frusta come ideali strumenti pedagogici. Ma Arran ha lasciato la casa paterna da un pezzo e si è costruito una vita sua, cosa che il padre non potrà mai perdonargli ma conto cui non può nulla.
Il problema? Arran è appena stato diseredato e tutte le sostanze di famiglia, compresa la casa avita, andranno alla sorella pazzoide. È l'ultima goccia: Arran decide di tornare a casa, uccidere la sorella e prendersi l'eredità che gli spetta!

Il concept di The Deed, una specie di avventura grafica creata con RPGMaker che vi viene presentata oggi da INDIEtro Tutta, mi ha intrigata subito moltissimo: non solo siamo un (aspirante) assassino, ma dobbiamo pure uccidere nostra sorella e cercare di incastrare qualcun altro per l'omicidio. Quello che mi aspettavo, visto il costo del gioco (poco più di 1 euro) era una cosina deludente e non molto approfondita.
Mi sono dovuta ricredere. Sì, The Deed è molto corto: un playthrough dura dai 10 ai 30 minuti, a seconda di quanti personaggi volete incontrare, quanto volete esaminare la casa, e via così. Ma in questi 10-30 minuti, c'è abbastanza per divertire.

Innanzitutto, la casa, non grandissima, è esplorabile e molti sono gli oggetti da esaminare. Alcuni faranno scattare dei brevissimi flashback che danno un po' di spessore in più ad Arran e alla storia generale. Il nostro scopo sarà recuperare due oggetti, un'arma e una prova, per uccidere nostra sorella e incastrare qualcun altro. C'è molta scelta, e bisogna fare attenzione perché non tutte le armi possono essere “accoppiate” a tutte le prove. Se vogliamo far ricadere la colpa su nostra madre, avrà poco senso uccidere nostra sorella a mani nude: le orme di una mano maschile si vedranno chiaramente sul collo di nostra sorella!

Un altro aspetto a cui bisogna fare attenzione sono le conversazioni con i vari personaggi. Potremo scegliere diverse opzioni durante i dialoghi per mettere in cattiva luce l'uno o l'altro personaggio o per scoprire dettagli da usare a nostro vantaggio. I dialoghi sono molto brevi e poco approfonditi, ma consentono di scegliere fra diversi approcci.

Una volta compiuto il misfatto, la polizia setaccerà la casa e ci interrogherà tutti, noi compresi: qui vedremo i risultati delle nostre azioni e dovremo cercare di minimizzare i sospetti verso di noi in ogni modo.

In generale, sono rimasta sorpresa dal numero di possibilità messe a disposizione del giocatore e dall'intelligenza del gioco, che bene o male capiva sempre cosa cercavo di fare.

Un problema è però la mancanza di sufficienti indicazioni per incastrare gli altri personaggi. Bisogna recarsi nella stanza dove vogliamo piazzare la prova, andare nell'inventario – che il gioco non ci mostra né ci menziona – e fare doppio clic sulla prova da piantare. Non c'è nulla che ci spieghi come funzioni la cosa, tanto che per i primi 10 minuti io giravo come una pazza cliccando lo scenario nella speranza che apparisse l'azione “piazza la prova”.

Ho trovato lo stile grafico da un lato molto adeguato, dai toni “dark” e dalle tinte scure, in perfetta combinazione con il mood della storia. D'altra parte, non ho gradito molto i ritratti dei personaggi, specialmente quello della madre di Arran che tutto sembra tranne una donna anziana.
Le musiche sono poche ma adeguate, e gli effetti sonori decenti.
Il gioco è solo in inglese, e direi che è un inglese medio-facile: anche se non siete espertissimi, dovreste cavarvela. Probabilmente dovrete cercare qualche parola, come qualcuno degli insulti che ci lancia nostro padre.

The Deed è un'avventura molto breve che offre più di quel che pensassi. Non è un capolavoro, ma è curiosa e fa passare 10 minuti simpatici.